15 dicembre 2010

Tipi di maniche

Ad angelo: maniche molto famose per la loro foggia con cui vengono spesso associate al Medioevo. Queste maniche eranoc aratterizzate dal fatto che la parte inferiore fosse notevolmente pià lunga e ampia di quella superiore, quindi, se da un lato aderiva al braccio della dama che le indossava, dall'altro si aprivano scampanate fino ai fianchi e, nei modelli più esagerati, al pavimento.
In Epoca Vittoriana queste maniche non erano così lunghe e ingombranti, era anzi molto più frequente la variante a campana, che invece era simmetrica.
Erano molto apprezzate nella fattura dei soprabiti e cappotti femminili perchè non stringevano la manica del vestito sottostante e permettevano anche di mettere in mostra la fattura.
[Per tutti quelli a cui potesse interessare, queste sono le maniche che in assoluto preferisco, vorrei tanto farmi confezionare un vestito medievale come quello della foto, per inciso non ci assomiglio per niente ma vabbè, e sono anni che aspetto che qualcuno dei miei amici organizzi una festa in maschera così avrei la scusa, ma lasciamo stare... volevo solo dire che adoro le maniche ad angelo ♥_♥ e pure il quadro]


A l'amadis: un particolare tipo di manica caratterizzata da un rigonfiamento iniziale che va a restringersi via via che ci si avvicina al polso. Spesso ornata con un polsino rigido abbottonato, non presentava l'evidente piegatura del gomito, punto dal quale la manica inizia a diminuire il suo effetto "gonfio".
Si dice siano state inventate nel 1684 da Madmoiselle Le Rochois, un'attrice dell'Opera che, si dice, aveva le braccia non propriamente aggraziate.
Torneranno particolarmente di moda nel periodo di passaggio dall'Epoca Vittoriana all'Epoca Edoardiana, cioè tra la fine degli anni novanta del 1800 e il primo decennio del Novecento.
Possono essere confuse o assimilate a quelle a zampa di montone che vedremo più avanti.


Bishop: questo tipo di manica era particolarmente indicato per abiti di stoffa non troppo elaborata, erano indicate per vestiti informali e camicie a causa della loro praticità. La foggia era costituita da una forma cilindrica che si allargava a palloncino per poi restringersi in poco spazio sul polso e terminare con una fettuccia che restringeva il tutto.
Adoperatissime sia nel Settecento che durante il periodo Edoardiano, è facile ritrovarle ancora al giorno d'oggi, sebbene in pochi ne conoscano l'esatta nomenclatura.
Praticamente sono le maniche alla Lady Oscar senza le trine di pizzo.


Camicia (shirt): tipica manica di camicia simile a quella bishop, come questa è talmente calzante per la camicia da averne adottato anche il nome. Il puff creato da questa manica è meno evidente di quella bishop e la chiusura al polso è fatta tramite polsino alto almeno 2 dita, non una fettuzzia (massimo 2).
Vedi qui.


A campana (bell): forma molto semplice e conosciuta per le maniche, costituita da una sotffa che si allarga progressivamente dall'attaccatura sulla spalla verso il polso.
Le maniche a campana torneranno in auge come maniche da soprabito e cappotto specialmente dalla metà dell'Ottocento.
A volte vengono confuse con le maniche ad angelo, che però sono molto più lunghe ed ampie e, soprattutto, asimmetriche, mentre la manica a campana e uguale da tutti i lati.


Dolman: tipo di manica di media lunghezza tagliata sotto il gomito e caratterizzata da una foggia che sembra riprendere tessuto drappeggiato sopra o dietro in una piccola membrana tra braccio e busto, simile a quella delle maniche a pipistrello, ma meno pronunciata. La manica in sé è abbastanza attillata.
Maniche dolman su abito moderno.


Dropped shoulder o spalla bassa: perfetta per le scollature a barca che tagliano appena sopra l'attaccatura del seno, questo tipo di manica è costituito da una attaccatura non sulla spalla, ma sotto, partendo all'incirca sulla testa superiore dell'omero. Particolarmente impiegato nella moda ottocentesca anni Venti e Trenta, quando la scollatura bassa a barca era in voga, continuò a riscuotere grande successo negli abiti da ballo e nella moda russa, dove la scollatura di cui sopra era in uso già da tempo. A volte l'attaccatura era guarnita da una balza a volant.
Modello reale.


