7 settembre 2011

La macchina parlante: fonografo, grafofono, grammofono

«Mary aveva un agnellino...»

Quando dalla strana macchina che aveva ideato e costruito in sole trenta ore di lavoro uscirono le prime parole di una nota filastrocca per bambini, lo stesso Edison ne rimase quasi trasecolato.
Ce l'aveva fatta: la "macchina parlante", capace di registrare e riprodurre i suoni e le parole, era una realta Si era nell'estate del 1877, quando quella nuoa meraviglia del secolo uscì dal laboratorio che il vulcanico inventore aveva installato a Menlo Park, nel New Jersey.


Il fonoautografo
L'idea di creare qualosa del genere non era comunque nuova: ci aveva provato vent'anni prima un altro americano, Leon Scott, costruendo il fonoautografo, una specie di imbuto sul cui fondo era sistemata una particolare membrana che trasmetteva la vibrazione dei suoni che si incanalavano nell'imbuto, la vibrazione era inviata ad una punta metallica che tracciava l'autografo del suono.
Si trattava, in altre parole, di un registratore, ma con l'inconveniente di non poter riprodurre il suono autografato, quindi sostanzialmente inutile ai fini ludici e musicali, con applicazioni limitate ai laboratori e agli studi di acustica in un impiego simile a quello dell'oscilloscopio [per chi ha familiarità con l'elettronica]; l'inconveniente venne parzialmente risolto dal francese Charles Cross proprio nel 1877, ma fu un perfezionamento che rimase solo sulla carta in quanto il suo ideatore non disponeva dei mezzi per poterlo testare sul piano pratico.


Il fonografo
Toccò quindi a Edison, che allora aveva solo trent'anni, il compito di offrire al mondo (non certo gratis giacchè il nostro seppe sfruttare la sua nuova invenzione all'americana, cioè per produrre denaro) la nuova macchina.
Edison, si disse, si ispirò per la sua invenzione al Cyrano de Bergerac dove in un passaggio parla di un progigioso libro parlante senza lettere e caratteri, ecco il passaggio

All’apertura della scatola, trovai dentro un non-so- che di metallico, quasi in tutto simile ai nostri orologi, pieno di un numero infinito di piccole molle e congegni impercettibili. Effettivamente è un libro, ma un libro prodigioso che non ha né fogli né caratteri. Insomma è un libro dove, per leggere, gli occhi non servono, ma si ha bisogno solo degli orecchi. Quando qualcuno dunque desidera leggere, carica, con una gran quantità di ogni specie di chiavi, quella macchina, poi volge l’ago sul capitolo che desidera ascoltare, e subito escono da quel congegno come dalla bocca di un uomo, o da uno strumento musicale, tutti i suoni distinti e differenti che servono, tra i notabili della Luna, all’espressione del linguaggio

Cyrano de Bergerac,
L’altro mondo, ovvero stati e imperi della Luna


Un fonogrago Edison
Il cilindro di nerofumo utilizzato nel primo prototipo dell'inventore venne presto sostituito da uno in alluminio, migliore come resa, dove una puntina metallica incideva un solco di profondità variabile a seconda dell'intensità del suono che era captato dal grosso imbuto metallico sistemato sopra il dispositivo. Finita la registrazione, la punta si riportava all'inizio del solco e si faceva girare il cilindro, in questo modo la vibrazione era trasmessa dalla puntina metallica che scorreva nel solco alla membrana, che a sua volta traduceva l'impulso in suoni originari, diffondendoli dal caratteristico trombone.
Benchè Edison fosse già al tempo un inventore poliedrico e geniale, la sua più grande limitazione era data dal suo stesso staff di scettici, personaggi di scienza che, come lui stesso ammise, erano più degli studiosi che degli inventori. Fu proprio il gruppetto di collaboratori ad esprimere per primo perplessità riguardo la creazione del maestro, dovettero tuttavia ricredersi quando, dopo che Edison ebbe pronunciato la famosa filastrocca, questa venne registrata e successivamente ripetuta dal marchingegno. La qualità, è il caso di dirlo, era pessima, ma si erano appena gettate le basi del balzo evolutivo che sarà padre di giradischi, mangianastri, lettori cd e anche dei moderni mp3 a memoria solida.
E si erano anche umiliati quegli scettici che, come San Tommaso, hanno avuto bisogno della prova, di poter vedere e toccare con mano il risultato al quale non volevano credere
Tommaso, tu hai creduto perché hai veduto: beati quelli che crederanno senza aver visto
Dal Vangelo secondo Giovanni
(Gv 20, 24-29 )
A dire il vero Edison fu il primo sbalordito dal suo stesso risultato, ma non scettico come gli altri, bensì incredulo di fronte ad una invenzione che funzionava al primo colpo.
Come disse Tram:
In informatica è una costante imprescindibile


