24 aprile 2011

Moglie per corrispondenza

Qualcuno una volta mi chiese come mai sono così ostinatamente femminista, su questo blog, da mettere sempre in luce gli aspetti più o meno eroici delle donne del passato trascurando quelli degli uomini, non solo, ma mi è stato fatto notare che tratto quasi esclusivamente di problematiche delle donne e mai di quelle degli uomini.
Scena romantica nel Far West
Vero.
Ho le mie motivazioni, o meglio le ha il mio genere, ovvero alla prima questione posso rispondere che l'uomo, inteso di sesso maschile, ha avuto a disposizione migliaia d'anni di prosa che ne cantasse le gesta e le lodi e solo nell'ultimo secolo si è visto soffiare il primato, dovendo spartire fifty-fifty con la sua Eva il posto al sole.
Detto ciò, non è assolutamente mia intenzione fare del favoritismo, leggendo sulla rete trovo spesso molti aneddoti interessanti con protagoniste delle signore, li trovo tali perchè spesso sono inusuali rispetto all'epoca a cui sono riferiti ed essendo in molti casi semi sconosciuti, mi fa piacere sponsorizzarli al grande pubblico [se grande si può definire la platea di lettori del GsG].
Per quanto riguarda invece diritti e doveri, soprusi e violenza, la mia motivazione nasce dall'orgoglio: in passato il sesso femminile non era solo considerato inferiore, ma come tale era trattato, condannato ad essere senza diritti, ma calmita dei doveri più assurdi che portavano a situazioni di paradosso tali per le quali davvero non si può tacere oltre (cfr. Come vendere una moglie), perchè la conoscenza è un bene importantissimo dell'umanità.
L'accanimento con cui ci si lancia contro una categoria di persone, in questo caso il genere femminile colpevole di ispirare il peccato, di essere privo di anima, amorale, condotto dall'istinto e sudicio (mi riferisco al periodo mensile in cui una donna non è fertile ma espelle addirittura la fonte della vita dal suo organismo) è proporzionale al numero di casi di degrado che si possono incontrare, inutile dire che per una questione di mera percentuale è più facile trovare detti casi riferiti a donne piuttosto che a uomini.

Con questo preambolo, non ho alcun rimorso di coscienza nell'esporvi l'ennesima forma di avvilimento femminile, la sposa per corrispondenza.

Voi credete che si tratti di un fenomeno antico?
Vero.
Credete che si tratti di qualcosa relegato al passato?
Falso.
Mettetevi innanzi tutto nell'ottica che ancora oggi esiste un commercio di vite legate ai matrimoni per corrispondenza e moltissimi uomini ordinano le proprie mogli per posta, una volta era la posta tradizionale (snail mail), ora ci serviamo di mezzi più tecnologici come internet, dove i portali dove è possibile scegliere e ordinare la propria moglie fioccano come nespole ed io stessa, nella stesura del presente, mi ci sono imbattuta svariate volte con un autentico rigurgito d'orgoglio al vedere lo smercio che si fa dell'esistenza di queste ragazze.


Storia
Il fenomeno della moglie per corrispondenza è piuttosto antico.
Perlopiù interessa uomini incapaci di costruire una relazione stabile con una donna, sia questo per lavoro, carattere, denaro.
Indubbiamente quello di sposarsi dopo aver creato un minimo di relazione con la futura sposa è un aspetto della vita popolana, inquadriamo quindi il presente fenomeno nella fascia medio-bassa della popolazione.
Ecco quindi che privi delle doti necessarie a intrattenere una signora o per mancanza di queste, gli uomini iniziarono a ordinare le spose ad amici e conoscenti in trasferta fuori città come noi ordiniamo cartoline e souvenirs agli amici in vacanza.
«Trovami una moglie disponibile ed io me la sposo» era pressappoco la richiesta.
Questi amici fuori sede, chiamiamoli così, intrallazzavano presso le loro conoscenze della città di destinazione, si informavano se una qualche fanciulla fosse disponibile, dopodichè prendevano accordi con la di lei famiglia circa il mantenimento, la dote e la forma legale del matrimonio.
The Dutch Bride by George Hitchcock
Siamo nell'Antica Grecia e questi amici, che si facevano garanti per i due sposi, cioè giurando che il futuro coniuge fosse in ottima salute, fertile, lavoratore, con il sostentamento necessario a mantenere entrambi, si chiamavano paraninfi, una tradizione che non venne abbandonata e che in Irlanda rimase molto diffusa, basti vedere il film con John Wayne e Maureen O'Hara Un uomo tranquillo. All'epoca quest'usanza era per tutte le classi sociali, anche se i ricchi faticavano meno ad accasarsi per il potere d'acquisto della moneta che, a quanto pare, oltre il pane compra anche l'amore e il futuro, l'ambizione guarda oltre la mancanza di affetti e l'agio e il lusso sono un'ottimo schermo che occulta i vizi.

