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30 luglio 2010

Royal Crescent in Bath

Sicuramente ne avrete sentito parlare: libri, film, cortometraggi, documentari... non riesco a credere che ci sia qualcuno che non l’ha mai sentito nominare, c’è stato un periodo in cui in televisione lo si nominava quotidianamente.

Eppure, a dispetto di questa sua popolarità, pochi sanno di che si tratta esattamente, cosa sia, dove sia.

Mi arrogo il diritto di scriverci sopra un post che, pur amando io moltissimo questo luogo, pur essendone estremamente affascinata, probabilmente non riuscirà mai a trasmettere la sua grandezza sia culturale che artistica e l’importanza sociale che ha avuto nei secoli passati.

Il Royal Crescent è un complesso residenziale composto da 30 abitazioni e situato a Bath, in Inghilterra.

Il nome caratteristico deriva dalla forma a mezzaluna (in inglese crescent) dell'intera costruzione.



È uno dei più splendidi esempi di architettura georgiana, riconoscibile nei frontali, negli ingressi e nella stessa forma delle costruzioni.

Per quasi 250 anni è stato la dimora di nomi illustri nella storia e nella politica, rappresentando il luogo di residenza estiva della créme inglese.

Attualmente sono stati apportati diversi rimaneggiamenti agli interni del complesso, mentre alcuni degli appartamenti sono stati convertiti in un lussuoso albergo a 5*; per chi fosse interessato a trascorrere una notte in questo splendido comprensorio, magari in luna di miele, diversi siti di prenotazione online offrono la possibilità di riservare con anticipo la suite, la camera o il sottoscala che vorrete occupare.

Oltre al servizio di mezza pensione o pensione completa, il Royal Crescent Hotel offre pacchetti speciali per gli sposi e gli eventuali pranzi di nozze e sale apposite per conferenze e meeting come la bellissima villa Serbelloni di Bellagio [a tal proposito ricordo un episodio di qualche anno fa, quando ero in vacanza a Como e sono andata a fare il giro turistico delle ville del lago, il Grand Hotel di Villa Serbelloni di Bellagio, tuttavia, quel giorno era riservato per un meeting del Governo, perchè sapete, in Italia i politici possono permettersi di prenotare per una settimana intera un grand hotel superlusso a Bellagio con i soldi dei cittadini al posto che vedersi per una proficua riunione in Parlamento...].

Ma tornando all’Hotel Royal Crescent di Bath, il prezzo di una camera (ricordo che all’estero i prezzi si fanno solo per camere matrimoniali, non esiste il matrimoniale-uso-singola) si aggira intorno alle 200£, tasse incluse.
Tutto considerato, è caro, ma non un’esagerazione.

Per ulteriori informazioni vi consiglio vivamente un giretto sul sito ufficiale dell’hotel
The Royal Crescent Hotel website
Che, oltre a suggestive immagini e spiegazioni dettagliate, offre anche utili spiegazioni su tutte le iniziative e le personalità che hanno frequentato l’albergo.

Insieme all’hotel superlusso, nel Royal Crescent ha sede anche un importante museo cittadino sponsorizzato dal Bath Preservation Trust, il comitato per la tutela della città, che ha al n°1 il suo simbolo più famoso e apprezzato.


Storia & Architettura
Il nome della costruzione era inizialmente solo The Crescent, ma venne successivamente aggiunto l’aggettivo “Royal” quando il Principe Federico, duca di York e Albany, risiedette per qualche tempo ai numeri 1 e 16.
Il progetto originario del Royal Crescent fu affidato al famoso e apprezzato architetto John Wood jr., che ne curò la parte artistica esteriore.
I lavori di costruzione durarono dal 1767 al 1774.

Nel progetto di Wood la facciata ricurva era formata dalle 30 facciate degli appartamenti; lo stile è in prevalenza georgiano-classicheggiante, con colonne ioniche del diametro di 76cm (30 inches) e alte fino a 14.3m (47 piedi).

