26 gennaio 2010

La tournure e la «demi crinoline»

Riprendiamo un pochino la nostra sezione sulla storia del costume nel passato.

Come certamente ricorderete, ho già scritto un post, uno
dei primi (che bei ricordi...) sulla crinolina delle signore, gli enormi cerchioni di metallo o legno che formavano una ingombrante struttura sotto la gonna per dare all'abito una determinata forma a coppa.
In quel post, tuttavia, ho volutamente evitato di parlare della tournure, quella che è succeduta alla crinolina nell'ultima parte dell'Ottocento, che ne ha preso l'eredità, trasformando tutta l'impalcatura e la foggia stessa che gli abiti dovevano possedere, caratterizzandoli con la famosa forma a "calla".
"Perchè?" chiederete voi, perchè non mettere tutto in uno?
Semplicemente perchè secondo me la tournure merita un approfondimento tale alla crinolina, infatti, anche se ci assomiglia molto, presenta comunque aspetti culturali e sociali diversi attraverso cui si può delinera in parte l'epoca in cui veniva utilizzata.

Idea e creazione
Il merito della creazione di questo accessorio di moda è di Charles Frederick Worth, famoso stilista britannico dell'Ottocento residente a Parigi, sarto sia della Principessa di Metternich, moglie dell'ambasciatore austriaco, che dell'Imperatrice Eugenia di Francia, moglie di Napoleone III.

Worth apparteneva ai sostenitori della crinolina e fu uno dei grandi promotori di questo accessorio, decretandone l'utilizzo in tutta la buona società, tuttavia, verso la metà del secolo, le crinoline avevano raggiunto dimensioni talmente eccessive da snaturare completamente la bellezza dell'oggetto, provocando lo sdegno di uno dei suoi creatori che non riconosceva più in quelle "fontane ambulanti" le aggraziate signore che aveva immaginato indossare simili abiti.

Fu quella la nascita della demi crinoline: una crinolina assimmetrica che si presentava piatta sulla parte anteriore e gonfia su quella posteriore, tenuta rigida da una mezza gabbia balenata.
Questo nuovo tipo di crinolina era l'antesignano della tournure.

Mentre la crinolina veniva sostituita dalla demi-crinoline, si sviluppò l'uso della vera e propria tournure che nel giro di pochi anni sostituì definitivamente anche la nuova crinolina.

Il primo tipo di tournure presentava la parte anteriore piatta e quella posteriore rigonfia (il sedere a palloncino, per citare La principessa e il ranocchio), ma, a differenza della demi-crinoline che arrivava quasi fino in terra in una forma simile alla coda di pavone, la struttura di sostegno era rotondeggiante e non a mezza campana.

La forma era data da una sola stecca circolare (o cinghia) legata in vita e da alcune stecche semicircolari presenti soltanto sul retro.
La loro funzione era quella di sostenere i ricchi
drappeggi posteriori degli abiti, direttamente ispirati alle robes à la polonaise dell'epoca di Maria Antonietta, cioè gonne lunghe e ampie, arrangiate in modo che tutto il drappeggio finisse sul retro a formare grossi panneggi fermati da fiocchi e nastri (il tutto era detto traino), dando al fisico una silhouette longilinea che evidenziava le curve femminili, cioè seno e fianchi, e stringeva la vita mantenendo l'ideale del vitino di vespa.

Questo tipo di tournure si sviluppo nel decennio tra gli anni Settanta e Ottanta dell'Ottocento, ma tramontò sostituita da una sottogonna molto spessa che conferiva agli abiti una linea molto più longilinea, priva di volume sulla parte anteriore e con un corsetto più stretto che tendeva a dare slancio alla figura femminile.

La tournure continuò la sua esistenza come imbottitura, detta cul de Paris (sempre fini, questi francesi...), in aggiunta agli stretti busti della Belle Époque, che donavano alla donna una forma ad S. Questo tipo di tournure, però, non era più una gabbia o un sostegno, ma una semplice imbottitura, per questo alcuni studiosi della moda e del costume non la contemplano tra le crinoline e le tournure.

Col '900 il corpo femminile perse questa connotazione e mutò verso linee più diritte e classiche, abbandonando lo sfarzo della crinolina, della tournure e di tutte le loro consorelle.


Tra bellezza, guadagno ed erotismo

Sulla tournure e sul suo fascino sono stati scritti fiumi d'inchiostro e tomi su tomi, molti hanno analizzato il suo significato sia dal punto di vista sociale che estetico.

La demi crinoline nacque come una manovra non soltanto estetica, ma anche economica, per spodestare lo strapotere della crinolina. Con questa nuova trovata commerciale (paragonabile, sotto molti aspetti, a quelle moderne), le signore sarebbero state costrette a rivedere completamente il loro guardaroba, fornendo un notevole afflusso di denaro all'industria della moda.

Certo il passaggio fu graduale, non si passò istantaneamente dalla crinolina alla tournure, tantomeno nell'arco di una giornata; il processo venne pianificato con accuratezza poichè la nuova "tendenza" fosse facilmente accettabile sia dal punto di vista estetico che concettuale (una mezza crinolina è poco meno di una intera... ) ma allo stesso tempo cominciasse il processo di rottura in maniera irrevocabile.

Alla bellezza ideale classicheggiante, al mito della giovinezza e della freschezza che aveva seguito Napoleone, si sostituì un fascino turbato dai tormenti dell’animo, dove pallore fragilità divennero sinonimi di passionalità.

Nel linguaggio della moda, il fascino della sofferenza si espresse nel costringente armamentario dell’abbigliamento femminile − busto e cerchi − che impose alla donna un portamento solenne e non adatto ad una vita attiva.
Le donne presero a coprirsi sempre di più, con un look notevolmente più castigato se non addirittura virginale, ma decisamente più sfarzoso del regency, paragonabile in questo al georgiano.

Ecco il tempo dei colletti alla prussiana, alti e rigidi, ornati però da preziosa passamaneria dorata di cui erano bordati o dal pizzo che spuntava dal di sotto. Il petto era coperto anch'esso da abbottonature dette ussaro caratterizzate da una doppia fila di bottoni e una patta centrale, a volte di colore differente. L'abbottonatura, inoltre, poteva essere sia a pomelli che ad alamari e, il più delle volte, esclusivamente decorativa; il busto però era molto attillato al corsetto e la vita ancora più stretta della precedente moda, mentre i fianchi, persa la tendenza dei paniers di Maria Antonietta, lasciavano il posto alla tournure accentuata dai molti drappeggi dell'abito.


Le signore, abituate troppo bene dalla moda della crinolina che forniva loro una sprecie di struttura a sorreggerle, hanno dovuto reimparare a stare in equilibrio sui loro piedi e ad ancheggiare.


Queste le parole di un critico di moda dell'epoca su Harper's Bazaar, la Vogue del tempo.
Durissime, ma che rendevano alla perfezione l'atmosfera di disorientamento delle dame della seconda metà dell'Ottocento.

