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24 agosto 2010

Giorgio III - generalità e vita privata

Eccomi che ritorno alla carica, concluse le ferie e rimessa in carreggiata col lavoro, alla mia occupazione preferita: scrivere di storia sul blog.
Seguendo il suggerimento di Sara, mi sono data all'approfondimento della biografia di un monarca su cui tanto si dice, ma poco di vero si sa.

Come sapete, di solito giro al largo dai personaggi troppo famosi, la loro vita suscita sempre un vespaio di polemiche tra i loro sostenitori e i loro detrattori, inoltre, tutti parlano dei personaggi come Napoleone o la Regina Vittoria, protagonisti di libri e libri, biografie, romanzi, novelle, aneddoti, tutto insomma. Ma a dispetto della mole di informazioni su di loro, altri altrettanto meritevoli come Regina Strinasacchi o Margaret Bryan sono caduti nel dimenticatoio.
Tristemente bisogna ammettere che ad una analisi superficiale della Storia, ci si ricorda solo dei potenti, dei governanti e, anche peggio, dei guerrafondai.

Mezzotinto di Giorgio III, all'epoca Principe di Galles
by James Macardell,
dipinto da by David Lüders

Ma nel caso di Giorgio III farò un'eccezione perchè su questo personaggio circolano più leggende che verità.

Con una differenza, rispetto ad altri: la bibliografia, la sitografia e quant'altro sono così ricche e piene di informazioni che, per comodità mia e per facilitare la lettura vostra, senza che stramazziate al suolo sperando in una flebo a metà post, ho decio di suddividerlo in tre parti in base ai macroargomenti che lo riguardano.
C'è molto da dire al suo riguardo, non come negli altri casi, dove per trovare informazioni bisogna minacciare qualcuno, no, su di lui si sono scritti fiumi d'inchiostro, è un reale e un potente, la sua vita è stata documentata minuto per minuto negli annali di corte, i suoi domestici hanno contato quante volte si è fatto il bagno, quante si è grattato il naso e quale fosse il suo piatto preferito. Neanche stipandocelo sarebbe stato tutto in un unico post e, come avete avuto modo di accorgervi in questo periodo, la capacità di sintesi non rientra nei miei meriti.
E adesso a noi!


Generalità
Il nostro eroe nacque a Norfolk House, in St, James Square, a Londra, il 4 giugno 1738 [un giorno dopo di me e uno prima di Draco Malfoy ^___^]; gli vennero posti i nomi di George William Frederick; appartenente alla casata di Hanover, di origini tipicamente germaniche, Giorgio III sarà il primo reale inglese di questa casata ad essere di madrelingua inglese, nato e cresciuto su suolo britannico e, per questo molto amato dal popolo, che si sentiva poco rappresentato dai reali Giorgio I e Giorgio II che l'avevano preceduto.

Il futuro Giorgio III nacque da Federico di Hanover, figlio primogenito di Giorgio II, futuro erede al trono e Principe di Galles; sua madre era Augusta du Sassonia-Gotha-Altemburg, anch'ella di famiglia tedesca.
Giorgio non fu il figlio primogenito della coppia dei Principi di Galles, preceduto per nascita dalla sorella Augusta Carlotta, ma fu il primo maschio e, strano per l'epoca, sopravvisse all'infanzia e alla giovinezza.

A causa della prematura scomparsa del padre Federico, Principe di Galles, all'età di 44 anni (le teorie al riguardo sono piuttosto variopinte, una delle più famose recita che il Principe mo a causa del colpo di una palla da cricket che gli spezzò lo sterno) e prima della dipartita di Giorgio II, Giorgio III divenne l'erede al trono designato.
Stemma araldico del Regno Unito
dal 1816 al 1837

All'epoca Giorgio era appena tredicenne e per quanto la sua educazione fosse già stata impostata verso il comando di una nazione, gran parte delle conoscenze circa politica e governo gli erano mancanti.
A seguire personalmente la sua formazione fu la madre Augusta, che istillò in lui il senso della patria e i suoi doveri di futuro regnante d'Inghilterra, valori che Giorgio non perderà mai di vista per tutta la vita e, per quanto sconsiderate e assurde possano essere state le sue manovre politiche e le sue proposte, sarà sempre e comunque in favore della sua patria inglese che agirà.

L'ascesa al trono di Giorgio III avverrà ne 1760, con la scomparsa di Giorgio II; la battuta d'arresto della sua politica si ebbe nel 1811, quando quasi cieco e già gravemente malato in maniera degenerativa tanto da impedirgli di governare con lucidità, fu costretto a promulgare il Regency Act dove cedeva il timone della nazione al figlio primogenito, futuro Giorgio IV, a noi anche noto come Principe Reggente.
Giorgio IV, tuttavia, non era ritenuto dal padre idoneo alla guida del Paese, era viziato, arrogante e incapace nella gestione amministrativa di uno stato, più interessato al proprio divertimento che al mantenimento della nazione: anche se vecchio, stanco e pazzo, Giorgio III si rivelò più intelligente e lungimirante di quanto non fecero i suoi ministri che lo spinsero al gesto di cessione.

Il 29 gennaio 1820, morì al Castello di Windsor, assistito dal figlio prediletto, Federico Augusto, duca di York e d'Albany.
Gli succederanno, nell'ordine, Giorgio IV e successivamente il fratello Guglielmo IV. Entrambi moriranno senza eredi legittimi che potessero succedergli al trono, lasciando quindi la vecchia Inghilterra nelle mani della nipotina Vittoria, unica figlia del duca di Kent.

