14 ottobre 2013

Ada Lovelace, l'Incantatrice dei Numeri

Cari lettori,
come state? Sto cercando di aggiornare con più frequenza rispetto al passato, anche se ciò non significa che io ci riesca... chiamatelo pure il fallimento del secolo.
Ada Lovelace
Dipinto riprodotto dall'originale di William Carpenter
del 1840
Ho pensato di scrivere qualcosa su grandi personaggi del passato e, in particolare, ho selezionato la figura di questa donna, Ada Lovelace, per chiudere un po' il cerchio con gli altri personaggi femminili sui quali mi ero soffermata, a volte in coppia col consorte col quale hanno diviso la propria passione artistica o culturale, altre volte temerarie anime libere dedite a scienze e passioni completamente distanti dai loro parenti e mariti, per vedere cosa è stato scritto in passato vi rimando alla sezione delle Biografie.
In tutto ciò però mi sono accorta che la maggior parte di queste donne ha dimostrato doti più umanistiche che scientifiche e così oggi ho deciso di proporvi una minibiografia di questa Ada Lovelace che, sono sicura, appena inizieremo a parlare vi ricorderete subito.

18 giugno 2013

Le calze

Cari amici,
come state? Spero che il vostro tempo trascorra serenamente, per quanto mi riguarda sono parecchio indaffarata in mille progetti e anche molto stanca, il primo dei progetti di cui mi sto occupando è casa mia.
Woman fastening her garter
by Edouard Manet
Vado a vivere da SOLA, finalmente posso coronare questo progetto che mi segue fedelmente da ormai diversi anni e al quale aspiravo. Data di chiusura ultima: settembre, anzi a dirla tutta io speravo luglio... Avevo tanti dubbi su questa decisione, ancora adesso la paura non manca, a volte ho qualche incertezza,

21 febbraio 2013

L'omnibus

Cari lettori,
come state? Tra un post e l'altro continua a passare ancora tanto tempo, ma sto facendo del mio meglio per continuare ad aggiornare ogni volta che ne ho la possibilità. Questa volta l'occasione è venuta da un'influenza di troppo che mi ha costretta a casa una settimana, ma che mi ha lasciato anche un paio di giorni abbastanza lucida da poter abbozzare un post senza che apparisse del tutto ridicolo o apparisse scritto da un drogato all'ultimo stadio.

An Omnibus Passing The "Three Compasses Inn"
by James Pollard
Oggi ho deciso di rispolverare un po' i mezzi di trasporto del XIX secolo per vedere come era strutturato il trasporto urbano durante il regno dell'ultimo re Giorgio (IV) e fino ai primi del Novecento. Volevo soffermarmi su un mezzo, l'omnibus, antenato delle moderne linee urbane di autobus, tram e metropolitana.

10 gennaio 2013

Amore e musica, Nikolaj e Nadezda

Cari lettori, buon anno!
Kreutzer Sonata
by René François Xavier Prinet
Ben ritrovati in questo 2013 a cui mi devo ancora abituare... sapete, dopo dodici mesi di 2012 scritto per ogni dove e profezie Maya ecc faccio fatica a prendere l'uso di sostituire il 2 col 3 ^^

Si preannuncia un anno di novità, dice l'Oroscopo, invero lo dice tutti gli anni, ma almeno per il Georgiana's Garden, indipendentemente da che segno sia (Bilancia? Sagittario? Pesci?) spero che sia così. I dettagli di queste novità, comunque, ve li lascerò in un post specifico che scriverò tra qualche giorno, giusto per lasciarvi con l'acquolina in bocca.

Oggi torno a parlare di musica virando un po' dagli argomenti che tratto di consueto e anche dall'ambientazione. Saltiamo infatti dall'isoletta britannica, nostra consueta location, per catapultarci qualche centinaia di chilometri più a Est verso la Russia degli zar.
Parliamo di musica e parliamo d'amore che, a quanto pare, sono due passioni che vanno molto d'accordo perché, come dice mio papà (per una volta devo dargli ragione, anche se per salvaguardare la mia reputazione di bastian contrario spero che non lo venga mai a sapere)
La musica nasconde sempre un animo appassionato perché la musica è pura.