La tournure è anche un buon esempio di effetto vedo-non-vedo vittoriano: vedo fianchi rotondi e sensuali e petti prominenti grazie all'effetto dei corsetti, corredati da gesti civettuoli delle donne e delle fanciulle, ma non vedo quel che ci sta sotto (e probabilmente mai lo vedrò).
Se le ragazze non potevano tentare con la pelle scoperta, lo facevao ancheggiando e sfoggiando curve prosperose.

Se nell'appena trascorsa epoca Georgiana si cercava di esaltare la bellezza attraverso dettagli che mettessero in risalto la sensualità femminile (braccia candide, scollature profonde e colli longilinei in mostra), in questa nuova era che aveva subito un'inversione di valori durante la Restaurazione e governata dalla figura e dalla personalità di una donna forte, la Regina Vittoria, che aveva fatto della sua forza non la bellezza, ma l'essere madre e sposa, la figura della donna subì un'involuzione tornando ad essere unicamente moglie e madre perfetta.

Insomma, ciascuno si arrangiava come poteva, dopotutto se l'unico futuro contemplato per una ragazza era sposarsi e avere figli (le zitelle e le donne che vivevano del loro lavoro erano spregiativamente chiamate scherzi della natura), era scontato che queste tentassero tutto il possibile per sopravvivere in quell'ambiente e accaparrarsi un buon partito: non posso mostrarmi? Aggiriamo l'ostacolo: evidenziamo il fisico che non si può vedere con stracci e imbottiture, così ammalia l'universo maschile nel punto sensibile!


Il grande problema: sedersi

Naturalmente la demi crinoline e la tournure avevano i loro pro e i contro.
Erano molto belle e sfarzose, certo, ma anche scomode, soprattutto se ci si doveva sedere, in particolare la demi crinoline era una autentica tortura perchè, a differenza della crinolina vera e propria, quando ci si accomodava la "coda" rigida rimaneva comunque dietro, mentre con la crinolina questa si adattava come un tubo, tirando un po' di più sul davanti e allungando il retro.

La tournure creava mendo disagi: avendo un supporto alto solo all'altezza del sedere, sistemandosi sulla sedia questo si sollevava un po' dando modo alla signora di essere abbastanza comoda, salvo avere interminabili strati su cui sedersi come la principessa sul pisello.


Materiali e fabbricazione
Come per la crinolina, la tournure e la demi crinoline erano fabbricate con diversi tipi di supporti, questi spaziavano tra crine di cavallo (da cui il nome), ma anche strutture di stoffa imbottita o piume.

Per questo post concludo qui, ci scriviamo presto, bacioni!


Mauser



25 gennaio 2010

Il costo della vita

Ho trovato un interessante link che mi ha fornito qualche delucidazione su quali fossero le spese della piccola e media borghesia inglese durante il periodo Vittoriano (quell che, per intendersi, non aveva abbastanza soldi per permettersi personale fisso a servizio, ma ne prendeva in affitto).

Poichè abbiamo affrontato il tema del denaro, penso che sia pertinente riportare un paio di queste spese, spero che vi possa interessare quanto interessa me ^_^



Per la lettura dei prezzi ricordiamoci che gli inglesi scrivevano il tutto come 5/10/6 dove si parla di 5£ e 10scellini e 6 pence, in questo caso ci si riferisce solo a scellini e pence, come indicato nella tabella (s=scellini, d=pence come nella notazione britannica).
La scrittura 5/6.5 indica 5 scellini e 6,5 pence.

Ecco i prezzi di alcuni servizi e beni di comune utilizzo in famiglia, il costo è mediamente calcolato sfruttando i dati pervenuti, sono compresi anche i costi dei pasti; il costo è settimanale:


I prezzi sopra riportati ci sottolineano quanto costasse poco la vita e, indirettamente, quanto fosse povera una grande fetta della popolazione che non poteva permettersi nenache quello che ai nostri occhi è una vera miseria.



Mauser

24 gennaio 2010

Il denaro: monete e banconote

Ghinee, sterline, scellini, pence... ma voi lo sapete cosa sono?


Lo devo confessare: preferisco le materie umanistiche [tanto per rimanere in tema]. Non scandalizzatevi quando ve ne dirò il vero motivo... certo mi piacerebbe essere una studiosa di Catullo e Cicerone, ma ahimè vengo da una scuola che di liceo non ha neanche l'ombra e di latino non riesco a imparare a memoria neanche la tabellina delle rose... insomma, il vero motivo per cui preferisco le materie umanistiche è che non ho ancora fatto pace con la matematica da quando studiavo 7x5 e 8x7.

Giusto per questo forse non sono la persona più adatta a parlarvi di come fare i conti coi soldi, specialmente quelli che non esistono più da quasi duecento anni, ma a mia discolpa posso dire che col denaro sto sempre molto attenta e per sopperire alle mie mancanze matematiche, rifaccio i calcoli una mezza dozzina di volte [salvo poi perdere gli spiccioli dalle tasche bucate =P], quindi forse, fedele alla regola "chi non sa fare insegna", posso ottenere risultati positivi.

Quindi, parliamo di queste monete e vediamo di scoprire un po' che cosa erano.


Quando ho letto per la prima volta Magnifica preda di Kathleen E. Woodiwiss ho avuto un attimo di esitazione quando Elise nomina per la prima volta una sovrana. Spero che voi non dobbiate attraversare la mia fase di dubbio, altrimenti vi dovrete sorbire duecento pagine di Wikipedia su interminabili biografie di regine più o meno virtuose.

Il metodo più veloce per imparare è leggere Oliver Twist, dove un amico di Oliver si prende la briga di insegnargli il valore del denaro, eppoi di spedirlo a rubarne. Anche la domanda di apertura è tratta da un libro di Dickens ed egli la pone ad uno dei suoi personaggi: di sicuro Paul, il destinatario del quesito, sapeva eccome cosa fossero scellini, ghinee e penny, ma noi esseri umani del terzo millennio forse proprio no.



Nell'Inghilterra dell'Ottocento il denaro era rappresentato da assegni di cambio (antico nome delle banconote) e monete d'oro, d'argento, bronzo e rame.

Il materiale di cui le monete erano fabbricate indicava anche il loro grado di importanza.
La sovrana e mezza sovrana erano fatte d'oro, mentre la corona, la mezza corona, fiorini, scellini, erano fabbricate in argento come le monete da sei penny e da tre penny.
Penny, mezzi penny e centesimi erano invece realizzati in rame fino al 1860, da quando si dispose che fossero fatti di bronzo.

Ecco una lista contenente i valori delle monete e della cartamoneta con i relativi nomi, grazie a questa sarà più facile distinguere e assegnare loro il giusto valore


Personalmente ho trovato la tabellina di cui sopra molto istruttiva, così, quando leggo uno dei miei amatissimi romanzi storici e mi viene qualche dubbio, posso sempre consultarla e togliermi tutte le curiosità che posso avere a riguardo: per esempio adesso posso finalmente sapere quanto costavano davvero gli abiti di Maxim Seymour, una cifra spropositata per l'epoca.