Passano i secoli, nel Medioevo la situazione muta e si dirama in due categorie, da una parte i nobili cominciano ad organizzare sistematicamente i matrimoni tra i loro figli ed eredi, dando l'avvio al mercato dei matrimoni celebrati con sposi in culla, dall'altra negli strati inferiori della popolazione la mancanza di donne o le eccessive pretese di queste nei confronti dei maschi disponibili fecero sì che moltissimi incominciassero a guardare altrove in altri villaggi alla ricerca della moglie di una vita.
Moglie e buoi dei paesi tuoi, oppure Moglie e ronzino, pigliali dal vicino dice il proverbio, ma allo stesso tempo, sono entrambi detti medievali che esortavano i futuri mariti a dedicarsi a donne della loro terra o regine in quanto difficilmente avrebbero avuto sgradite sorprese circa usi e costumi della moglie, non solo ma di una ragazza che la si conosce da quando era bambina è più facile conoscere tutti gli aspetti e le abitudini, i suoi pregi e i suoi difetti.

Il vero boom dell'ordinazione per posta, comunque, si ebbe quando i Paesi europei iniziarono il loro processo di colonizzazione selvaggia dei terrotori scoperti, vale a dire l'America del Nord (USA e Canada), l'Australia e la Nuova Zelanda, l'Africa, come periodo ci troviamo pressappoco nel 1630.
Nello specifico il destinatario maggiore di questo genere di commercio era il Nord America.
Non solo, ma passato il boom della scoperta e cementata la società che si era andata creando (Guerra d'indipendenza americana), si ebbe un nuovo ritorno del fenomeno durante la seconda metà dell'Ottocento con la progressiva espansione verso il West, terra selvaggia e poco ospitale, e successivamente con le due corse all'oro della California prima e del Klondike poi.


Le navi delle spose
Il fenomeno delle navi delle spose era una consuetudine molto praticata, specialmente durante il periodo di colonizzazione delle nuove terre scoperte, le già citate America, Australia, Nuova Zelanda, ecc.
Siamo pressappoco alla metà del Settecento, le terre erano state parzialmente esplorate e coltivate, si erano instaurati piccoli centri abitati specialmente lungo la costa e il corso dei fiumi navigabili e si stava lavorando per rendere quella terra selvaggia e incontaminata la miglior macchina per fare soldi del mondo.
C'erano però ancora molti problemi, la vita nelle colonie era durissima, non esistevano tutti i confort della madrepatria, bisognava procurarsi tutto, il cibo scarseggiava, la natura era ostile e ancora incontaminata e gridava la sua libertà, gli inverni erano rigidi, le estati calde e umide con insetti fastidiosi che potevano provocare influenze, febbri o malaria.
The phantom bride
In questo clima sia meteorologico che naturale così difficile la vita era una continua lotta alla sopravvivenza, la durata della vita era molto inferiore rispetto all'Inghilterra, uomini, donne e bambini morivano in continuazione, le malattie e gli stenti erano cause fondamentali e più si era indeboliti più questi si accanivano.
Inutile dire che le fasce per natura più esposte, giovani e donne, erano decimate, non solo ma dalla stessa madrepatria si cercava di mandare nelle colonie soprattutto uomini forti e robusti che potessero lavorare i campi, disboscare e costruire abitazioni ed elementi commerciali, a parte i volontari, che erano spesso spinti dalla promessa di avere intestata una parte del territorio, erano mandati oltremare soprattutto carcerati e galeotti, la cui mancanza non si sarebbe sentita e avrebbero potuto portare vantaggi economici per riscattare la loro libertà o i loro debiti.

