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10 gennaio 2013

Amore e musica, Nikolaj e Nadezda

Cari lettori, buon anno!
Kreutzer Sonata
by René François Xavier Prinet
Ben ritrovati in questo 2013 a cui mi devo ancora abituare... sapete, dopo dodici mesi di 2012 scritto per ogni dove e profezie Maya ecc faccio fatica a prendere l'uso di sostituire il 2 col 3 ^^

Si preannuncia un anno di novità, dice l'Oroscopo, invero lo dice tutti gli anni, ma almeno per il Georgiana's Garden, indipendentemente da che segno sia (Bilancia? Sagittario? Pesci?) spero che sia così. I dettagli di queste novità, comunque, ve li lascerò in un post specifico che scriverò tra qualche giorno, giusto per lasciarvi con l'acquolina in bocca.

Oggi torno a parlare di musica virando un po' dagli argomenti che tratto di consueto e anche dall'ambientazione. Saltiamo infatti dall'isoletta britannica, nostra consueta location, per catapultarci qualche centinaia di chilometri più a Est verso la Russia degli zar.
Parliamo di musica e parliamo d'amore che, a quanto pare, sono due passioni che vanno molto d'accordo perché, come dice mio papà (per una volta devo dargli ragione, anche se per salvaguardare la mia reputazione di bastian contrario spero che non lo venga mai a sapere)
La musica nasconde sempre un animo appassionato perché la musica è pura.

13 settembre 2012

Una vita per la musica

Cari lettori,
quanto tempo dal mio ultimo post! Mi vergogno così tanto di aver lasciato trascorrere tanto tra un intervento e l'altro, ma come avevo accennato in passato purtroppo gli impegni e qualche novità nella mia vita hanno reso gli attimi dedicati alla scrittura estremamente rari e difficili da sottrarre alle incombenze quotidiane tra le più serie e le più futili.

3 ottobre 2011

Le groupie di Darcy

Quando ero bambina il massimo dell'evasione televisiva era Kiss me Licia, la storia di una tranquilla ragazza sconvolta dalla conoscenza prima di un bimbo e del suo gattone e poi dal fratello Mirko, il ribelle cantante di una band rock molto in vista. La storia si diramava su due canali paralleli, su uno il progressivo sentimento tra Licia e Mirko, sull'altro il fatto che la ragazza venisse troppo rapidamente fagocitata dal mondo dello showbiz, tra festini, personaggi approfittatori, gelosie e menzogne.
Tanti di noi probabilmente ricordiamo la sigla Mediaset con tenerezza, scuotendo il capo e ripetendo non ci sono più i cartoni di una volta oppure rammentando il drama made in Italy con Cristina d'Avena nei panni di Licia che cantava e ballava e recitava, in quel caso, grazie al Cielo, la tv italiana ha fatto qualche passo in avanti, sebbene si siano persi i buoni sentimenti.

Ma quello che forse non avevate ancora pensato era che forse, oltre all'atletico Mirko dal ciuffo rosso, anche Mr Darcy avesse le sue groupie.

In un moderno adattamento scritto da Heather Lynn Rigaud il nostro Fitzwilliam smette per qualche centinaio di pagine i panni del signorotto regency e proprietario terriero con una rendita di 10.000£ annue e diventa il leader di una boyband famosissima in stile Simple Plan o Coldplay.
Darcy (chitarrista), Richard Fitzwilliam detto Colonnello (batterista) e Bingley (bassista) sono infatti il trio del famoso gruppo Slurry, all'apice della carriera musicale con la pubblicazione di album e concerti in tutto il mondo, parallelamente Lady Catherine è a capo della loro casa discografica (naturalmente la De Burgh Records) e la sorella di Bingley, Caroline interpreta la parte della manager dela band che organizza le tappe dei loro tour e riempie la loro agenda, preoccupandosi di aggiungere anche incontri con ragazze di comodo che possano apportare notorierà alla band.
Perfino Wickham trova spazio in questo panorama molto AU nel quale ricopre i panni dell'ex membro della band dopo un increscioso incidente avvenuto durante un importante concerto.
Darcy, il virtuoso chitarrita del gruppo maschile incarna in sé l'anima della boyband, ricco, bello, talentuoso e, per questo, anche molto responsabile e raramente avventato, consapevole che nel mondo della musica un passo falso potrebbe costare la carriera, per questo è anche molto cauto e protettivo con gli altri membri del gruppo.
I personaggi si Kaichou wa maid-sama si prestano per dare il volto agli Slurry

E Lizzie e Jane?
Naturalmente, in questo genere di panorama non posso far altro che essere parte a loro volta di una band femminile, tra i cui membri spicca anche Charlotte Lucas; il gruppo di Lizzie, però, del quale naturalmente lei è la leader, è un emergente e mal si sposa a realizzare un singolo insieme agli Slurry, specialmente per la differenza di rank nella Classifica Billaboard.
Le ragazze di K-on danno il volto alle Long Borne Suffering, il gruppo di Lizzie


Introdotti i personaggi, vediamo la trama.
 Gli Slurry devono incominciare il loro tour di sette mesi e Lady Catherine, che ha un occhio per il successo, gli affianca le ragazze del Long Borne Suffering una girl-band emergente, ma di talento che, grazie all'influsso positivo degli Slurry possono a loro volta sfondare.

Farsi coinvolgere dalle ragazze del LBS, comunque, per Darcy è fuori questione anche se difficile, perchè nei suoi occhi non sono altro che arrampicatrici alla disperata ricerca di un modo per scalare le classifiche.
Questo tuttavia non impedische a Charles di incominciare una problematica relazione con Jane, destando il disappunto di Will Darcy, così come anche Richard e Charlotte si imbarcano in un rapporto problematico nel quale qualcuno rischia sempre di essere ferito.
Mio Akiyama as Lizzie delle LBS
E perfino lui, l'austero Darcy, non riesce a non notare il talento della bella Lizzie e la sua passione per la musica, e starne alla larga inizia ad essere molto difficile.

Ma se fino a qua il romanzo sembra una storiella leggera del mondo dello showbiz di scarsa qualità, forse bisogna ricredersi.
600 pagine sarebbero troppe anche se l'autrice si fosse soffermata a descrivere ogni singola battuta dei due gruppi, cosa rende diverso Fitzwilliam Darcy, rockstar dai mille altri libercoli?
Forse il fatto che la trama e i personaggi austeniani siano solo un tramite e il vero intento dell'autrice sia focalizzarsi sulle difficoltà di una vita da band di culto, come i Tokio Hotel o i Jonas Brothers [ormai entrambi passati di moda], le apparizioni in pubblico, le conferenze stampa, i videoclip, le prove e le toruné e il doversi sempre preoccupare delle conseguenze delle azioni, non poter mangiare un gelato in compagnia o intrattenere liberamente una relazione con la ragazza di cui si è innamorati.
Insomma, a dispetto di nomi e prese in giro, Fitzwilliam Darcy, rockstar è un'antologia del mondo dello spettacolo che svela i retroscena di queste band.
Qesto salto all'interno del mondo delle band è stato davvero interessante e mi ha aiutata ad apprezzare maggiormente il lavoro che svolgono.
I personaggi sono un po' diversi dall'originale, Lizzie è meno allegra e si prende molto più sul serio, mentre Jane e Charlotte, invece sono più spontanee, a tratti selvagge, di quanto ci aveva abituato zia Jane.
La parte migliore, a mio avviso, è il modo in cui i tormenti e i sentimenti dei personaggi vengono riproposti come canzoni.
La peggiore, a mio avviso, è l'eccessiva quantità di scene di sesso che l'autrice si dilunga a descrivere con dettaglio, del tutto inutili ai fini narrativi e a tratti noiose.

Un voto positivo alla Rigaud per il suo modo di approcciarsi ad Orgoglio e pregiudizio, fortunatamente con risultati migliori di altri...