Scrittura e abbreviazioni

Per abbreviare e siglare il proprio denaro, gli inglesi utilizzarono i seguenti simboli:
£ = sterlina
s = scellino
d = penny

Esisteva anche un sistema di scrittura molo particolare, per esempio per dire
5 sterline, 10 scellini e 6 penny si scriveva £5.10.6
dove 5 e 6 indicavano rispettivamente le sterline e i penny e potevano anche essere scritti come 5/6.

Secondo molti economisti e studiosi di economia antica, è difficile stabilire quanto valevano le sterline in relazione ai loro cugini dollari americani.
Questo valeva perché il valore del denaro e la sua produzione era fatta in base alle esigenze, si calcola comunque che il valore della sterlina durante la storia americana abbia oscillato da 20$ a 50$ e anche, in casi rari a 200$.

Guardando quanto valeva il denaro nel passato è importante tenere conto delle percentuali dell'epoca di inflazione e svalutazione naturale (o almeno mi pare di ricordarlo dalle antiche lezioni di diritto delle superiori), più avanti, comunque, parleremo del valore materiale delle monete.


Importanza e valore del materiale

Un'altra cosa importante da tenere a mente è che, benché il valore della moneta fosse nominale, essa, soprattutto se di grande valore come la sovrana o la ghinea, aveva anche un valore tastabile perché entrambe erano fatte di puro oro.
Al giorno d'oggi le monete non sono più fabbricate di materiali preziosi come in passato e di sicuro non mi illudo che sia oro quella patina giallina che sta al centro dei 2€ che ho tra le mani tutti i dì, ma fin quasi alla metà del Novecento sono sopravvissuti esemplari di monete in materiale prezioso, ad esempio, per citare una moneta nostrana, le 100 lire d'argento, che tutti i collezionisti possiedono nei loro raccoglitori.

In passato, in un mondo dove il valore delle cose era calcolato in prevalenza attraverso l'oro, anche il valore della moneta lo era, quindi una sovrana d'oro era fatta di tanto di questo materiale che si poteva comprare col suo valore. E lo stesso processo era estendibile per tutte le monete importanti. Non valeva invece per quelle di basso taglio, come i centesimi e i penny.

Il valore della moneta legato al suo materiale è una consuetudine che viene dal passato, da molti millenni prima dell'epoca Vittoriana, dove quello che contava era l'oro della monetina, non il suo nome o il valore nominale.


Le banconote o "promesse di pagamento"

La cartamoneta, a differenza delle monete normali, ha avuto una storia diversa.
Importata dalla Cina in epoca rinascimentale, era praticamente costituita da "promesse di pagamento", da qui il nome odierno con cui la conosciamo: banconota, ovvero "nota del banco", cioè un foglio emesso dai cassieri della banca contenente una promessa di pagamento.
Una "promessa di pagamento" prevedeva che si poteva scambiare il foglietto cartaceo con tranquillità sapendo che in qualsiasi momento sarebbe stato possibile riscuoterlo in oro in una banca.
A dire la verità il concetto di fondo è valido ancora oggi, solo che non lo sappiamo o ce ne dimentichiamo, ormai avvezzi ad avere tra le dita banconote di ogni sorta. Inoltre è poco usuale trasformare il proprio denaro in oro.

Anticamente anche la foggia stessa delle banconote era diversa, molto più simile a quella di veri e propri assegni che ai moderni foglietti blu, rossi e verdi.
I miei genitori ancora mi raccontano di quando usavano le 1000 lire di carta, una assoluta novità, ed erano dei papiri di quasi mezzo metro, perché 1000 lire erano un capitale; anche in Inghilterra era così, sebbene il denaro cartaceo fluisse con molta facilità, soprattutto nell'entroterra e al Nord, rispetto ad altre parti d'Europa come è il nostro Paese.


La Zecca: la fabbrica dei soldi

Fino al 1815 ogni Banca con una certa disponibilità finanziaria poteva stampare e coniare denaro di Sua Maestà, a patto che tenesse severissimi registri della fabbricazione e ne inviasse costantemente rapporti al Ministero del Tesoro Britannico e alla Banca d'Inghilterra.
In particolare era particolarmente diffusa la stampa di note di cambio da parte delle banche di provincia con cui molti andavano poi a ritirare oro alla Banca d'Inghilterra.

Questo, sul finire della Prima Rivoluzione Industriale, con un commercio sempre più agguerrito e una produzione industriale massiva, creò non pochi problemi, portando in breve ad una drastica svalutazione della sterlina e ad una carenza di oro nelle casse statali in favore del nascente dollaro, all'epoca non ancora divenuta la moneta compra-tutto a cui siamo invece abituati, ma appena in fasce, che tuttavia aveva a disposizione una discreta quantità aurea come sostenitore della propria economia.

Sarà solo nel 1844 che una legge, detta Bank Charter Act prevederà che solo la Zecca reale fosse autorizzata a stampare note di cambio con valore corrente. Lentamente le "note" delle banche assunsero la forma delle odierne banconote e anche il loro significato, esse tuttavia diventarono di uso comune tra i più solo con il secondo decennio del Novecento.

Non so se questo post vi ha chiarito le idee riguardo la moneta vigente all'epoca, spero che almeno non abbia creato più confusione...

Personalmente ho trovato interessante approfondire questo argomento e mi sono accorta di come sembrasse cara la vita all'epoca e di come la disparità tra ricchi e poveri dovesse apparire evidentissima.

Spero che anche a voi sia interessato il post, noi ci salutiamo, a presto e buona serata,

Baci!



Mauser

22 gennaio 2010

Il Whist, gioco di carte

Temo di aver trascurato troppo a lungo la rubrica dedicata ai giochi di società, agli hobbies e agli sport.
Mi metto quindi immediatamente all'opera proponendovi un gioco di carte, il whist tra i più in voga del periodo che approfondiamo in questo blog.

Sicuramente ne avrete sentito parlare molte volte, è un gioco assai famoso.
Personalmente mi piacciono i giochi di carte, ma nell'intervallo scolastico, quando comparivano i mazzi, si finiva sempre sulle ovvietà: scala, ramino, briscola, ometto nero e così via; risultato, alla mia età non sono assolutamente capace di giocare a rubamazzo, conosco a malapena le regole del sette e mezzo e del black jack e dimostro una spiccata propensione al poker che potrebbe risultare dannosa per la mia salute e quella delle mie finanze.
Ma devo confessare che non ho mai giocato a whist, o almeno così credevo fino ad un po' di tempo fa e vi svelerò questo mistero alla fine del post perchè, invero, ho giocato a questo gioco di carte assai spesso senza neanche saperlo.

Storia del gioco
Il whist è una evoluzione di un vecchio gioco di carte praticato fino al Seicento, conosciuto con il nome di Ruff and Honours, del quale conserva alcune diciture, per esempio i valori delle carte vengono chiamati "onori" proprio in riferimento al suo predecessore.