In Gran Bretagna Giorgio III fu chiamato: Giorgio Terzo, per grazia di Dio, Re di Gran Bretagna, Francia e Irlanda, Difensore della Fede, etc.
Nel 1801 quando la Gran Bretagna si unì con l'Irlanda, colse l'occasione per far cadere le proprie pretese al trono di Francia e abbandonò l'utilizzo del "etc." che era stato aggiunto durante il regno di Elisabetta I.


Matrimonio, figli e altre relazioni
Ritratto della Regina Carlotta (17 anni)
by Esther Denner
All'epoca dell'incoronazione Giorgio III era ancora scapolo e, a differenza dei suoi antenati reali (Giorgio I e Giorgio II) non aveva seminato bastardi dal sangue blu per tutta l'Inghilterra, si prospettava quindi l'impellente necessità di trovare al principe, appena ventiduenne, una sposa adeguata che potesse generargli un erede legittimo al più presto [il tempo stringe].
La mancanza di un erede del sovrano era fonte di preoccupazione per la corte e per il popolo, che vedeva messa in crisi l'"economia" di personaggi della famiglia reale, venendo a mancare una figura di riferimento nel caso del decesso del re [insomma, ma che porta jella erano! 'Sto qui ha appena ventidue anni e già pensate alla sua morte! Capisco l'essere previdenti, ma mi sembra un tantino esagerato, mica era come Edoardo VI o il Principe Arturo, era sano e forte e robusto, non moribondo!].

Essendo inoltre Giorgio stato tenuto lontano dalla corte reale per espressa decisione materna, che non nutriva fiducia né nell'esempio né nella politica del suocero Giorgio II, per Giorgio III non erano stati presi accordi politici di alleanze tramite matrimonio, come era usanza.
Insomma, era uno scapolo d'oro sul mercato dei matrimoni ad alto livello ed è facile intuire come la maggior parte delle case reali europee si fosse gettata a pesce sulla preda, giovane, inesperta e potente.
A tale scopo, la corte di portaborse inglese organizzò una specie di tour delle spose in giro per il continente, visitando i castelli delle potenziali candidate e presentandole di volta in volta al Re, nella speranza che scegliesse con oculatezza

[...] forse che in questa occasione,
una moglie trovare potrà,
può essere il giorno in cui Derek dirà
"Mi gioco la libertà---"
Sfilata di beltà...

Così cantava il Gran Ciambellano nel film L'incantesimo del lago, anche se a me questo povero Giorgio III appare più come un toro da monta portato in parata, che tristezza...

La scelta definitiva, comunque, cadde sulla duchessa Sofia Carlotta di Mecleburgo-Strelitz, a sua volta di estrazione tedesca, che il giovane re sposò l'8 settembre 1861 nella cappella di St. James Palace.

Per l'occasione del matrimonio del sovrano, il caricaturista e autore di opere satiriche James Gillray pubblicò una rappresentazione raffigurante due paia di piedi sulle coltri di un letto nuziale, in posizione inequivocabile; la vignetta, intitolata Fashionable Contrast, voleva essere un simpatico regalo di nozze al re e alla sua giovane sposa, mettendo in evidenza come queste due persone fossero fisicamente diversissime: Giorgio era infatti un gran bel pezzo di figliolo, di corporatura robusta, alto e con piedi decisamente fuori misura, per i suoi tempi; la sua mogliettina Carlotta, invece, era minuta e piccina, di corporatura esile come un giunco e a differenza del marito, aveva piedini minuscoli. Ecco da dove nasce questa contrapposizione, che tuttavia venne ben accettata dal sovrano.

Fashionable Contrasts;
or The Duchess's little Shoe yeilding to the Magnitude of the Duke's Foot
by James Gillray

A dispetto, comunque, delle differenze fisiche, seguendo la regola che gli opposti si attraggono, Giorgio e Carlotta ebbero uno dei pochi matrimoni felici della storia della monarchia. Contraddistinto da una pace coniugale e da una tranquillità domestica rare, il matrimonio di questi due sovrani fu coronato non solo dalla felicità loro, ma anche dalla buona fortuna.
Giorgio e Carlotta procrearono quindici figli — nove maschi e sei femmine — più di ogni altro coppia reale inglese.
Due dei loro figli diventarono Re del Regno Unito; un altro diventò Re di Hannover; una figlia diventò Regina di Württemberg.

Ecco la lista chilometrica dei figli del re:
Illustrazione raffigurante
Hannah Lightfoot
Come si è detto, Quello tra Giorgio III e Carlotta fu un matrimonio felice, coronato da soddisfazioni, per questo il re non tenne mai un corteo di amanti e favorite come avevano fatto Giorgio I e Giorgio II, sempre pronti ad alzare le gonnelle a qualche ragazza appena giunta a palazzo.
Nella storia ufficiale vengono fatti solo due possibili nomi di candidate al titolo di amante, entrambe contate prima del suo matrimonio con Carlotta.