In questa strategia mancavano però le donne: le indigene non rientravano nel conteggio, anche se un numero molto esiguo di coloni prese moglie o compagna tra le indiane (ad esempio John Smith), ma la donna in quanto padrona di casa che si occupasse della quotidianità e del benessere della dimora e della vita era una figura rara; molte di quelle che partivano insieme ai parenti poi morivano nel viaggio o durante la dura vita laggiù e quindi la disparità tra i sessi era altissima.
Per questo in Parlamento si decise di prendere due piccioni con una fava e di combinare il problema della mancanza di femmine nelle colonie con quello dell'eccessiva popolazione femminile in madrepatria.
Vennero quindi istituiti bandi di concorso per partire come spose alla volta delle colonie. Le donne reclutate viaggiavano verso il nuovo continente e lì cercavano di prendere marito tra i coloni. Era un'occasione importante per quelle signorine che non avevano possibilità di sposarsi in patria per vari motivi, ad esempio una dote scarsa e la mancanza di parenti, oppure lievi imperfezioni fisiche, debiti da riscattare, povertà.
Partire era un azzardo, è vero, una roulette russa perchè chi partiva non solo non aveva la certezza di arrivare, ovunque fosse la meta, ma neanche sapeva con certezza cosa la attendesse nelle colonie, visto che le testimonianze non sempre erano fedeli.
Bisognava pregare che la buona stella assistesse la propria vita dalla partenza in poi, augurarsi di arrivare in un posto civile con uomini educati e credenti, ci fosse da mangiare e il clima fosse mite. Non solo, ma una donna che arrivava nelle piccole comunità delle colonie non aveva certo la possibilità di fare la schizzinosa, vero che a volte anche le donne meno avvenenti avevano la possibilità di scegliere il partito migliore, ma con così poco preavviso non si sapeva mai a chi si andava in sposa, se si trattava di un uomo timorato di Dio, rispettoso, lavoratore, oppure un marito rozzo e violento.


Le mogli a catalogo
Questo fenomeno, a differenza del precedente, si diffuse durante la seconda metà dell'Ottocento, quando cominciò la grande conquista del West.
Siamo nei tempi di Tex Willer, di Trinità e Bambino, di Ombre Rosse, della Casa nella Prateria e di El Grinta.
Tre fenomeni spinsero i più ambiziosi a spostarsi verso una vita diversa in cerca di fortuna, la già citata conquista del West, che portò una progressiva colonizzazione della zona centrale degli USA tra canyon e praterie e altipiani, successivamente la corsa all'oro della California fece da esca per un movimento di colonizzazione e sfruttamento di massa delle terre californiane, infine una seconda corsa all'oro, la corsa all'oro del Klondike, nelle remote regioni del nord al confine tra Canada e Alaska.
Annie Oakley una delle donne più famose del West dal Buffalo Bill Wild West Show
In entrambi i casi, scoperte e conquiste portarono moltissimi uomini a spostarsi verso le mete di ricchezza e sperata prosperità. In molti si spostavano con tutta la famiglia al seguito, come accade nel telfilm Alla conquista del West oppure in un altra produzione per la televisione, La casa nella prateria, ma se si viaggiava leggeri c'era più possibilità di guadagnarsi il proprio pezzetto di terra, tanti scapoli, infatti, riuscivano ad aggiudicarsi le poche concessioni terriere di scavo che gli Stati Uniti, all'epoca neonati, metteva in palio per costruire il proprio personalissimo ranch di allevamento oppure cercare l'oro nel proprio tratto di fiume (cfr. La saga di Paperon de' Paperoni - L'argonauta del Fosso dell'Agonia Bianca, anche Paperone fa storia).
Ma se la velocità non premiava, c'erano altri sistemi per poter acquistare terreno, con la dovuta quantità di denaro era possibile ungere i dovuti cardini e farsi concedere una licenza, oppure si poteva ereditare la terra da parenti defunti o, cosa ancora possibile, vincerla al gioco, d'azzardo naturalmente, dove incauti proprietari opportunamente spennati mettevano sul tavolo verde anche le loro proprietà terriere nella speranza di rifarsi del denaro perduto.
Questi giovani avventurieri e intraprendenti, pieni di sogni per il futuro, erano un po' gli immigrati dell'epoca, ma una volta sistematasi mancava ancora la parte fondamentale, secondo Freud, ovvero portare avanti la specie, nello specifico nella figura del figlio che porta avanti il cognome.
Facile a dirsi, un po' meno a farsi, soprattutto se mancava la materia prima: le donne.
Come nelle colonie del Settecento, anche nel West e nella corsa all'oro le candidate a diventare buone mogli scarseggiavano, non che non ci fossero donne, c'erano le classiche baldracche da saloon, le vedove avanti con gli anni di cercatori periti e le zitelle tanto bistrattate in Europa, nel West erano ambitissime; come dice Adamo Pontipee nel film Sette spose per sette fratelli al proprietario dell'emporio