Agli albori dell'entrata in auge, cioè nel Settecento, vennero scritti numerosi libri sull'arte di giocare a whist; alla fine del diciannovesimo secolo un insieme di regole rigide descrivevano le leggi del gioco, la sua etichetta e le tecniche necessarie: come piaceva ai Victorians, ogni parte dell'azione era stata codificata e minuziosamente regolata in maniera rigida e ferma, con norme dalle quali non si poteva trasgredire.
Nonostante questo, le regole per giocare a whist sono molto semplici e basta giocare un paio di partite per apprenderle con semplicità, le malizie del giocatore, invece, si apprendono durante il gioco e studiando, naturalmente, gli avversari.

Il declino del whist tra i giochi di carte è cominciato nel Ventesimo secolo, quando le regole troppo ferme aveva fatto perdere l'intero divertimento e il gioco stesso era stato rimpiazzato dal bridge contratto, un gioco di carte a metà tra bridge e whist, di cui conserva diverse regole e declinazioni.


Regole del gioco

Specifiche
  • Si utilizza un comune mazzo da 52 carte
  • L'ordine di importanza delle carte è:
    A K Q J 10 9 8 7 6 5 4 3 2
  • Si gioca in quattro, in coppia con quello seduto di fronte
  • Le coppie si decidono per scelta dei giocatori oppure alzando ciascuno una carta dal mazzo: i due con le carte più alte formeranno una coppia e così via
  • Il mazziere viene scelto scegliendo una carta per uno e indicato quello con la carta di valore più alto (ricordiamo che A vale 11, non 1!)
  • Le carte possono essere mischiate da qualsiasi giocatore, anche se solitamente viene fatto dal giocatore alla sinistra del mazziere. Il mazziere ha il diritto di dare un'ultima mischiata, se vuole.
  • Il mazzo viene tagliato dal giocatore alla destra del mazziere prima della distribuzione.
  • Le carte vengono date una alla volta finché ogni giocatore si trova con 13 carte.
  • L'ultima carta, appartenente al mazziere, viene girata per mostrare il seme che comanda (il trump, simile alla briscola). La carta mostrata resta sul tavolo finché arriva il primo turno di gioco del mazziere. Il giro viene effettuato in senso orario.
  • Inizia il gioco il giocatore alla sinistra del mazziere
  • Si gira in senso orario
Il giocatore alla sinistra del mazziere gioca per primo; qualsiasi carta è valida.
Gli altri giocatori, in senso orario, giocano una carta a testa dello stesso seme di quella usata per l'apertura (ammesso che ne abbiano una).

Se un giocatore non ne possiede può giocare un altro seme.

La mano viene vinta dalla carta più alta del seme giocato dal primo giocatore, a meno che sia stato giocato un trump, in questo caso vince la mano il trump più alto.

Il giocatore che si aggiudica la mano ha il diritto di iniziare la successiva.

Si gioca finchè i giocatori sono rimasti senza carte in mano, a quel punto si procede ai calcoli per decidere i vincitori.

Punteggio

Dopo che tutti i 13 turni sono stati giocati, la coppia che si è aggiudicata il maggior numero di mano segna un punto per ogni mano aggiuntiva, ovvero per ogni mano dopo la sesta. La partita viene vinta dalla prima coppia che segna 5 punti.

Gli onori (honours) sono i punti che vengono assegnati a chi possiede le 4 carte più alte (A, K, Q, J) del trump.

Chi ne possiede tre ha diritto a 2 punti, chi ne ha quattro può avere 4 punti. I punti derivati dalle mani vinte vengono conteggiati prima degli onori, e la coppia che segna 4 punti non può reclamare gli onori per vincere la partita.

Gli onori non aggiungono niente ad una mano, servono solo per velocizzare le partite, e a volte non vengono usati.


Trucchi e strategie di gioco
  • Nella mano di apertura è conveniente giocare il proprio seme più forte, solitamente quello di cui si posseggono più carte. Anche una carta singola può essere una buona giocata. Solitamente si segue il seme giocato dal compagno.
  • Prima mano: di solito si apre con il re per puntare agli onori.
  • Seconda mano: si gioca piano, con un singolo onore. È conveniente distribuire gli onori su varie mani (giocando il più basso di due onori consecutivi).
  • Terza mano: di solito si gioca forte, nonostante vengano utilizzati gli onori più bassi.
  • Gli scarti sono carte basse di un seme che non interessa.


Citazioni famose
Dove abbiamo già sentito parlare del whist? Ecco un piccolo elenco dei libri e film dove l'hanno citato
  • Charles Dickens parla del whist nel libro Il Circolo Pickwick nel capitolo VI;
  • Edgar Allan Poe parlò del whist nel suo racconto I delitti della Rue Morgue;
  • Nel libro di Stephen King Shining, Al Shockley e Jack Torrence giocano a whist durante un flashback;
  • Phileas Fogg, l'eroe di Jules Verne nel romanzo Il giro del mondo in 80 giorni, è dedito al gioco del whist;
  • Edward Gorey lo citò nel libro illustrato The Glorious Nosebleed;
  • Horatio Hornblower è un eccellente giocatore nella serie omonima di C. S. Forester;
  • In Via col vento di Margaret Mitchell, Scarlett lo gioca dopo aver sposato Rhett;
  • John James Audubon lo cita nel proprio giornale Missouri River;
  • Jack Aubrey e Stephen Maturin, protagonisti dei romanzi di Patrick O'Brian, lo praticano in diversi romanzi dell'autore;
  • Il gioco è spesso presente nei romanzi russi del XIX secolo ambientati nell'alta società. Fra gli altri ne hanno parlato Aleksandr Sergeevič Puškin,Nikolàj Vasilevič Gogol' Ivan Sergeevič Turgenev, Fëdor Michajlovič Dostoevskij e Lev Nikolaevič Tolstoj nel suo strafamoso Guerra e Pace;
  • Lo scrittore francese Jules Barbey d'Aurevilly ha dedicato al gioco un racconto della raccolta Le diaboliche: Il rovescio delle carte di una partita di whist;
  • Camillo Benso, conte di Cavour, a Torino nel 1841 fondò un circolo del whist;
  • Cosima Wagner Liszt riferisce nel proprio diario veneziano di serate in famiglia trascorse a giocare whist;
  • Ne Il Gattopardo, i protagonisti principali (Don Fabrizio, Padre Pirrone e Tancredi) giocano a whist col Cavaliere Chevalley;
  • Nello sceneggiato televisivo Orgoglio e Pregiudizio prodotto dalla BBC con protagonisti Colin Firth e Jennifer Ehle, la signora Phillips, zia delle sorelle Bennett, invita il signor Collins, cugino delle stesse, a giocare una partita (che lui le fa perdere clamorosamente);
  • Nel film La fiera della vanità con Reese Witherspoon, la signora presso cui Becky è a servizio gioca a whist con i suoi ospiti (gli Osborne) durante una visita pomeridiana;

Dopo aver letto le regole del gioco e tutto quanto, non vi è venuto in mente qualcosa?
Un gioco molto simile che senz'altro vi è capitato di praticare. Da soli. Al pc.
A nessuno è venuto in mente Hearts, il gioco preinstallato di Windows XP?
Ci avrò giocato migliaia di volte, in effetti Hearts, la cui versione originale si chiama Hearts and Spades, cioè Cuori e Picche perchè i cuori sono lacarta con più valore e la donna di picche vale 13, è una variante del whist all'incontrario: vince quello con meno punti.
Il nome italiano di questo divertimenti con le carte è Peppa, che poi sarebbe il nomignolo della "matta", la donna di picche appunto.

