come vi avevo accennato nel post di saluti, sono partita (e ormai anche tornata) per un viaggettino con amici nella culla della civiltà.
La genesi di questa vacanza era già da sé tutto un programma, io non ero così entusiasta di partire perché con la chiusura estiva appena conclusa c'era molto lavoro arretrato, ma alla fine, complice un itinerario davvero irresistibile, mi sono lasciata tentare.
La scelta del mezzo di trasposto, la nave, è stata forse la più opinabile del viaggio, volendo visitare molte zone della Grecia, dalle isole ad Atene, abbiamo preferito farlo in crociera, approfittando del fatto che i continui spostamenti ci dessero la possibilità di visitare molti luoghi senza rimanere necessariamente fossilizzati su un'isoletta come ad una mia collega che è rimasta inchiodata a Mykonos per una settimana (bellissimo, per carità, ma non ero giù per una vacanza balneare).
| Panorama tipico dell'isola di Santorini, Oia |
Ma parliamo d'altro, se la crociera in sé non è stata portentosa, l'itinerario merita un 10+ Francesco Amadori cum laude perché abbiamo toccato città e visto luoghi bellissimi, affascinanti, ricchi di storia e di storie, di meraviglie architettoniche, ingegneristiche, trovate geniali, studi meravigliosi.
Partendo da Roma Civitavecchia ci siamo diretti nell'Egeo, in Turchia e abbiamo visitato isole e città di cui ora mi piacerebbe parlare, sperando che questa mia intenzione di allontanarmi un minimo dal tema del blog non offenda nessuno =)
Taormina
| Palazzo Corvaja |
La città di Taormina l'ho trovata deliziosa, piena di fiori e di oggetti tipici dell'artigianato locale abbinati a grandi firme della moda, Chanel, Ferragamo, Versace... è curioso vedere negozi di souvenir prettamente turistici affianco alle boutique di questi giganti delle passerelle e abbinare i prezzi è ugualmente divertente. Mi ha molto affascinata il Palazzo del Parlamento, coi suoi molti stili in sé, Bizantino, Normanno e Moresco sapientemente abbinati insieme dagli architetti del passato, e ugualmente gratificante, sebbene estenuante a causa del caldo torrido, è stata la visita al teatro greco, ancora ingombro degli arredi scenici per gli spettacoli del ciclo estivo, altrettanto affascinante è stata la vista sulla baia che si poteva godere dall'altura e la superlativa granita siciliana all'arancia che ho avuto la fortuna di comprare, della quale mi ricorderò tutta la vita, tornerei in Sicilia appositamente per mangiarne una e vi assicuro che non è uno scherzo.
| Teatro greco di Taormina |
Efeso
Dopo un intero giorno di navigazione nell'Egeo siamo approdati sulle coste turche, dove siamo sbarcati e scortati da una bravissima guida locale che parlava un italiano eccellente ci siamo diretti verso gli scavi archeologici di Efeso, leggermente all'interno (25km dal mare).
| Agorà statale e senato |
La guida ci ha spiegato con passione un po' della filosofia e della cultura turca, la loro scarsa affinità con il mondo arabo circostante e la passione per l'umanesimo e lo studio che è diventata il simbolo stesso della nazione dalla sua indipendenza del 1923 grazie ad Ataturk, il padre della patria locale.
Mi ha molto affascinata questa cultura così particolare e differente, l'uso dell'alfabeto latino al posto dei caratteri arabi e il desiderio di conoscenza che trasuda già nelle città di provincia, come Izmir, un porto come la mia Genova, ma molto più popoloso (4.000.000 di abitanti) e caratterizzata da 7 università, un autentico primato! Senza contare lo stupore, forse dettato dall'ignoranza, di veder circolare le donne a capo scoperto e senza essere bardate con i veli e i lunghi kaftani scuri che alcune portano anche in Italia.
| Particolari dei capitelli della biblioteca di Celso, Efeso |
Il viaggio in Turchia ha sfrondato molti pregiudizi che avevo dettati dall'ignoranza, un errore che spero i non ripetere in futuro per essere una persona più giusta e obiettiva nei confronti delle culture altrui che non si conoscono o si conoscono poco e si tende troppo spesso ad accomunare con altre che ci sono vicino per una questione di comodità, un po' come se dicessero che Italia, Francia e Germania alla fine sono tutte la stessa minestra, ma doooove!!!
