18 giugno 2011

L'anime de «Il conte di Montecristo»

Cover del primo dvd
Io penso che Alexandre Dumas sia stato uno dei più grandi narratori della storia dell'uomo, è stato capace di infondere vita in personaggi diversissimi con mille sfaccettature, i caratteri più disparati, le store più fantasiose e avvincenti.
Se fosse vissuto ai giorni nostri sarebbe diventato uno sceneggiatore formidabile, molto migliore di quelli che la tv può vantare per le proprie serie o il cinema per i propri film.

Il conte di Montecristo è sicuramente una di quelle opere che più mi ha fatta sognare, non solo perchè è la preferita del mio papà, che da bambina mi raccontava le gesta di Edmond Dantes, ma anche per il fascino stesso di una vicenda intricatissima e carica di sentimenti ed emozioni tra le più umane.

A quanto pare non sono l'unica ad aver subito il richiamo del marinaio marsigliese, così come quello delle mille identità che mette in campo per raggiungere il suo obiettivo: fiction e film e addirittura adattamenti musicali (bellissimo quello del Quartetto Cetra) hanno fatto conoscere la storia alla decima musa, il cinema e da allora è stato fatto un altro passo avanti verso l'animazione.
Edmond, Mercedes, Danglars, Villefort, Morcerf e così via sono infatti diventati personaggi di un anime, ovverossia di un cartone animato giapponese.

Signore e signori vi presento Gankutsuō, la rivisitazione in chiave futuribile e molto noir del famosissimo classico.


Trama
Nella sceneggiatura di Gankutsuo, letteralmente il signore della caverna, l'ambientazione francese postrivoluzionaria cede il passo ad un lontano futuro alla Star Trek tra viaggi interplanetari e vicissitudini galattiche.
Albert de Morcerf
aka il classico protagonista
che qui si degna di indossare
una camicia
Un'idea non nuova, basti pensare ai RomeoxJuliet o ad Alexander, ma sviluppata in maniera molto interessante, un mix tra l'originale e Cowboy Bebop, insomma.

Siamo nell'anno Domini 5053 e sulla Luna si celebra l'annuale festa di Carnevale in costumi settecenteschi alla quale partecipano anche Albert de Morcerf (primo protagonista) con l'amico Franz D'Epiney. Durante il festeggiamenti Albert e Franz conoscono l'enigmatico Conte di Montecristo, personaggio cupo e allo stesso tempo affascinante che seduce la loro ingenuità adolescenziale con i racconti delle sue avventure e la saggezza del vissuto.

Quello che i due giovanotti non sanno è che il Conte di Montecristo altri non è se non Edmond Dantes (altro protagonista), primo amore della madre di Albert, Mercedes. Edmond, divenuto capitano di vascello a causa della morte del vero ufficiale, era diventato l'invidia dei suoi due amici di sempre: Fernand Mondego e Julian Danglar che, con l'aiuto del corrotto Villefort, accusano Dantes di tramare contro il Paese.
Eugenie Danglars
aka la ragazza di buonsenso
e ovviamente la più sfigata
Dantes fu così imprigionato nel Castello d'If, dal quale riuscì a fuggire solo dopo molti anni grazie all'inganno e all'aiuto di un ecclesiastico che nel periodo di reclusione lo istruì a dovere e all'atto della fuga gli consegnò la mappa per raggiungere l'isola di Montecristo dove era seppellito un favoloso tesoro nascosto, del quale il fuggisco Dantes entra in possesso.

Ritornato dalla sua prigionia, pieno di rancore e vendetta, Edmond ha un'unico scopo: gettare nel baratro i cospiratori che lo fecero ingiustamente accusare e il suo piano sembra proprio essere baciato dalla fortuna quando conosce il figlio di Mercedes, ma anche di Fernando: Albert, che sedotto dal fascinoso travestito Peppo, viene rapito dal bandito Luigi Vampa.
Salvato il giovane amico, Dantes, che viaggia sotto falso nome viene invitato alla casa di famiglia per formali ringraziamenti e ritrova, oltre all'amore di sempre, Mercedes, che quasi lo riconosce, anche il nemico giurato Mondego, il quale invece non sospetta nulla.

La situazione è cambiata molto dal momento della sua cattura: Mondego è diventato generale, ha sposato Mercedes e insieme hanno avuto il timido, ma intelligente Albert.
Danglars, da faccendiere di provincia è riuscito a mettere in piedi un impero economico, di cui la sua banca è l'emanazione e la sua figlia primogenita, Eugenie è la fidanzata di Albert.
Valentine de Villefort
aka la ragazza allegra
Poi c'è Villefort, che ha fatto carriera ed è diventato un politico affermato, alle prese però con una situazione familiare intricata visto l'odio che la seconda moglie Heloise prova nei confronti della figlia ed erede di lui, Valentine, fidanzata di Franz ma innamorata di Maximillien Morrel, umile soldato.