Edison, comunque, che era un uomo che guardava al futuro, aveva visto per la sua invenzione qualcosa di diverso alla mera riproduzione di musica, un mercato che non aveva contemplato, il suo vero obiettivo, si scopre dai suoi scritti, era la segreteria telefonica. Ecco cosa dichiarò egli stesso

Un abbonato del telefono può installare su un apparecchio un Fonografo che, a ogni chiamata, comunicherà all'ufficio centrale che è uscito, e che sarà di ritorno ad una certa ora. Allo stesso modo un abbonato, chiamandone un altro e non trovandolo a casa, potrà fare la sua comunicazione e registrarla sul Fonografo della persona chiamata

Thomas Edison

In questa puntata di Rai3 si parla, grazie al cielo in italiano, del fonografo e se ne spiega il funzionamento con grande coinvolgimento




Il grafofono
La macchina creata da Edison fu chiamata fonografo dallo stesso inventore, mentre grammofono venne detta quella ideata da Emile Berliner, un emigrato tedesco, nel 1888, molto più tardi.
La storia del grammofono è controversa e passa attraverso un'altra invenzione dimenticata detta grafofono, che era quasi un prototipo di grammofono, si pensa infatti che la prima idea che porterà alla realizzazione del giradischi venne realizzata nel laboratori Bell: Chichester Bell, cugino del più famoso Alexander Graham Bell, da molti considerato l'inventore del telefono, e Summer Tainter realizzarono un fonografo dove il cilindro non era in alluminio, ma rivestito da un sottile strato di cera.
La cera aveva una resa migliore per due motivi: la sua morbidezza permetteva di imprimere molte più variazioni di tonalità, anche lievissime, inoltre il solco della puntina aveva una larghezza di soli  0,7millesimi di millimetro, ciò permetteva di realizzare una registrazione con un passo, cioè una distanza tra i solchi dopo aver compiuto il giro completo del cilindro di soli 0,16mm, permettendo di allungare le registrazioni fino alla portentosa durata di 2 minuti!

Questo video illustra il montaggio di un grafofono e il suo funzionamento; il macchinario è di fine secolo del 1897




Il grammofono
Il grammofono è il terzo grande protagonista. Venne realizzato da Emile Berliner e brevettato nel 1887.
Berliner aveva lavorato ai laboratori Bell dove era stato realizzato il grafofono e vedendo l'invenzione aveva pensato di sostituire il cilindro rotante con un disco piatto, inizialmente in nerofumo e poi a sua volta sostituito dalla cera come era avvenuto già per il cilindro di alluminio di Edison.
Il disco piatto rivoluzionava completamente l'operato della macchina, la puntina oscillava in orizzontale, mentre il disco ruotava, questo consentiva di evitare sull'incisione l'effetto della forza di gravità che faceva ondeggiare la punta metallica, in questo modo la registrazione era molto più limpida. Il disco non era privo di difetti, in particolare nella riproduzione di frequenze alte e acute strideva fastidiosamente a causa della velocità angolare costante, con conseguente variabilità, invece, della velocità lineare, in parole povere, mentre il disco ruota sempre alla stessa velocità, quella di lettura da parte della puntina è maggiore se ci si trova in prossimità del bordo del disco (tangente) o vicini all'interno.
I vantaggi di questa nuova apparecchiatura, comunque, erano tali per cui su certi difettucci si poteva passare oltre, senza contare che era molto più pratico e la nuova produzione in serie bramava avere apparati facilmente riproducibili in molte copie, ciò era decisamente più semplice con i dischi piatti di Berliner, piuttosto che con i cilindri di Edison.
Edison non accettò mai del tutto l'impiego del grammofono rispetto al suo fonografo, pertanto decise di non abbandonare la sua invenzione, ma anzi la curò e portò avanti con orgoglio fino agli anni 10-20 del Novecento, introducendo progressive e significative migliorie all'apparato come una rimproduzione più lunga, una nuova miscela in celluloide al posto della cera e dell'alluminio e puntine in diamante particolarmente sensibili. La più importante integrazione fu la tromba per ascolto collettivo, caratterizzata dalla forma molto larga e arcuata verso l'esterno che noi conosciamo: la tromba originaria, infatti, era molto più lunga, lineare e di diametro più piccolo.