Il nome più famoso è quello di Hannah Lightfoot, di origine quacchera, che attirò il futuro sovrano, all'epoca quidicenne, per la sua purezza di spirito e di idee legate alla sua dottrina di vita e alla sua bontà innata.
La relazione tra i due, si dice, portò alla nascita di uno o due figli: George Rex e John Mackelcan, ma specialmente sull'ultimo si hanno seri dubbi.
Leggende metropolitane favoleggiano di un ipotetico matrimonio segreto tra Giorgio e Hannah, ma si tratta per lo più di teorie campate in aria che nascono ad ogni generazione di reali (vedi il caso del Duca di Clarence citato come vero nel film La vera storia di Jack lo Squartatore, oppure la Principessa Lavinia di Cumberland, che riteneva fosse discendente del fratello di Giorgio III, il duca di Cumberland, da parte della madre Olive), nello specifico questa favoletta, nata tardiva durante l'epoca vittoriana, era un semplice destabilizzante per la politica ferma della regina, atta a toglierle credibilità sostenendo che né lei né Giorgio IV avevano diritti al trono, che sarebbe dovuto passare a George Rex e ai suoi discendenti.

Le tre figlie più giovani del Re Giorgio III
by John Singleton Copley
Il fatto che George Rex fosse comunque nato illegittimo, anche se il padre avesse poi sposato Hannah Lightfoot, non ha minimamente sfiorato i fautori della messinscena (poco realistica), che hanno evidentemente dimenticato come, per l'ereditarietà di un titolo nobiliare è necessaria la nascita legittima, il titolo di re è un titolo nobiliare e, come tale, segue la stessa filosofia.
In passato non era possibile riconoscere strada facendo i propri bastardi e renderli legittimi dopo perchè la legittimità si stabiliva in base alla nascita del bambino: semplicemente se i genitori erano sposati o meno: nel caso di George Rex, non lo erano.
L'idea, comunque, di un matrimonio tra queste due persone è quasi da escludere, Giorgio era infatti il primo a considerare un suo dovere di principe e monarca avere una sposa adeguata e, a tutti gli effetti, Hannah non lo era, come gli fece notare anche Lord Bute, Primo Ministro.

Un altro personaggio, molto famoso, che a volte viene accostato a quello di Giorgio, è Sarah Lennox, facente parte delle quattro sorelle Lennox passate alla storia e su cui è stato girato un telefilm BBC [guarda caso...] intitolato Aristocrats, che narra appunto le vite di queste donne.
Sarah, che all'epoca era amante di Giorgio II, pare che fosse rimasta colpita dal giovane nipote (decisamente prestante, giovane e aitante come NON era il nonno), anche Giorgio fu colpito da Sarah, ma nulla di più si sa circa al loro relazione, che comunque non generò prole.


Link utili e bibliografia
Al seguente indirizzo potrete trovare le carte natali e l'oroscopo del personaggio di Giorgio III elaborato da Samuel Hemmings:
Analisi delle carte natali con il significato simbolico dei gradi zodiacali
Firma di Giorgio III
Al riguardo devo dire che, per quanto Giorgio III fosse religiosissimo, all'epoca la distinzione tra religione e lettura delle stelle era labile e anche il più devoto dei sovrani si affidava a predizioni astrali per l'inizio di campagne militari ecc (cfr. Elizabeth, the Golden Age con Cate Blanchett, che interpreta streghe e veggenti per conoscere sia l'esito della battaglia con la Spagna e la sua Invincibile Armada, sia il destino del suo amore per il pirata interpretato da Clive Owen).

Vero come la finzione. La psicopatologia al cinema, vol.1
Al link citato sopra troverete un estratto di come la pazzia del sovrano Giorgio III sia stata trasposta in una piece teatrale e anche in un film, viene inoltre analizzata la metodologia con cui disagi psichici vengono presentati sul grande schermo; sotto la sezione di Giorgio III sono presenti altri film famosi, per la curiosità di chi vuole approfondire l'argomento.

Links
Wikipedia (IT) - Giorgio III del Regno Unito
Wikipedia (EN) - George III of the United Kingdom
Biografieonline.it - Giorgio III, monarchia e follia
Englishmonarchs.co.uk - George III
Cronologia - Anno 1760
Anobii.com - Alan Bennet, La pazzia di Re Giorgio da questo libro e dalla piece è stato tratto il film seguente
MyMovies - La pazzia di Re Giorgio (film 1995)
The old New York City project - La testa di Re Giorgio
True Love - King George III And Hannah Lightfoot
King George III


Libri su Giorgio III e sulla sua politica
John Cannon, George III
Jeremy Black, George III, America's Last King
Christopher Hibbert, George III a personal history
Ritratto di Giorgio, Principe di Galles
con il fratello Federico, futuro Duca di York

by Benjamin West
Peter David Garne Thomas, George III
G.M. Ditchfield, George III: An Essay in Monarchy
Jonathan Marsden, The Wisdom of George the Third

Kenneth Baker, George III: A Life in Caricature
(contiene anche le illustrazioni di James Gillray di cui si è fatto accenno nel post)
Horace Walpole, Memoirs of the Reign of King George III
(scritto dal fondatore di Strawberry Hill)


Libri sui figli e sulla famiglia di Giorgio III
John Van Der Kiste, George III's children
Flora Fraser, Princesses, The Six Daughters of George III
Dorothy Margaret Stuart, The Daughters of George III
Stella Tillyard, A Royal Affair, George III and his scandalous sibilings
Christopher Lloyd,
George III and Queen Charlotte
Michael Kreps, Hannah Regina, Britain's Quaker Queen (su Hannah Lightfoot)
Eleanor Hibbert, The Prince and the Quakeress (su Hannah Lightfoot)


Narrativa
Hester Davenport, Faithful Handmaid - Fanny Burney at the court of King George III



Per oggi chiudo qui, questo post mi esaurisce peggio delle pile zinco-carbone...
Ci sentiamo presto con la seconda parte della biografia riguardante la politica di Giorgio III.