«Non avreste anche una moglie?»
«Avete preferenze»
«Sì, meglio se vedova e con voglia di lavorare. Siamo in sette, io e sei fratelli, la casa è uno schifo, viviamo come bestie»

Suscitando l'indignazione della moglie del commerciante e la risata di quest'ultimo.
Situazioni del genere non erano in usuali, nel paese di Adamo, territorio dell'Oregon, ogni ragazza aveva a disposizione circa sette buoni partiti con cui poteva sistemarsi.
Ma gli uomini che necessitavano di una moglie non sempre vivevano vicini alle città, i ranch erano spesso distanti diversi chilometri, alcuni li si incontravano solo in occasione di fiere e mercati, non andavano a messa e si presentavano all'emporio ogni sei mesi. Questi come facevano a sposarsi? Per corrispondenza.
Un uomo che non può lasciare il proprio terreno, che spesso era preda ambita tra insidiosi vicini di terra, né corteggiare una ragazza del villaggio che avrebbe irrimediabilmente preferito qualcun'altro si affidava ai mezzi tecnologici e spediva via telegrafo un annuncio a diversi giornali che avevano un'apposita sezione destinata a questo particolare genere di "posta del cuore". In questi annunci il candidato elencava le sue caratteristiche salienti, ovvero corporatura, mestiere, luogo e aspettative, era gradita anche l'età, dopodichè attendeva.
Sebbene possa sembrare strano, molte donne rispondevano in quanto la situazione sulle coste, a differenza del West, assomigliava sempre più a quella dell'Inghilterra vittoriana e poi c'era sempre qualche signorina con scandali da coprire e un posto da dove fuggire...
Le ragazze interessate contattavano la redazione che a sua volta si prodigava per informare il pretendente e metteva in contatto i due. Era usanza che prima dell partenza di lei alla volta del futuro marito i due sposi si scambiassero una certa corrispondenza, giusto per chiarirsi le idee circa le rispettive manchevolezze, che poi erano i motivi per cui nessuno dei due era sposato e non lo faceva dalle proprie parti; inutile dire che i nodi venivano al pettine solo quando ci si incontrava di persona, ma evitiamo l'argomento, ciascuno cercava di tirare l'acqua al proprio mulino.
Bene, chiarite le rispettive intenzioni serie di matrimonio la ragazza partiva con armi e bagagli alla volta del West, della California o dell'Alaska. Viaggi estenuanti la portavano dal futuro marito che spesso era un ragazzone sulla ventina tutto casa e bestiame, sparava con la pistola, aveva colbacchi di pelliccia di castoro e viveva in una catapecchia cadente; il locale pastore celebrava il matrimonio e poi cominciava la vera avventura, quella che si chiama matrimonio e che era irta di difficoltà allora come oggi.