Zia Jane
Il numero di pubblicazioni ispirate ai libri della Austen è altissimo, si dice che in giro ci siano almento diciannove libri la cui mamma è Orgoglio e pregiudizio, ma secondo me sono di più, allora perchè scegliere proprio questo nel mucchio?
Intanto perchè credo che, come l'originale, sia adatto a tutte le età (secondo me senza scene spinte sarebbe stato perfetto come YA), poi perchè varia un po' lo standard di descrivere la propria avventura all'inseguimento di qualche band, come è accaduto per Destinazione Tokio Hotel, poi è un'inconsueta variazione su O&P e infine perchè è un prodotto valido. Come tutti ha i suoi difetti, ma non sono tali da rovinare completamente la lettura.

Qualche recensione e approfondimento
Goodreads | Fitzwilliam Darcy Rock Star
Amazon | Fitzwilliam Darcy Rock Star
Diary of an eccentric | Review: Fitzwilliam Darcy Rock Star by Heather Lynn Rigaud
Austen Authors | Heather celebrates the launch of Fitzwilliam Darcy Rock Star
Austenprose | Fitzwilliam Darcy Rock Star blog tour with Heather Lynn Rigaud

Una colonna sonora per il post



Baci a tutti





Mauser

7 settembre 2011

La macchina parlante: fonografo, grafofono, grammofono

«Mary aveva un agnellino...»

Quando dalla strana macchina che aveva ideato e costruito in sole trenta ore di lavoro uscirono le prime parole di una nota filastrocca per bambini, lo stesso Edison ne rimase quasi trasecolato.
Ce l'aveva fatta: la "macchina parlante", capace di registrare e riprodurre i suoni e le parole, era una realta Si era nell'estate del 1877, quando quella nuoa meraviglia del secolo uscì dal laboratorio che il vulcanico inventore aveva installato a Menlo Park, nel New Jersey.


Il fonoautografo
L'idea di creare qualosa del genere non era comunque nuova: ci aveva provato vent'anni prima un altro americano, Leon Scott, costruendo il fonoautografo, una specie di imbuto sul cui fondo era sistemata una particolare membrana che trasmetteva la vibrazione dei suoni che si incanalavano nell'imbuto, la vibrazione era inviata ad una punta metallica che tracciava l'autografo del suono.
Si trattava, in altre parole, di un registratore, ma con l'inconveniente di non poter riprodurre il suono autografato, quindi sostanzialmente inutile ai fini ludici e musicali, con applicazioni limitate ai laboratori e agli studi di acustica in un impiego simile a quello dell'oscilloscopio [per chi ha familiarità con l'elettronica]; l'inconveniente venne parzialmente risolto dal francese Charles Cross proprio nel 1877, ma fu un perfezionamento che rimase solo sulla carta in quanto il suo ideatore non disponeva dei mezzi per poterlo testare sul piano pratico.


Il fonografo
Toccò quindi a Edison, che allora aveva solo trent'anni, il compito di offrire al mondo (non certo gratis giacchè il nostro seppe sfruttare la sua nuova invenzione all'americana, cioè per produrre denaro) la nuova macchina.
Edison, si disse, si ispirò per la sua invenzione al Cyrano de Bergerac dove in un passaggio parla di un progigioso libro parlante senza lettere e caratteri, ecco il passaggio

All’apertura della scatola, trovai dentro un non-so- che di metallico, quasi in tutto simile ai nostri orologi, pieno di un numero infinito di piccole molle e congegni impercettibili. Effettivamente è un libro, ma un libro prodigioso che non ha né fogli né caratteri. Insomma è un libro dove, per leggere, gli occhi non servono, ma si ha bisogno solo degli orecchi. Quando qualcuno dunque desidera leggere, carica, con una gran quantità di ogni specie di chiavi, quella macchina, poi volge l’ago sul capitolo che desidera ascoltare, e subito escono da quel congegno come dalla bocca di un uomo, o da uno strumento musicale, tutti i suoni distinti e differenti che servono, tra i notabili della Luna, all’espressione del linguaggio

Cyrano de Bergerac,
L’altro mondo, ovvero stati e imperi della Luna


Un fonogrago Edison
Il cilindro di nerofumo utilizzato nel primo prototipo dell'inventore venne presto sostituito da uno in alluminio, migliore come resa, dove una puntina metallica incideva un solco di profondità variabile a seconda dell'intensità del suono che era captato dal grosso imbuto metallico sistemato sopra il dispositivo. Finita la registrazione, la punta si riportava all'inizio del solco e si faceva girare il cilindro, in questo modo la vibrazione era trasmessa dalla puntina metallica che scorreva nel solco alla membrana, che a sua volta traduceva l'impulso in suoni originari, diffondendoli dal caratteristico trombone.
Benchè Edison fosse già al tempo un inventore poliedrico e geniale, la sua più grande limitazione era data dal suo stesso staff di scettici, personaggi di scienza che, come lui stesso ammise, erano più degli studiosi che degli inventori. Fu proprio il gruppetto di collaboratori ad esprimere per primo perplessità riguardo la creazione del maestro, dovettero tuttavia ricredersi quando, dopo che Edison ebbe pronunciato la famosa filastrocca, questa venne registrata e successivamente ripetuta dal marchingegno. La qualità, è il caso di dirlo, era pessima, ma si erano appena gettate le basi del balzo evolutivo che sarà padre di giradischi, mangianastri, lettori cd e anche dei moderni mp3 a memoria solida.
E si erano anche umiliati quegli scettici che, come San Tommaso, hanno avuto bisogno della prova, di poter vedere e toccare con mano il risultato al quale non volevano credere
Tommaso, tu hai creduto perché hai veduto: beati quelli che crederanno senza aver visto
Dal Vangelo secondo Giovanni
(Gv 20, 24-29 )
A dire il vero Edison fu il primo sbalordito dal suo stesso risultato, ma non scettico come gli altri, bensì incredulo di fronte ad una invenzione che funzionava al primo colpo.
Come disse Tram:
In informatica è una costante imprescindibile


Edison, comunque, che era un uomo che guardava al futuro, aveva visto per la sua invenzione qualcosa di diverso alla mera riproduzione di musica, un mercato che non aveva contemplato, il suo vero obiettivo, si scopre dai suoi scritti, era la segreteria telefonica. Ecco cosa dichiarò egli stesso

Un abbonato del telefono può installare su un apparecchio un Fonografo che, a ogni chiamata, comunicherà all'ufficio centrale che è uscito, e che sarà di ritorno ad una certa ora. Allo stesso modo un abbonato, chiamandone un altro e non trovandolo a casa, potrà fare la sua comunicazione e registrarla sul Fonografo della persona chiamata

Thomas Edison

In questa puntata di Rai3 si parla, grazie al cielo in italiano, del fonografo e se ne spiega il funzionamento con grande coinvolgimento




Il grafofono
La macchina creata da Edison fu chiamata fonografo dallo stesso inventore, mentre grammofono venne detta quella ideata da Emile Berliner, un emigrato tedesco, nel 1888, molto più tardi.
La storia del grammofono è controversa e passa attraverso un'altra invenzione dimenticata detta grafofono, che era quasi un prototipo di grammofono, si pensa infatti che la prima idea che porterà alla realizzazione del giradischi venne realizzata nel laboratori Bell: Chichester Bell, cugino del più famoso Alexander Graham Bell, da molti considerato l'inventore del telefono, e Summer Tainter realizzarono un fonografo dove il cilindro non era in alluminio, ma rivestito da un sottile strato di cera.
La cera aveva una resa migliore per due motivi: la sua morbidezza permetteva di imprimere molte più variazioni di tonalità, anche lievissime, inoltre il solco della puntina aveva una larghezza di soli  0,7millesimi di millimetro, ciò permetteva di realizzare una registrazione con un passo, cioè una distanza tra i solchi dopo aver compiuto il giro completo del cilindro di soli 0,16mm, permettendo di allungare le registrazioni fino alla portentosa durata di 2 minuti!

