Visualizzazione post con etichetta Giorgio I. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giorgio I. Mostra tutti i post

24 marzo 2010

Arredamento Georgiano

Ho parlato qualche giorno fa dell'arredamento Neoclassico per iniziare un po' ad approfondire il tipo di mobilia che si poteva trovare in una casa georgiana (avevo un po' bistrattato questo periodo ^_^) ed era mia intenzione parlare anche di quello georgiano, ma con la confusione che ne è nata ho preferito togliermi subito il dente.

Parlando di arredamento georgiano bisogna immaginare dei mobili di classe e di gusto. Certo anche loro hanno avuto le loro correnti pacchiane, chi non ne ha, ma per principio dimenticativi il barocchetto doratissimo che era così in voga alla corte dei Luigi di Francia; per quanto mi riguarda il georgiano è lo stile d'arredamento che preferisco in tutti quelli del XVIII e XIX secolo.


Periodo storico e clima culturale
Naturalmente, l'arredamento georgiano è tipico del periodo storico georgiano [ma va? e chi l'avrebbe detto? Sei un genio!], in particolare dei regni dei primi tre Giorgio: Giorgio I, Giorgio II e Giorgio III.

Parlando di questi tre personaggi ci sono dettagli che saltano subito agli occhi e il primo fra tutti è senz'altro quello che G1, G2 e G3, come li ho ribattezzati, sembrano non godere di una identità propria, l'avete notato anche voi? Ci si riferisce a loro al plurale, il periodo storico che rappresentano è associato a tutti e tre come se nessuno fosse spiccato per qualcosa di particolare. In effetti è vero... per la cultura inglese, certo, il periodo georgiano è stato particolare rispetto a quelli che l'hanno preceduto e seguito, questo perchè tutti e tre i Giorgio che hanno regnato erano di origine tedesca, figli di una cultura differente e abituati a ritmi e stili ben diversi da quelli della corte inglese. È naturale, quindi, che l'abbiano plasmata a loro immagine.

Lo stile georgiano, sia in campo artistico che architettonico, inizia col regno di Giorgio I e viene usualmente fatto terminare con la fine del regno di Giorgio III.
Nell'arredamento riconducibile allo stile georgiano, che è tipicamente inglese, visto che altrove imperversa il barocco e il barocchetto (nelle sue amenità dorate), si possono a loro volta distinguere tre fasi: la Early Georgian, tipica del primo periodo e caratterizzata da linee morbide e sinuose, il Gothic Georgian, caratterizzato da una struttura più massiccia e squadrata, ispirata sia dallo stile gotico che dal Tudor, e l'ultima fase, detta Chippendale, ma nella quale vengono considerati anche stili di altri mastri ebanisti, come Hepplewhite e Adam.


Analisi dello stile e delle sue correnti derivate
Lo stile georgiano si caratterizza per la sua raffinatezza senza finire eccessivamente nel pacchiano, come invece accadde per il barocco.

Esso è la contrapposizione inglese allo sfarzo della corte francese,eccessiva, vistosa, decisamente kitch in molte sue manifestazioni e forme.

Lo stile georgiano, invece, è figlio della praticità tedesca e del gusto inglese, che dà vita ad un tipo di mobilio equilibrato e utile; ma esso prende anche spunto nelle sue decorazioni dal barocco francese e mantiene la raffinatezza derivata dalla lavorazione raffinatissima del legno.

A differenza del barocco (tripudio di oro e regali maestà), lo stile georgiano predilige una colorazione naturale, in particolare il rosso mogano, questo tuttavia genera un effetto piuttosto scuro in una stanza poco illuminata e arredata completamente in questo stile, dando l’effetto di mobilia massiccia e di ambiente buio.

Oltre al colore naturale del legno, che deve essere tirato a lucido, sono adoperate anche tinture pastello come il rosa polvere, il bianco, il panna, l’azzurrino e il verde pisello, sebbene in misura decisamente minore.