Bene, credo che concluderò qui con questo post, è un intervento un po' semplice, ma almeno spiega qualcosa di interessante su quell'epoca che poi è andato perduto, visto che ormai si gioca a whist solo nei tornei country inglesi, i cosiddetti whist drivers.

A presto, bacioni!



Mauser

20 gennaio 2010

Il calendario, principali festività

Vi è mai capitato di leggere o sentir dire qualosa riguardo ad una festività apparentemente famosissima, ma di cui non conoscete assolutamente nulla?
A me sì, diverse volte. Quando avevo dodici o tredici anni ho letto un libro dove parlava di Calendimaggio: che caspiterina sarebbe Calendimaggio?
Ragionando mi sono detta: deve essere il 1° di maggio!
Ma se non lo fosse stato? E se fosse stata una data calcolata con la luna, come usava una volta? Insomma, a volte la datazione passata basata su feste varie era un po' detestabile, ma di sicuro ci fornisce un interessante spunto per questo approfondimento dove parleremo delle principali feste che si avevano nel calendario Georgiano.

Dite che erano uguali alle nostre?
Per carità! Neanche per sogno, c'erano feste che non saprei neanche tradurre in italiano, alcune legate tipicamente al mondo anglosassone e alla cultura protestante, altre comuni anche a noi poveri mortali rimasti fedeli al cattolicesimo.

Ecco quindi un breve vademecum, sperando di esservi utile ^_^ (le elenco in ordine temporale dall'inizio del nuovo anno fino al 31 dicembre e allego anche il nome anglofono, così se scrivessi qualche traduzione orripilante essa non vi depisterà eccessivamente)

Dodicesima notte (Twelfth Night), 5 Gennaio
Segna i dodici giorni trascorsi dal Natale. Anticamente questa festa corrispondeva all'Epifania.

Epifania (Epiphany), 6 Gennaio
Con l'Epifania si celebra la prima manifestazione della divinità di Gesù all'intera umanità, con la visita solenne, l'offerta di doni altamente significativi e l'adorazione dei magi, autorevoli esponenti di un popolo totalmente estraneo al mondo ebraico e mediterraneo.

Lunedì dell'aratro (Plough Monday), primo lunedì dopo l'Epifania
Tradizionalmente rappresenta il ritorno al lavoro dei campi dopo le festività natalizie. L'aratro (plough), tradizionale simbolo della vita contadina, è proprio il riferimento diretto al ritorno al lavoro delle braccia. L'aratro veniva solitamente fatto girare per le strade accompagnato da musicanti, uomini travestiti da donne e danze popolari come Molly dance, questa tradizione è ancora molto praticata nell'Essex, regione dell'Inghilterra.

Secondo termine accademico (Hilary Term), Gennaio
Con questo nome si identifica il secondo esame accademico per le univerità di Oxford, Cambridge e dell'Univeristà di Dublino. Esso va da Gennaio a Marzo.
Hilary Term segna anche la ripresa del lavoro della corte giudiziaria inglese, suddivisa in maniera simile a quella della scuola.
Il periodo prende questo nome per la Santa Ilaria di Poitier, la cui festività cade il 14 Gennaio, proprio durante il termine (termine=periodo temporale, non termine=fine :P)

Candelora (Candlemas), 2 Febbraio
Tradizionalmente è una festa cristina che identifica i 40 giorni di purificazione della Vergine dopo la nascita di Gesù. Prende il nome tipicamente riferito alle candele poichè in quel giorno venivano benedette (e vengono tutt'ora) le candele della chiesa.

Annunciazione (Lady Day), 25 Marzo
Uno dei quattro quarter day in cui veniva assunta la servitù e pagati affitti o debiti.
L'anno fiscale britannico inizia ancora il 6 aprile (che in base al Calendario Gregoriano corrisponde al 25 marzo del Calendario Giuliano, ovvero il Lady Day).

Termine estivo (Easter Term), Aprile
Identifica l'inizio del termine d'esame "estivo" per le univeristà storiche d'Inghilterra. Inizialmente esso era valido per Oxford e Cambridge, attualmente essa è data significativa anche per l'Università del Galles, Lampeter, Durham e Newcastle upon Tyne (prima del 2004). Questo termine va da Aprile a Giugno.

Pasqua (Easter), Marzo o Aprile
Direi che ci sono poche parole da spendere per questa festività quasi universale. Essa rappresenta la Resurrezione di Cristo al Cielo dopo la Passione del fine settimana e la sepoltura.

Termine di Pasqua (Easter Term), dopo Pasqua
Data significativa per la legislazione, essa inizia subito dopo Pasqua.

Ascensione (Ascension), 40 giorni dopo Pasqua
Nella tradizione cristiana, l'Ascensione è la salita al cielo di Gesù, che sarebbe avvenuta quaranta giorni dopo la sua resurrezione e la festa che è derivata dall'avvenimento.
Essa è riportata dai Vangeli (Mc16,19;Lc24,50-53) e dagli Atti degli Apostoli (At1,6-11).

Pentecoste (Whitsunday o Pentecost), 50 giorni dopo Pasqua
Nella religione Cristiana, cade nel cinquantesimo giorno dopo Pasqua (da cui il nome), di domenica, ed è quindi una festa mobile, dipendente dalla data della Pasqua.
Seguendo quanto narrato in Atti 2,1-11 la Pentecoste ha perso il significato ebraico per designare invece la discesa dello Spirito Santo, che viene come la nuova legge donata da Dio ai suoi fedeli, e come la nascita della Chiesa.

Calendimaggio, (May Day), 1° Maggio
Festa per celebrare l'arrivo della primavera. L'origine di questa festività è celtica, quando si chiamava Beltane, essa cadeva durante il primo plenilunio di Maggio, ed era un rito propiziatorio alla ferilità, successivamente il suo significato è mutato, diventando la Notte di Valpurga (Walpurgis Night), considerata la notte delle streghe, in cui secondo la tradizione germanica, queste si riunirebbero sul monte Brocken, in Germania.
Una scena del Faust Parte I di Goethe è chiamata "Walpurgisnacht" e Mendellsohn ha musicato una ballata ispirata all'opera di Goethe.

Notte di Mezza Estate (Midsummer Night), 24 Giugno
Festvitià del raccolto in cui si celebra l'arrivo dell'estate e ci si propizia un buon raccolto. Tradizionalmente è notte di baldoria e di bagordi in cui si beve e si danza a volontà sulle note delle country dance.
Citata anche in una strafamosa opera shakespeariana, Sogno di una notte di mezza estate.

Termine della Trinità (Trinity Term), in Giugno, dopo Pentecoste
Indica l'ultimo termine dell'anno accademico universitario inglese.
E' significativo anche per il mondo legislativo, quando le Camere sono ufficialmente aperte. L'Alta Corte di Giustizia del Regno Unito chiama anche questo periodo Seduta della Trinità (Trinity Sitting).