Baci a tutti





Mauser

24 marzo 2010

Arredamento Georgiano

Ho parlato qualche giorno fa dell'arredamento Neoclassico per iniziare un po' ad approfondire il tipo di mobilia che si poteva trovare in una casa georgiana (avevo un po' bistrattato questo periodo ^_^) ed era mia intenzione parlare anche di quello georgiano, ma con la confusione che ne è nata ho preferito togliermi subito il dente.

Parlando di arredamento georgiano bisogna immaginare dei mobili di classe e di gusto. Certo anche loro hanno avuto le loro correnti pacchiane, chi non ne ha, ma per principio dimenticativi il barocchetto doratissimo che era così in voga alla corte dei Luigi di Francia; per quanto mi riguarda il georgiano è lo stile d'arredamento che preferisco in tutti quelli del XVIII e XIX secolo.


Periodo storico e clima culturale
Naturalmente, l'arredamento georgiano è tipico del periodo storico georgiano [ma va? e chi l'avrebbe detto? Sei un genio!], in particolare dei regni dei primi tre Giorgio: Giorgio I, Giorgio II e Giorgio III.

Parlando di questi tre personaggi ci sono dettagli che saltano subito agli occhi e il primo fra tutti è senz'altro quello che G1, G2 e G3, come li ho ribattezzati, sembrano non godere di una identità propria, l'avete notato anche voi? Ci si riferisce a loro al plurale, il periodo storico che rappresentano è associato a tutti e tre come se nessuno fosse spiccato per qualcosa di particolare. In effetti è vero... per la cultura inglese, certo, il periodo georgiano è stato particolare rispetto a quelli che l'hanno preceduto e seguito, questo perchè tutti e tre i Giorgio che hanno regnato erano di origine tedesca, figli di una cultura differente e abituati a ritmi e stili ben diversi da quelli della corte inglese. È naturale, quindi, che l'abbiano plasmata a loro immagine.

Lo stile georgiano, sia in campo artistico che architettonico, inizia col regno di Giorgio I e viene usualmente fatto terminare con la fine del regno di Giorgio III.
Nell'arredamento riconducibile allo stile georgiano, che è tipicamente inglese, visto che altrove imperversa il barocco e il barocchetto (nelle sue amenità dorate), si possono a loro volta distinguere tre fasi: la Early Georgian, tipica del primo periodo e caratterizzata da linee morbide e sinuose, il Gothic Georgian, caratterizzato da una struttura più massiccia e squadrata, ispirata sia dallo stile gotico che dal Tudor, e l'ultima fase, detta Chippendale, ma nella quale vengono considerati anche stili di altri mastri ebanisti, come Hepplewhite e Adam.


Analisi dello stile e delle sue correnti derivate
Lo stile georgiano si caratterizza per la sua raffinatezza senza finire eccessivamente nel pacchiano, come invece accadde per il barocco.

Esso è la contrapposizione inglese allo sfarzo della corte francese,eccessiva, vistosa, decisamente kitch in molte sue manifestazioni e forme.

Lo stile georgiano, invece, è figlio della praticità tedesca e del gusto inglese, che dà vita ad un tipo di mobilio equilibrato e utile; ma esso prende anche spunto nelle sue decorazioni dal barocco francese e mantiene la raffinatezza derivata dalla lavorazione raffinatissima del legno.

A differenza del barocco (tripudio di oro e regali maestà), lo stile georgiano predilige una colorazione naturale, in particolare il rosso mogano, questo tuttavia genera un effetto piuttosto scuro in una stanza poco illuminata e arredata completamente in questo stile, dando l’effetto di mobilia massiccia e di ambiente buio.

Oltre al colore naturale del legno, che deve essere tirato a lucido, sono adoperate anche tinture pastello come il rosa polvere, il bianco, il panna, l’azzurrino e il verde pisello, sebbene in misura decisamente minore.

Le caratteristiche del georgiano prevedono i seguenti punti importanti:

- Armonia e simmetria nelle forme, nei colori e nelle decorazioni
- Colori pallidi e delicati oppure naturali
- Grande lavoro d’intarsio da parte degli ebanisti, con raffinate decorazioni che adornino il mobilio


Le gambe dei mobili hanno forma affusolata, che sarà poi ripresa dallo stile neoclassico, la forma a faretra sta cominciando a delinearsi, mentre permangono terminazioni e piedi a pomo o a zampa d’animale, solitamente leone; non di rado si trova un mix tra le due, con zampe di leone che afferrano pomi di legno e d’ottone.

Primo stile georgiano o Early Georgian
Il primo stile georgiano si caratterizza per forme aeree e sinuose, molto delicate nella mobilia e guarnite con minute rappresentazioni naturalistiche in legno. Permangono i piedi a zampa, le grandi specchiere barocche e tipiche del settecento, ornate di decorazioni che ricordano il corallo mario.

Benchè il georgiano sia uno stile che ama proporzioni, simmetria e armonia di linee, nelle decorazioni il suo gusto è diverso da quello del barocco classico francese, le forme sono molto più sottili, sebben intricate, ma mantengono la loro specularità nelle varie parti del mobile.