NOTA: sebbene si sia trattato di un fenomeno raro, ci sono stati anche alcuni casi di ordine di marito per corrispondenza, cioè il fenomeno inverso.
Più o meno la dinamica era la medesima, ma in quel caso era la moglie a candidarsi mettendo l'annuncio e il futuro marito che la cercava trovandola adatta al ruolo di consorte.



Motivazioni sociali

A spingere tanto l'espansione di questo fenomeno, sia quello settecentesco che quello ottocentesco, furono diversi fattori.
Innanzi tutto il viaggio e l'avventura verso terre nuove e inesplorate, ostili e selvagge, bellissime, che necessitavano di duro lavoro di braccia per essere abitabili e produttive e che impiegavano tutte le forse dell locale popolazione che non poteva permettersi il corteggiamento che da sempre precedeva l'inizio di una vita a due. Gli uomini diventavano ruvidi e pratici, degli autentici orsi, da questo genere di vita difficile e oltre ad essere incapaci di quel genere di maniere che piace tanto alle signore, compresa la sottoscritta, non avevano il tempo e l'intenzione, visto che non ne vedevano l'utilità pratica, di abbandonarsi a romanticismi e smielatezze assortite e pretendevano che le loro donne fossero, come loro, pratiche e lavoratrici, non bamboline di ceramica da tenere sotto una teca perchè c'era bisogno di persone con grinta e forza di volontà.
Peccato che, grinta o no, le donne mancassero lo stesso.
E allora bisognava procurarsele... il mezzo aveva poca importanza purchè fossero disposte a lavorare sodo e ad affrontare una vita simile, se c'erano signore disposte a questo, i coloni le accoglievano volentieri.

Le donne che motivo avevano per scegliere una simile esistenza?
Intanto il fatto che una vita dedicata al lavoro e alla famiglia non fosse poi così male, rispetto al lavoro in fabbrica, per esempio, e dava delle soddisfazioni, inoltre era perfettamente in linea con la condotta religiosa che voleva la donna come angelo del focolare che badasse alla casa e ai bambini e non impiegata oppure dedita al supporto di movimenti femministri.
La Madonna della Prateria by W.H.D. Koerner
Molte donne, inoltre, avevano qualche piccolo scandalo in passato dal quale scappare, un primo marito che le aveva abbandonate, un amante che si era preso la loro importantissima verginità, debiti, scarse aspettative.
Senza contare la scarsa avvenenza che da sempre fa. I coloni non erano ciechi, ma con la necessità di avere femmine a disposizione a volte passavano oltre a certe imperfezioni come lo strabismo, i capelli albini, sei dita e quant'altro, caratteristiche che in città avrebbero rovinato la vita di una ragazza, ma che nel selvaggio West facevano poco la differenza.
Sempre parlando di scarsa avvenenza è da dire che la bellezza è, in alcuni casi, oggettiva, ma in altri no. Una ragazza dai tratti marcati, naso greco e seno generoso, con fianchi larghi e spalle ampie era destinata all'umiliazione, ma altrove poteva essere apprezzata proprio per gli stessi motivi che ne testimoniavano la sua solidità non solo fisica ma anche morale, oppure, come i muscoli di gambe e braccia, erano sintomo di duro lavoro.
Forse le donne del West non erano delle miss, di solito quelle belle non facevano le mogli, ma si può davvero dire che fossero persone peggiori delle altre? Non credo.


Around the world
Ho citato molto spesso come casi il West e le due corse all'oro che si sono succedute in America, ma ci tengo a ripetere che questo fenomeno delle mogli per corrispondenza, e specialmente nella declinazione delle navi delle spose era particolarmente diffuso verso tutti i territori del Commonwealth inglese, ovunque insomma, cittadini britannici fossero mandati a condurre vita e terre e poi si trovassero nella necessità di donne.
Alla volta dell'Australia, dopo la marea di galeotti che finirono nelle prigioni e ai lavori forzati, approdarono anche moltissime navi di mogli.
Ancora oggi è usanza in alcuni stati dell'Asia questo comportamento e dalle zone più povere o rurali le donne vietnamite, cambogiane e del Laos vanno in sposa a coreani e cinesi della campagna.
Se poi, a solo scopo di ricerca, voleste scrivere mail order bride su Google, vi accorgereste subito della mole di siti che propagandano matrimoni fantastici con ragazze russe, ucraine, ceche... e addirittura italiane!