Questo video illustra il montaggio di un grafofono e il suo funzionamento; il macchinario è di fine secolo del 1897




Il grammofono
Il grammofono è il terzo grande protagonista. Venne realizzato da Emile Berliner e brevettato nel 1887.
Berliner aveva lavorato ai laboratori Bell dove era stato realizzato il grafofono e vedendo l'invenzione aveva pensato di sostituire il cilindro rotante con un disco piatto, inizialmente in nerofumo e poi a sua volta sostituito dalla cera come era avvenuto già per il cilindro di alluminio di Edison.
Il disco piatto rivoluzionava completamente l'operato della macchina, la puntina oscillava in orizzontale, mentre il disco ruotava, questo consentiva di evitare sull'incisione l'effetto della forza di gravità che faceva ondeggiare la punta metallica, in questo modo la registrazione era molto più limpida. Il disco non era privo di difetti, in particolare nella riproduzione di frequenze alte e acute strideva fastidiosamente a causa della velocità angolare costante, con conseguente variabilità, invece, della velocità lineare, in parole povere, mentre il disco ruota sempre alla stessa velocità, quella di lettura da parte della puntina è maggiore se ci si trova in prossimità del bordo del disco (tangente) o vicini all'interno.
I vantaggi di questa nuova apparecchiatura, comunque, erano tali per cui su certi difettucci si poteva passare oltre, senza contare che era molto più pratico e la nuova produzione in serie bramava avere apparati facilmente riproducibili in molte copie, ciò era decisamente più semplice con i dischi piatti di Berliner, piuttosto che con i cilindri di Edison.
Edison non accettò mai del tutto l'impiego del grammofono rispetto al suo fonografo, pertanto decise di non abbandonare la sua invenzione, ma anzi la curò e portò avanti con orgoglio fino agli anni 10-20 del Novecento, introducendo progressive e significative migliorie all'apparato come una rimproduzione più lunga, una nuova miscela in celluloide al posto della cera e dell'alluminio e puntine in diamante particolarmente sensibili. La più importante integrazione fu la tromba per ascolto collettivo, caratterizzata dalla forma molto larga e arcuata verso l'esterno che noi conosciamo: la tromba originaria, infatti, era molto più lunga, lineare e di diametro più piccolo.


Curiosità
Un cagnolino Jack Russell Terrier che ascolta musica da un grammofono è un famoso dipinto del pittore londinese Francis Barraud che alla morte del fratello Mark aveva ereditato da questi il suo cane Nipper e molti dischi con su incisa la sua voce; pare che Nipper rimanesse incantato per ore ad ascoltare il padrone parlare dal grammofono e ciò abbia commosso Barraud, che è in questa posizione che l'ha ritratto.

His master's voice (La voce del padrone)
by Francis Barraud


Il quadro suddetto fa da logo di una delle più antiche case discografiche, la britannica Grammophone, poichè il dipinto era noto come La Voce del Padrone, anche la casa discografica veniva spesso conosciuta ufficiosamente con questo nome.
Nel 1931 l Grammophone si fuse con la Columbia Records dando vita alla EMI acronimo di Electrical and Musical Industries, attiva ancora oggi, la quale ha mantenuto il simbolo dell'antica casa madre.
La EMI è casa discografica di molti autori italiani dal dopoguerra fino a oggi grazie alla sua sede milanese, in particolare Tony Renis, i Nuovi Angeli, Franco Battiato, Al Bano, Fancesco Guccini, Litfiba, i Nomadi, Valerio Scanu, Vasco Rossi, CapaRezza.
All'estero la EMI e le sue controllate (specie in tempi moderni) sono state sponsor di Dean Martin, Frank Sinatra, i Beatles, i Pink Floyd, Joe Cocker, i Colplay, Hikaru Utada [so che per alcuni non significa nulla, ma è una cantante giapponese che adoro e che ha eseguito la colonna sonora di Kingdom Hearts], i Duran Duran, i Gorillaz, Hillary Duff, Jesse McCartney, Norah Jones, Paul McCartney, George Michael, Kylie Minogue, Katy Perry, 30 Seconds to Mars, David Guetta, i Queen, Ramones, Red Hot Chili Peppers, Relient K, Rolling Stones, i Sex Pistols, le Spice Girls, Subsonica, Robbie Williams e moltissimi altri.
EMI inoltre è una delle maggiori produttrici di cd di musica classica, garantisce affidabilità, durata ed ottima qualità di suono e di riproduzione, molta della mia infanzia è stata caratterizzata dai cd della EMI che giravano nel giradischi e questo mi fa prendere la nostalgia.

Tanto per dire come da un'invenzione bistrattata come quella di Edison sia nato tutto ciò...


Link e spunti
Domenico Volpi, La vita e i costumi nell'Ottocento
Wikipedia - Fonografo
Wikipedia - Giradischi
Daily Wired - Edison inventa il fonografo
Grammofoni.it
Tienimi d'occhio - Il fonografo di Edison
Liceo Foscarini di Venezia - Fonografo

Guardate che meraviglia questa mostra del signor Giulio Bianco che comprende più di cento fonografi e grammofoni, è spettacolare!



Purtroppo ormai i possessori di grammofono sono rimasti in pochi, io no di certo, però ho la fortuna di avere in casa un carrillon a piatti della Reuge Music, ormai fallita, che mi facevano ascoltare da bambina per divertirmi e che adoro alla follia.

Baci a tutti
 



Mauser

11 agosto 2011

La pavana

Parliamo oggi della pavana.
Qualcuno l'ha mai sentita nominare? Si tratta di un povero ballo rinascimentale dimenticato dai più che ormai viene raramente riprodotto anche per la sua carenza coreografica: la selezione darwiniana dell'appariscente ha decretato che altre forme musicali avessero la meglio. Diamo un estremo saluto alla povera pavana.

Scherzi a parte. Fu una danza di corte molto in voga in epoca cinquecentesca e seicentesca, ma che ebbe diversi sostenitori anche nelle corti europee del Settecento, sebbene fosse ormai quasi in disuso a causa del movimento lento e della musica non precisamente brillantissima.
La pavana
by Edward Austin Abbey

 Trattandosi di un ballo tipicamente rinascimentale rientra a tutti gli effetti nella serie di danze che io chiamo a passeggiatina, proprio per questo può essere facilmente approcciabile da chiunque sia per la semplicità dei passi che per la lentezza di questi, alla fine i due ballerini, o la coda di questi, non fa altro che farsi un lento, noiosissimo giretto per la sala da ballo, che però all'epoca era considerato molto solenne.


Storia e nome
La pavana alla corte di Enrico III
1500 circa
La sua origine proviene da quella della bassadanza, una particolare esecuzione in voga nel Cinquecento alla corte borgognona, dalla quale, è proprio il caso di dirlo, differisce in pochi punti.
Il ballo è in metro binario e viene comunemente definito un ballo moderato, ma niente a che vedere con il senso moderno di questo termine, rispetto ai ritmi schiacciasassi del Novecento può essere paragonata ad una ninna nanna.
Pensate che già all'epoca era talmente lenta, solenne e noiosa che si diceva la ballassero anche i cardinali... dopotutto esistono a tutt'oggi alcune versioni denominate pavana da processione.

Il nome della danza è particolarissimo e gli studiosi si distinguono in due correnti di pensiero.
Una vuole che pavana derivi dalla parola spagnola pavo, cioè pavone, dal quale animale i ballerini cercavano di imitare la grazia e il movimento lento, maestoso, caratterizzato dal classico passo-e-ferma.

Una scuola più moderna vuole che pavana sia invece un toponimo, cioè derivante da un luogo, in questo caso la parola sarebbe una contrazione di alla maniera di Padova, rendendo quindi la danza una creazione italiana della famosa città.
Questa teoria è supportata anche da alcune documentazioni cinquecentesche, di Joan Ambrosio Dalza che ha composto diverse pavane per liuto intitolate "alla veneziana" e "alla ferrarese" che dà l'idea di come il ballo fosse diffuso nell'Italia settentrionale del Nord-Est, inoltre la dicitura di alcune riferisce alla danza come padoana e non pavana, il che è ancora più significativo della sua provenienza e di come il nome sia poi stato storpiato nel corso del tempo, come spesso accade.