Tornando all'escursione, la gita ad Efeso è stata quella che ho preferito, la magnificenza di questi scavi, la bellezza dei templi di Domiziano e Adriano, la fontana di Traiano e la biblioteca di Celso mi hanno colpita moltissimo, specialmente con i loro ricchissimi fregi scolpiti nella pietra con perizia e duro lavoro, il sole e la temperatura mi hanno messa a dura prova, ma un briciolo di sacrificio è stato ripagato con uno spettacolo veramente magnifico.
| Particolare del Tempio di Adriano, Efeso |
Santorini
Dopo Efeso ci siamo diretti a Santorini, la famosa isola di origine vulcanica simbolo della distruzione dei grandi giganti di lava e che si ritiene sia stata la causa della rovina dell'ancor più famosa Civiltà di Atlantide su cui sono fioccate le leggende nel corso dei secoli.
Santorini è stata una visita davvero suggestiva, molto diversa da Efeso, ma ugualmente bella, scenografica, panoramica e rustica al punto giusto, ma ben tenuta al punto da non apparire leziosa come invece sembra Mykonos.
| Panorama dell'isola di Santorini dalla Thera |
Comprare a Santorini è un piacere per il turista, i negozianti sono cortesi e disponibili, ti insegnano parole greche mentre compilano gli scontrini, usano l'Euro senza problemi di cambio (ma quello anche in Turchia, dove sono commercianti per natura) e sorridono in quel modo specialissimo, con le rughe che si arricciano intorno agli occhi, segnate dall'abbronzatura.
Purtroppo la scarsità di tempo non ci ha permesso di visitare a dovere né la Oia né la Thera (si pronunciano Ia e Firà) e neppure gli scavi archeologici, ma solo di fare un giro per il centro storico, che è stato comunque favoloso. Consiglio caldamente a tutti di visitare questa pittoresca isoletta greca e di godersela appieno.
Mykonos
| Tipica chiesetta greca con campanile a vela e tramonto alle spalle |
La parte migliore di Mykonos è la spiaggetta di acqua cristallina dove ci si può rilassare e anche le crepes alla nutella sono un'ottimo incentivo alla visita (sebbene non altrettanto lo sia il prezzo), ma temo che la maleducazione dei locali negozianti sia un deterrente fortissimo, visto che quando si entra nei locali ti guardano e trattano malissimo come se stessi andando lì a disturbarli e non fossi alla loro altezza.
Mykonos, a differenza di Santorini, è pervasa da una rusticità fasulla di stampo provenzale che sa di falso ad ogni angolo, ma non per questo è meno graziosa nei ristorantini locali con sedie celesti e tovaglie a quadretti rossi. Merita comunque una visita, ma se volete dei souvenir andate a prenderli da un'altra parte, li hanno anche ad Atene, fidatevi.
| I mulini a vento col tetto di paglia, simbolo di Mykonos |
Atene
Ed arriviamo finalmente alla culla della più grande civiltà della storia, patria di poeti, filosofi e matematici, di uomini grandi che hanno fatto grande la Storia, il luogo dove sono nate filosofia e democrazia.
Sbarcati al Pireo di prima mattina, una solerte guida paro paro a mia zia ci ha accompagnati al pullman e ci ha parlato dell Grande Atene di oggi, dai due porticcioli per barche private, Pascialiman e Turcoliman, al grande porto del Pireo sorto dopo che venne trasferito dal vecchio Fallero più di duemila anni fa.