Le caratteristiche del georgiano prevedono i seguenti punti importanti:

- Armonia e simmetria nelle forme, nei colori e nelle decorazioni
- Colori pallidi e delicati oppure naturali
- Grande lavoro d’intarsio da parte degli ebanisti, con raffinate decorazioni che adornino il mobilio


Le gambe dei mobili hanno forma affusolata, che sarà poi ripresa dallo stile neoclassico, la forma a faretra sta cominciando a delinearsi, mentre permangono terminazioni e piedi a pomo o a zampa d’animale, solitamente leone; non di rado si trova un mix tra le due, con zampe di leone che afferrano pomi di legno e d’ottone.

Primo stile georgiano o Early Georgian
Il primo stile georgiano si caratterizza per forme aeree e sinuose, molto delicate nella mobilia e guarnite con minute rappresentazioni naturalistiche in legno. Permangono i piedi a zampa, le grandi specchiere barocche e tipiche del settecento, ornate di decorazioni che ricordano il corallo mario.

Benchè il georgiano sia uno stile che ama proporzioni, simmetria e armonia di linee, nelle decorazioni il suo gusto è diverso da quello del barocco classico francese, le forme sono molto più sottili, sebben intricate, ma mantengono la loro specularità nelle varie parti del mobile.

Il primo georgiano è leggero e grazioso, con intagli floreali e naturalistici come ornamento, i colori sono aranciati o rossicci e non ancora così scuri come si tende a dire dello stile in generale.


Georgiano gotico o Gothic Georgian
Questo stile si rifà in parte al modello gotico tardo medievale, più a quelle delle leggende che a quello reale di case e chiese.

Lo stile comincia a diventare più massiccio, le decorazioni geometriche e le linee più squadrate. Anche i colori si scuriscono, molto impiegato è l’ebano che, come si sa,ha una sfumatura molto scura tendente al nero.

In questo periodo dello stile georgiano, scompaiono temporaneamente zampe e sfere come decorazione delle gambe dei mobili; queste ultime, tuttavia, mantengono la loro forma a faretra. Molto significativi, per quanto riguarda questa corrente, sono i letti.


Late Georgian o Chippendale
Lo stile late georgian si compone di alcune caratteristiche comuni a tutti i famosi ebanisti che ne sono stati esponenti, tra questi Chippendale (sia padre che figlio), Hepplewhite e Adam.

Lo stile late georgian eredita dal gotico una forma più massiccia rispetto a quella del primo georgiano, anche la sagoma dei mobili è leggermente più squadrata, ma questi riprendono le loro caratteristiche decorative originarie e ritroviamo anche zampe e pomi.

I colori si sono scuriti nel tempo e dall’aranciato si è passati al rosso più intenso, al mogano e al ciliegio. Raramente vengono dipinti di chiaro come accadeva in precedenza.

In quest’ultima parte del periodo georgiano si concentrano tre figure di ebanisti di spicco che creano mobili veramente splendidi, si tratta di Chippendale sr, Hepplewhite ed Adam, di questi Chippendale è il più famoso.

Tutti e tre tentato di dare alle forme squadrate del gotico una sagoma più longilinea e delicata, in una specie di “ritorno alle origini”, ma mantenendo alcuni angoli particolarment acuti e motivi ornamentali tratti anche dalla geometria perfetta: ellissi, cuspidi, rombi, mentre va calando la richiesta di decorazioni floreali come foglie di acanto e altre piante.

Una caratteristica che accomuna tutti e tre gli stili del georgiano è il fatto che i mobili, a differenza dello stile barocco o neoclassico, non vengono decorati con pitture sui ripiani.

La forma piuttosto bombata, inoltre, rende i mobili georgiani ideali per contenere una miriade di cassetti, cassettini, ripiani a scomparsa e scomparti segreti [è, insomma, il mobile prediletto per i racconti del mistero ^_^]

Le rifiniture della mobilia georgiana sono molto curate, sia per quanto riguarda il lavoro di decorazione e intaglio, sia per le aggiunte in ottone, oro, radica e così via.


