23 luglio 2012

Profumi, aromi, essenze e fragranze

Cari lettori,
chi non muore ci si rivede!
Sì, lo so che con i tempi che tengo, ormai, potrei essere facilmente creduta deceduta, ma ogni tanto ritorno e spero di continuare a farlo =)

Dopo un post bello tosto sullo sfruttamento minorile di qualche settimana fa, passiamo oggi ad un argomento decisamente più frivolo: oggi parliamo di profumi.

Cito la definizione ufficiale, gentilmente concessa da Wikipedia per chiarire cosa si intende nella sua lineare semplicità:
Profumo (dal latino per, "attraverso", e fumum, "fumo" attraverso il francese parfum) è una miscela di una base di alcool o sostanze oleose, con sostanze odorose, il cui uso è principalmente quello di procurare sensazioni olfattive gradevoli, che stimolino un senso di benessere.

Un po' di storia
L'impiego del profumo è documentato già 5000 anni fa, ma si è quasi certi che il suo uso sia da retrodatare ulteriormente. Benchè gli egizi siano la civiltà che più delle altre è passata alla storia per la sua caratteristica mondana e cosmetica, con le pratiche di cura del corpo e di make-up (sempiterna l'usanza di segnare di nero il contorno occhi, una pratica dettata più dalla necessità di proteggerli dai parassiti che da una scelta estetica), il profumo è nato altrove: originario della Mesopotamia centrale, la regione tra il Tigri e l'Eufrate considerata la culla delle civiltà. Il più antico profumo conosciuto si dice sia l'incenso, ancora oggi in uso nelle aree del Medio Oriente e del Nord Africa come un aroma sensuale ed esotico e venne inizialmente estratto e messo in uso nella Mesopotamia delle prime civiltà agricole.
The Perfume Makerby Rudolph Ernst

Nella Grecia classica e in tutto il Mediterraneo, così come in Medio Oriente, la pratica di profumarsi era estremamente comune, specialmente per le donne. In molte opere teatrali greche, specialmente quelle che hanno come protagonista una figura femminile e non sono orientate all'epica, qualche accenno e rimando viene sempre fatto, così nel suo Lisistrata, Senofonte non perde l'occasione di ricordarci che le signore greche di Atene, Sparta e altre città del Peloponneso avevano usanze a dir poco moderne, non solo quella del profumo, ma, per esempio, anche della depilazione dell'inguine e delle gambe.
Anche gli Arabi furono utilizzatori del profumo in senso stretto, ed è infatti da loro che provengono aromi esotici con fiori e spezie, profumi di fiori orientali, di mirra, aloe, incenso piuttosto che di piante noto solo in Estremo Oriente. Il profumo di rosa, uno dei più famosi e apprezzati, fu inventato in Persia (l'attuale Iran) proprio durante la dominazione Araba e il periodo delle crociate.
Un bassorilievo persiano raffigura una
donna con una boccetta di olio profumato
datato 5 secolo a.C.
Dobbiamo ringraziare loro se quest'arte raffinata, voluttuosa e sensuale è arrivata fino a noi perchè è con la loro tradizione che è stata tramandata quando, in Europa, decadde completamente durante il Medioevo. Le donne arabe, infatti, come le donne greche, hanno mantenuto nel corso della storia usanze di cura del corpo e igiene personale estremamente più elevate rispetto a quelle diffuse in Occidente, o forse dovremmo dire non diffuse

La ricetta del profumo, sebbene variasse nelle dosi e nella miscela, rimase comunque invariata per secoli, cambiavano gli ingredienti profumati, ma il catalizzatore di fondo, l'alcool o alcuni oli, erano irrinunciabili; solo con lo sviluppo tecnologico e la scoperta e introduzione di nuove sostanze il modo di concepire questo ornamento cambiò. Preparare un profumo può apparire semplice, ma è in verità una materia complessa che mescola chimica e alchimia nella sua preparazione, pensate che nella miscela di un profumo si mescolano dai 30 agli 80 ingredienti, questo per fare in modo che l'aroma principale abbia anche altri retrogusti che suscitino determinate reazioni ad un'annusata più attenta o anche in maniera inconsapevole al naso dello spettatore, quest'ultima qualità rientra nella cosiddetta soglia di percezione del profumo, ovverossia un'aura percepibile, ma un po' indistinta e indefinita. Per le varie soglie e note, si veda più avanti.