Modi di ballare
La pavana prevede che i ballerini entrino in sala con portamento regale e solenne, si fa un passo in avanti, ci si ferma, si piegano lentamente le ginocchia quasi ad imitare una riverenza, si riportando i piedi uniti, dopodichè si procede con l'altro piede rispetto a quello con cui si era concluso il passo.
Questa sequenza passo-e-ferma non dovrebbe esserci del tutto aliena, probabilmente l'abbiamo vista migliaia di volte nei film americani dove c'è almeno un matrimonio, si tratta del cosiddetto hesitation step particolarmente apprezzato dalle spose degli States nel loro lento incedere verso l'altare. Ecco, il passo che avrete visto mille volte in Matrimonio a 4 mani (min 2.02), oppure Prima o poi mi sposo e ancora Un amore di testimone e ancora mille altri titoli viene proprio dalla pavana cinquecentesca di cui parliamo oggi.
The Institute for Historical Dance Practice
propone l'esecuzione di una pavana
Forse vi apparirò un tantino critica nei confronti di questo ballo, naturalmente cerco di mantenere l'obiettività spiegandovi per sommi capi di cosa parliamo, ma un minimo di opinione personale non posso esimermi dall'esprimerla e sono certa che dopo aver visto il vido di cui sotto concorderete con me nel non definirla vivace



Vi lascio anche il link di una pavana suonata al clavicordo, è una bellissima esecuzione con uno strumento insolito per noi che dovrebbe farci entrare un po' di più nell'atmosfera dell'epoca, ma è di una noia...
Pavana veneziana 1551

Considerate che in passato e nel Rinascimento soprattutto, la musica da ballo o era lenta, come la presente, o era veloce, come la gagliarda, vie di mezzo se ne trovavano poche anche perchè l'atmosfera in cui erano suonate aveva sempre un taglio particolare per cui o si adoperavano le une oppure le altre.


Aggiungo inoltre che esiste un manga di Koge Donbo, autrice nipponica che creò Karin piccola dea, intitolato Pavane for a dead girl, attualmente inedito in Italia; la storia segue il filone musicale che si è recentemente sviluppato sulla scia di produzioni come Nodame Cantabile e La corda d'oro che hanno come tema centrale la musica e la sua esecuzione con le relazioni che riesce a creare sia tra protagonisti e pentagramma, ma anche tra i vari caratteri messi in gioco.



Siti, fonti e approfondimenti
Wikipedia IT - Pavana
Il cerchio delle fate - Una danza rinascimentale: la Pavana
Informadanza - Pavana


Ci rivediamo presto,
baci a tutti




Mauser

28 giugno 2011

La polka

La polka è un ballo in 2/4 che deriva da danze popolari, non necessariamente polacche, ed era caratterizzata da un ritmo molto allegro, sebbene non velocissimo come la giga.




Storia e leggenda

Le sue origini sono avvolte nel mistero, più leggendarie che storiche, si narra che il musicista Jesep Neruda, vide un giorno una contadinella boema ballare a ritmo dell'allegra musica popolare e rimase colpito tanto da scriverci sopra un pezzo che cominciò a spopolare nell'area germanica dell'Europa, sia a Praga che a Baden finchè nel 1835 la polka entrò nel repertorio della banda militare boema e la popolarità del ballo si estende a macchia d'olio.

Favole a parte, la polka si rifà in maniera molto pronunciata ad alcuni tipi di danza popolare molto diffusi in tutta l'Europa centro-orientale: Polonia, Cechia, Slovacchia, Ungheria, ecc. per questo motivo, si suppone, prese il nome di polka, un toponimo, cioè derivato dal nome del luogo di origine o dove più comunemente era ballata, esattamente come la pavana e altre danze settecentesche.




I passi della polka richiamano quelli di un veloce one step, ma sono molto affini alle movenze dei balli delle quattro province, irlandesi, francesi e occitane.

Sebbene sia facilmente riconoscibile, una delle caratteristiche più univoche di questo ballo è la versione ballarata con il galop, una sequenza di passi laterali fatti dai ballerini mentre seguono il perimetro della pista da ballo e si girano, di volta in volta, in fronte o di schiena.
Il galop divenne poi famoso alla fine dell'Ottocento quando molti compositori lo impiegarono nelle loro opere, sfruttando il suo ritmo accelerato, un caso famoso è il Viaggio di Orfeo all'Inferno di Jacques Offenbach, il cui galop finale, denominato Galop Infernale sia per la tematica dell'opera che per la velocità di esecuzione, è quello che quasi tutti noi conosciamo come colonna sonora del cancan del Moulin Rouge.


Il salterello che si nota a circa metà del balletto è un chiaro richiamo Settecentesco quando i ballerini danzavano ad un metro di distanza l'uno dall'altro e il ballo era una forma acrobatica [come la breakdance?] zeppo di saltini e inchini ed espressioni di equilibrio, come se i due si trovassero sulle classiche rocce instabili in mezzo allo stagno delle ninfee.


La polka a corte
La polka entrò ufficialmente nelle danze accettate dal ton e venne adottata intorno agli anni Venti dell'Ottocentoera.
Era molto diffusa nelle corti di tutta Europa, da Londra a Parigi e da Vienna e San Pietroburgo, rappresentava una accettabile via di mezzo tra la danza popolare e l'intollerabile valzer, mantenendo comunque una velocità tale da ispirare euforia ed eccitazione nei ballerini impegnati nella danza e, allo stesso tempo, suscitando quel poco di scandalo e divertimento anche per tutto il molto pubblico che alle feste era seduto, più o meno volontariamente, a spettegolare e fare tappezzeria.



Vedendo i video, tutti recenti, vi accorgerete senz'altro che anche in questa danza è richiesto un po' di contatto fisico tra i due danzatori; in realtà nella versione originale della danza il contatto era minimo e, come per molti altri balli, il tutto era ridotto a poco più di una passeggiata a ritmo di musica di un gran numero di ballerini. Solo successivamente, dopo l'accettazione definitiva del valzer la polka assunse la forma con cui la conosciamo oggi, dove dama e cavaliere stanno abbracciati, intervallanto la rotazione con alcune figure in cui si fronteggiano.


Joseph Strauss, noto compositore di valzer tra cui Sul bel Danubio blu e il Valzer dell'Imperatore scrisse moltissime polke per la corte austriaca, dove la danza era elemento imprescindibile della vita di corte e, come non mi stancherò di ripetere, anche uno dei pochi divertimenti concessi senza essere giudicati troppo borghesi.

Il video a seguire sembra quasi il ballo delle debuttanti di Vienna, se non fosse per l'ambientazione da palestra americana...



La polka rimase di moda fino al Novecento, sebbene la sua progressiva perdita di popolarità cominciò a relegarla sempre di più al ruolo di danza popolare dove è rimasta fino ad oggi; nel film Titanic Di Caprio e la Winslet ballano insieme una polka durante la festa in terza classe in quanto il ballo era particolarmente apprezzato dalla plebaglia per il suo ritmo allegro e spigliato.



Spero che l'approfondimento sia stato interessante, per questa volta ho preferito sostituire le consuete immagini con qualche bel video del ballo.
Come già detto della giga, non chiedetemi chiarimenti in merito ai passi, la presente sa ballare solo il Gallo Matto (e neanche troppo bene), per quanto mi riguarda il Gioca Jouer oltre uno scioglilingua antipatico, è quasi al di fuori della mia portata [il che spiega anche come mai a scuola Educazione Fisica fosse la materia dove andavo peggio, l'unica in cui erano costretti ad alzarmi il voto per non rovinarmi la media =P]

Baci





Mauser

23 giugno 2011

La giga

Sul blog Meraviglie dell Scozia, che io seguo sempre con passione, è stato da poco pubblicato un post riguardante un pub di Edimburgo che sa catapultare i propri avventori nel pieno del XIX secolo: vietato fumare, cellulari, macchine fotografie, zaini, scarpe da ginnastica, ecc.