La sedia e la poltrona: confronto tra due scuole di pensiero
Ovvero: come capire la gente dell'epoca dal tipo di sedile

Nell’epoca georgiana alcuni dei mobili che ci sono più familiari assunsero la forma a cui noi siamo abituati ad associali, per esempio la sedia.
È infatti un’invenzione di quest’epoca la sedia a seduta larga, con lo schienale staccato dalla seduta (più o meno imbottito).

Di forma arrotondata, ovale o a conchiglia, essa è munita di braccioli imbottiti e decorata con riccioli e intarsi (per maggiro chiarezza vedere figura a lato).

Perché, direte voi? Beh, la sedia larga serviva alle signore per potersi accomodare assieme alle loro gigantesche gonne sorrette da paniers, le crinoline dell’epoca, ovverossia semisfere di materiale semirigido, come giunco, legno e così via, che servivano per dare alla parte inferiore dei vestiti la caratteristicha forma a barca, larga ai lati e piatta sul ventre. Essendo questi paniers piuttosto ingombranti, bisognava che ci si potesse sedere senza rovinarli né accomodarcisi sopra, ecco quindi perché si aveva necessità di una sedia con seduta larga. E schienale comodo per appoggiarcisi.

Anche la poltrona assume una forma a noi non ignota, è infatti invenzione di tempo georgiano la classica “poltrona ad ali” detta anche “poltrona alata” o “winged armchair”, caratterizzata da una seduta molto bassa, uno schienale alto di forma trapezoidale, corredato ai lati da dei poggia testa che arrivavano fino ai braccioli.

Costruita in velluto, damasco o tessuto tipo arazzo, la poltrona alata ebbe un grandissimo successo per tutto il Settecento e Ottocento, in particolar modo rimase adoperata dalla nobiltà di campagna, a cui è ancora fedele, ancora oggi.

Ideale per leggere, la poltrona alata è conosciuta per essere comoda e spaziosa, ma avere, allo stesso tempo, una forma autorevole, vero emblema del capofamiglia britannico.


Una tipica stanza georgiana
Caratteristica imprescindibile è lo stile scuro e, con il passare del tempo, anche leggermente massiccio dei mobili, caratteristica ereditata dal gotico. Questi sono quasi tutti mobili da parete, in particolar modo è la credenza e le sue sorelle da ingresso a farla da padrona assieme allo scrittoio (chiamato bureau).

La stanza prevede anche l’impiego di tendaggi di tessuto pesante, come velluto e damasco, altamente impenetrabili alla luce e tappeti sui pavimenti, in particolare provenienti dall’esotico Medio Oriente.

Lo stile georgiano predilige soprammobili a vista, piatti esposti nelle credenze, orologi da mensola che fanno bella mostra di sé sopra il camino o la commode, pendole dall’aspetto solido negli angoli. Per un certo periodo l’esposizione di cineserie, come i grandi vasi bianchi e blu di dinastia Ming fu un autentico must nelle case dei benestanti.

Altro accessorio molto adoperato era la composizione di fiori, che doveva essere maestosa e ricca, fatta all'interno di vasi di argento, bronzo o marmo.


Ai nostri giorni
Lo stile georgiano, sebbene con alcune modifiche per adattarlo alla vita e alle esigenze moderne, è ancora molto adoperato nell'arredamento grazie alle sue caratteristiche di sobrietà ed eleganza.

In particolare, esso è molto utilizzato negli Stati Uniti, dove rappresenta il massimo del gusto della cultura ed è adoperato per la mobilia di rappresentanza sia alla Casa Bianca che nelle ville dei senatori più influenti.