Lammas (Lammas o Loaf Mass), 1° Agosto

Nei paesi di lingua inglese, il 1º agosto è la festa di Lammas (da loaf-mass, "festa dei pani"), dove si festeggia la prima mietitura dell'anno portando in chiesa una pagnotta ottenuta dal nuovo raccolto. In molte parti del Regno Unito, i mezzadri erano tenuti a presentare il raccolto ai padroni dei terreni entro questa data. Nello stesso giorno (o in alcuni casi il 6 aprile), si benedicono i frutti.
Questa festività è centrale nella vicenda narrata nel libro La rosa d'oro di Tori Phillips.

San Michele (Michaelsmas), 29 Settembre
Oggigiorno il 29 Settembre vengono festeggiati tutti e tre gli Arcangeli Maggiori (Michele, Gabriele e Raffaele), ma originariamente era celebrato solo per il primo. Era il termine di scadenza più utilizzato e universalmente conosciuto. L'odierna importanza dei quarter days è limitata, anche se alcuni tipi di pagamenti in Inghilterra hanno ancora scadenza nei vecchi quarter days inglesi.

Termine di San Michele (Michaelmas Term), Ottobre
Indica la prima sessione di esami delle università inglesi e irlandesi. Esso va da Ottobre a Natale.
Originariamente era l'unico Termine (che indica sia il periodo di studi che l'esaminazione correlata) condiviso UGUALE sia da Oxford che da Cambridge.

Ognissanti (All Hallows All Saints), 1° Novembre
La festa di Ognissanti, nota anche come Tutti i Santi, è una solennità che celebra insieme la gloria e l'onore di tutti i Santi e martiri del Paradiso, noti o ignoti che siano.

Commemorazione dei Defunti (All Souls), 2 Novembre
La Commemorazione dei defunti è una ricorrenza della Chiesa cattolica. Era anticamente preceduta da una Novena e celebrata il 2 novembre di ogni anno. Nel calendario liturgico segue la festività di Ognissanti, che ricorre infatti l'1 novembre.
Curioso come una festività tipicamente cattolica sia festeggiata anche in rito anglicano, sebbene questo scisma condivida col calendario cattolico molte più festività di quanto faccia quello precisamente protestante.

Giornata delle Polveri (Guy Faukes Day), 5 Novembre
Il 5 novembre 1605 il complotto di Guy Fawkes, attivista cattolico, fu scoperto da un soldato del Re e i barili di polvere da sparo disinnescati prima che potessero compiere danni.
Da allora ogni 5 novembre nel Regno Unito e in Nuova Zelanda viene festeggiato il fallimento dell'attentato nella cosiddetta Guy Fawkes Night, nella quale i bambini bruciano su un falò un pupazzetto che simboleggia l'attentatore.

San Martino, (Martinmas), 11 Novembre
Il giorno di San Martino è una festività importante nei Paesi nordici, dove le usanze legate a questo santo (soldato romano convertito e battezzato in età adulta e divenuto monaco) sono molto diffuse. Dopo San Martino cominciava una specie di Quaresima di quaranta giorni di purificazione, il termine originario dell'Avvento.
La notte prima di San Martino si beveva e mangiava a sazietà, festeggiando allegramente prima del periodo di digiuno. Da San Martino a Natale non ci si poteva sposare perchè era periodo di penitenza, così come durante la Quaresima.

Natale (Christmas), 25 Dicembre
Data simbolica in cui si celebra la nascita di Gesù Cristo.
È una delle festività più importanti del calendario cristiano insieme a Pasqua e Pentecoste.
Natal era uno dei quarter day in cui avvenivano i pagamenti e si saldavano i debiti. Essi erano disposti di tre mesi in tre mesi.

Boxing Day (Boxing Day), 26 Dicembre
Il Boxing Day è una festivitàbasata sul regalare doni ai membri meno fortunati della società. Contemporaneamente, il Boxing Day in molti paesi è associato all'inizio dei saldi (ma questa è una distorsione recente).
L'origine del Boxing Day risale ai tempi in cui era usuale regalare doni ai dipendenti o ai membri delle classi sociali più povere.
La ricorrenza del Boxing Day è occasione, in particolare nel Regno Unito, per la disputa di importanti manifestazioni sportive con importante afflusso di appassionati, facilitato dal giorno festivo.


Beh, spero che questo breve calendario sia stato esauriente, senz'altro io ho imparato qualcosa =P
A presto, buona serata



Mauser

19 gennaio 2010

Petizione per "Nord e Sud" in Italia

Voglio spendere due parole su questa petizione, di cui trovate anche il link nel menu laterale scorrevole.

Si tratta di una iniziativa promossa da appassionati ed appassionate per suggerire alle case editrici italiane la traduzione dei romanzi della Gaskell, in particolare "North & South", considerato uno dei suoi capolavori.

A mio modesto parere, Elizabeth Gaskell non ha nulla da invidiare ad altri autori della sua epoca che, invece, sono stati tradotti fin troppo, con grande dispendio di carta, risorse ed energie.
Francamente, e senza offesa per gli appassionati, mi sembra che non si senta la necessità di tradurre ancora una volta i libri di Jane Austen, abbiamo diecimila versioni di Orgoglio e Pregiudizio, eppure continuano a tadurne, in compenso nessuno si è preso la briga di tradurre Cranford, uno dei capolavori della Gaskell.

Chi era Elizabeth Gaskell e di cosa parlano i suoi libri?
Difficile trovare un paragone, la Gaskell scrive storie di donne nel mondo, ma a differenza della Austen, queste donne si danno da fare, pensano tanto, organizzano di più, sono determinate e volitive nei progetti a cui si dedicano e perseguendo i sogni che hanno in mente anche con un po' di imprudenza e spinte anche dall'impulso del momento.
Come Lizzie Bennett hanno orgoglio da vendere e, purtroppo, molti pregiudizi, ma nel corso della vicenda muteranno i loro caratteri per diventare delle vere e proprie signore, moderate e riflessive.
I personaggi della Gaskell e le sue ambientazioni sono lo specchio di una società che cambia e che si deve adattare alle cose nuove, a differenza del mondo della Austen dove tutto sembra immobile e immutabile; non tutti vengono da famiglie patrizie, più spesso sono borghesi, arricchiti, parvenu; alcuni si sono fatti da soli, come Mr Thornton, partendo dai gradini più bassi della scala sociale, e hanno sacrificato tutto per poter guadagnare una condizione di vita migliore per loro e i loro cari, lavorando duramente come non ho mai visto fare agli eroi, ma soprattutto alle eroine, di altre autrici sta tradotte nel nostro paese.