Link utili e approfondimenti
Charles e Caroline dal tf La casa nella prateria
Chriss Ens, Hearts West !!!consigliato!!!
Un affascinante libro ricco di testimonianze ed esperienze che racconta il tema delle mogli per corrispondenza durante la grande corsa alla conquista del West.

Deborah Hale, La nave delle spose
Paula Marshall, I Dillhorne, origine di una dinastia

www.farwest.it !!!consigliato!!!
Dove tra l'altro troverete interessantissimi approfondimenti riguardo la vita nel Far West, recensioni e commenti di film, note storiche e biografiche su personaggi e indiani, opere di cultura e ambientazione west, ecc.

Mail-order brides - definition
Mail-order brides (and grooms)
The women of Jamestown
Mail order brides in Jamestown
Leggi americane riguardo il matrimonio per corrispondenza
Top 10 facts about mail-order brides

Ciao e Buona Pasqua a tutti quanti!
Con affetto




Mauser

14 commenti:

  1. sostengo totalmente i tuoi "articoli femministi".
    spero ch ela polemica non sia partita proprio da una donna..sarebbe davvero triste.
    perchè non ci aiutiamo a vicenda come gli uomini? che fastidio!!

    Buona giornata :)

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  2. Cara Alessandra, non si è trattato di una polemica, o almeno voglio sperarlo, solamente una curiosità che un lettore mi ha espresso tramite MP e io ho sentito il bisogno di giustificare le mie scelte quando mi sono trovata a conteggiare a mia volta il numero di donne di cui parlo rispetto a quello degli uomini.
    Con questo volevo solo dire che cerco di fare del mio meglio per essere obiettiva nei confronti degli eventi e che le mie motivazioni non sono assolutamente sessiste, ma io per prima riconosco il valore di grandissimi uomini.

    Detto ciò, grazie del supporto, in effetti è vero ciò che dici, le donne tendono ad essere competitive, gli uomini a fare fronte comune...
    Spero comunque che l'articolo ti sia piaciuto, baci e a presto!

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  3. Silvia: io non sono femminista, e probabilmente, fossi stata una zitella inglese del tempo, stagionata e bruttina, senza alcuna possibilità di matrimonio, probabilmente mi sarei imbarcata a mia volta su una di quelle navi e avrei contratto questo genere di matrimoni.
    Sono una creatura romantica, questo però non significa che voglia essere trattata, come hai detto tu, come una specie di bambolina di porcellana da mettere dietro una teca.

    La cosa più importante in un rapporto a due, secondo me (mettendo da parte per un secondo l'amore) è il rispetto reciproco tra uomo e donna... ed è per questo che i tuoi articoli mi piacciono. Nonostante non sia una sostenitrice del femminismo, sono più che d'accordo che la donna fosse bistrattata, usata e abusata nel passato.

    Il tuo blog non risparmia nulla. Non racconta la bella storiella a lieto fine che accade nei romance storici. Presenta una realtà nuda e cruda, dici quello che è necessario senza indorare la pillola, accusi e punti il dito contro il colpevole chiamato uomo...
    Insomma, se non l'hai capito, ti adoro!

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  4. Volevo farti i miei più sentiti complimenti per questo blog: è... è semplicemente fantastico. Accurato e piacevole da leggere.

    Celeste

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  5. Grazie mille Celeste, spero che continui a piacerti ^__^ fa molto piacere leggere il tuo commento

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  6. Complimenti, bellissimo post, Mauser.