La parte retrostante di ciascuna abitazione non fece parte del progetto di Wood e ciascun acquirente degli appartamenti del Royal Crescent potè erigerla a proprio piacimento, naturalmente mantenendo una certa continuità stilistica.
Quindi, se la facciata è completamente lineare, ordinata e simmetrica, il retro risulta grandemente più disordinato, con case di differenti altezze e con finestrature di stile diversi e bow-windows.

Questo particolare tipo di architettura “bifronte” viene chiamata “Queen Anne fronts and Mary-Anne backs” e il Royal Crescent non ne è l’unico esempio a Bath, dove lo si ritrova in diverse opere famose.


La struttura originale del Crescent fu parzialmente rovinata durante i massicci bombardamenti tedeschi avvenuti durante la Seconda Guerra Mondiale, che danneggiarono in particolare gli appartamenti 2 e 17 con bombe incendiarie.
Le due abitazioni vennero ripristinate e ricostruite nel rispetto dello schema originale.


Davanti al Royal Crescent si trova uno splendido prato verdeggiante, contornato da un ha-ha; purtroppo questo termine non ha un corrispettivo italiano che lo spieghi con più facilità, ma a grandi linee si tratta di un piccolo fossato di qualche decina di centimetri che separa due o più zone di giardino. Per maggiore chiarezza ho lasciato sul nome il link alla pagina di Wikipedia che ne spiega la forma e l’uso, purtroppo esiste solo la versione inglese.

L’utilizzo di questo espediente in un giardino è tipico delle grandi magioni del centro dell’Inghilterra, contornate da immensi prati e giardini rigogliosi.

Solitamente un ha-ha è posto ai piedi di una collinetta artificale e serve per il drenaggio delle acque piovane, che altrimenti rimarrebbero ad impantanare il terreno, che in Inghilterra, come si sa, è particolarmente umido; la sua struttura è fatta apposta per non interrompere la distesa visiva di verde dei prati e fornire una splendida visione d’insieme.


Personaggi illustri
Il primo residente del Royal Crescent fu Thomas Brock, cognato di John Wood jr, che si stabilì al n°1 del complesso.

Dopo la sua morte, nel 1785 l’appartamento passò di proprietà a Maria Luisa, Principessa di Lamballe, un'italiana della famiglia reale Savoia-Carignano che in precedenza aveva abitato a Versailles negli ultimi tempi della monarchia francese; la principessa venne poi massacrata durante il truculento Periodo del Terrore, durante il quale alcuni antimonarchici si accanirono particolarmente contro di lei per la sua vicinanza con la Regina Maria Antonietta (qualcuno sostiene addirittura che la Regina e la Principessa avessero una relazione saffica O.o, ma sua Maria Antonietta si è sentito davvero di tutto e io continuo a preferire la versione che coinvolge l'affascinante Conte Hans Axel di Fersen).

Dopo la Principessa di Lamballe, nel 1796 la casa passò di proprietà al Principe ereditario Federico, duca di York e d’Albany.

Il n°1 del Royal Crescent fu senz’altro la residenza che accolse il maggior numero di personalità, ma anche negli altri appartamenti si possono ritrovare diversi nomi altisonanti.
Per esempio al n° 4 si stabilì per qualche periodo lo scrittore, per l’epoca molto affermato, Christopher Anstey, la placca con il suo nome, tuttavia, è stata apposta per errore al n° 5.

Jean-Baptiste, Visconte du Barre risiedette per diverso tempo al n° 8, dove organizzò una vera e propria sala da gioco e di scommesse molto frequentata.
Il visconte fu poi ucciso in duello a Claverston Down, liberando l'appartamento.

Il n° 9 fu abitato per qualche tempo da Philip Thicknesse, eccentrico autore satirico della fine del Settecento.