Due pezzi (two piece tailored): una foggia particolarmente indicata nella realizzazione delle giacche, tanto da essere ancora oggi usata.
È caratterizzata da due pezze di stoffa cucite assieme, una andrà a formare la parte superiore, l'altra quella inferiore.
Vedi qui.


Gigot o a zampa di montone (leg-o-mutton): manica caratteristica degli abiti di fine secolo (1890) caratterizzata da una foggia "a palloncino" che si protende oltre la piegatura del gomito, ma non per tutta la lunghezza, appena sotto la piega, infatti, la manica si restringe drasticamente diventando attillata.
Queste sono le maniche tanto invidiate da Anna Shirley alla sua maestra, la signora Lavender e diventeranno un cult della prima Epoca Edoardiana.
Sebbene la prima versione non fosse così esagerata nelle dimensioni del baloon, successivamente la moda richiederà un dispendio sempre maggiore di stoffa che, nei movimenti, creava caratteristiche piegoline.
Hanno questo nome particolare perchè la foggia originale (elisabettiana, il periodo tardo ottocentesco vivrà un'intenza nota di revival elisabettiano) ricordava quella della coscia di una pecora o montone, caratterizzata da un muscolo molo sviluppato e largo e da uno zoccolo molto piccolo, in rapporto.
Altri esempi: qui.


Giulietta (Juliet): la famosa eroina shakespeariana ha dato il nome anche ad un tipo di manica in voga durante la Reggenza che si ispirava direttamente alla moda italiana rinascimentale. Prima dell'epoca regency, la manica alla giulietta aveva avuto un primo periodo di revival durante l'epoca elisabettiana.
Questo tipo di manica era costituito da foggia tubolare abbastanza attillata per tutta la lunghezza, salvo un palloncino o uno sbuffo posto all'altezza della spalla. Questo sbuffo era in origine reso da una camicia bianca di cotone o da tessuto applicato ad unire la spalla alla manica di colore bianco o chiaro, durante l'Ottocento questo particolare verrà ripreso solo marginalmente, per poi scomparire del tutto quando si decise di realizzare lo sbuffo nella stessa stoffa del resto dell'abito o della giacca.


Hanging sleeve: definita anche manica aperta oppure manica pendente, era un particolare tipo di manica realizzato da una sola pezza di stoffa, unita sul davanti dell'abito con un cucitura a vista, spesso esaltando i due bordi con rifiniture di altro colore o pelliccia, in modo che fosse ancora più evidente.
Questo tipo di attaccatura arrivava, però, fino al gomito, mentre da lì in poi i due lembi risultavano slegati e pendenti dai due lati, creando l'effetto "a mantellina" intorno al braccio.
Particolarmente in voga durante il Medioevo e poi nel Rinascimento (sinusoide della moda), non venne molto considerato dalla moda inglese e francese dell'Ottocento, sebbene continuasse a riscuotere grandissima popolarità nell'Europa dell'Est, in particolare alla corte russa degli zar, dove era un dettaglio importante degli abiti da corte.


A lanterna (lantern): una manica molto caratteristica, simile a quella che spesso associamo a Biancaneve oppure ai vestiti del 1820-1830. Questo tipo di manica parte da sopra la spalla e si allarga fino a metà della parte superiore del braccio, per poi tornare a stringersi, grossomodo con la stessa angolatura, prima della piegatura del gomito, dove la manica può terminare con volant o gale o una fettuccia, oppure continuare, diventando una manica lunga, con un prosieguo molto più attillato.
La manica è necessariamente divisa in due parti ed una cucitura abbastanza evidente percorre la circonferenza della manica nel suo punto più largo, quindi prima di incominciare a restringersi.
Nelle fogge più moderne la partenza della manica può non essere più all'altezza della spalla, ma anche a metà del braccio.
Durante l'epoca medievale e rinascimentale, la manica era caratterizzata dall'assenza della cucitura mediana che diventerà invece essenziale durante il periodo victorian, la stoffa della parte superiore della manica, inoltre, quindi prima dell'ipotetica cucitura, poteva essere anche molto in eccesso, creando un effetto rientrato.
Cartamodello, abito.