La mia natura tende ad apprezzare di più chi lavora e si lancia in qualche impresa per conquistare ciò in cui crede, anche un sogno, piuttosto che quelle eroine delicate che non muovono un dito per cercare di cambiare la propria vita; è per questo che, per quanto anacronistici, mi piacciono certi romanzi moderni di ambientazione storica, perchè nella nostra società lavorare ed essere indipendenti è una conquista importante anche (o forse soprattutto) per una donna, e quindi si dà molto peso al fatto pure nella letteratura, mentre in passato, quando la sottomissione femminile era pressocchè totale e si avevano regole e princìpi di vita differenti, ciò creava scandalo.

Elizabeth Gaskell, nelle sue scritture, vedeva avanti di qualche decade e ne scriveva con passione. Adoro i suoi libri, non posso negarlo, per quanto non abbia potuto assaporarli completamente sia per alcune mie mancanze nelle lingue straniere, sia perchè gli editori italiani preferiscono pubblicare porcherie a tutto spiano piuttosto che libri con un minimo di morale e, magari, anche di integrità.

Certo, come molti critici hanno avuto modo di dire spendendo fiumi d'inchiostro, questa autrice non è esente da errori e da critiche, ma sinceramente non trovo in lei nulla di meno che nelle sorelle Bronte (specialmente una e non sto parlando di Charlotte) che in Jane Austen, sebbene queste siano
North & South è forse il suo libro più famoso, un Orgoglio e Pregiudizio in salsa differente, perchè anche Margaret Hale è un personaggio fiero e orgoglioso come Lizzie e anche Mr Thornton è un uomo con dei pregiudizi su di lei e via via che scorrono le pagine questo ruolo si inverte più volte, ma a mio avviso è una lettura validissima, molto più di tante altre.
Perchè dunque tutta questa discriminazione?

Io ho deciso di dire basta e di sostenere la petizione che chiede la pubblicazione dei romanzi della Gaskell anche in Italia.

Aiutatemi anche voi che leggete e appoggiate con me questa iniziativa!
È sufficiente una casella email, il sito che pubblica le petizioni garantisce la riservatezza dei dati e che questi non saranno adoperati a scopi commerciali, né che la vostra casella sarà tempestata dallo spam per i prossimi mille anni.

Per arrivare al sito basta cliccare sull'immagine sottostante e un link vi porterà direttamente alla petizione ^_^



L'obiettivo che la creatrice della petizione si è posto è ambizioso, 100.000 persone, ma spero davvero che la nostra richieta venga accolta, sfrutto quindi questo spazio per sponsorizzare l'inziativa e spero davvero di cuore nel vostro aiuto.

Vi segnalo inoltre che sia di North & South che di Cranford sono stati fatti due omonimi e bellissimi adattamenti della BBC, purtroppo non ancora giunti nel nostro Paese.
Per chi fosse appassionato di fansub e sottotitoli, è presente una versione in inglese con traduzione a pié schermo in italiano davvero graziosa.

Grazie e a presto!



Mauser

18 gennaio 2010

Cosa ne fu dei Vauxhall Gardens?

Sfruttando lo spunto che è nato in una conversazione con una lettrice del blog, mi prodigherò per cercare di spiegare cosa ne è stato fatto dei famosi Giardini di Vauxhall.

Abbiamo parlato dei Vauxhall Pleasure Gardens qualche post addietro, annoverandoli tra i luoghi famosi: eccome se lo erano!
Li conoscevano tutti, dal più nobile dei re al più umile degli accattoni per strada.
Erano una meta obbligata e il sogno di tantissimi, come è dunque possibile che tanta manigificenza, tanto splendore siano completamente spariti nel giro di cinquant'anni e, dopo cento anni, non se ne ritrovi neanche le fondamenta?

Molte sono le ragioni, alcune hanno a che fare con la politica, altre col mondo che gira continuamente: figuriamoci come doveva apparire ai tempi di Giorgio IV con la Rivoluzione Industriale in pieno svolgimento!
Mi piace fare un esempio piuttosto calzante per spiegare questo: la moda.
Ormai se un anno vanno gli stivali da pirata sopra il ginocchio, non è detto che quello dopo gli stivali siano contemplati nel guardaroba di una donna! Insomma, io sto aspettando dagli anni '80 (quando praticamente non ero ancora nata ^_^) che ritornino di moda le gonne colorate stile anni Sessanta, invece nada, troppa scelta tra mini, mini shorts e longuette.
Volete sapere quanto durava una moda nel passato? Di certo più di sei mesi, ma in genere il periodo tra la gestazione e il declino era di tre anni abbondanti, cinque per la scomparsa definitiva... tutta un'altra favola. Ma il mondo girava veloce anche per l'epoca e quello che dieci anni prima era l'ultima moda, ormai era inevitabilmente sorpassato.

Ma cosa c'entra questo col declino di Vauxhall?
Già nel 1850, cioè 9 anni prima della chiusura definitiva del parco, i giardini stavano decadendo, essi infatti erano semplicemente passati di moda.
Nella metà dell'Ottocento era di moda il puritanesimo vittoriano, decisamente troppo severo per permettere divertimenti che andavano contro ogni tipo di morale, ossia il vero scopo per cui esistevano i Giardini: divertirsi.
E naturalmente non bisogna mancare di dire che una bella percentuale di questi divertimenti non erano proprio casti e puri... in effetti prostituzione e ubriachezza erano dietro ogni angolo, ritratto di una Londra che stava stretta nelle regole che le erano state imposte.

Ma se in epoca Georgiana l'eccesso era tollerato, senza neanche far sollevare troppi sopraccigli altezzosi, in era Vittoriana non si poteva dire lo stesso.

Insomma, pur di rifuggire tutta questa libertà che poco si addiceva al tempo, furono messe in atto grandi manovre per cercare di cancellare completamente il ruolo dei giardini e, bisogna ammetterlo, c'era poco da sperare di trasformarli in un paradiso del buon gusto e della moralità =P
I giardini erano certo un buon diversivo per gli innamorati, per coloro che cercavano un po' di intimità (una cosa che nelle case non si trovava di certo), o per quelli che desideravano approfondire la conoscenza di qualcuno, anche a livello semplicemente verbale, ma fuori dal controllo e dalle occhiate ammonitrici delle patronesse, delle madri e delle zie che non perdevano di vista nipotine al debutto e ragazze che cercavano la loro strada nel mondo.
Ma ciò non bastò.
Essi erano semplicemente troppo osè perchè fossero tollerati, troppo fuori dall'ordinario e troppo fuori controllo.
Il TROPPO non doveva esistere ai tempi di Vittoria.

Insomma, passata la metà del secolo, i Vauxhall Gardens erano fuori moda come divertimenti e scenari ricreativi, disdegnati dai bempensanti e dai bigotti, sempre più popolati da gentaglia e sempre meno frequentati dai nobili e dai borghesi.

C'erano poi la politica e i soldi.
Dagli anni '30 del XIX si erano succeduti svariati proprietari alla guida del parco, ciascuno con risultati più o meno disastrosi del precedente.
I nuovi arrivati, che avevano acquistato i giardini nel tentativo di sfruttarne la grande popolarità, si rivelarono incapaci di saper soddisfare le esigenze dei frequentatori, con iniziative insufficienti ad attirare gente.
Con gli introiti sempre più bassi, anche il mantenimento delle strutture esistenti divenne impossibile, questo comportò un vero e proprio declino della struttura dal punto di vista urbanistico.