Una rivoluzione sostanziale nella storia profumiera europea avvenne proprio nel periodo vittoriano, quando, ormai stufi di mughetti, violette e calendule, tutte piante graziose e profumate, ma un po' "vecchie", e grazie alle importazioni dalle numerose colonie, i profumieri di Londra e Parigi incominciarono ad adoperare erbe e fiori prima ignorati nelle ricette, come la vaniglia, il ylang ylan, il frangipani e così via.


La coloratissima pubblicità del profumo
da donna Harajuku Lovers firmato
da Gwen Stefani

Al giorno d'oggi possiamo scegliere tra moltissime varietà e fragranze differenti, muschiate, speziate, fiorite, fruttate... ogni volta che entro in profumeria ci lascio il senno (e il naso) perchè alla fine non capisco più niente di quello di cui mi parlano le commesse e ho il naso saturo più di nomi altisonanti che di qualcosa di aromi, ma nella grande varietà di scelta che i profumieri hanno prodotto, anche io ho trovato il mio piccolo spazio.
Qual è il vostro profumo preferito?
Personalmente, non essendo un tipo eccessivamente frivolo o femminile, non sono molto attirata dai profumi eccessivamente dolci e floreali dove il gelsomino, di solito, fa una strage di tutto il resto, le mie scelte preferite, fino ad oggi, sono state l'Acqua di Gioia, di Armani, che mi ha davvero conquistata con quella fragranza particolare, molto naturale e per niente affettata. Un altro profumo che ho adorato è Happy Spirit di Chopard, sebbene questo sia decisamente più sofisticato: so che la confezione a cuoricino trae un po' in inganno, ma non è un profumo particolarmente melenso, ricordo che lo scoprii per caso con un campioncino in una rivista e me ne innamorai.

Come si classifica un profumo?
Non certo in base al gradimento personale, sebbene, come si suol dire, la bellezza è soggettiva, ma la bruttezza è oggettiva e ciò probabilmente è valido anche nel caso della puzza.
Secondo gli standard moderni abbiamo due scale, la prima analizza intensità ed effetto sulla persona e cataloga il profumo come segue:
  • Soglia d'effetto: il corpo reagisce al profumo di un'intensità quasi impercettibile
  • Soglia della percezione: si percepisce una certa aura, ma che non si sa definire
  • Soglia di riconoscimento: si riconosce il profumo e lo si sa definire
  • Soglia del piacere: si percepisce l'intensità del profumo
  • Soglia dell'eccesso: il profumo ha una nota troppo forte e provoca una sensazione d'invadenza
  • Soglia di fuga: il profumo provoca una reazione di fuga
 La seconda, invece, cataloga il profumo in base alle tre componenti, delle note.
  • La nota di testa (o nota capitale) si percepisce subito dopo l´applicazione del profumo sulla pelle. Siccome questa nota è molto importante per l´acquisto, la nota di testa è più intensa delle altre e viene impressa per mezzo di sostanze profumate leggere e passeggere. Per questo motivo è necessario testare il profumo sulla pelle per qualche ora per poter percepire anche la nota emozionale.
  • La nota di cuore si può percepire nelle ore che seguono la scomparsa della nota capitale.
  • La nota di fondo è l´ultima parte del processo profumiero e contiene elementi persistenti.

Setto ciò, siete pronte per una visitina in profumeria a vedere se questo corrisponde a verità e se si riesce a riconoscere le note e le soglie nei vari profumi che le solerti commesse vi faranno provare sui cartoncini, ricordatevi di non acquistare un profumo che ad una prima annusata risulta gradevole, ma dopo averlo provato, di farvi un giro e rimanere in circolazione almeno un paio d'ore per vedere come reagisce l'aroma, alcuni profumi scemano inesorabilmente dopo pochi minuti/mezz'ora (topo le eau de toilette e i profumi poco seri), altri dopo un po' di tempo assumono una fragranza sgradevole a contatto con certe sostanze della pelle, a volte dipende da noi, a volte dalla composizione del profumo, nella mia esperienza ho notato che c'è un profumo della Kiko che mi avevano regalato che mi piaceva moltissimo, ma che dopo un poco che lo
avevo addosso puzzava di fritto! Neanche fossi entrata in un locale di fish&chips!
Nella scelta del profumo io prediligo sempre le grandi maisons e, soprattutto, le eau de parfum o le essenze che sono un po' più strong all'applicazione ma perdurano senza svanire in qualche minuto. L'applicatore a spruzzo è il mio favorito perchè sono incapace di rigirarmi tra le mani una boccetta senza far danni e rovesciarne il contenuto sul tappeto: sono consapevole dei miei limiti.