L'esperienza di vivere senza le tecnologie più comuni della nostra epoca può essere qualcosa di istruttivo e pertanto l'idea del pub scozzese mi ispira molto e, soprattutto, dovrebbe far riflettere su come veniva trascorso diversamente il tempo, due secoli fa.
Niente tv e niente radio, la musica solo dal vivo, le maniere diverse. La conversazione era la base delle relazioni, il contatto l'unico modo di conoscersi davvero e il divertimento stesso aveva connotazioni decisamente differenti.
La danza era un'ottimo connubio di tutto ciò, essendo in grado di amalgamare divertimento, compagnia e conversazione. E perchè no, anche affari, più spesso nella declinazione di affari matrimoniali.
In passato ci siamo occupati qualche volta di questa forma di socializzazione, ci siamo imbattuti nel valer, il ballo da sogno di una grossa fetta di ragazze, e anche nella quadriglia.

Altro pezzo forte delle serate dei secoli passati era la giga.



Storia del ballo e origine ufficiale
La giga di cui parleremo era un ballo non troppo diverso dalle country dance in voga all'epoca.
Divenne una danza di corte introdotta nel regno di Elisabetta I, ma dopo la sua scomparsa continuò ad avere un gran numero di sostenitori, specialmente con l'ascesa degli Stuart, la dinastia reale scozzese.
Mantenne il suo predominio sui balli reali fino al Settecento, quando la nuova varietà di danze, sopratto meno agitate, la relegò al ruolo di ballo di campagna.

Il tempo era originariamente in 2/4, ma si è modificato nel corso del tempo e oggi è solitamente ballata in 6/8.
La giga ha un ritmo molto allegro e permette figure complesse e intrecci tra i ballerini che non devono necessariamente essere a coppie. Esistono infatti varianti con quattro ballerini e una dama e simili.

Molto si è discusso sulle origini della danza. A quanto pare ne esistono due versioni, simili nel nome e a volte nell'esecuzione, ma formatesi in culture diverse.
La prima giga ha tradizioni italiane nobilissime e viene a tutt'oggi ballata in molte feste di paese sia nel Monferrato che nell'Emilia con splendide coreografie. La sua origine pare provenire dalle feste di paese germaniche, e lo stesso nome della danza dal vocabolo tedesco geiger, violinista.

Ne abbiamo poi una seconda versione, irlandese doc di origine molto antica, addirittura celtica. Il suo nome era cengail e assomigliava moltissimo alla giga italiana, per questo, con la diffusione dei termini francesi, definiti più "colti" dell'inglese, si adottò il nome che i francofoni usavano per il ballo italiano non dissimile, ecco perchè le due varianti si chiamano uguale, ma hanno storie diverse.
Per fare chiarezza la a giga italiana è denominata giga anche all'estero, e la giga irlndese e scozzese, identificata invece col nome di jig.

La variante nordica jig è molto più veloce di quella italiana, può arrivare addirittura a 12/8 e a differenza di quella del nostro paese, dove ormai è relegata a ballo di paese per le feste tradizionali, meglio se in costume, la jig è tutt'ora praticata anche al di fuori degli eventi più storici, ad esempio nei pub d'Irlanda o Scozia, all'annuale Festa di San Patrizio del 17 marzo e in molte circostanze. A ballarla sono persone di tutte le età e viene apprezzata per essere a ritmo accelerato senza avvicinarsi alla musica schiacciasassi moderna, ma mantenendo una sua melodia pur con un upbeat non indifferente.
Non solo questo: la variante irlandese del ballo, oltre ad essere allegra (ancora di più cin un boccale di birra in circolo) si balla in 8 o più, il che rende il tutto molto divertente perchè è un ballo di gruppo, non a coppie. In Irlanda il ballo della jig è secondo solo a quell del reel, la danza irlandese per antonomasia.

Alla corte di Elisabetta, sappiamo, venne intrdotta la giga italiana, era infatti chiamata gigue, non quella irlandese (jig), per la particolare grazia dei movimenti dove, invece, quelli dell'Irlanda apparivano più concitati e poco raffinati.


Come ballare
I ballerini sono comunemente disposti in due file che si fronteggiano e la danza inizia spostando avanti il piede destro ed eseguendo due figure, dopodichè il piede rientra nella sua posizione e parte il sinistro, che esegue invece una figura soltando. Questo è l'incipit, da cui si diramano poi tutta una serie di movimenti e saltelli, incastri e complicità tra i ballerini.

Attualmente vengono ballate le seguenti tipologie di jig:
  • Light jig
  • Slip jig
  • Single jig
  • Hop jig
  • Treble jig
Che però sono tutte piuttosto diverse dall'originale.
Ecco come poteva apparire una giga ballata ai tempi di Elisabetta e seguenti, quindi al di fuori della "danza popolare e folkloristica"



Questa è un'altra rappresentazione a una sola ballerina. La prima parte, che vede un Arlecchino danzante non è una giga vera, ma la seconda con la fanciulla sì ed evidenzia bene i movimenti che venivano fatti, non il saltellio concitato che è invece evidenziato nella giga moderna irlandese.

Queste erano le varianti ballate a corte. Come avrete notato sono abbastanza tranquille, a differenza dei jig che vedremo fra poco, di tutt'altro ritmo.

Ecco una giga barocca, alla maniera ballata nel Settecento, per esempio alle festicciole più informali di Maria Antonietta


A seguire, invece, una giga canadese più popolare, simile a quelle paesane che ancora si ballano nel Monferrato (col nome di monferrina) e in Emilia


E per finire, ecco come viene ballata la tipica giga irlandese di cui si sente tanto parlare e vengono fatti molti campionati


Baci a tutti e a presto




Mauser





10 luglio 2010

Attorno al piano prima della cena: il dipinto

Carissimi,
dopo il post dell'altro giorno dove avvisavo della mia nascita virtuale su Twitter (cosa c'è di bello nella rete è che uno nasce una volta e rinasce quante ne vuole), non ci eravamo più sentiti. Spero che tutto stia andando bene, personalmente andrebbe meglio se il caldo sahariano si spostasse in qualche altra zona, per quanto mi riguarda sono la classica persona a suo agio in maglioni di lana shetland, scarponi e neve tutt'attorno.

Oggi vedremo un quadro che ho scovato in giro per internet, un dipinto che ci illustra un poco come si passava il tempo prima dei ricevimenti ufficiali, magari prima della classica cena e della partenza per le danze durante la stagione.
Ecco il quadro:


Scheda tecnica:
Titolo dell'opera: Round the piano
Traduzione: Attorno al piano
Autore: Hassam Childe
Anno: 1893 (?)
Tipo di pittura: olio su tela

Come si evince dai costumi sfoggiati, il dipinto è chiaramente di ambientazione vittoriana e, a giudicare dalla moda in voga, potrei azzardare che sia ambientato verso la metà dell'Ottocento, direi 1840/1850 ca. La crinolina delle signore in scena è ancora in voga, non sostituita dalla seguente tournure che inizierà a diffondersi dal 1860, ma risulta leggermente allungata sul retro, segno che la moda stava già mutando.
I gentiluomini ritratti sfoggiano mise a brache lunghe, frack e code di rondini, hanno pose molto sciolte da fine secolo, il che spiega l'ambientazione diversa dall'anno di realizzazione (1893).

Perchè ho deciso di presentare questo quadro?
Innanzi tutto perchè adoro i dipinti di sconosciuti che ritraggono scene di vita quotidiana e rappresentano ciò di cui solitamente parlo nei miei post, in secondo luogo perchè questa particolare esecuzione mi è molto utile per discutere del classico prima-della-cena ai ricevimenti mondani. E non è tutto! Mi permette anche di fare un raffronto su quello che accadeva oltre la sala da musica dove si ritiravano gli ospiti perchè, se siete osservatori attenti, avrete senz'altro notato nel fondale un servitore e una cameriera che stanno sparecchiando la tavola.
Per comodità dividerò il quadro in due parti distinte, il primo piano rappresenta i giovani inquadrati davanti al pianoforte, mentre con secondo piano mi riferirò alla scena di fondale con i domestici.