Marie: manica molto simile a quella juliet, ma caratterizzata non da un solo sbuffo, ma da tanti che corrono lungo tutta la lunghezza dalla spalla fino al polso.
Di ispirazione probabilmente rinascimentale o orientale, tornarono in voga durante l'epoca Regency e vennero anche definite gabrielle oppure mamaluke.
La confusione tra maniche gabrielle, marie, mamaluke oppure juliet, comunque, è totale.


A pagoda: di foggia ispirata a quella a campana, la manica a pagoda è caratterizzata da un'apertura al polso molto larga, ma di taglio non lineare, bensì curvilineo, in più la particolarità di questo tipo di manica era l'effetto sottomanica che si creava con una serie di pezze di cotone con ruches o borderie d'anglaise applicate dall'interno, in modo che sembrasse che quella fosse solo una sovramanica.
Questa foggia divenne particolarmente di moda durante gli anni sessanta dell'Ottocento e rappresenta la base di tutti gli abiti da donna dei film western che siamo abituati a riconoscere in tv.
Abito intero con maniche a pagoda.


A palloncino (puff o baloon): simili all maniche a gigot che vedremo più avanti, le maniche a palloncino si distinguevano da queste poichè erano arrotondate per tutta la loro lunghezza, non solo per un tratto di manica.
Per creare la forma perfetta veniva usati supporti leggeri chiamati crinoline come quelle delle gonne, realizzati in crine o in canne sottoli, questi garantivano che la manica avesse sempre la forma promessa.
Esistono due importanti scuole di pensiero circa le maniche di questo tipo, una distinzione che purtroppo nella traduzione italiana non si coglie: baloon erano le maniche corte e dalla forma sferica, mentre puff erano più lunghe della piega del gomito e la forma poteva non essere perfettamente rotonda.
Queste maniche venivano anche chiamate maniche degli imbecilli.
Furono molto di moda durante l'epoca regency.
Qui un abito di esempio.


A petalo (petal): il nome dice tutto, questa manica ricorda nella foggia un petalo di fiore, una calla, per l'esattezza. Tagliata in un'unico pezzo di stovva e cucita all'altezza della spalla (sotto, in alcune mode), prevede che una delle due parti vada a sovrapporsi all'altra, il taglio della stoffa non è netto con angolo di 90°, ma arcuato, in modo da accentuare la somiglianza con il fiore.
Era adoperata come manica estiva tardo ottocentesca, oppure come copri-manica, ovvero la manica vera e propria, magari a gigot, partiva proprio dall'interno, come anche nella moda russa per gli abiti di corte.


A pipistrello (batwing): questo tipo di maniche è molo singolare, la foggia di base è quella di una manica attillata al braccio e abbastanza legata nei movimenti, ma tra il gomito e il busto presenta un volant o stoffa aggiuntiva che le conferisce il particolare effetto che, dispiegata, possa assomigliare ad un'ala.
Questa manica è necessariamente lunga poichè nel caso sia corta non renderebbe l'effetto.


A strati (paned): la tipica manica cinquecentesca caratterizzata da uno sbuffo sulla spalla costituito da strisce di tessuto non unite tra di loro, da cui spuntano i colori della camicia sottostante. Molto adoperata da Cinquecento e Seicento, era diffusissima in tutta Europa: Francia, Spagna, Italia, Germania e anche Inghilterra, è possibile riconoscerla nei dipinti di Enrico VIII ed è anche la manica del vestito del principe Edward nel film Come d'incanto con la brava Amy Adams.





Victoria: un particolare tipo di manica caratterizzato da un'attaccatura dropped shoulder come abbiamo visto all'inizio, stretto nella parte iniziale del braccio che si allarga in uno o due puff attorno alla piega del braccio per tornare poi lineare e attillata sull'avambraccio inferiore fino al polso.
Vedi qui.


Virago: un tipo molto singolare di manica dove il tessuto era cucito insieme solo all'altezza della spalla e al polso, mentre al centro della manica, precisamente alla piegatura del gomito, veniva unito tramite un fiocco o una fettuccia. Le due asole che andavano a formarsi dovevano mettere in mostra il prezioso tessuto della camicia sottostante o della finta camicia, cioè della pezza cucita ad arte tra i due lembri, un po' come nelle maniche a strati.
Una manica opulenta di fattura tipicamente seicentesca, ma che ricorrerà nuovamente nel guardaroba della seconda metà dell'Ottocento quando le maniche inizierano ad assumere forme gigantesche.