Nella sua variante bianca, esso è il simbolo dell'arredamento degli stati del Sud: Georgia (ha il nome con sè), Carolina e così via. Tipica di molte rappresentazioni è la classica villa padronale in stile coloniale, bianca a colonnato, con cucina stile georgiano, ripiani di colore pastello, grandi tavoli e pentole che bollono ovunque.

Lo stile georgiano all'estero dei paesi anglossassoni è poco usato perchè richiede spazi ampi e una conformazione della casa che mal si adatta alle esigenze di chi abita in appartamento, ma si confà più a ville e case di campagna.

In compenso è uno degli stili adoperati per l'arredamento della casa nelle svarate versioni del gioco di simulazione domestica The Sims, a cui io sono altamente dipendente, quasi quanto alla teina e caffeina.



Una cosa che tenevo a precisare, riguarda il susseguirsi di stili.
Non dobbiamo immaginare che gli stili siano come i pezzetti del domino, uno segue l'altro perfettamente e c'è una linea di confine ben netta e definita tra, poniamo, neoclassico e impero, questo perchè gli stili assomiglia, invece, più ai pezzi di un puzzle, uno segue sì l'altro, ma alcuni sono concomitanti sulla stessa colonna e una parte di uno dei pezzi finisce in quello che segue, si completano a vicenda, insomma.

Gli stili sono difficili da definire con precisione, essi mutano nel tempo e nelle loro caratteristiche, anche primare: se questa mutazione cambia completamente l'aspetto finale dell'oggetto, piuttosto che della scultura o dell'architettura, allora è nato un nuovo stile. Gli stili convivono uno con l'altro per diverso tempo e prendono caratteristiche, rubiandole, copiandole, ma sempre migliorandosi.

Per questo ritengo che sia sbagliato definire il georgiano come una linea matematica, che inizia all'anno X e finisce all'anno Y, esso ha continuato ad esistere in altri stili con altre caratteristiche ed è sopravvissuto anche se lo stile dominante era un altro.

Un secolo ricco e culturalmente vivace come il Settecento è normale che abbia avuto miriadi di stili artistici dal fantomatico 1700 al 1799, non credete? Soprattutto con tutto questo amore per la bellezza fine a se stessa, per l'apparenza e l'apparire.

Quindi diciamo NO agli stili come mattonelle vicine, ma divise, ma scegliamo qualche rappresentazione più calzante, qualcosa ad incastro, che concateni fortemente i suoi componenti [è un po' il discorso che si fa con le grandi civiltà del passato: da bambina credevo che l'ordine corretto fosse: Sumeri -> Egizi ->Babilonesi -> Assiri -> Greci -> Romani -> FINE; quando mia madre mi ha parlato degli Ittiti la prima volta sono entrata nel panico perchè erano contemporanei ad Egizi e Babilonesi eppure queste due civiltà non avevano nulla a che fare le une con le altre... o no? Beh, ci sono bambine che giocano alle torte di fango, bambine che risolvono i teoremi di Einstein e degli altri matematici a me incomprensibili e bambine paranoiate che a sette anni cominciano a mettere in discussione il periodare storico ^_^ Io credo di rientrare nella categoria "torte di fango"].

PS: se volete vedere splendidi mobili georgiani originali, consiglio di vedere le case aperte al pubblico al Royal Crescent di Bath, sono sicura che non rimarrete delusi!

Ora vi saluto, bacioni a tutti



Mauser

1 marzo 2010

Tacchi rossi

Ciao a tutti, come va?
Locandina della mostra sui Cavalieri
Io sono praticamente uno zombie che cammina, questo weekend tra un impegno e l'altro non ho neanche avuto il tempo di riposarmi da una settimana decisamente spossante, ero così oberata che non sono riuscita a finire praticamente nulla e mi ritrovo con dieci ore di sonno arretrato, più quelle che avevo accumulato in precedenza, credete che possa riscattarle come si fa con le ferie non fatte? Magari me le pagano...