Il primo georgiano è leggero e grazioso, con intagli floreali e naturalistici come ornamento, i colori sono aranciati o rossicci e non ancora così scuri come si tende a dire dello stile in generale.


Georgiano gotico o Gothic Georgian
Questo stile si rifà in parte al modello gotico tardo medievale, più a quelle delle leggende che a quello reale di case e chiese.

Lo stile comincia a diventare più massiccio, le decorazioni geometriche e le linee più squadrate. Anche i colori si scuriscono, molto impiegato è l’ebano che, come si sa,ha una sfumatura molto scura tendente al nero.

In questo periodo dello stile georgiano, scompaiono temporaneamente zampe e sfere come decorazione delle gambe dei mobili; queste ultime, tuttavia, mantengono la loro forma a faretra. Molto significativi, per quanto riguarda questa corrente, sono i letti.


Late Georgian o Chippendale
Lo stile late georgian si compone di alcune caratteristiche comuni a tutti i famosi ebanisti che ne sono stati esponenti, tra questi Chippendale (sia padre che figlio), Hepplewhite e Adam.

Lo stile late georgian eredita dal gotico una forma più massiccia rispetto a quella del primo georgiano, anche la sagoma dei mobili è leggermente più squadrata, ma questi riprendono le loro caratteristiche decorative originarie e ritroviamo anche zampe e pomi.

I colori si sono scuriti nel tempo e dall’aranciato si è passati al rosso più intenso, al mogano e al ciliegio. Raramente vengono dipinti di chiaro come accadeva in precedenza.

In quest’ultima parte del periodo georgiano si concentrano tre figure di ebanisti di spicco che creano mobili veramente splendidi, si tratta di Chippendale sr, Hepplewhite ed Adam, di questi Chippendale è il più famoso.

Tutti e tre tentato di dare alle forme squadrate del gotico una sagoma più longilinea e delicata, in una specie di “ritorno alle origini”, ma mantenendo alcuni angoli particolarment acuti e motivi ornamentali tratti anche dalla geometria perfetta: ellissi, cuspidi, rombi, mentre va calando la richiesta di decorazioni floreali come foglie di acanto e altre piante.

Una caratteristica che accomuna tutti e tre gli stili del georgiano è il fatto che i mobili, a differenza dello stile barocco o neoclassico, non vengono decorati con pitture sui ripiani.

La forma piuttosto bombata, inoltre, rende i mobili georgiani ideali per contenere una miriade di cassetti, cassettini, ripiani a scomparsa e scomparti segreti [è, insomma, il mobile prediletto per i racconti del mistero ^_^]

Le rifiniture della mobilia georgiana sono molto curate, sia per quanto riguarda il lavoro di decorazione e intaglio, sia per le aggiunte in ottone, oro, radica e così via.


La sedia e la poltrona: confronto tra due scuole di pensiero
Ovvero: come capire la gente dell'epoca dal tipo di sedile

Nell’epoca georgiana alcuni dei mobili che ci sono più familiari assunsero la forma a cui noi siamo abituati ad associali, per esempio la sedia.
È infatti un’invenzione di quest’epoca la sedia a seduta larga, con lo schienale staccato dalla seduta (più o meno imbottito).

Di forma arrotondata, ovale o a conchiglia, essa è munita di braccioli imbottiti e decorata con riccioli e intarsi (per maggiro chiarezza vedere figura a lato).

Perché, direte voi? Beh, la sedia larga serviva alle signore per potersi accomodare assieme alle loro gigantesche gonne sorrette da paniers, le crinoline dell’epoca, ovverossia semisfere di materiale semirigido, come giunco, legno e così via, che servivano per dare alla parte inferiore dei vestiti la caratteristicha forma a barca, larga ai lati e piatta sul ventre. Essendo questi paniers piuttosto ingombranti, bisognava che ci si potesse sedere senza rovinarli né accomodarcisi sopra, ecco quindi perché si aveva necessità di una sedia con seduta larga. E schienale comodo per appoggiarcisi.

Anche la poltrona assume una forma a noi non ignota, è infatti invenzione di tempo georgiano la classica “poltrona ad ali” detta anche “poltrona alata” o “winged armchair”, caratterizzata da una seduta molto bassa, uno schienale alto di forma trapezoidale, corredato ai lati da dei poggia testa che arrivavano fino ai braccioli.

Costruita in velluto, damasco o tessuto tipo arazzo, la poltrona alata ebbe un grandissimo successo per tutto il Settecento e Ottocento, in particolar modo rimase adoperata dalla nobiltà di campagna, a cui è ancora fedele, ancora oggi.

Ideale per leggere, la poltrona alata è conosciuta per essere comoda e spaziosa, ma avere, allo stesso tempo, una forma autorevole, vero emblema del capofamiglia britannico.


Una tipica stanza georgiana
Caratteristica imprescindibile è lo stile scuro e, con il passare del tempo, anche leggermente massiccio dei mobili, caratteristica ereditata dal gotico. Questi sono quasi tutti mobili da parete, in particolar modo è la credenza e le sue sorelle da ingresso a farla da padrona assieme allo scrittoio (chiamato bureau).

La stanza prevede anche l’impiego di tendaggi di tessuto pesante, come velluto e damasco, altamente impenetrabili alla luce e tappeti sui pavimenti, in particolare provenienti dall’esotico Medio Oriente.