Fonti
Illustrated Glossary of Victorian Sartorial Terms
Wikipedia - Sleeves


Io spero che l'approfondimento sia stato interessante e curioso.
Se qualcuno dei lettori che avesse studiato storia del costume o storia della moda volesse fare delle correzioni o puntualizzazioni, queste saranno ben accette, così come altri tipi di maniche esistenti che mi sono dimenticata.
Ho cercato di riportare tutta la terminologia all'italiano, anche se su qualcosa ho avuto diversi problemi, come quella santa manica a "zampa di montone", meno male che esisteva il francese gigot sennò io come me la cavavo?

Baci e a presto!




Mauser

7 commenti:

  1. Ma che bello! Che idea...fare un post sulle maniche! Sai M che non solo sei brava a scrivere e a trovare fonti..ma hai anche notevole fantasia. Ti ispiri a cose che vedi qua e là nel web...o ti svegli la mattina dicendo " voglio fare un post su Georgiana's che illustri i vari tipi di maniche usati nella storia" ??? Un bacino

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  2. silvia stupendosissimo!!!!XD

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  3. Beh, di solito succese così:
    1)sto gironzolando per i fatti miei su internet cercando qualcosa che non c'entra niente col blog (ma proprio NIENTE)
    2)inevitabilmente mi cade l'occhio su un approfondimento potenzialmente interessante o un argomento che potrei trasportare in ambito vittoriano
    3)masochisticamente mi dico: "che figata, potrei metterlo sul GsG così..."
    4)mi faccio un film mentale su come impostare il post e butto giù una bozzetta
    5)aggiungo la pagina incriminata alla mia ToDoList con appunti di vario genere
    6)mi accorgo che la mia ToDoList contiene già dodicimila voci e che mi serviranno circa 200 anni per completare la mia opera
    7)per scrupolo riconto le pagine e mi piglia un colpo: sono dodicimilaseicento, mi ero dimenticata di togliere il filtro su quelle che avevo già catalogato a bass apriorità
    8)vegeto per cinque minuti sentendomi disperata
    9)continuo il mio giretto esplorativo per i fatti miei.
    10)tornare al punto uno.

    Di solito ripeto questa cosa cinque volte al giorno, di questo passo dovrò assumere un assistente o almeno una segretaria che controlli i miei feed, se mi dimentico di cestinarli anche solo per un paio di giorni questi schizzano alle stelle, devo smetterla di abbonarmi a tutto quello che potrebbe essere interessante...

    La santa verità è che, in confronto a me, il Bianconiglio è un dilettante -.-

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  4. Ahahah.... :) Beh...quanto meno tu hai una ToDoList...anche se lunghissima. Io ed Alessia stiamo vivendo un periodo un po' lento e senza ispirazione...che sperò tornerà!
    Intanto, anche se non c'entra, sono davvero al massimo della felicità che posso raggiungere perché finalmente ho finito di scrivere il mio libro! Ricordi che ti avevo detto di stare scrivendo un libro? Ebbene...ora manca la revisione, mia e di un correttore di bozze, il pagamento di un editore...E PUBBLICAZIONE! <3

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  5. Sono davvero molto contenta per te!
    Io se mi mettessi a scrivere una cosa simile non arriverei neanche a metà, sono fatta così, i progetti li inizio, ma poi me li perdo per strada...

    In bocca al lupo, sono certa che diventerai un'ottima scrittrice! Non vedo l'ora di andare in libreria e comprarlo, tu mi firmerai la copia, VERO?

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  6. bellissimo post molto utile! inf le maniche non sapevo mai cm chiamarle!! XD

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  7. Ahahah...non credo che diventerà mai la mia "professione"...sono molto poco ambiziosa. Ma lo desidererei tanto! Naturale che ti firmo la copia! Il problema sarà dove incontrarci...ah TROVATO! Ti mando la copia già firmata...ahah mi sento quasi seria! Nonché ridicola...

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