Il n° 11 era abitazione della famiglia di Thomas Linley, musicista e direttore di cori e orchestre; la sua secondogenita, Anne Elizabeth Linley, cantante di talento, fu compagna e amante del poeta Richard Brinsley Sheridan.
A questo punto mi permetto una piccola divagazione: non vi dice niente il nome di quest’uomo? No? Non era forse Sheridan il cognome da nubile di una certa misconosciuta Caroline Norton?
Yes, Richard Sheridan non era altri che il padre di Caroline, quello stesso padre che lasciò lei, le sorelle e la madre praticamente sul lastrico condannandole a cercare l’aiuto di alcuni amici di famiglia per sopravvivere.
Come vedete il mondo è piuttosto piccolo...

Tornando a noi, l’abitazione centrale del Royal Crescent fu utilizzata per molto tempo come sede dei ricevimenti e degli eventi della Blue Stockings Society, un movimento inglese per l’istruzione femminile sponsorizzato da alcune donne passate poi alla storia tra cui Elizabeth Montagu ed Elizabeth Carter.


Dopo il periodo di grande splendore del Settecento e dell’epoca Regency, Bath perse gradualmente la sua rilevanza, finchè, circa negli anni venti del diciannovesimo secolo, tornò a fare storia e le terme romane di Bath riemersero a nuova vita.

Ricordo, per chi non lo sapesse, che il nome Bath deriva proprio dalle famose terme della città, scoperte già al tempo della conquista romana dei primi secoli dopo Cristo; Bath, che in inglese significa “bagno”, più precisamente l’atto di immergersi, prende il nome proprio dalla possibilità di bagni termali, la cosa non deve sorprendere visto che anche in Italia abbiamo località dai nomi pittoreschi come Acqui Terme o Montecatini.

Nel 1822 il Royal Crescent era abitato da Francis Burdett, politico e riformista, padre di Angela Burdett-Coutts, considerata la donna più ricca d’Inghilterra grazie all’eredità ricevuta di tre milioni di sterline; Angela fu una famosa filantropa del suo tempo, dedicataria del libro di Dickens Martin Chuzzlewit; inoltre, nel romanzo Flashman viene considerata una delle amanti di James Brooke, quest’ultimo Rajah di Sarawak soprannominato il "Rajah Bianco", è famoso in Italia come l’acerrimo rivale di Sandokan grazie ai libri di Emilio Salgari.

L’ammiraglio William Hargood della Marina di Sua Maestà Britannica abitò per dirverso tempo al n° 9 del Crescent e dopo di lui la stessa abitazione su acquisita da Edward Bulwer-Lytton, politico, poeta, drammaturgo e novellista.

L’esploratore del Sud America e dell’Australia Thomas Falconer ufficializzò la propria residenza al n° 18 fino al 1882, dopodichè l’appartamento passò a Isaac Pitman, inventore di uno dei metodi di stenografia e scrittura veloce più utilizzati prima dell’avvento dei computer, conosciuto proprio come metodo Pitman.


In tv e al cinema
Il Royal Crescent è stato location di numerosi film e period drama, principalmente per la sua caratteristica facciata, visto che gli interni sono a tutt’oggi abitati da civili.

In particolare La cassa sbagliata, lungometraggio britannico ispirato all’omonimo racconto di Robert Louis Stevenson, ha moltissime location nel Royal Crescent e nei suoi esterni.

Oltre a questo, alcune scene del film americano Prova a prendermi con Tom Hanks e Leonardo Di Caprio sono girate al Crescent.

Ne La duchessa con Keira Knightley abbiamo il Crescent come location di alcuni ciack.

Per quanto riguarda i period dramas, nell’ultimo adattamento di Persuasione la famiglia Elliot risiede nella costruzione per il tempo di soggiorno a Bath e alcune scene d’esterno sono girate davanti alla famosa facciata.

Nei telefilm contemporanei, invece, i protagonisti della serie BBC1 Bonekickers risiedono al Crescent.


Spero davvero che questo post sia stato interessante, ci tenevo molto a scrivere qualcosa sul Royal Crescent perchè era stato uno dei primi argomenti a cui avevo accennato quando ho aperto il blog e scritto i primi post di introduzione, in particolare quello in cui parlavo per la prima volta dell’Epoca Georgiana.