In questo ambiente corrotto e contorto, sembra che il piano di Dantes sia inarrestabile, le sue pedine sono messe in campo con freddezza e crudeltà, disseppellendo scheletri e segreti che molti dei coinvolti credevano dimenticati, scabrosi passati pieni di vizi e di tradimento non solo nei suoi confronti.

Come potrà mai, da tanto odio, sprigionarsi quel briciolo di speranza per continuare a vivere?
E quale peso dovranno pagare gli eredi di queste persone dall'anima macchiata?


Grafica e personaggi
La grafica dell'anime è molto piacevole, volutamente confusionaria e fa grande uso della computer graphic ovvero dell'impiego di scene realizzate tramite animazione 3D, non quella del cinema, ma la possibilità attraverso specifici software di rendere l'idea di movimenti nello spazio anzichè in due dimensioni.
Heloise de Villefort
aka la matrigna velenosa
La scelta dei colori, accesi, sgargianti e abbinati tra loro, vuole rappresentare il futuro, dove la possibilità di avere a disposizione una palette praticamente infinita di tinte porterà a mode in cui la combinazione di questi secondo forme, volti o elementi geometrici costituità il pattern del vestiario. Molti personaggi, e Haydee in particolare, fanno sfoggio di ciò in un'estremizzazione del vestiario attuale.

I personaggi che si movono sulla scena sono comunque disegnati ancora a mano e tratteggiati con cura, Albert nello specifico, sebbene ricalchi il protitpo del tipico protagonista giapponese, si armonizza bene col carattere associatogli. L'Eugenie presentata è piuttosto diversa dal libro, dove la ragazza, oltre ad essere la vittima designata dei giochi di ricchezza e potere paterni, sviluppa sentimenti lesbici per la propria cameriera e fuggono insieme, ma nel complesso l'Eugenie dell'anime è più equilibrata e pacata, piuttosto che la creatura mentalmente instabile e isterica del romanzo.
Andrea Cavalcanti è forse quello che ha subito i maggiori rimaneggiamenti estetici, trasformandosi nel classico uomo di successo settecentesco come se lo immaginano i jappi: Lady Oscar (il che è tutto dire). Così i suoi capelli si allungano in insospettabili boccoli biondi e inizia a sfoggiare una rosa rossa nelle circostanze "di conquista". Proprio il ragazzino campagnolo, maligno e difficile che ci dice Dumas... mantiene però la sua natura relativamente malvagia e la macchia incancellabile di aver avuto una relazione con la sua stessa madre, donna dissoluta e dedita a molti vizi.
Andrea Cavalcanti
aka il ragazzino maligno, campagnolo e difficile
aka lui sì che è un vero uomo, non come Lady Oscar...
Franz D'Epinay è il mio preferito e come nel romanzo si mantiene l'unico personaggio della vicenda e, soprattutto, cosa non secondaria, dotato di normale buon senso.
Mercedes de Morcerf
aka la plasticona rifatta
Infine Maximillien: era il figlio di un armatore e diventa egli stesso armatore, qui invece è un soldatuccio non migliore del Soldatino di stagno della tremenda favola di Andersen, con collo taurino e spalle da armadio a tre ante.
Ultimo, ma non meno importante, Edmond: a causa del suo patto col demone del titolo, trovato nella caverna dell'isola di Montecristo, ne ha acquisito egli stesso l'aspetto, divenendo più somigliante al dio Osiride che all'umano vendicativo del libro. Magro e dinoccolato, dal colorito verdastro e l'immancabile tuba, non è precisamente in linea con l'idea di Edmond che mi ero fatta, ma la sua versione da marinaio, prima dell'arresto, è adorabile.

Il personaggio che detesto di più, anche nel libro, è Mercedes, la trovo egoista e approfittatrice, non mi garba e qui l'hanno rappresentato come una bambolona pelle scura e labbra siliconate dall'improbabile, estroso parrucchiere. Ben le sta!


Considerazioni
La trama di fondo dell'anime non si discosta di molto dall'originale, salvo per l'ambientazione, ma introduce alcune note interessanti.
Cover del terzo dvd
il contrastato amore di Albert ed Eugenie
Innanzi tutto i protagonisti sono due, Dantes e Albert de Morcerf. Nel libro questa particolarità è molto meno marcata e si esprime solamente sul finire, quando Mercedes e Edmond hanno un colloquio privato circa le sorti del duello che lo contrapporrà proprio al figlio di lei.
Viene inoltre introdotta la tematica romantica in molte sfumature, non solo quella del contrastato amore inter-classe tra Maximillient e Valentine, che invece è appena accennato, ma anche un coinvolgimento diverso tra Albert e Peppo e poi tra Albert e la fidanzata Eugenie Danglars.
E perfino il rapporto di Edmond con l'esotica principessa Haydee, qui di estrazione orientale anzichè greca, assume una connotazione più ricca di speranza, così come l'intenso desiderio di lei di salvare Montecristo dalla sua stessa furia vendicativa, cercando di portarlo sulla via del perdono: quest'ultima particolarità credo che sia magnificamente resa dall'espressività dei volti e dalle bellissime illustrazioni che questo prodotto può vantare. Non per niente questa smania è rappresentata proprio da un demone, da qui il nome alternativo dell'anime, che avviluppa tra la tentazione e il rancore il povero Dantes già provato dal tradimento e che non lo libera mai.