Primo piano
Questo quadro fornisce un ottimo spunto. Il dipinto mostra infatti un gruppo eterogeneo di giovani, adeguatamente posati e vestiti, che stanno assistendo all'esecuzione al pianoforte di una ragazza.
Questo rappresenta uno dei più comuni intrattenimenti dell'epoca Vittoriana.


La musica era un ottimo diversivo, prima della cena permetteva agli ospiti di socializzare e fare conoscenza, evitando quindi figuracce a tavola, dove magari un gentiluomo non avrebbe potuto conversare con la sua vicina perchè non presentato ad ella, ma la parte del leone l faceva quando, terminata la cena, bisognava intrattenersi in qualche modo prima di partire per la serata danzante, magari da Almack's o un qualsiasi altro ritrovo mondano della Stagione, oppure prima di accomiatarsi definitivamente.

Perchè parlo necessariamente del prima-della-cena e non di un qualiasi dopocena? Non potrebbe essere un ritratto fatto dopo?
Assolutamente no e vi spiego perchè: era usanza nel dopocena che uomini e donne si ritirassero separatamente: gli uomini consumavano sherry e altri superalcolici, fumando in compagnia sigari costosi, mentre le signore si ritiravano nella stanza dei bambini per mostrare la propria prole alle altre, oppure nella stanza del disegno o della musica, mostrando alle presenti i propri progressi nel ricamo così come qualche esecuzione.

Questa separazione breve solo nel caso di cene poco formali o tra pochi amici, come accade nel caso di Lizzie Bennett a Netherfield quando Jane s'ammala, altrimenti i due gruppi rimanevano separati.
Se il gruppo si riuniva a causa dei pochi invitati, uomini e donne si rincontravano trascorrendo insieme il resto dell serata programmata, uscendo se si avevano impegni mondani, oppure giocando a carte, leggendo in compagnia, spettegolando, anche suonando. Ma il drappello di baldi giovani e donzelle ritratti difficilmente sarebbe stato considerato una compagnia tanto esigua -.-

Palesemente i soggetti del dipinto sono tutti giovani, ecco quindi che si può inquadrare il tutto nella classica atmosfera da mercato dei matrimoni, con i ragazzi che cercano di fare colpo sulle signorine al debutto e queste che propagandano le loro buone qualità e l'educazione ricevuta eseguendo qualche motivetto al pianoforte.

Come senz'altro ricorderete, l'esibizione in pubblico non era cosa sconosciuta o inusuale.
Maria Antonietta di Francia era solita tenere per gli ospiti piccoli spettacoli teatrali, cantando ed esibendosi [ma lei era una regina e nessuno le avrebbe detto che era ridicola], mentre nel libro di Jane Austen Orgoglio e Pregiudizio, la terzogenita delle sorelle Bennet, Mary, esegue diversi intrattenimenti accompagnati dal canto alle feste, si ricorda nello specifico quella a Netherfield Park, dove le sue scarse attitudini canore attirano le malignità di Caroline Bingley e della signora Hurst, sua sorella (ed ex signorina Bingley anche lei), tanto che proprio quest'ultima eseguirà per gli ospiti un brano piuttosto difficile per sottolineare ancora di più la differenza di cultura ed estrazione tra i Bingley e la gentry di campagna a cui appartengono i Bennet.
Anche Elizabeth a Rosings, dà sfoggio della sua media bravura come pianista e di nuovo a Pemberly assieme a Georgiana, quest'ultima eccelle particolarmente nell'arte musicale, come Caroline sottolinea a Darcy durante una conversazione.

Il video che segue è tratto dalla versione O&P del 1996 con Jennifer Ehle nella parte di Lizzie Bennett, l'esecuzione dura fino a 2:42



La musica era uno dei grandi intrattenimenti del passato per trascorrere piacevoli serate in compagnia, esistevano differenti tipi di esecuzioni e di musica, motivetti, ballate, musica da camera, ciascuno sceglieva quel che preferiva.

Solitamente erano le donne ad esibirsi nel canto o al pianoforte, oppure l'uomo suonava e la donna cantava, il tutto contornati dagli altri ospiti. Benchè le musiche fossero spesso dolci, ma quasi mai malinconiche, lo stesso non si poteva dire delle parole delle canzoni che spesso narravano di amori infelici, morti giovani e speranze di gioventù infrante.

Che io rammenti, solo la versione 1996 di O&P presenta un motivo cantato delle esecuzioni di Lizzie, mentre sia in quella del 1940 che del 2006 non rammento che Lizzie cantasse, anche perchè Keira Knightley è per sua stessa ammissione un po' stonata, mentre Greer Garson non so se avesse doti canore nascoste.

Nel libro, sempre della Austen, Ragione e Sentimento, Marianne riceve in regalo un pianoforte nuovo e sono riuscita a reperire una scena in cui lo suona e canta con voce molto gradevole, anche qui tutto materiale di studio sulla musica antica, argomento di cui, devo essere sincera, non sono ferratissima.



Naturalmente suonare non era l'unico modo per intrattenersi, ma rappresentava una percentuale discretamente alta nella classifica dei più impiegati perchè oltre ad essere ludico e ricreativo, dava modo alle ragazze di mettersi in mostra.
Nelle case più ricche alle volte si invitavano importanti musicisti di fama, un'abitudine settecentesca e precedente, che tuttavia si perse verso un'esecuzione di padroni ed ospiti.

I motivetti allegri ed orecchiabili erano inoltre un toccasana contro la noia delle conversazioni che languivano e dei commenti standard e insipidi sul tempo e sulla condizione delle strade (gli unici consentiti). Si trattava per lo più di minuetti vivaci, qualche gagliardella semplice e alcuni degli svergreen dell'epoca, come la Marcia Turca di Mozart che Mrs Hurst suona a Netherfield Park. Anche allora avevano titoli sempre in voga ed apprezzati.

Dopo un'esecuzione era sempre buona cosa congraturalrsi con l'artista per le sue doti musicali, esaltandone quanto più possibile i pregi, pratica assai ardua in alcuni casi in cui la ragazza in questione avesse steccato una mezza dozzina di volte con un tono gracchiante di voce, per dirla con le parole de La Sirenetta, "Qualcuno dovrebbe mettere fine alle sofferenze di quel povero animale", come sottolinea il principe Eric in riferimento alla serenata del gabbiano.

Ecco un montaggio fatto con molti spezzoni tratti dai period dramas della BBC in cui le protagoniste o i protagonisti suonano qualcosa sui tasti, la canzone è moderna, ma le immagini sono di ambientazione passata:




In giro per internet ho trovato qualche documento e brano interessante sulla musica del periodo Vittoriano.

Quest'esecuzione contiene la versione completa del brano suonato da Georgiana Darcy nella versione 2006 di O&P (link alla scena originale), personalmente è un brano che apprezzo molto per la dolcezza della musica e che ricorda particolarmente le melodie dell'epoca, ci possamo quindi fare un'idea del genere di brani che venissero eseguiti:



NOTA: l'attrice che recita la parte di Georgiana Darcy, a cui questo blog è ispirato e dedicato [non a Georgiana duchessa del Devonshire, come qualcuno ha supposto, ihihihi] è Tamzin Merchant, che a breve ritroveremo in una parte anche nel recente adattamento di Jane Eyre di cui abbiamo parlato.

Un altro brano moderno, ma che riprende i motivi dell'epoca è Menuet for Emma, closing, cioè sigra di chiusura, dell'anime Victorian Romance Emma, tratta dall'omonima opera di Kaoru Mori, edita anche in Italia col nome di Emma da Dynit.



Personalmente preferisco la opening, trovo che sia davvero allegra e originale e che renda bene l'atmosfera della grande città e il ritmo frenetico a cui si viveva già a quel tempo.
Se posso consigliarvi un ascolto, vi direi di sentire tutto il cd di original soundtrack dell'anime di Enma, sia la prima che la seconda serie, sono entrambi lodevoli.
Gli strumenti impiegati nella realizzazione sono pianoforte e violoncello, i più adoperati in epoca vittoriana. Ascoltando il brano di cui sopra troverete nei video correlati anche le altre tracce di cui sto parlando.