Mi era sempre un po’ dispiaciuto aver fatto degli accenni al riguardo senza aver mai approfondito realmente l’argomento, dopotutto la rubrica sui Luoghi Famosi è un bel po’ sfruttata, perchè quindi dimenticarci sempre del Royal Crescent?

Indubbiamente è un argomento complesso e lungo da approfondire, con l’aggravante che sia online che nel cartaceo ci siano davvero poche informazioni e le uniche cose che si riescono a trovare, Wikipedia a parte, sono tratte dal sito dell’hotel del Royal Crescent.

Beh, sto sviolinando come al solito, quindi penso che tornerò alle mei impellenti scadenze.
Spero che continuiate a seguire il blog,
a presto



Mauser






24 marzo 2010

Arredamento Georgiano

Ho parlato qualche giorno fa dell'arredamento Neoclassico per iniziare un po' ad approfondire il tipo di mobilia che si poteva trovare in una casa georgiana (avevo un po' bistrattato questo periodo ^_^) ed era mia intenzione parlare anche di quello georgiano, ma con la confusione che ne è nata ho preferito togliermi subito il dente.

Parlando di arredamento georgiano bisogna immaginare dei mobili di classe e di gusto. Certo anche loro hanno avuto le loro correnti pacchiane, chi non ne ha, ma per principio dimenticativi il barocchetto doratissimo che era così in voga alla corte dei Luigi di Francia; per quanto mi riguarda il georgiano è lo stile d'arredamento che preferisco in tutti quelli del XVIII e XIX secolo.


Periodo storico e clima culturale
Naturalmente, l'arredamento georgiano è tipico del periodo storico georgiano [ma va? e chi l'avrebbe detto? Sei un genio!], in particolare dei regni dei primi tre Giorgio: Giorgio I, Giorgio II e Giorgio III.

Parlando di questi tre personaggi ci sono dettagli che saltano subito agli occhi e il primo fra tutti è senz'altro quello che G1, G2 e G3, come li ho ribattezzati, sembrano non godere di una identità propria, l'avete notato anche voi? Ci si riferisce a loro al plurale, il periodo storico che rappresentano è associato a tutti e tre come se nessuno fosse spiccato per qualcosa di particolare. In effetti è vero... per la cultura inglese, certo, il periodo georgiano è stato particolare rispetto a quelli che l'hanno preceduto e seguito, questo perchè tutti e tre i Giorgio che hanno regnato erano di origine tedesca, figli di una cultura differente e abituati a ritmi e stili ben diversi da quelli della corte inglese. È naturale, quindi, che l'abbiano plasmata a loro immagine.

Lo stile georgiano, sia in campo artistico che architettonico, inizia col regno di Giorgio I e viene usualmente fatto terminare con la fine del regno di Giorgio III.
Nell'arredamento riconducibile allo stile georgiano, che è tipicamente inglese, visto che altrove imperversa il barocco e il barocchetto (nelle sue amenità dorate), si possono a loro volta distinguere tre fasi: la Early Georgian, tipica del primo periodo e caratterizzata da linee morbide e sinuose, il Gothic Georgian, caratterizzato da una struttura più massiccia e squadrata, ispirata sia dallo stile gotico che dal Tudor, e l'ultima fase, detta Chippendale, ma nella quale vengono considerati anche stili di altri mastri ebanisti, come Hepplewhite e Adam.


Analisi dello stile e delle sue correnti derivate
Lo stile georgiano si caratterizza per la sua raffinatezza senza finire eccessivamente nel pacchiano, come invece accadde per il barocco.

Esso è la contrapposizione inglese allo sfarzo della corte francese,eccessiva, vistosa, decisamente kitch in molte sue manifestazioni e forme.

Lo stile georgiano, invece, è figlio della praticità tedesca e del gusto inglese, che dà vita ad un tipo di mobilio equilibrato e utile; ma esso prende anche spunto nelle sue decorazioni dal barocco francese e mantiene la raffinatezza derivata dalla lavorazione raffinatissima del legno.