Tra i molti impegni del fine settimana, ce n'è però uno che ho particolarmente a cuore, cioè la gita di domenica alla Reggia di Venaria Reale, residenza di caccia dei Savoia.
Oltre al fatto che è stata una bella visita e che mi è piaciuta molto, compresa la mostra sui Cavalieri, ho anche appreso diverse informazioni utili anche per questo blog, dettagli e curiosità particolarmente interessanti sull'Epoca Georgiana.

So di bistrattare un po' quest'epoca rispetto a quella Vittoriana, il fatto è, come si è detto in un rapido scambio di opinioni con alcune lettrici nell'area commenti, che in effetti di quest'era se ne conoscono le grandi scelte politiche e gli sconvolgimenti planetari, ma poco si sa della quotidianità.

I talons rounge di Luigi XIV

Ecco quindi che per farmi perdonare vi parlerò un po' di questi tacchi rossi.
In effetti è un dettaglio che non salta subito all'occhio, a meno che uno non sia davvero una lince!
A me è successo ieri mattina, mentre giravo per la mostra assieme alla nostra guida, guardavo un sacco di dipinti di re e nobiluomini di corte vestiti elegantemente e dall'espressione perfetta, poi, da brava donna attenta ai dettagli e con la mania delle borse e delle scarpe, mi accingo ad analizzare le calzature di Sua Maestà Luigi XIV, non male, devo dire, se non fosse che forse esagerava un po' con il rosso, sul manto d'ermellino, nei vestiti, sulle tende di sfondo, persino sulle scarpe! Dico a me stessa scuotendo il capo...

Carlo III di Spagna con i talons rouge
In effetti era una particolarità su cui fino ad ora non mi ero soffermata: i tacchi delle scarpe di Luigi XIV, alti più o meno come le mie decolletèe da ufficio o, se preferite, come quelle di Berlusconi, erano laccati di un rosso vistoso.
Guardando i dipinti in maestà dei reali, cioè vestiti da re, con la corona e lo scettro più o meno vicini, il manto regale d'ermellino e tendaggi scultorei alle spalle, ci si accorge, dove possibile che tutti da Luigi XIV fino a Giorgio IV d'Inghilterra hanno scarpe di colore chiaro, come seta, broccato o damasco, con il tacco vermiglio e pure i loro nobili.
Un vezzo di corte? Presa dalla scimmia di tanta stranezza mi sono messa a spulciare gli altri quadri tutt'attorno e, in effetti, i potentati dell'epoca avevano tutti quelle scarpe.
Moda? Il Christian Loboutin dell'epoca, prima che lo scoprisse Carlà? Forse...

In effetti, da quello che la guida mi ha spiegato, i tacchi rossi, chiamati anche talons rouge, furono un'invenzione francese che fu molto utilizzata per tutto il Settecento, quindi in piena Epoca Georgiana.

Scarpa con tacco Luigi XIV e tacco rosso
La moda, a quanto si sa, nacque ad opera di Luigi XIV re di Francia, che amava ostentare il suo potere, specialmente quello che aveva sugli altri, sfoggiando simboli della sua ricchezza e superiorità, non per ulimo il suo diritto di vita o di morte sul popolo, sulla vita di altri.
Ed è proprio questo, infatti, il significato dei tacchi rossi, il voler sottolineare chi aveva diritti persino sullo stare al mondo delle persone per via della sua discendenza e del suo rango.
I tacchi rossi erano il simbolo della nobiltà per nascita e della superiorità rispetto agli altri comuni mortali, questa la definizione più o meno ufficiale tratta dall'Enciclopedia di Diderot e D'Alambert.