Visitare finalmente la città che sognavo da così tanto tempo, toccare con mano le cose di cui fino ad oggi avevo solo sentito parlare in termini assai contrari è stato emozionante, ricco di suggestione.
| Euristeo con colonnato delle Cariatidi, Acropoli di Atene |
La cosa più buffa è che mentre salivo, al posto che pensare ad antichi filosofi del mondo ellenistico e capannelli di politici della città che la politica l'ha inventata, mi sono figurata la sorella di mia nonna che, con panno alla mano, andava a lucidare i giganteschi blocchi marmorei con il borotalco, lasciandoli come specchi e con necessità di ramponi per arrivare sani e salvi alla vetta.
Se all'Acropoli vi aspettate di veder fiorire templi e statue, forse rimarrete un po' delusi perché il materiale che si può vedere è veramente pochissimo, alla fine ci sono solo il Partenone, l'Euristeo e qualche capitello sbreccato in terra e per quanto i primi due siano fascinosissimi e bellissimi, sono comunque solo due, non si può entrare dentro le costruzioni in perenne restauro e sormontate da impalcature e gru e per fotografarli bisogna combattere con altri milioni di turisti in visita, molti dei quali non trovano posto migliore dove fermarsi se non proprio davanti all'obiettivo della vostra fotocamera.
Insomma, si tratta di qualcosa di molto diverso dai Fori romani che si vedono nella nostra capitale, dove ad ogni angolo c'è uno scavo, un sarcofago, una fontana.
Dalla collina dell'Acropoli si domina tutta la città dal mare alle colline, 5.000.000 di abitanti per un'area vastissima, rumorosa, caotica e inquinatissima che sa di sfatto e trasandato, di cresciuto troppo in fretta e dove l'anima storica della città e seppellita sotto fili della luce e muri scrostati, la parte originaria ormai risiede solo al piccolo quartiere della Plaka, dove però c'è invaso di negozi di ricordini e di altri turisti assetati di souvenir.
| Il Partenone, simbolo della Grecia Ellenistica e dedicato alla dea vergine Atena parthenos = vergine |
Dunque perché andare in questa città, se alla fine può deludere le nostre aspettative?
Atene merita sempre una visita, perché è Atene, perché è immensa e grandiosa, perché lì è nata la cultura occidentale [cito Percy Jackson] e anche se la delusione esiste, pensate comunque che, quel poco rimasto, è in piedi da duemilcinquecento anni, ha visto guerre e distruzioni perpetrate, dalla battaglia di Salamina all'invasione persiana al Regime dei Colonnelli, mica pizza e fichi, eh! I nostri palazzi moderni non ne durano venticinque, di anni... senza contare il livello culturale a cui erano arrivati, nell'Antica Grecia avevano una mappa della città dove erano segnate tutte le zone sismiche e si attenevano rigidamente a quegli scritti, noi uomini moderni siamo subito andati a costruirci sopra, tanto abbiamo le costruzioni anti sismiche... e infatti all'ultimo terremoto sono venute giù come castelli di sabbia.
I mio consiglio, ormai rientrata, è sicuramente di andare a fare questo giro turistico, impescindibile per gli appassionati di storia, la Turchia merita un approfondimento maggiore per via della sua complessità culturale, per il territorio vastissimo e la sua storia originale, viaggio che mi auguro di poter intraprendere in futuro, mentre la Grecia riserva molte sorprese anche a chi l'ha già vista molte volte.
Vi lascio un video che ho girato a Mykonos mentre mi preparavano una saporita crepes alla Nutella.
La qualità è pessima, ma vi assicuro che valeva la pena mangiare quel dolce!
Anche il resto delle foto l'ho scattate io, quindi spero perdonerete la scarsa qualità...
Con molto affetto,
ci rivedremo a breve per qualche ulteriore approfondimento, questa volta ritornando alla natura storica del blog.
Mauser