A differenza del barocco (tripudio di oro e regali maestà), lo stile georgiano predilige una colorazione naturale, in particolare il rosso mogano, questo tuttavia genera un effetto piuttosto scuro in una stanza poco illuminata e arredata completamente in questo stile, dando l’effetto di mobilia massiccia e di ambiente buio.

Oltre al colore naturale del legno, che deve essere tirato a lucido, sono adoperate anche tinture pastello come il rosa polvere, il bianco, il panna, l’azzurrino e il verde pisello, sebbene in misura decisamente minore.

Le caratteristiche del georgiano prevedono i seguenti punti importanti:

- Armonia e simmetria nelle forme, nei colori e nelle decorazioni
- Colori pallidi e delicati oppure naturali
- Grande lavoro d’intarsio da parte degli ebanisti, con raffinate decorazioni che adornino il mobilio


Le gambe dei mobili hanno forma affusolata, che sarà poi ripresa dallo stile neoclassico, la forma a faretra sta cominciando a delinearsi, mentre permangono terminazioni e piedi a pomo o a zampa d’animale, solitamente leone; non di rado si trova un mix tra le due, con zampe di leone che afferrano pomi di legno e d’ottone.

Primo stile georgiano o Early Georgian
Il primo stile georgiano si caratterizza per forme aeree e sinuose, molto delicate nella mobilia e guarnite con minute rappresentazioni naturalistiche in legno. Permangono i piedi a zampa, le grandi specchiere barocche e tipiche del settecento, ornate di decorazioni che ricordano il corallo mario.

Benchè il georgiano sia uno stile che ama proporzioni, simmetria e armonia di linee, nelle decorazioni il suo gusto è diverso da quello del barocco classico francese, le forme sono molto più sottili, sebben intricate, ma mantengono la loro specularità nelle varie parti del mobile.

Il primo georgiano è leggero e grazioso, con intagli floreali e naturalistici come ornamento, i colori sono aranciati o rossicci e non ancora così scuri come si tende a dire dello stile in generale.


Georgiano gotico o Gothic Georgian
Questo stile si rifà in parte al modello gotico tardo medievale, più a quelle delle leggende che a quello reale di case e chiese.

Lo stile comincia a diventare più massiccio, le decorazioni geometriche e le linee più squadrate. Anche i colori si scuriscono, molto impiegato è l’ebano che, come si sa,ha una sfumatura molto scura tendente al nero.

In questo periodo dello stile georgiano, scompaiono temporaneamente zampe e sfere come decorazione delle gambe dei mobili; queste ultime, tuttavia, mantengono la loro forma a faretra. Molto significativi, per quanto riguarda questa corrente, sono i letti.


Late Georgian o Chippendale
Lo stile late georgian si compone di alcune caratteristiche comuni a tutti i famosi ebanisti che ne sono stati esponenti, tra questi Chippendale (sia padre che figlio), Hepplewhite e Adam.

Lo stile late georgian eredita dal gotico una forma più massiccia rispetto a quella del primo georgiano, anche la sagoma dei mobili è leggermente più squadrata, ma questi riprendono le loro caratteristiche decorative originarie e ritroviamo anche zampe e pomi.

I colori si sono scuriti nel tempo e dall’aranciato si è passati al rosso più intenso, al mogano e al ciliegio. Raramente vengono dipinti di chiaro come accadeva in precedenza.

In quest’ultima parte del periodo georgiano si concentrano tre figure di ebanisti di spicco che creano mobili veramente splendidi, si tratta di Chippendale sr, Hepplewhite ed Adam, di questi Chippendale è il più famoso.

Tutti e tre tentato di dare alle forme squadrate del gotico una sagoma più longilinea e delicata, in una specie di “ritorno alle origini”, ma mantenendo alcuni angoli particolarment acuti e motivi ornamentali tratti anche dalla geometria perfetta: ellissi, cuspidi, rombi, mentre va calando la richiesta di decorazioni floreali come foglie di acanto e altre piante.