Naturalmente Luigi non fu l'unico ad indossare queste scarpe così particolari e sfarzose, con il dettaglio dei talons rouge, la moda si diffuse rapidamente da Versailles in tutta Europa, nelle corti tedesche e anche in quelle inglesi, dove tutti e quattro i re britannici di nome Giorgio si fecero ritrarre con ai piedi le famose scarpe dal tacco scarlatto [sembra il titolo di un romanzo ^.^'].
Carlo III di Spagna (adulto)

I tacchi rossi erano indossati sia dagli uomini che dalle donne della corte francese, mentre all'estero erano una prerogativa esclusivamente maschile , questo perchè a governare, e quindi ad esercitare il diritto di vita o morte dei sudditi, erano solamente gli uomini (occorreva una sentenza, ogni nobile poteva essere anche giudice, ma una lady non lo sarebbe mai potuta essere, tanto per dire la parità dei sessi...).
Erano tenuti ad indossarli i nobili di alto rango, di solito dal duca in su, nelle circostanze formali.
Naturalmente non dovevano metterli sempre, non è che se non li portavano allora perdevano i loro diritti di giudizio sui sudditi, no, si trattava di un semplice accessorio che ostentava il loro potere. Generalmente non erano mai messi fuori dalle corti.

Insomma, Luigi lanciò una moda che impiegò ben più di un secolo a tramontare definitvamente e volete sapere qual è stato il motivo per cui i re dall'Ottocento hanno smesso di portare i talons rouge?
Perchè caddero in disgrazia i dipinti raffiguranti le loro altezze reali come ricchi e potenti: dal diciannovesimo secolo, infatti, prese campo l'usanza di farsi ritrarre con le uniformi militari, una moda, anche questa francese, introdotta dopo Napoleone, che aveva scacciato per sempre il mito del re con pretese divine.
Particolare del dipinto di Carlo III
Napoleone infatti, sebbene si fosse fatto ritrarre come imperatore romano e in ritratti in maestà, sapevano tutti che era solo un uomo, anzi, un corso! Che per i francesi non era proprio motivo d'orgoglio...
Il periodo del Terrore aveva scacciato per sempre l'idea del re divino e con la sconfitta di Napoleone a Waterloo, l'importanza e il valore militare spodestarono le precedenti abitudini dell'Ancien Regime, creandone di totalmente nuove.

E quindi che fine hanno fatto questi tacchi rossi?
Particolare di un dipinto di corte
Rimasero dimenticati finchè Christian Loboutin non decise di creare qualcosa di veramente nuovo, solo che, stando gli uomini al mondo da più di diecimila anni, è davvero difficile trovare qualcosa di mai detto e mai fatto, quindi ci si può accontentare di una moda tramontata da tre secoli, tanto nessuno potrà uscire dalla tomba a gridare "Io c'ero e l'ho già portata!".

Trattandosi di una semplice curiosità non mi sono dilungata eccessivamente sulle spiegazioni, visto che ce n'è solo una ed è piuttosto semplice... spero quindi che perdonerete questo misero, cortissimo post.
Personalmente sono stata molto incuriosità da ciò che ho imparato ieri, arrivata a casa ho acceso il computer e ho cercato tutte le informazioni aggiuntive che la rete poteva regalarmi, sfortunatament nulla, digitando talons rouge o "tacchi rossi" su Google compaiono solo una miriade di negozi di Loboutin e qualuno non proprio francese e non proprio rispettabile...
A volte Internet è povero di questo genere di informazioni e avaro a condividerle con i suoi internauti, un vero peccato.

Beh, io comunque sono rimasta molto colpita e se vi capita di andare a Torino, prendetevi una giornata per la Reggia di Venaria Reale, merita davvero!

Ora vado, vi lascio qualche immagine carina
Bacioni a tutti


Mauser







15 ottobre 2009

L'Epoca Georgiana

Soprannominata anche, dalla sottoscritta, l'"apogeo dei Giorgii".