Lo stile georgiano predilige soprammobili a vista, piatti esposti nelle credenze, orologi da mensola che fanno bella mostra di sé sopra il camino o la commode, pendole dall’aspetto solido negli angoli. Per un certo periodo l’esposizione di cineserie, come i grandi vasi bianchi e blu di dinastia Ming fu un autentico must nelle case dei benestanti.

Altro accessorio molto adoperato era la composizione di fiori, che doveva essere maestosa e ricca, fatta all'interno di vasi di argento, bronzo o marmo.


Ai nostri giorni
Lo stile georgiano, sebbene con alcune modifiche per adattarlo alla vita e alle esigenze moderne, è ancora molto adoperato nell'arredamento grazie alle sue caratteristiche di sobrietà ed eleganza.

In particolare, esso è molto utilizzato negli Stati Uniti, dove rappresenta il massimo del gusto della cultura ed è adoperato per la mobilia di rappresentanza sia alla Casa Bianca che nelle ville dei senatori più influenti.


Nella sua variante bianca, esso è il simbolo dell'arredamento degli stati del Sud: Georgia (ha il nome con sè), Carolina e così via. Tipica di molte rappresentazioni è la classica villa padronale in stile coloniale, bianca a colonnato, con cucina stile georgiano, ripiani di colore pastello, grandi tavoli e pentole che bollono ovunque.

Lo stile georgiano all'estero dei paesi anglossassoni è poco usato perchè richiede spazi ampi e una conformazione della casa che mal si adatta alle esigenze di chi abita in appartamento, ma si confà più a ville e case di campagna.

In compenso è uno degli stili adoperati per l'arredamento della casa nelle svarate versioni del gioco di simulazione domestica The Sims, a cui io sono altamente dipendente, quasi quanto alla teina e caffeina.



Una cosa che tenevo a precisare, riguarda il susseguirsi di stili.
Non dobbiamo immaginare che gli stili siano come i pezzetti del domino, uno segue l'altro perfettamente e c'è una linea di confine ben netta e definita tra, poniamo, neoclassico e impero, questo perchè gli stili assomiglia, invece, più ai pezzi di un puzzle, uno segue sì l'altro, ma alcuni sono concomitanti sulla stessa colonna e una parte di uno dei pezzi finisce in quello che segue, si completano a vicenda, insomma.

Gli stili sono difficili da definire con precisione, essi mutano nel tempo e nelle loro caratteristiche, anche primare: se questa mutazione cambia completamente l'aspetto finale dell'oggetto, piuttosto che della scultura o dell'architettura, allora è nato un nuovo stile. Gli stili convivono uno con l'altro per diverso tempo e prendono caratteristiche, rubiandole, copiandole, ma sempre migliorandosi.

Per questo ritengo che sia sbagliato definire il georgiano come una linea matematica, che inizia all'anno X e finisce all'anno Y, esso ha continuato ad esistere in altri stili con altre caratteristiche ed è sopravvissuto anche se lo stile dominante era un altro.

Un secolo ricco e culturalmente vivace come il Settecento è normale che abbia avuto miriadi di stili artistici dal fantomatico 1700 al 1799, non credete? Soprattutto con tutto questo amore per la bellezza fine a se stessa, per l'apparenza e l'apparire.

Quindi diciamo NO agli stili come mattonelle vicine, ma divise, ma scegliamo qualche rappresentazione più calzante, qualcosa ad incastro, che concateni fortemente i suoi componenti [è un po' il discorso che si fa con le grandi civiltà del passato: da bambina credevo che l'ordine corretto fosse: Sumeri -> Egizi ->Babilonesi -> Assiri -> Greci -> Romani -> FINE; quando mia madre mi ha parlato degli Ittiti la prima volta sono entrata nel panico perchè erano contemporanei ad Egizi e Babilonesi eppure queste due civiltà non avevano nulla a che fare le une con le altre... o no? Beh, ci sono bambine che giocano alle torte di fango, bambine che risolvono i teoremi di Einstein e degli altri matematici a me incomprensibili e bambine paranoiate che a sette anni cominciano a mettere in discussione il periodare storico ^_^ Io credo di rientrare nella categoria "torte di fango"].

PS: se volete vedere splendidi mobili georgiani originali, consiglio di vedere le case aperte al pubblico al Royal Crescent di Bath, sono sicura che non rimarrete delusi!

Ora vi saluto, bacioni a tutti



Mauser

1 marzo 2010

Tacchi rossi

Ciao a tutti, come va?
Locandina della mostra sui Cavalieri
Io sono praticamente uno zombie che cammina, questo weekend tra un impegno e l'altro non ho neanche avuto il tempo di riposarmi da una settimana decisamente spossante, ero così oberata che non sono riuscita a finire praticamente nulla e mi ritrovo con dieci ore di sonno arretrato, più quelle che avevo accumulato in precedenza, credete che possa riscattarle come si fa con le ferie non fatte? Magari me le pagano...

Tra i molti impegni del fine settimana, ce n'è però uno che ho particolarmente a cuore, cioè la gita di domenica alla Reggia di Venaria Reale, residenza di caccia dei Savoia.
Oltre al fatto che è stata una bella visita e che mi è piaciuta molto, compresa la mostra sui Cavalieri, ho anche appreso diverse informazioni utili anche per questo blog, dettagli e curiosità particolarmente interessanti sull'Epoca Georgiana.

So di bistrattare un po' quest'epoca rispetto a quella Vittoriana, il fatto è, come si è detto in un rapido scambio di opinioni con alcune lettrici nell'area commenti, che in effetti di quest'era se ne conoscono le grandi scelte politiche e gli sconvolgimenti planetari, ma poco si sa della quotidianità.