Una caratteristica che accomuna tutti e tre gli stili del georgiano è il fatto che i mobili, a differenza dello stile barocco o neoclassico, non vengono decorati con pitture sui ripiani.

La forma piuttosto bombata, inoltre, rende i mobili georgiani ideali per contenere una miriade di cassetti, cassettini, ripiani a scomparsa e scomparti segreti [è, insomma, il mobile prediletto per i racconti del mistero ^_^]

Le rifiniture della mobilia georgiana sono molto curate, sia per quanto riguarda il lavoro di decorazione e intaglio, sia per le aggiunte in ottone, oro, radica e così via.


La sedia e la poltrona: confronto tra due scuole di pensiero
Ovvero: come capire la gente dell'epoca dal tipo di sedile

Nell’epoca georgiana alcuni dei mobili che ci sono più familiari assunsero la forma a cui noi siamo abituati ad associali, per esempio la sedia.
È infatti un’invenzione di quest’epoca la sedia a seduta larga, con lo schienale staccato dalla seduta (più o meno imbottito).

Di forma arrotondata, ovale o a conchiglia, essa è munita di braccioli imbottiti e decorata con riccioli e intarsi (per maggiro chiarezza vedere figura a lato).

Perché, direte voi? Beh, la sedia larga serviva alle signore per potersi accomodare assieme alle loro gigantesche gonne sorrette da paniers, le crinoline dell’epoca, ovverossia semisfere di materiale semirigido, come giunco, legno e così via, che servivano per dare alla parte inferiore dei vestiti la caratteristicha forma a barca, larga ai lati e piatta sul ventre. Essendo questi paniers piuttosto ingombranti, bisognava che ci si potesse sedere senza rovinarli né accomodarcisi sopra, ecco quindi perché si aveva necessità di una sedia con seduta larga. E schienale comodo per appoggiarcisi.

Anche la poltrona assume una forma a noi non ignota, è infatti invenzione di tempo georgiano la classica “poltrona ad ali” detta anche “poltrona alata” o “winged armchair”, caratterizzata da una seduta molto bassa, uno schienale alto di forma trapezoidale, corredato ai lati da dei poggia testa che arrivavano fino ai braccioli.

Costruita in velluto, damasco o tessuto tipo arazzo, la poltrona alata ebbe un grandissimo successo per tutto il Settecento e Ottocento, in particolar modo rimase adoperata dalla nobiltà di campagna, a cui è ancora fedele, ancora oggi.

Ideale per leggere, la poltrona alata è conosciuta per essere comoda e spaziosa, ma avere, allo stesso tempo, una forma autorevole, vero emblema del capofamiglia britannico.


Una tipica stanza georgiana
Caratteristica imprescindibile è lo stile scuro e, con il passare del tempo, anche leggermente massiccio dei mobili, caratteristica ereditata dal gotico. Questi sono quasi tutti mobili da parete, in particolar modo è la credenza e le sue sorelle da ingresso a farla da padrona assieme allo scrittoio (chiamato bureau).

La stanza prevede anche l’impiego di tendaggi di tessuto pesante, come velluto e damasco, altamente impenetrabili alla luce e tappeti sui pavimenti, in particolare provenienti dall’esotico Medio Oriente.

Lo stile georgiano predilige soprammobili a vista, piatti esposti nelle credenze, orologi da mensola che fanno bella mostra di sé sopra il camino o la commode, pendole dall’aspetto solido negli angoli. Per un certo periodo l’esposizione di cineserie, come i grandi vasi bianchi e blu di dinastia Ming fu un autentico must nelle case dei benestanti.

Altro accessorio molto adoperato era la composizione di fiori, che doveva essere maestosa e ricca, fatta all'interno di vasi di argento, bronzo o marmo.