24 dicembre 2012

Ye Olde Cheshire Cheese

Carissimi lettori,
come state? Io diciamo che tiro avanti.
Come potete vedere da questo ultimo periodo di inattività, il mio intento di non abbandonare il blog è riuscito solo in parte. Sono estremamente dispiaciuta del poco tempo che riesco a dedicargli, della scarsa disponibilità che ho per i post e per gli approfondimenti e ogni volta che ripenso al Georgiana's Garden o, anche peggio, a quanto tempo lascio trascorrere tra uno scritto e l'altro mi sento sempre più in colpa. L'ultima volta, la sera di sabato, mi sono sentita morire quando, anche nella realtà, una certa pesona (non far finta di non avere colpe!) mi ha detto "ma è tanto che non aggiorni". Insensibile! Ci sono rimasta malissimo...
La storica insegna del locale
Ye Olde Cheshire Cheese
La signora V.T. che da anni tiene corsi di formazione aziendale e nel tempo libero si diletta a psicologa di noi poveri e frustrati dipendenti risponderebbe che si tratta di una scelta di priorità nella vita, probabilmente avrebbe ragione, ma sapere che do priorità ad altro mi fa sentire ugualmente un verme verminoso [cito da dall'Hercules Disney].
Se riuscite a perdonarmi per queste mie umane manchevolezze, per la scarsa autodisciplina che riesco ad impormi e per tutti i difetti di cui infarcisco il blog e i post, da un'opinione fin troppo personale a una serietà piuttosto relativa, io sono sempre onorata di avervi in questo sito e spero di riuscire ad intrattenervi oggi come una volta :)

30 settembre 2012

Approccio semiserio al "Lady Anna" di Trollope

Oggi, per rimettermi in carreggiata con qualcosa di semplice, ho deciso di ricominciare con un libro di Anthony Trollope, autore vittoriano estremamente talentuoso, capace di descrivere l'animo umano e le sue sfumature con una maestria coinvolgente e capace di creare trame ed intricati giochi tra i personaggi calati in una quotidianità e un'esistenza assolutamente conformata alla società del tempo, ma senza essere mai banale e noioso. Un grande scrittore che fa della vita assolutamente quotidiana delle persone il palcoscenico per insospettabili macchinazioni e complotti al cui confronto i piani di Milady De Winter/Milla Jovovich spariscono.
La copertina dell'edizione italiana
pubblicata da Sellerio
Uno dei precursori dell'intrigo alla Agatha Christie e della soap-opera argentina, Trollope riesce, in questo romanzo, a creare forse il miglior affresco di caratteri di tutta la sua produzione.
Il libro, come avrete evinto dal titolo, è Lady Anna.

22 settembre 2012

Royal Ascot 2012

È passato un po' in sordina, ma c'è stata. La storica gara di Ascot anche quest'anno ha attirato fotografi e curiosi per la stravaganza della sua ufficiosa sfilata di cappellini.
Il 19 giugno le rappresentanti più in vista del Regno Unito si sono date battaglia a colpi di ombrellini, piume e originalità.

13 settembre 2012

Una vita per la musica

Cari lettori,
quanto tempo dal mio ultimo post! Mi vergogno così tanto di aver lasciato trascorrere tanto tra un intervento e l'altro, ma come avevo accennato in passato purtroppo gli impegni e qualche novità nella mia vita hanno reso gli attimi dedicati alla scrittura estremamente rari e difficili da sottrarre alle incombenze quotidiane tra le più serie e le più futili.

25 luglio 2012

Fabergé alla Venaria

Uovo con mughetti
La Venaria recentemente mi sta dando delle belle soddisfazioni, se non fosse inguaribilmente Savoia ci farei l'abbonamento.
Quest'anno penso che per la terza estate di fila andrò a visitarla, complice una mostra che mi ispira davvero moltissimo e che spero interesserà anche voi e che ha come protagoniste le uova Fabergé.

23 luglio 2012

Profumi, aromi, essenze e fragranze

Cari lettori,
chi non muore ci si rivede!
Sì, lo so che con i tempi che tengo, ormai, potrei essere facilmente creduta deceduta, ma ogni tanto ritorno e spero di continuare a farlo =)

Dopo un post bello tosto sullo sfruttamento minorile di qualche settimana fa, passiamo oggi ad un argomento decisamente più frivolo: oggi parliamo di profumi.

18 giugno 2012

Bibliografia dei post sullo sfruttamento minorile

Come promesso, ecco finalmente la tanto sospirata bibliografia/sitografia e co.
Ho preferito dividere tutti i libri e siti consultati al riguardo in diverse categorie in modo che ciascuno possa decidere liberamente dove direzionarsi, come sapete non sono una fan del saggio ad ogni costo, credo ci siano opere di narrativa e documentari altrettanto validi nella descrizione della società e delle condizioni sociali del tempo.