Curiosità
Un cagnolino Jack Russell Terrier che ascolta musica da un grammofono è un famoso dipinto del pittore londinese Francis Barraud che alla morte del fratello Mark aveva ereditato da questi il suo cane Nipper e molti dischi con su incisa la sua voce; pare che Nipper rimanesse incantato per ore ad ascoltare il padrone parlare dal grammofono e ciò abbia commosso Barraud, che è in questa posizione che l'ha ritratto.

His master's voice (La voce del padrone)
by Francis Barraud


Il quadro suddetto fa da logo di una delle più antiche case discografiche, la britannica Grammophone, poichè il dipinto era noto come La Voce del Padrone, anche la casa discografica veniva spesso conosciuta ufficiosamente con questo nome.
Nel 1931 l Grammophone si fuse con la Columbia Records dando vita alla EMI acronimo di Electrical and Musical Industries, attiva ancora oggi, la quale ha mantenuto il simbolo dell'antica casa madre.
La EMI è casa discografica di molti autori italiani dal dopoguerra fino a oggi grazie alla sua sede milanese, in particolare Tony Renis, i Nuovi Angeli, Franco Battiato, Al Bano, Fancesco Guccini, Litfiba, i Nomadi, Valerio Scanu, Vasco Rossi, CapaRezza.
All'estero la EMI e le sue controllate (specie in tempi moderni) sono state sponsor di Dean Martin, Frank Sinatra, i Beatles, i Pink Floyd, Joe Cocker, i Colplay, Hikaru Utada [so che per alcuni non significa nulla, ma è una cantante giapponese che adoro e che ha eseguito la colonna sonora di Kingdom Hearts], i Duran Duran, i Gorillaz, Hillary Duff, Jesse McCartney, Norah Jones, Paul McCartney, George Michael, Kylie Minogue, Katy Perry, 30 Seconds to Mars, David Guetta, i Queen, Ramones, Red Hot Chili Peppers, Relient K, Rolling Stones, i Sex Pistols, le Spice Girls, Subsonica, Robbie Williams e moltissimi altri.
EMI inoltre è una delle maggiori produttrici di cd di musica classica, garantisce affidabilità, durata ed ottima qualità di suono e di riproduzione, molta della mia infanzia è stata caratterizzata dai cd della EMI che giravano nel giradischi e questo mi fa prendere la nostalgia.

Tanto per dire come da un'invenzione bistrattata come quella di Edison sia nato tutto ciò...


Link e spunti
Domenico Volpi, La vita e i costumi nell'Ottocento
Wikipedia - Fonografo
Wikipedia - Giradischi
Daily Wired - Edison inventa il fonografo
Grammofoni.it
Tienimi d'occhio - Il fonografo di Edison
Liceo Foscarini di Venezia - Fonografo

Guardate che meraviglia questa mostra del signor Giulio Bianco che comprende più di cento fonografi e grammofoni, è spettacolare!



Purtroppo ormai i possessori di grammofono sono rimasti in pochi, io no di certo, però ho la fortuna di avere in casa un carrillon a piatti della Reuge Music, ormai fallita, che mi facevano ascoltare da bambina per divertirmi e che adoro alla follia.

Baci a tutti
 



Mauser

4 commenti:



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