Il conte di Montecristo in versione anime si aggiunge quindi alla lista dei molti ispirati ai classici della letteratura europea, ricordo da bambina di aver seguito con passione sia la miniserie anime de I miserabili che la serie relativa ai Tre moschettieri oppure al Giardino segreto.
Edmond e Haydee
la nuova head chief di Roberta di Camerino
Io lo consiglio anche per il suo discostamento dall'ambientazione originale, a mio avviso affascinante e sapientemente integrato, inoltre poche cose potranno essere peggiori di quello schifo di serie tv con Depardieu e Ornella Muti nei panni di Mercedes che non ha un bricolo di affinità né con l'originale né con la cosiddetta "coerenza storica".
Se avete tempo, dateci un'occhiata perchè merita.

Animepaper - Gallery

Poi ovviamente, se non avete mai avuto contatti con la letteratura francese del genere Dumas, Hugo, Balzac e co. il mio consiglio è di cominciare: è meno peggio di quel che vogliono farvi credere e molto meno depressa dei russi come Tolstoj, Checov o Dostoevskij. Cominciare con Il conte di Montecristo potrebbe essere un ottimo punto di partenza, la vicenda è attualissima e affascinante, avvincente e ricca d'intrighi, non si tratta di un romanzo d'amore e passioni contrastati con finale tragico e sangue che scorre, ma qualcosa di molto più maligno e sottile e anche se non sembra di essere in Kill Bill, vi assicuro che la malignità delle persone traspare alla grande. Unico ostacolo: il linguaggio antico, addirittura vetusto, zeppo di termini desueti e a volte difficile da comprendere, se può risultare difficile meglio una traduzione non "d'annata" e vedrete che non ci saranno problemi =)

Baci a tutti





Mauser

10 commenti:

  1. Ah, guardavo questo anime. Ho trovato assai strano l'impiego così particolare delle texture! :D

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  2. silvia: Anch'io ricordo i Miserabili, ma non la versione giapponese. Quella americana, secondo me.
    Andava in onda su La7, se non sbaglio...

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  3. Sì, in effetti in scene molto grigie ci sono note di colori vivacissimi davvero insolite. L'avevo trovate solamente nel film dei Digimon e poi in alcuni altri della Madhouse e in Ghost in the Shell, ma qui è l'apoteosi!

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  4. @Silvia: sono due le versioni animate de I Miserabili, una degli anni Settanta, mi pare, appartenente al ciclo delle Più belle favole del mondo e andata in onda in tre o quattro puntate. Questa era una produzione europea.
    La seconda era giapponese, del 2007 e andata in onda in Italia col nome di Il cuore di Cosette.

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  5. Non ho ancora visto questo anime ma è nella mia lista di cose da vedere al più presto! :p

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  6. silvia: ho controllato.
    Quella che ricordo io era una produzione francese della AB (che manco a dirlo, in streaming non si trova manco per il cavolo-.-') poi c'è quella delle più belle favole del mondo. Quelle giapponesi sono due.
    Una è degli anni Settanta e si chiamava Jean Valjean Monogatari... o qualcosa di simile!XD
    Il cuore di Cosette è l'intera storia vista dalla parte della bimba:)

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  7. Io ho sempre creduto che la versione francese e quella delle Favole fossero la medesima: dovrò documentarmi.
    Forse ho un vago ricordo di Jean Valjean Monogatari su qualche rete locale, proprio come riempitivo insieme alla "Balena Giuseppina". Il cuore di Cosette invece è un cartone recente e posso dire che fa schifo: è come vedere le superchicche in vestiti storici, ma la storia non ha pathos

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  8. silvia: be', è ovvio che i migliori anime basati su classici europei, sono quelli di "l World Masterpiece Theater", tra cui spiccano titoli come "Una per tutte, tutte per una", "Heidi", "Cantiamo insieme", "Una classe di monelli per Jo", "Papà Gambalunga" e tutti gli altri:)
    Questi, e tutti gli altri titoli di questo progetto (il Wolrd masterpiede... per l'appunto) sono i cartoni animati che più o amato da bambina e che oggi, quando mi prende la nostalgia, amo guardare in streaming su internet (se riesco a trovare i titoli!XD)

    Ho visto che dal 13 giugno su Italia 1 va in onda "Emily della Luna Nuova".
    Lessi il primo libro l'anno scorso, e ricordo quanto mi fosse piaciuto. Credo che dovrò dare un'occhiatina!;)

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  9. silvia: pardon, ho detto europei, ma in realtà sono classici che vengono da tutto il mondo^^'
    Diciamo che la maggior parte di questi anime si rifà a quelli che sono divenuto classici per l'infanzia:)

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