16 giugno 2012

Riforme sociali e di legge sul lavoro minorile

Proseguiamo il discorso iniziato in precedenza che riguarda il lavoro minorile nell'Inghilterra vittoriana, aggiungendo in questo capitolo la parte legale riferita alle riforme che, nel corso della storia, si sono susseguite.

9 giugno 2012

Lo sfruttamento minorile

Qualche tempo fa (che per essere politically correct e mantenere il buon nome del blog non specificherò) mi è stato chiesto un approfondimento a proposito dello sfruttamento minorile durante l'epoca vittoriana ed è con grande piacere che mi accingo ad affrontare questo argomento, anche se estremamente dispiaciuta di aver lasciato trascorrere tanto tempo tra la richiesta e la sua conclusione: purtroppo, come vi accennavo nel post passato, sono un bel po' assillata dal lavoro, scadenze che incombono, progetti in partenza imminente (speriamo! incrociate le dita per me) e problemi gravissimi sono purtroppo all'ordine del giorno e mi portano spesso a viaggiare, sebbene sia sempre stata una persona piuttosto incline alla dormita, ormai convivo col sonno cronico e sto cominciando a trovare piuttosto comodi anche i sedili del treno o dell'autobus, ma se vi dicessi che mi sono letteralmente addormentata in piedi appoggiata ad una porta...

27 maggio 2012

Suspense the innocents: il film

Cari lettori,
La locandina italiana del film
come ve la passate? Io sono veramente molto presa dal lavoro in questo periodo, al punto che tra le tante cose che sto sacrificando purtroppo ci sta finendo anche un pezzetto della mia vita e me ne dispiace da morire, infatti sto cercando di recuperare tagliuzzando tempo da altre cose, purtroppo il GsG è uno di queste, sono desolata, ma non ho davvero altre alternative al momento e temo che in futuro sarà anche peggio, infatti sto riflettendo sulla (tremenda) possibilità di chiudere il Georgiana's Garden. Non sono più regolare con gli aggiornamenti né ho tempo per scriverli, a volte sono costretta ad impormeli per forza e questo non mi va perchè un blog dovrebbe essere distensivo, qualcosa di rilassante, un passatempo, perciò ci sto pensando, non sono ancora giunta ad una decisione: staremo a vedere.

1 maggio 2012

Il sunbonnet

Con la parola sunbonnet in inglese si identifica una particolare foggia di copricapo a metà tra una cuffia e un cappellino.
Girl of the Golden West
by Harrison Fisher
Il sunbonnet è infatti una variante della cuffia femminile che serviva durante l'Ottocento per ripararsi dal sole e dai suoi raggi senza doversi necessariamente munire di cappello.

26 aprile 2012

Pudore vittoriano

Cari lettori,
una di voi, Letizia, ha deciso di sfruttare l'opportunità di richiesta messa a disposizione del blog e mi ha domandato un approfondimento sul pudore vittoriano.
È una richiesta che accolgo volentieri, anche se costruire un argomento simile penso sia molto complicato perchè riuscire ad identificare tutte le cause e gli effetti che hanno scatenato quesa "moda della modestia" sia estremamente complesso e probabilmente non riuscirò in toto nell'idea ch emi sono prefissa quando ho abbozzato per la prima volta questo post.
Mi dispiace in particolare che la stesura di questo post, con tutti gli impegni che ho avuto, abbia richiesto tanto tempo e per diverse settimane io non abbia aggiornato.

Donna nuda allo specchio
by Giovanni Bellini

9 aprile 2012

Boodle's Orange Fool

Il Boodle's Orange Fool è da secoli il piatto per eccellenza del celebre club londinese per soli gentiluomini.
Vi avevo accennato nel corso del post dedicato al ritrovo Boodle's e oggi vorrei darvi la ricetta di questo dessert assolutamente squisito, tantopiù che è di preparazione abbastanza semplice, ha un gusto fresco e delicato adatto sia alla stagione calda che a quella invernale, si presta per tutti i tipi di ospiti, dai più snob ai meno sofisticati, e garantisce un successo eccezionale =)

La sua preparazione in parte ricorda qulla della trifle per la cui ricetta vi rimando all'apposita pagina.
Dunque preparate gli ingredienti e mestoli alla mano! Vedrete che cosa semplicissima