Sappiate fin da ora che se la storia mi piace come materia e come studio, è perchè la trovo tremendamente divertente. Diciamo che della storia mi ricordo più gli aneddoti stupidi che le date vere e proprie =P

Comunque, vorrei parlare un po' dell'epoca Georgiana, uno dei temi generalissimi di questo strampalato blog.
L'epoca Georgiana è piuttosto bistrattata dal punto di vista culturale, insomma, tutti hanno sentito parlare almeno una volta nella vita della Regina Vittoria e dell'Epoca Vittoriana, ma invece si contano sulla punta delle dita qulli che l'epoca Georgiana sanno che cos'è.
Eppure non ha niente di meno della sua successiva!

Ad ogni modo per periodo Georgiano s'intende quel periodo della storia inglese che va dal 1714 al 1830 circa e che vide sul trono d'Inghilterra tanti sovrani con il nome di Giorgio, da cui l'appellativo di "epoca Georgiana":
Giorgio I (1660-1727)
Giorgio II (1683-1760)
Giorgio III
(1738-1820)

Giorgio IV
[per caso il nome Giorgio era un po'
inflazionato all'epoca?]

Esso comprende a grandi linee anche il periodo della Reggenza di Giorgio IV, principe di Galles, che regnò al posto del padre Giorgio III. Durante il regno di questi sovrani la natura stessa della società inglese e la politica del paese cambiò in modo evidente. In parte questo fu causato dal fatto che i primi due sovrani, non inglesi di nascita, non si interessarono molto alle faccende politiche e lasciarono che fossero i loro ministria governare il paese al posto loro
[due su tre, non male come percentuale!].
Questi
Primi Ministri che rappresentavano il re, si appassionarono molto al loro compito di governo e si può dire che fu proprio in questo periodo che si gettarono le fondamenta per il sistema partitico inglese che oggi conosciamo.

Insomma, fecero un ottimo lavoro perchè tutti gli stati hanno sempre guardato al Regno Unito come uno stato politicamente avanzatissimo [e qui ricordiamo che la Magna Charta è del 1244].

Ma non solo la politica cambiò in questi anni, bensì tutta la società inglese fu investita da venti di rinnovamento soprattutto in ambito artistico e architettonico.

Dal punto di vista artistico il periodo Georgiano coincise con la grande stagione del neoclassicismo [di cui parleremo approfonditamente in un alro post], che vide la costruzione di importantissime opere architettoniche, una fra tutte la famosa Royal Crescent
a Bath. La capitale fu arricchita da molti palazzi e piazze e vide nascere anche i parchi e giardini di intrattenimento, in casi di parchi e giardini preesistenti, fu proprio in questo periodo che essi assunsero la forma e la struttura a noi note.
Nel 1750 fu costruito il secondo ponte di Londra, il
Westminster Bridge e nel 1759 aprì i battenti il British Museum [anche di questi discuteremo più avanti].

In campo letterario, vita e proeccupazioni della società Georgiana furono abilmente descritte nei romanzi di Henry Fielding e Jane Austen.
Questa fu anche l'epoca della grande poesia Romantica, che ebbe in
S.T.Coleridge, W.Wordsworth, P.B. Shelley, W.Blake, J.Keats e Lord Byron i suoi massimi rappresentanti.

In campo artistico i quadri di Thomas Gainsborough e Sir Joshua Reynold
illustrano meravigliosamente volti e paesaggi di quest'epoca di grandi cambiamenti.


[fonte tratta da www.wikipedia.it]

Quindi capirete bene che il periodo Georgiano è stato molto importante dal punto di vista artistico, letterario e sociale, per questo ho scelto di non limitare l'argomentazione di questo blog espressamente all'arco temporale del regno della Regina Vittoria, ma di parlare di qualcosa in più, anche perchè il regno vittoriano non è stata che una delle conseguenze del periodo Georgiano.

Di tutti questi personaggi, scrittori, poeti, artisti, re e uomini comuni parleremo ancora.

Ci vediamo presto!

Mauser


Hai qualche idea?
Vorresti approfondire un argomento particolare?
Ci sono curiosità di cui vorresti scrivessimo?

Manda una mail a
georgianagarden@gmail.com