Ai nostri giorni
Lo stile georgiano, sebbene con alcune modifiche per adattarlo alla vita e alle esigenze moderne, è ancora molto adoperato nell'arredamento grazie alle sue caratteristiche di sobrietà ed eleganza.

In particolare, esso è molto utilizzato negli Stati Uniti, dove rappresenta il massimo del gusto della cultura ed è adoperato per la mobilia di rappresentanza sia alla Casa Bianca che nelle ville dei senatori più influenti.


Nella sua variante bianca, esso è il simbolo dell'arredamento degli stati del Sud: Georgia (ha il nome con sè), Carolina e così via. Tipica di molte rappresentazioni è la classica villa padronale in stile coloniale, bianca a colonnato, con cucina stile georgiano, ripiani di colore pastello, grandi tavoli e pentole che bollono ovunque.

Lo stile georgiano all'estero dei paesi anglossassoni è poco usato perchè richiede spazi ampi e una conformazione della casa che mal si adatta alle esigenze di chi abita in appartamento, ma si confà più a ville e case di campagna.

In compenso è uno degli stili adoperati per l'arredamento della casa nelle svarate versioni del gioco di simulazione domestica The Sims, a cui io sono altamente dipendente, quasi quanto alla teina e caffeina.



Una cosa che tenevo a precisare, riguarda il susseguirsi di stili.
Non dobbiamo immaginare che gli stili siano come i pezzetti del domino, uno segue l'altro perfettamente e c'è una linea di confine ben netta e definita tra, poniamo, neoclassico e impero, questo perchè gli stili assomiglia, invece, più ai pezzi di un puzzle, uno segue sì l'altro, ma alcuni sono concomitanti sulla stessa colonna e una parte di uno dei pezzi finisce in quello che segue, si completano a vicenda, insomma.

Gli stili sono difficili da definire con precisione, essi mutano nel tempo e nelle loro caratteristiche, anche primare: se questa mutazione cambia completamente l'aspetto finale dell'oggetto, piuttosto che della scultura o dell'architettura, allora è nato un nuovo stile. Gli stili convivono uno con l'altro per diverso tempo e prendono caratteristiche, rubiandole, copiandole, ma sempre migliorandosi.

Per questo ritengo che sia sbagliato definire il georgiano come una linea matematica, che inizia all'anno X e finisce all'anno Y, esso ha continuato ad esistere in altri stili con altre caratteristiche ed è sopravvissuto anche se lo stile dominante era un altro.

Un secolo ricco e culturalmente vivace come il Settecento è normale che abbia avuto miriadi di stili artistici dal fantomatico 1700 al 1799, non credete? Soprattutto con tutto questo amore per la bellezza fine a se stessa, per l'apparenza e l'apparire.

Quindi diciamo NO agli stili come mattonelle vicine, ma divise, ma scegliamo qualche rappresentazione più calzante, qualcosa ad incastro, che concateni fortemente i suoi componenti [è un po' il discorso che si fa con le grandi civiltà del passato: da bambina credevo che l'ordine corretto fosse: Sumeri -> Egizi ->Babilonesi -> Assiri -> Greci -> Romani -> FINE; quando mia madre mi ha parlato degli Ittiti la prima volta sono entrata nel panico perchè erano contemporanei ad Egizi e Babilonesi eppure queste due civiltà non avevano nulla a che fare le une con le altre... o no? Beh, ci sono bambine che giocano alle torte di fango, bambine che risolvono i teoremi di Einstein e degli altri matematici a me incomprensibili e bambine paranoiate che a sette anni cominciano a mettere in discussione il periodare storico ^_^ Io credo di rientrare nella categoria "torte di fango"].

PS: se volete vedere splendidi mobili georgiani originali, consiglio di vedere le case aperte al pubblico al Royal Crescent di Bath, sono sicura che non rimarrete delusi!

Ora vi saluto, bacioni a tutti



Mauser

15 ottobre 2009

L'Epoca Georgiana

Soprannominata anche, dalla sottoscritta, l'"apogeo dei Giorgii".