I talons rounge di Luigi XIV

Ecco quindi che per farmi perdonare vi parlerò un po' di questi tacchi rossi.
In effetti è un dettaglio che non salta subito all'occhio, a meno che uno non sia davvero una lince!
A me è successo ieri mattina, mentre giravo per la mostra assieme alla nostra guida, guardavo un sacco di dipinti di re e nobiluomini di corte vestiti elegantemente e dall'espressione perfetta, poi, da brava donna attenta ai dettagli e con la mania delle borse e delle scarpe, mi accingo ad analizzare le calzature di Sua Maestà Luigi XIV, non male, devo dire, se non fosse che forse esagerava un po' con il rosso, sul manto d'ermellino, nei vestiti, sulle tende di sfondo, persino sulle scarpe! Dico a me stessa scuotendo il capo...

Carlo III di Spagna con i talons rouge
In effetti era una particolarità su cui fino ad ora non mi ero soffermata: i tacchi delle scarpe di Luigi XIV, alti più o meno come le mie decolletèe da ufficio o, se preferite, come quelle di Berlusconi, erano laccati di un rosso vistoso.
Guardando i dipinti in maestà dei reali, cioè vestiti da re, con la corona e lo scettro più o meno vicini, il manto regale d'ermellino e tendaggi scultorei alle spalle, ci si accorge, dove possibile che tutti da Luigi XIV fino a Giorgio IV d'Inghilterra hanno scarpe di colore chiaro, come seta, broccato o damasco, con il tacco vermiglio e pure i loro nobili.
Un vezzo di corte? Presa dalla scimmia di tanta stranezza mi sono messa a spulciare gli altri quadri tutt'attorno e, in effetti, i potentati dell'epoca avevano tutti quelle scarpe.
Moda? Il Christian Loboutin dell'epoca, prima che lo scoprisse Carlà? Forse...

In effetti, da quello che la guida mi ha spiegato, i tacchi rossi, chiamati anche talons rouge, furono un'invenzione francese che fu molto utilizzata per tutto il Settecento, quindi in piena Epoca Georgiana.

Scarpa con tacco Luigi XIV e tacco rosso
La moda, a quanto si sa, nacque ad opera di Luigi XIV re di Francia, che amava ostentare il suo potere, specialmente quello che aveva sugli altri, sfoggiando simboli della sua ricchezza e superiorità, non per ulimo il suo diritto di vita o di morte sul popolo, sulla vita di altri.
Ed è proprio questo, infatti, il significato dei tacchi rossi, il voler sottolineare chi aveva diritti persino sullo stare al mondo delle persone per via della sua discendenza e del suo rango.
I tacchi rossi erano il simbolo della nobiltà per nascita e della superiorità rispetto agli altri comuni mortali, questa la definizione più o meno ufficiale tratta dall'Enciclopedia di Diderot e D'Alambert.

Naturalmente Luigi non fu l'unico ad indossare queste scarpe così particolari e sfarzose, con il dettaglio dei talons rouge, la moda si diffuse rapidamente da Versailles in tutta Europa, nelle corti tedesche e anche in quelle inglesi, dove tutti e quattro i re britannici di nome Giorgio si fecero ritrarre con ai piedi le famose scarpe dal tacco scarlatto [sembra il titolo di un romanzo ^.^'].
Carlo III di Spagna (adulto)

I tacchi rossi erano indossati sia dagli uomini che dalle donne della corte francese, mentre all'estero erano una prerogativa esclusivamente maschile , questo perchè a governare, e quindi ad esercitare il diritto di vita o morte dei sudditi, erano solamente gli uomini (occorreva una sentenza, ogni nobile poteva essere anche giudice, ma una lady non lo sarebbe mai potuta essere, tanto per dire la parità dei sessi...).
Erano tenuti ad indossarli i nobili di alto rango, di solito dal duca in su, nelle circostanze formali.
Naturalmente non dovevano metterli sempre, non è che se non li portavano allora perdevano i loro diritti di giudizio sui sudditi, no, si trattava di un semplice accessorio che ostentava il loro potere. Generalmente non erano mai messi fuori dalle corti.

Insomma, Luigi lanciò una moda che impiegò ben più di un secolo a tramontare definitvamente e volete sapere qual è stato il motivo per cui i re dall'Ottocento hanno smesso di portare i talons rouge?
Perchè caddero in disgrazia i dipinti raffiguranti le loro altezze reali come ricchi e potenti: dal diciannovesimo secolo, infatti, prese campo l'usanza di farsi ritrarre con le uniformi militari, una moda, anche questa francese, introdotta dopo Napoleone, che aveva scacciato per sempre il mito del re con pretese divine.
Particolare del dipinto di Carlo III
Napoleone infatti, sebbene si fosse fatto ritrarre come imperatore romano e in ritratti in maestà, sapevano tutti che era solo un uomo, anzi, un corso! Che per i francesi non era proprio motivo d'orgoglio...
Il periodo del Terrore aveva scacciato per sempre l'idea del re divino e con la sconfitta di Napoleone a Waterloo, l'importanza e il valore militare spodestarono le precedenti abitudini dell'Ancien Regime, creandone di totalmente nuove.