Facciamo ora insieme una carrellata di cosa andava di moda indossare e con cosa ci si profumava durante i periodi storici che di solito discutiamo.

Epoca rococò
All'epoca di Maria Antonietta e della prestigiosa Versailles, i profumi erano un must have di chiunque fosse abbastanza ricco da permetterseli.
Un prezioso contenitore di profumo
di epoca settecentesca
Le pratiche igieniche, come abbiamo visto, erano ai minimi storici, le persone non si lavavano se non dopo diverse settimane e tutto il trucco usato dai macarons e sia da gentiluomini che da gentildonne era coprente, opprimente e, dopo un po', anche puzzolente.
Il profumo era considerato la scelta migliore per coprire i disgustosi olezzi del corpo umano fin dai tempi di Luigi XIV e le pratiche erano cambiate di poco nel corso del tempo.

Parigi, capitale della moda già al tempo, era anche la capitale di importantissimi e rinomati profumieri che coltivavano nei loro stessi orti le essenze fresche e compravano a prezzi esorbitanti incensi, ingredienti e altre spezie provenienti dall'oriente.
Nel Settecento francese, alla corte più sfarzosa del mondo, gli aromi orientali di sandalo, incenso, cannella, ecc. erano snobbati in favore di fragranze più classiche. Un gusto troppo orientale mal si sposava, dicevano, con la moda e il canone di bellezza e, in effetti, forse avevano ragione.

I più impiegati in profumeria erano i sentori di fiori, molti apprezzati sia da uomini che da donne, opportunament mescolati con essenze più neutrali di legno, muschio e felce, ma i veri padroni della scena erano gli aromi mediterranei: mai come all'epoca le piante delle nostre coste divennero famose non solo nell'arte culinaria, ma anche in quella olfattiva. Alloro, ginepro, rododendro, cipresso, muschio, felce, citronella, ma soprattutto salvia e rosmarino erano trai favoriti di molte regine di Francia.

Guardando il film di Sofia Coppola Marie Antoinette, con la sua aria così pink-chic, emblema di una cultura pop anni '90 mescolata alla storia e al caleidoscopio di una bellissima tavolozza multicolore mi sono davvero chiesta se molte delle particolarità di quest'epoca non siano andate perdute in favore del pregiudizio: chi mai penserebbe che la Reine adorava il rosmarino vedendo un film dove è quasi sempre vestita di giallo canarino e rosa shocking e addenta bon-bon dal mattino alla sera?
La verità è che Antonietta, per quanto raffinatissima per il suo tempo, oggi sarebbe stata considerata un po' country con i suoi abiti a fantasia floreale, i suoi cappellini di paglia e i fiori tra i capelli, tutto eccessivo per il suo tempo, certo, tutto OLTRE quello che era accettato e comunemente visto in giro, ma per sempre affine ad un senso estetico di un'altra epoca, perciò il film della Coppola, per quanto delizioso, trovo che abbia furviato parecchio nell'idea che suscita della regina francese cercando di rendere l'idea di trasgressione con un atteggiamento un po' troppo moderno rispetto a quello che era davvero.

Un prezioso set di boccette di profumo in cristallo e oro.
Tutti i contenitori avevano il tappo e non il vaporizzatore che sarebbe stato inventato solo il secolo seguente.


Ma, per tornare all'argomento del presente post, il profumo rococò era un capolavoro di mescolanze, il profumo perfetto che Jean-Baptiste Grenouille cerca disperatamente di creare nel celebre e macabro film Profumo, storia di un assassino e tutto ciò che circondava il profumo era creato e trattato come un'opera d'arte, i profumieri erano delle semi divinità nella cui ristretta cerchia si entrava solo se davvero dotati del talento necessario per una professione sì bramata, ma difficile da portare avanti e anche le ricche boccette di profumo in vetro e metallo erano create come piccoli capolavori.
La Boemia, nota già all'epoca per la sua produzione di cristallo divenne famosa per le ricche boccettine, le cui riproduzioni vengono ancora oggi vendute ai turisti. Analogamente precisi e raffinatissimi orafi russi creavano ampolle e contenitori in metallo come usava all'altra parte dell'Europa. Smalti, ori, pietre preziose e guarnizioni in avorio e legno erano il corollario.
Lo spruzzino, la pompetta che fa così tanto anni '20, non era ancora stato inventato, perciò il profumo veniva cosparso tramite il tappo.