Tutti sanno che un luogo di frequentazione se non sa rinnovarsi coi tempi che passano e non è in grado di essere accogliente e accattivante, difficilmente continuerà ad essere punto di ritrovo.

I proprietari, inoltre, indebitati fino al collo per il mantenimento del parco, avevano rivali politici piuttosto influenti in Parlamento che ostacolavano le loro timide mosse di rimettere in piedi l'attrattiva dei Vauxhall.
Senza contare che il terreno su cui sorgeva l'intera struttura era diventato piuttosto attraente dal punto di vista edilizio agli occhi di architetti e speculatori che stavano vedendo crescere la metropoli inglese a ritmi vertiginosi, continuamente ghiotta di nuovi spazi, tanto che dal borgo originario (la City, per intendersi) era arrivata ad inglobare diversi quantieri e Borough della campagna circostante.

Senza la possibilità di migliorarsi, né di continuare come avevano sempre fatto (le grandiose feste in giardino erano ormai considera IMMORALI per via della promiscuità e, soprattutto, della facilità con cui persone magari nobili o di classi diverse, si potevano appartare lontane da occhi indiscreti, facendo nascere, magari, anche qualche indesiderata nobile gravidanza), era inevitabil la chiusura.

I cancelli dei Vauxhall Gardens si chiusero per l'ultima volta il 25 Giugno 1859.

Da allora cosa è successo?
Come è intuibile, vista la crescita demografica e urbanistica, i Giardini vennere smantellati con grande velocità, lasciando il posto a circa 300 nuove strutture, specialmente abitazioni, palazzi e uffici.


Vauxhall Gardens tra Kennington e Vauxhall
Adesso l'area che fu dei Vauxhall Gardens è suddivisa in due quartieri: Vauxhall e Kennington.
Vauxhall è ormai un quartiere famoso per la sua quandre varietà e le sue caratteristiche cosmopolite (come quasi tutti i quartieri dell'East London), citato anche nei film di James Bond 007 come la sede del quartier generale delle spie a doppio zero dai libri di Fleming.

[A dire la verità non saprei come interpretare uno 007 di turno che passeggia con una biondona Bond Girl per romantici giardini Regency... probabilmente ho difficoltà di immaginazione, ma ormai anche le spie sono così tecnologiche che
A) non capisco una mazza di quello che smanettano con quei congegni elettronici e credetemi, io sono una programmatrice!
B) sono così sofisticati e altezzosi che più in là di un Hilton Hotel non credo ce li vedrei bene... come ha fatto Daniel Craig, novello Bond, ad abbassarsi fino ad una partita a poker in Montenegro? Toh, magari giusto un Sean Connery prima versione 007 poteva ancora starci...
Insomma, il connubio mi risulta quasi impossibilie, ce lo vedete 007 accanto a Beau Brummel? Assurdo!]

Ma non diviaghiamo troppo e torniamo alla geografia londinese: Kennington!
Kennington si dice sia il vero simbolo della Londra moderna, penso che non saprei dirlo con parole migliori di quelle che ho trovato gironzolando sulla rete, ecco quindi come viene descritto:

Kennington è probabilmente il vero simbolo dell'odierna Londra, l'eccellenza della varietà, l'incontro delle culture: britannica, francese, indiana, italiana, ma anche tibetana ed etiope...un mondo di mondi. Ne fa esperienza chi quotidianamente vive il quartiere, chi per consueta convenienza, culturale ed economica, decide di metter su casa a Kennington, nuova leva del cuore londinese, a due passi da tutto, cara ma non troppo.


A dire il vero, I Gardens stavano più Kennington che Vauxhall: come mai, allora, essi appartengono più a Kennington che al quartiere che porta il loro nome?
La motivazione è tutta storica.
Sia l'area che comprendeva i giardini che quella dell'odierno quartiere appartenevano alle proprietà di campagna (meglio definirla stately house, cioè "appena fuori città", infatti quando la proprietà venne costituita, tra Cinquecento e Seicento, l'area era fuori da Londra, ma non abbastanza distante da essere definita una proprietà di campagna) della famiglia di Falkes de Breauté (anche conosciuto come Falkes de Brent, 1224), gentiluomo inglese dall cui traslitterazione del nome deriva, molto probabilmente, anche la parola "Vauxhall" (Faulke's Hall -> Foxhall -> Vauxhall per sostituzione della V con una F, per renderlo meno campagnolo).
Famiglia nobile e ricca, quella de Brent possedeva tutta la zona circostante, l'appellativo Vauxhall fu quindi dato a tutta l'area e solo successivamente, a casua della grande popolarità dei Giardini, il nome divenne indicativo solo del parco e non dell'intero distretto, ma ricordiamo che il vero nome dei Gardens era quello di New Springs Gardens.
Ecco quindi spiegati i misteri del perchè i Giardini non fossero esattamente nel quartiere col loro nome: il quartiere non prese il nome DAI Vauxhall Gardens, bensì il contrario!

Per chi non fosse pratico di Londra, posso fornire una mappa costruita per le ambientazioni dei libri di Dickens: a quel tempo i giardini se non avevano già chiuso erano in fase calante, ma è ben evidenziato dove è situata la loro locazione e come mai fossero considerati fuori città.


La locazione dei giardini è I6 (mi sembra di giocare a battaglia navale... >_>).
Poichè ho dovuto ridurre la risoluzione dell'immagine per farla stare nella pagina, vi consiglio di ingrandirla cliccandoci sopra o aprendola direttamente in una nuova scheda per visualizzare meglio i dettagli.
Tranquilli, non c'è da memorizzare tutto, riproporrò spesso questa cartina perchè la trovo molto istruttiva anche per altri argomenti ^_^


Cosa ne è rimasto?
Ben poco a dire il vero.
Quasi tutte le parti dei giardini sono state smantellate e dove una volta sorgeva la Fontana del Nettuno, centro del viale principale, vi è stata costruita St Peter's Church, in Kennington Lane, la main street di Kennington; la statua che torreggiava sulla fontana (ispirata alla Trinità dei Monti) è stata trasportata al Victoria and Albert Museum di Londra, che contiene uno dei più grandi centri di informazione sull'epoca Vittoriana.


L'area comunque è stata parzialmente recuperata durante il ridimensionamento edilizio della capitale.
Alcuni edifici sono stati abbattuti e un piccolo parco è stato ricostruito dove una volta sorgevano i Vauxhall Gardens, poca cosa rispetto alla grandiosità e alla magnificenza dell'originale, ma un piccolo tentativo di recuperare, come possibile, quanto è andato perduto.

Ecco qui il link di un viaggiatore che ha visitato di vari parchi di Londra (Hyde Park, Kensington Garden e, anche, Vauxhall Park) e ne ha fatto una brevissima descrizione nel suo diario di viaggio online:
Vauxhall Park, Londra



Bene, spero di aver tolto ogni curiosità sull'argomento.

Baci a tutti



Mauser


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