E quindi che fine hanno fatto questi tacchi rossi?
Particolare di un dipinto di corte
Rimasero dimenticati finchè Christian Loboutin non decise di creare qualcosa di veramente nuovo, solo che, stando gli uomini al mondo da più di diecimila anni, è davvero difficile trovare qualcosa di mai detto e mai fatto, quindi ci si può accontentare di una moda tramontata da tre secoli, tanto nessuno potrà uscire dalla tomba a gridare "Io c'ero e l'ho già portata!".

Trattandosi di una semplice curiosità non mi sono dilungata eccessivamente sulle spiegazioni, visto che ce n'è solo una ed è piuttosto semplice... spero quindi che perdonerete questo misero, cortissimo post.
Personalmente sono stata molto incuriosità da ciò che ho imparato ieri, arrivata a casa ho acceso il computer e ho cercato tutte le informazioni aggiuntive che la rete poteva regalarmi, sfortunatament nulla, digitando talons rouge o "tacchi rossi" su Google compaiono solo una miriade di negozi di Loboutin e qualuno non proprio francese e non proprio rispettabile...
A volte Internet è povero di questo genere di informazioni e avaro a condividerle con i suoi internauti, un vero peccato.

Beh, io comunque sono rimasta molto colpita e se vi capita di andare a Torino, prendetevi una giornata per la Reggia di Venaria Reale, merita davvero!

Ora vado, vi lascio qualche immagine carina
Bacioni a tutti


Mauser







15 ottobre 2009

L'Epoca Georgiana

Soprannominata anche, dalla sottoscritta, l'"apogeo dei Giorgii".

Sappiate fin da ora che se la storia mi piace come materia e come studio, è perchè la trovo tremendamente divertente. Diciamo che della storia mi ricordo più gli aneddoti stupidi che le date vere e proprie =P

Comunque, vorrei parlare un po' dell'epoca Georgiana, uno dei temi generalissimi di questo strampalato blog.
L'epoca Georgiana è piuttosto bistrattata dal punto di vista culturale, insomma, tutti hanno sentito parlare almeno una volta nella vita della Regina Vittoria e dell'Epoca Vittoriana, ma invece si contano sulla punta delle dita qulli che l'epoca Georgiana sanno che cos'è.
Eppure non ha niente di meno della sua successiva!

Ad ogni modo per periodo Georgiano s'intende quel periodo della storia inglese che va dal 1714 al 1830 circa e che vide sul trono d'Inghilterra tanti sovrani con il nome di Giorgio, da cui l'appellativo di "epoca Georgiana":
Giorgio I (1660-1727)
Giorgio II (1683-1760)
Giorgio III
(1738-1820)

Giorgio IV
[per caso il nome Giorgio era un po'
inflazionato all'epoca?]

Esso comprende a grandi linee anche il periodo della Reggenza di Giorgio IV, principe di Galles, che regnò al posto del padre Giorgio III. Durante il regno di questi sovrani la natura stessa della società inglese e la politica del paese cambiò in modo evidente. In parte questo fu causato dal fatto che i primi due sovrani, non inglesi di nascita, non si interessarono molto alle faccende politiche e lasciarono che fossero i loro ministria governare il paese al posto loro
[due su tre, non male come percentuale!].
Questi
Primi Ministri che rappresentavano il re, si appassionarono molto al loro compito di governo e si può dire che fu proprio in questo periodo che si gettarono le fondamenta per il sistema partitico inglese che oggi conosciamo.

Insomma, fecero un ottimo lavoro perchè tutti gli stati hanno sempre guardato al Regno Unito come uno stato politicamente avanzatissimo [e qui ricordiamo che la Magna Charta è del 1244].

Ma non solo la politica cambiò in questi anni, bensì tutta la società inglese fu investita da venti di rinnovamento soprattutto in ambito artistico e architettonico.

Dal punto di vista artistico il periodo Georgiano coincise con la grande stagione del neoclassicismo [di cui parleremo approfonditamente in un alro post], che vide la costruzione di importantissime opere architettoniche, una fra tutte la famosa Royal Crescent
a Bath. La capitale fu arricchita da molti palazzi e piazze e vide nascere anche i parchi e giardini di intrattenimento, in casi di parchi e giardini preesistenti, fu proprio in questo periodo che essi assunsero la forma e la struttura a noi note.
Nel 1750 fu costruito il secondo ponte di Londra, il
Westminster Bridge e nel 1759 aprì i battenti il British Museum [anche di questi discuteremo più avanti].

In campo letterario, vita e proeccupazioni della società Georgiana furono abilmente descritte nei romanzi di Henry Fielding e Jane Austen.
Questa fu anche l'epoca della grande poesia Romantica, che ebbe in
S.T.Coleridge, W.Wordsworth, P.B. Shelley, W.Blake, J.Keats e Lord Byron i suoi massimi rappresentanti.

In campo artistico i quadri di Thomas Gainsborough e Sir Joshua Reynold
illustrano meravigliosamente volti e paesaggi di quest'epoca di grandi cambiamenti.


[fonte tratta da www.wikipedia.it]

Quindi capirete bene che il periodo Georgiano è stato molto importante dal punto di vista artistico, letterario e sociale, per questo ho scelto di non limitare l'argomentazione di questo blog espressamente all'arco temporale del regno della Regina Vittoria, ma di parlare di qualcosa in più, anche perchè il regno vittoriano non è stata che una delle conseguenze del periodo Georgiano.

Di tutti questi personaggi, scrittori, poeti, artisti, re e uomini comuni parleremo ancora.

Ci vediamo presto!

Mauser


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