Epoca regency & napoleonica
Le donne del tempo accentuarono ancora di più questa vena selvatica del loro profumo, forse per affiancarlo al fatto che fossero donne tornate tutte d'un pezzo dopo l'epoca della libertà di costumi più assoluta dopo Roma.
Due contenitori di giada destinati agli oli e ai profumi
Le essenze naturali dal sapore non troppo affettato ed esclusivo e neppure dolce e melenso erano l'emblema di una femminilità che torna ad apprezzare la naturalezza del fisico e dell'atteggiamento, tornano di moda i fianchi larghi, il petto viene esposto tramite scollature profonde, ma anche abiti tagliati sotto il seno, le braccia (possibilmente robuste) si mostrano nuovamente alla vista, i capelli tornano di colori naturali e, anzi, si prediligeva il comune castano all'artificioso biondo in voga fino a poco prima.
Il trucco così indispensabile fino al decennio prima venne abolito definitivamente dalle toelette delle lor signore, ma il profumo sopravvive, un po' mutato, meno femminile e più rustico, ma resta come l'unica forma di belletto consentita (ovviamente ufficialmente).

Si dice che Giuseppina Bonaparte, prima moglie di Napoleone, prediligesse una fregranza di muschio molto marcata e che dopo la sua morte il profumo rimase ad impregnare il suo boudoir ancora per più di cinquant'anni.
Il suo uso di profumo, comunque, era industriale, la nostra signora Imperatrice di Francia arrivò a consumare la bellezza di più di 60 boccette al mese!
Il suo consorte, cresciuto tra i soldati dell'esercito e nel periodo più oscuro della politica francese, comunque non era da meno consumandone la medesima quantità egli stesso!



Al contrario della vena poco leziosa del profumo femminile, quello maschile sarebbe stato considerato un po' troppo effeminato per i tempi moderni, così mentre le donne si ricoprivano di muschio e ginepro, gli uomini facevano uso di colonia, violetta e gelsomino!

Verso il termine dell'epoca napoleonica, sempre rimanendo però nell'ambito della naturalezza del composto, i fiori tornano a far parte delle miscele femminili. La loro presenza è meno marcata che in passato e si scelgono aromi decisamente meno forti, ma calendula, mughetto, giaggiolo, violetta, riappaiono nelle loro belle illustrazioni sulle boccette di profumo proprio negli anni '20 dell'Ottocento.
Maria Luisa d'Asburgo, seconda moglie di Napoleone e nipote di Maria Antonietta, si dice fu proprio la creatrice di un noto profumo alla violetta chiamato Acqua di Parma (di cui abbiamo detto in passato) che è rimasto famoso e ancora oggi commercializzato nella città dove divenne duchessa dopo il declino politico del marito.


Epoca vittoriana
Passata l'austerity del tempo di Napoleone e del ritorno alla classicità, le donne vittoriane ricominciarono, seppur molto lentamente, ad affacciarsi al mondo della cosmesi.
Trucchi, belletti e così via rimasero confinati in un angolo per buona parte dell'Ottocento, relegati all'uso di amanti, prostitute e cortigiane di mestiere per accentuare i loro tratti e la sensualità della persona, ma il profumo, meno invadente e più sottile forma di seduzione, evolve ancora.
Lentamente, nel corso dei decenni, perde la sua caratteristica rustica, diventa prima un aroma naturale e spontaneo, i fiori ritornano padroni delle ricette, le misture dolci, seppur più delicate che in passato, ritornano le preferite delle signore.

Poutpurri
by Edwin Austin Abbey


Verso la metà del XIX secolo arriva anche una novità importante: il vaporizzatore, altrimenti detto "profumo a spruzzo". Tramite un sapiente gioco di aria risucchiata dalla pallina cava, il profumo era prelevato dal fondo del contenitore e corsparso sull'intera persona attraverso uno spruzzo che lo suddivideva in minuscole goccioline.
Vi sembra una scoperta tipo acqua nel pozzo? Fino all'Ottocento il profumo era indossato alla maniera più antica, la boccettina era roveschiata sulla pelle, sulle dita oppure sul tappo, appositamemte formato, e poi delicatamente mosso su polsi, collo, clavicole e solco tra i seni.
L'introduzione del vaporizzatore, per quanto geniale e rivoluzionaria, impiegherà comunque molto tempo per essere introdotta e solo dal primo decennio del Novecento incominciò ad essere diffusa in tutto il mondo ed applicata alla maggioranza dei profumi.
Illustrazione vittoriana
di un profumo da donna
aromatizzato al garofano
e dotato di vaporizzatore
Sapendo questo, lo capirete, molti dei romanzi storici che leggiamo in cui le eroine si lasciano dietro scie di profumo esotico non stanno molto in piedi, le ragazze, specialmente quelle nubili, dovevano prestare attenzione a non esagerare e la fragranza prescelta doveva essere percepibile soltanto avvicinandosi molto, ad sempio per parlare o nei balli più stretti, altrimenti era considerato volgare.