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  7. Cara Mauser,
    il tuo interessantissimo post mi ha subito riportato alla mente uno dei miei film preferiti, "Lezioni di piano" di Jane Campion. La protagonista è una donna inglese affetta da mutismo, che a metà Ottocento viene inviata in Nuova Zelanda insieme alla sua bambina, per andare in sposa a un perfetto sconosciuto. Con conseguenze drammatiche...
    Lo consiglio a tutte coloro che tra voi non hanno ancora avuto il piacere di vederlo!

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  8. Cara Catherine,
    non ho avuto il piacere di vedere questo film, ma spero di poter recuperare presto, anche se ammetto che di solito giro al largo dalle storie lacrimevoli, visto quanto facilmente mi commuovo...
    Sono certa che sarà istruttivo e natrualmente toccante

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  9. Vale la pena vederlo anche solo per la colonna sonora :)

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  10. Ciao!Scusa,ho bisogno di chiederti una cosa...hai per caso da suggerirmi del materiale sull'acquisto di mogli in Corea e nei paesi poveri?Visto che sto preparando la tesi sui matrimoni misti in cui un intero capitolo è dedicato al matrimonio per corrispondenza!Puoi aiutarmi?Ti ringrazio tantissimo!!!Condivido a pieno le tue opinioni,per fortuna qualcuno porta allo scoperto questi temi fin troppo sottovalutati e lasciati nell'ombra...Per chi non è femminista:<>

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  11. Non sono un'esperta di argomentazione contemporanea, direi che come libri probabilmente lo saprai già, ma Madre del Riso è un volume di narrativa che ne parla. Si hanno molti accenni anche in Colazione da Starbucks, riguardo a diverse cultura. Anche Il ragazzo giusto parla dell'argomento, lì siamo come ambientazione nell'India degli anni dell'indipendenza, quindi non proprio recentissima.
    Altrimenti c'è una puntata di Bones, 2a serie (mi pare La sposa nel fiume, ma non ne sono sicura) che discute approfonditamente delle mogli cinesi mandate negli stati uniti per sposare altri cinesi che risiedono laggiù, oppure donne mandate a sposare amerani assortiti, rapporti che spesso terminano nella violenza. Altrimenti ti consiglio due dramas coreani Golden bride e Hanoi bride che trattano, anche se forse un po' superficialmente, l'argomento.
    Sulla parte russa non sono un'esperta e quindi non mi pronuncio, ma credo che al riguardo si potrebbero interpellare degli esperti di diritto matrimoniale contemporaneo, altrimenti ambasciate o consolati avranno sicuramente informazioni al riguardo...

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  12. Ti ringrazio per i consigli,vedrò tra questi film:)ciao!

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  13. Ho un colf dello Sri Lanka e un bel giorno mi chiese una licenza di un mese per tornare al paese a sposarsi. Quando tornò con la moglie, gli chiesi quali cibi o colori di abiti piacevano alla sposa perché volevo farle un regalo. Lui mi rispose che non lo sapeva. Mi spiegò che la madre gli aveva scritto dicendo di aver trovato tre ragazze e quindi di chiedere le vacanze e tornare. Arrivato al suo paese, la madre gli fece trovare le tre ragazze che prendevano il te in giaridno con le sorelle, cugine e vicine di casa. Sbirciando dalla finestra, lui ne aveva indicato una e una settimana dopo era andato alla chiesa cattolica per sposarla senza averla vista neppure una seconda volta. Sono 12 anni che sono sposati, hanno due figli e lui sembra molto affezionato. Adesso sono tornati al paese per assistere al matrimonio di un nipote di lui, 28 anni, stessa procedura.

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    1. Benchè la procedura a noi possa apparire strana, e non nego che un po' la ritengo tale perchè per quanto mi riguarda il carattere delle persone vale molto più del loro aspetto e ho paura di quello che posso trovare oltre la bella apparenza, in diversi casi questa procedura si è rivelata fruttuosa di relazioni solide e durature. Penso che molto dipenda dall'ottica in cui la si considera e dal proprio spirito di adattamento: escludendo persone con turbe psicologiche e dal carattere non malleabile, credo che si possa costruire qualcosa e a volte, citando il romance, l'amore. Grazie al cielo anche questa procedura ha degli aspetti positivi.

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