Secondo piano

La parte più interessante del quadro, comunque, non è rappresentata dal capannello di giovanotti e signorine in sgargianti abiti da sera che si dilettano ad amoreggiare e a suonare, ma dalla scena in secondo piano che ritrae i domestici intenti ad apparecchiare e che, forse, ad una prima occhiata fugace del dipinto sfugge.
Ritrarre la servitù, a meno che questa non fosse il soggetto del dipinto, non era cosa usuale, specie perchè li si affianca a dei signori rispettabili e di buona famiglia. Molte case commissionavano quadri e riproduzioni, così come ritratti splendidi in olio su tela dei membri della famiglia, ma mai nessuno si sarebbe sognato di affiancare il personale di servizio ai padroni; anche questo è un dettaglio che dice molto su quanto sia tardo in realtà il periodo di creazione della tela, quando ormai il tremendo pregiudizio delle rigide caste sociali era in decadenza.

In particolare, in questo quadro, sullo sfondo si può notare uno scorcio della sala da pranzo ancora in fase di preparazione prima che la cena fosse servita; a popolare la stanza un impettito maggiordomo in abito scuro e vassoio di bicchieri in mano e una cameriera in pettorina e cuffietta che sta sistemando l'argenteria in tavola prima di chiamare la padrona di casa.
Dietro di loro, appena accennate dal pennello dell'artista, altre due domestiche in divisa e cuffietta stanno sistemando e confabulando.

Il quadro ci permette uno spunto su quanto solitamente non si dice delle cene: non lo si dice adesso e non lo si diceva allora, ovverossia la parte di sistemare adeguatamente la tavola e, ancora meno poetico, il dopocena, quando il personale di cucina faceva la conoscena di stoviglie da sparecchiare, teglie da grattare con tanto olio di gomito e una pila di piatti e porcellane da lavare a mano, perchè la lavastoviglie non era stata ancora inventata.

Certo era lavoro dei servi e anche coloro che erano poveri, per poter organizzare almeno una cena decente tra conoscenti, dovevano possedere una cuoca. Benchè alcuni lavori domestici, nelle piccole famiglie, specie borghesi, fossero svolti dalla padrona o dalle figlie, lavare i piatti e sparecchiare non era mai tra quelli, anche perchè si presupponeva che, all'atto, la padrona fosse ancora impegnata ad intrattenere gli ospiti, mentre ogni buona casalinga sa che certi resudui di cibo vanno eliminati subito prima che si incrostino e siano guai.
Nelle grandi case di campagna verso il nord dell'Inghilterra, quelle che impiegavano tranquillamente una cinquantina di cameriere come se niente fosse, sostenendo che c'era anche carenza di personale, di solito c'era una figura specializzata in cucina per i lavori pesanti, cioè quella della sguattera o del lavapiatti, stereotipo anche molto famoso ai primi del Novecento come l'impiego tipico degli immigrati italiani all'estero e protagonista, per esempio, del film Disney Ratatuille, con l'ingegnoso topo gourmet Remy, accompagnato dall'imbranato umano Alfredo Linguini.


La musica tutti i giorni
La musica rimase il divertimento serale per eccellenza fino all'invenzione della televisione.
Nelle famiglie numerose, dopo la cena si improvvisavano quartetti di strumenti, solitamente liuti o chitarre e, se si era fortunati, un pianoforte.
Tutti cantavano, a qualsiasi età, questo inoltre permetteva di migliorare notevolemente l'impostazione della voce che, orecchiando intonazioni fin da bambini, rendeva davvero difficile produrre timbri veramente stonati come invece accade oggi.
Nelle famiglie dei miei nonni, entrambe, ogni tanto capita di raccontare delle serate trascore in quel modo; nella famiglia di mia nonna paterna, che contava 7 figli, tutti sapevano suonare uno strumento, violino, chitarra, pianoforte, e spesso questo loro divertimento serale coinvolgeva anche i vicini di casa.

Riguardo la musica è doveroso ricordare le donne popolane che cantavano ballate romantiche, campestri o licenziose svolgendo i loro lavori, per esempio mentre lavavano al trogolo o cucinavano oppure facendo il bagno nei ruscelli; uno dei titoli sempreverdi della musica britannica è senz'altro Greensleevees, una melodia che si dice sia stata composta dal re Enrico VIII per l'amata Anna Bolena [suppongo prima che scoprisse che lei lo tradiva con mezza corte reale, fratello George compreso ^_^].
Se avete visto la rappresentazione del 1993 de Il giardino segreto, senz'alto una produzione eccellente come qualità, immagine, fotografia e recitazione, ricorderete una scena, mentre Mary esce in giardino, in cui viene inquadrata la cuoca che canta mentre prepara il pane e canta proprio Greensleeves.

Tra il popolo, inoltre, la musica era una parte fondamentale delle feste popolari organizzate per il raccolto, per la semina o per il taglio della legna; quest'usanza è diffusa in tutto il mondo e credo che non esista cultura in cui le celebrazioni non siano accompagnate dalle melodie tipiche.
Calendimaggio, la tipica festa di primavera, San Michele, la festa del raccolto e la Notte di Mezza Estate erano ricorrenze tipiche in cui si festeggiava bevendo e cantando allegramente. Per l'occasione anche molti carrozzoni di zingari si radunavano e suonavano i loro strumenti esotici o si esibivano in numeri di destrezza.

I divertimenti della nobiltà erano più raffinati, ma non tanto diversi, se si vuole cercare il pelo nell'uovo; c'erano teatri e concerti e serate danzanti. I giardini di delizie (cfr. Vauxhall, Ranelagh), come venivano chiamati, offrivano spesso occasioni di balli e danze all'aperto e nei piccoli gazebo si sistemavano orchestrine che eseguivano motivetti graziosi.
Quest'usanza inglese, diffusa anche in Germania, non è ancora scemata del tutto, tanto che in alcuni parchi delle città, nel bersò principale si possono trovare suonatori che allietano il passaggio con le loro melodie.
Un esempio ce lo fornisce il film La carica del 101, questa volta la magia è vera, con Glen Close nel ruolo di una fascinosa Crudelia deMon. In una delle prime scene del lungometraggio vediamo sia Rudy che Anita che passano per il parco in bicicletta e girano intorno ad una specie di palchetto dove sono sistemati i suonatori.
Io stessa ricordo da un viaggio in Svizzera, una scena analoga, cosa che qui non penserei mai di vedere.
Ecco il filmato, la scena si trova al minuto 8:20



Ora scappo davvero, spero che il post sia stato interessante, come avete visto ha dato lo spunto per un discorso più ampio.



Ciao!



Mauser

16 giugno 2010

Canzoni georgiane

Music hour in the Rococo period
by Federigo Andreotti
La musica è sempre problematica da approfondire, perchè non ci sono più le persone che cantano come una volta, con l'intonazione tipica dell'epoca e le movenze, oltre che con i sentimenti di allora e, si sa, una canzone senza sentimenti vale davvero poco.

Durante le mie ricerche sul periodo georgiano mi sono imbattuta in diversi testi e video interessanti.
In particolare ho scoperto un talentuoso trio di donne che si fanno chiamare Lady Georgianna, che eseguono canzoni tipicamente georgiane.

Il trio è composto da
  • Allegra - la cantante solista
  • Sig.ra Storace - arpicordo
  • Isabella Wrighten - violoncello
Le tre donne sono tornate sul web con un nuovo sito

Lady Georgianna - enter the fairytale

e alcune esibizioni in Inghilterra (naturalmente).

La canzone che vi propongo s'intitola Take Heed, letteralmente tradotto come Fai attenzione ed è un motivetto di stampo tipicamente georgiano, ascoltandolo potrete farvi un'idea del genere di musica che era in voga all'epoca (per i mento attenti, ricordo che in questo periodo la faceva da padrone la musica da camera... ¬_¬).