Sappiate fin da ora che se la storia mi piace come materia e come studio, è perchè la trovo tremendamente divertente. Diciamo che della storia mi ricordo più gli aneddoti stupidi che le date vere e proprie =P

Comunque, vorrei parlare un po' dell'epoca Georgiana, uno dei temi generalissimi di questo strampalato blog.
L'epoca Georgiana è piuttosto bistrattata dal punto di vista culturale, insomma, tutti hanno sentito parlare almeno una volta nella vita della Regina Vittoria e dell'Epoca Vittoriana, ma invece si contano sulla punta delle dita qulli che l'epoca Georgiana sanno che cos'è.
Eppure non ha niente di meno della sua successiva!

Ad ogni modo per periodo Georgiano s'intende quel periodo della storia inglese che va dal 1714 al 1830 circa e che vide sul trono d'Inghilterra tanti sovrani con il nome di Giorgio, da cui l'appellativo di "epoca Georgiana":
Giorgio I (1660-1727)
Giorgio II (1683-1760)
Giorgio III
(1738-1820)

Giorgio IV
[per caso il nome Giorgio era un po'
inflazionato all'epoca?]

Esso comprende a grandi linee anche il periodo della Reggenza di Giorgio IV, principe di Galles, che regnò al posto del padre Giorgio III. Durante il regno di questi sovrani la natura stessa della società inglese e la politica del paese cambiò in modo evidente. In parte questo fu causato dal fatto che i primi due sovrani, non inglesi di nascita, non si interessarono molto alle faccende politiche e lasciarono che fossero i loro ministria governare il paese al posto loro
[due su tre, non male come percentuale!].
Questi
Primi Ministri che rappresentavano il re, si appassionarono molto al loro compito di governo e si può dire che fu proprio in questo periodo che si gettarono le fondamenta per il sistema partitico inglese che oggi conosciamo.

Insomma, fecero un ottimo lavoro perchè tutti gli stati hanno sempre guardato al Regno Unito come uno stato politicamente avanzatissimo [e qui ricordiamo che la Magna Charta è del 1244].

Ma non solo la politica cambiò in questi anni, bensì tutta la società inglese fu investita da venti di rinnovamento soprattutto in ambito artistico e architettonico.

Dal punto di vista artistico il periodo Georgiano coincise con la grande stagione del neoclassicismo [di cui parleremo approfonditamente in un alro post], che vide la costruzione di importantissime opere architettoniche, una fra tutte la famosa Royal Crescent
a Bath. La capitale fu arricchita da molti palazzi e piazze e vide nascere anche i parchi e giardini di intrattenimento, in casi di parchi e giardini preesistenti, fu proprio in questo periodo che essi assunsero la forma e la struttura a noi note.
Nel 1750 fu costruito il secondo ponte di Londra, il
Westminster Bridge e nel 1759 aprì i battenti il British Museum [anche di questi discuteremo più avanti].

In campo letterario, vita e proeccupazioni della società Georgiana furono abilmente descritte nei romanzi di Henry Fielding e Jane Austen.
Questa fu anche l'epoca della grande poesia Romantica, che ebbe in
S.T.Coleridge, W.Wordsworth, P.B. Shelley, W.Blake, J.Keats e Lord Byron i suoi massimi rappresentanti.

In campo artistico i quadri di Thomas Gainsborough e Sir Joshua Reynold
illustrano meravigliosamente volti e paesaggi di quest'epoca di grandi cambiamenti.


[fonte tratta da www.wikipedia.it]

Quindi capirete bene che il periodo Georgiano è stato molto importante dal punto di vista artistico, letterario e sociale, per questo ho scelto di non limitare l'argomentazione di questo blog espressamente all'arco temporale del regno della Regina Vittoria, ma di parlare di qualcosa in più, anche perchè il regno vittoriano non è stata che una delle conseguenze del periodo Georgiano.

Di tutti questi personaggi, scrittori, poeti, artisti, re e uomini comuni parleremo ancora.

Ci vediamo presto!

Mauser


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