Come per tutte le mode, anche nell'Ottocento si susseguirono periodi diversi di preferenze, nella seconda metà del secolo, per esempio, tornarono le fragranze estremamente fiorite e delicate e il mughetto conobbe un grande periodo di popolarità insieme all'intramontabile rosa, sul finire, invece, la delicatezza cedette il posto a qualcosa di un poco meno affettato (il mughetto era diventato da vecchie) ed essenze agrumate o esotiche, ma non soffocanti, divennero le prescelte.
Personalmente adoro una delle scene finali del manga Emma di Kaoru Mori, quando la signora Trollope e Mrs Molders preparano Emma per un ricevimento e tutte insieme le insegnano come, da quel momento, si sarebbe dovuta vestire ed atteggiare per far parte della buona società ed essere una degna compagna per l'uomo di cui è innamorata.
In questa scena le donne di casa raccolte di fronte alla toeletta e completato il look le suggeriscono alcune fragranze, Emma alla fine propende per il mughetto e alla fine anche le altre si trovano d'accordo, sostenendo che fosse un aroma che si addiceva alla sua personalità, lei invece l'aveva preferito perchè da bambina era stata un'umile venditrice di fiori per le strade della capitale e con quel gesto vuole comunque sancire un legame con quella che è la sua natura di popolana, non abbandonarla definitivamente, ma mantenere un collegamento e portare nella sua nuova esistenza molti insegnamenti del tempo trascorso. William, che la conosce molto, bene, coglie questa sfumatura della sua scelta e ne è estremamente orgoglioso.
A questo link trovate la scena che intendo (e potete rifarvi gli occhi con gli splendidi disegni della Mori che è maestra di bravura e dettaglio), vi suggerisco di prestare attenzione alla foggia dei bottiglini.

A questo punto vi saluto, so che il post non è stato lunghissimo, ma scriverlo è stato estremamente divertente e spero che sia stato altrettanto interessante leggerlo.

La bellissima confezione vittoriana di un profumo alla lavanda da signora


Sitografia e bibliografia
Joann Fletcher, Oils and perfumes of ancient Egypt

Wikipedia IT | Profumo
Wikipedia EN | Perfume
The Alchemy Website | Perfumes in ancient Egypt
Ancient Egypt scents, incense and perfume
Perfumes.com | Perfume in Ancient Life
Perfumes.com | Perfume in Europe
Tour Egypt | Perfumes of ancient Egypt
Yahoo Voices | Secrets of ancient egyptian perfumes
Ancient History @Suite101| Ancient Egypt Makeup and Perfume Rituals
Bare faced truth | A brief history of skin care & cosmetics. Parte1: Ancient times
WysInfo Docuweb | Ancient perfume route
Beauty Apothecary | The ancient practice of Aromatherapy through the civilizations
Jane Austen | Scent-Sational: Regency Perfumes and the man who made them
MyMovies | Profumo: storia di un assassino

Un bacione e a presto (spero)




Mauser

6 commenti:

  1. Sei sempre bravissima ed accurata nei tuoi approfondimenti storici e questo non è da meno. Forse vengono un tantino lunghi e ci tieni sulle spine più a lungo, ma il risultato finale è eccellente...sempre!
    Complimenti cara...ora scappo in profumeria ;)

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  2. Notizie sui profumi mi mancavano... Davvero molto interessante e divertente :)

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  3. Vale sempre la pena di aspettare, se poi te ne esci con post così interessanti e accurati. Carinissimo e super-interessante :)

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  4. E' bellissimo il tuo blog, complimenti! Penso proprio che passerò molto spesso!

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  5. Grazie mille a tutti per i bellissimi complimenti che mi fate ogni volta e per confortarmi dicendomi che il tempo che impiego non conta, siete gentilissimi e io mi potrei commuovere, mi dispiace solo di metterci davvero così tanto... purtroppo quando non sono impegnata di solito sono a dormire tipo ghiro in letargo per recuperare il sonno perduto, gli aneddoti sull'essermi ormai addormentata dappertutto purtroppo sono grottescamente veri...

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