Non sono sicura che piacerà, io personalmente continuo a preferire la Pastorale di Beethoven o i Simple Plan, ma sono i gusti di una ventenne sopra le righe XP

Per chi invece l'apprezzasse, sul sito di Lady Georgianna sono presenti altre tracce incise dal trio inglese.

Ciao e a presto!



Mauser

15 giugno 2010

Quando Regina incontrò Mozart

Ciao a tutti!
Come va? Io sono assolutamente distrutta (e depressa perchè ho fatto un paio di righine alla carrozzeria della macchina ç_ç), l'atmosfera è quella giusta quindi per parlare di grandi personaggi della storia.
Già, come avrete intuito, oggi ripeschiamo un po' la rubrica VIP per aggiungere una nuova conoscenza.
Abbbiamo avuto a che fare con diversi personaggi appartenenti alle professioni più disparate: medici, astronomi, regine, principesse, casalinghe, amanti, ecc.
Il personaggio di oggi è una musicista, tanto per spaziare nei generi più diversi e vedere quante figure storiche importanti a volte dimentichiamo.
The Kreutzer Sonata
by Joseph Rodefer DeCamp


No, non parlerò di Mozart, su di lui sarei solo un'autodidatta (anche poco documentata) e credo che ci siano persone ben più preparate che si dovrebbero occupare dell'argomento, alcune l'hanno fatto davvero, scrivendo interessanti volumi o romanzando la vita di questo genio musicale in originali film per il cinema e la tv.
No, il nostro personaggio è un altro ed è una di quelle persone che fanno scandalo per i loro talenti e le loro abilità, il suo nome era Regina Strinasacchi.

Molti sicuramente ricorderanno dalle lezioni di musica o dai film e dai documentari, quanto Wolfgang Amadeus Mozart sia stato un bambino prodigio che già in tenera età si esibiva per la corte imperiale austriaca deliziandola con i suoi frizzanti arrangiamenti o le sue composizioni; da bambino la sua accompagnatrice, sia al piano che al violino, fu la sorella maggiore Nannerl, ma con la scomparsa dalle scene della ragazza e la crescita di Wolfgang, noto oltretutto come un ragazzo piuttosto "allegro" e dedito ad alcuni piaceri della carne, la lista delle donne che lo accompagnarono fu (ed è) lunghissima.
Molte di loro erano le figlie degli aristocratici di corte, per cui l'artista scriveva brevi brani brani detti "puff", ovvero delle composizioni dall'effetto molto scenografico, ma di qualità abbastanza scadente ed esecuzione relativamente semplice. Molte di queste ragazze, infatti, non erano dei talenti al fortepiano, ma, come si suol dire, strimpellavano qualche nota ed eseguivano brani elementari di fronte alla famiglia, ecco perchè molti nobili austriaci colsero l'occasione per farle esibire di fronte all'Imperatrice Maria Teresa, oppure, dopo la sua morte, al cospetto dell'Imperatore Giuseppe II, come se fossero dei portenti e Mozart forniva loro la "montatura" per farlo.

Ma tra le molte, Regina Strinasacchi non fu certo una musicista "di facciata" come le sue coetanee.
The Violinist
by Edward John Poynter
Innanzi tutto non era una pianista, come la maggior parte delle altre ragazze, ma una violinista di grande talento per cui Mozart, impressionato egli stesso dal suo talento, scrisse un pezzo molto bello intitolato Sonata in Si bemolle per violino e pianoforte, conosciuto con la numerazione K454 o con l'amichevole nome di Strinasacchi, dal cognome della ragazza, che prevedeva Wolfgang al fortepiano e Regina al violino; con questo pezzo i due musicisti si esibirono al cospetto di Giuseppe II e alla corte austriaca il 29 Aprile 1784.

La Sonata K454 è un'esecuzione difficile che testimonia l'altissima opinione che Mozart aveva della Strinasacchi e del suo talento musicale.
Lo stesso musicista, dopo aver conosciuto la donna, scrisse un'interessante lettera al padre Leopold meravigliandosi del talento di lei e delle sue straordinarie abilità.


Abbiamo l'opportunità di avere [a Vienna] la famosa Strinasacchi da Mantova, una violinista davvero eccellente con molto sentimento nelle sue esecuzioni.
Al momento sto componendo una sonata che eseguiremo insieme al suo concerto a teatro.


Un pettegolezzo curioso riguardo la sonata racconta che Wolfgang, forse per mancanza di tempo, ma più probabilmente per pigrizia, riuscì a completare la partitura per violino solo un giorno prima dell'esecuzione e solo metà della parte per pianoforte, così, durante l'esibizione, egli sistemò al piano dei fogli bianchi, eseguendo l'intera seconda parte basandosi sulla musica che aveva in mente.

La formazione di Regina Strinasacchi era delle più raffinate, musicalmente parlando; nata a Ostiglia nel 1761 (1862?) da una famiglia di musicisti e liutai, era cugina di Teresa Strinasacchi, cantante di fama internazionale a metà del Settecento; durante la giovinezza Regina fu allieva di Vivaldi, presso l'Ospedale della Pietà di Venezia, da cui imparerà l'inconfondibile stile italiano dell'epoca che l'accompagnerà per tutta la vita nelle sue esecuzioni.

The Violin Lesson
by Leonard Campbell Taylor
Essendo violinista e musicista di talento, divenne presto famosa e fonte di curiosità per i più vicini all'ambito musicale, dove era raro che arrivasse una donna, specialmente di talento.
Regina divenne ben presto una donna piena di talenti,c on un vero e proprio tour di esecuzioni per tutta Europa.
L'episodio con Mozart certo accrebbe la sua popolarità, visto l'altissimo livello dell'altro esecutore, ma dai suoi studiosi non fu mai reputato come una scelta felice poichè la fama che seguì il musicista e la sua performance, che molti credettero essere stata completamente improvvisata per la parte al piano, oscurò completamente la figura di lei al suo debutto presso la casa Imperiale.

Regina Strinasacchi, comunque, lontana dall'ingombrante figura di Mozart, continuò ad essere una delle più famose concertiste d'Europa e si esibì in Italia, Germania e Francia per molti anni, Regina fu una delle sole tre donne che, all'epoca, poterono permettersi regolari tour presso teatri e case reali.

Oltre al suo grande talento musicale, Regina era reputata una donna ammodo, ma con del temperamento.
Nel 1785 sposò Johann Conrad Schlick, violoncellista e maestro concertista presso la casa ducale dei Gotha (ricordate Alberto, il marito della Regina Vittoria? Da quale casata pensate che provenisse? Il nome completo era Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha. Già, il mondo è piccolo...).

The Young Violinist
by Edmond-Francois Aman-Jean
Nel 1801 nacque il loro unico figlio, Johann Friedrich William Schlick, poi divenuto a sua volta violoncellista e abile liutaio.
Nel 1818, con la morte del marito, Regina si trasferì a Dresda, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita. Morì nel 1839.

Regina Strinasacchi è il classico esempio di una musicista dimenticata dai libri di storia (e di musica).
Nonostante il suo indubbio talento, accertato anche all'epoca, la sua figura è caduta nel dimenticatoio, di lei è rimasta solamente la sonata di Mozart che, paradossalmente, l'aveva messa in ombra durante la sua esecuzione viennese.

Vi lascio con i video dell'esecuzione della Sonata in Si bemolle per violino e pianoforte, l'esecutrice è la bravissima violinista giapponese Akiko Suwanai, un'eccellente interprete che io adoro.
So che non a tutti piace la musica classica (a me personalmente sì), ma quello che posso dire è di non lasciarsi ingannare dalla partenza troppo calante e decadente perchè i brani dell'epoca erano molto lunghi, visto che bisognava intrattenersi con la musica per una serata intera, e posso confermare che il ritmo lo prende con il tempo.
Ascoltatela










Questa è la partitura originale della Sonata K454 di Mozart, autografata



Ora scappo, baci a tutti



Mauser


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