Ingredienti (x 4 persone)
  • 4 dischi di pan di spagna larghi come un bicchiere e alti circa 1cm
    (in alternativa una teglia completa che si provvederà a tagliare in seguito)
  • 1 tazza e 1/4 di pann
  • 4 cucchiaini da caffè di zucchero
  • La scorza grattuggiata finemente e il succo di 2 arance (meglio se di polpa bionda)
  • La scorza grattuggiata finemente e il succo di 2 limoni

Preparazione
Predisponete 4 coppe di vetro come contenitori da dessert e sistemate in ciascuno una fetta di pan di spagna.
Nel frattempo amalgamate in una ciotola la panna con un poco del succo delle arance e del limone, mescolare bene e ripetere finchè tutto il succo dei frutti è stato incorporato, passate quindi allo zucchero e alla scorza grattuggiata e montate con più energia oppure aiutatevi con un robot da cucina o uno sbattitore elettrico finchè il composto non diventerà bianco e soffice.
Dividete il preparato in quattro parti e versate ciascuno sui dischi di pan di spagna fino a coprirlo completamente e arrivare fino al  bordo del contenitore di vetro.
Coprite con uno strofinaccio di cotone e mettete i quattro recipienti in frigoriferio a raffreddare almeno 3 o 4 ore.

Prima di servire estrarre il dessert e guarnirlo con spicchi d'arancia, limone e altra scorza (potete lasciarne da parte un po' dalla preparazione).
Non rimescolate.
Servite appena uscito dal frigo, come un semifreddo o un semi-gelato morbido (non del tipo martello-scalpello) e vedrete che figurone! Oltretutto questo dessert è totalmente analcolico, infatti io ne sono innamorata e penso che sia una delle più belle invenzioni che possa proporre alle cene tra amici, dove non tutti gradiscono il gusto pungente di liquori come il rum, il marzala o il martini che spesso vengono incorporati nella preparazione.


Varianti
Poichè non tutti possiedono coppe da gelato o un'attrezzatura adeguata è possibile sostituire il recipiente da portata con dei bicchieri come quelli da bar, oppure con delle capienti tazze del mattino, tipo da tè.

È inoltre molto interessalte la variante che prevede l'impiego di wafer come sostituti del pan di spagna.
I wafer sono facilmente recuperabili al supermercato, i più indicati sono quelli piccoli tagliati a cubetti e al gusto di vaniglia.
Altra variante vede l'uso di amaretti anzichè wafers: perchè no?

Forza, mano agli attrezzi e fatemi spaere se avete intenzione di sperimentare questa breve e semplice ricetta dall'effetto assicurato e, nel caso, le vostre osservazioni al riguardo.


Fonte
Quella che vi ho proposto io è la versione data da foodbuzz che secondo me è la più semplice ed efficace nel risultato, ma in internet ovviamente proliferano le varianti.

Un bacio e a presto




Mauser







2 aprile 2012

Boodle's

Della serie "a volte ritornano", eccomi ancora qui, sopravvissuta, un po' stropicciata, preoccupata ma sempre fedele alla mia passione. Se l'affidabilità in termini di aggiornamento non è proprio il mio forte, di certo lo è il mio amore per l'epoca di cui parlo e, potendo scegliere, cerco di portare avanti il mio progetto del GsG, non condannatemi troppo duramente =]

Un'illustrazione dell'ingresso del Boodle's
by
John Owens
La dicitura "a volte ritornano" che ho adoperato al principio era voluta perchè il ritornare implica un luogo e oggi parleremo proprio di un certo luogo, uno di quelli più famosi durante il tardo Settecento, la Reggenza e sopravvissuto fino ad oggi attraverso l'epoca Vittoriana.
Signore e signori, vi presento questa sera Boodle's.

Boodle's è uno dei più famosi club esclusivi di Londra, per gli anglosassoni è un'istituzione, ma una di quelle che raramente vengono esportate all'estero, così gli stranieri conoscono il White's, ma non Boodle's nonostante fossero entrambi club di grande importanza sociale, storica e politica, anche se il primo detiene il primato del più antico club della capitale.


Storia, fondazione e trasferimento
La fondazione del Boodle's avvenne durante la seconda metà del Settecento, nel 1763 ad opera di William Petty FitzMaurice, Lord Shelburne, futuro Primo Ministro d'Inghilterra e poi creato marchese di Lansdowne; la localizzazione del club non era quella odierna in St. James Street, bensì ai numeri 49 e 51 di Pall Mall dove rimase circa un ventennio prima del trasferimento.

Questo spostamento fu dovuto principalmente alle crescenti esigenze e necessità della "casa", a cominciare dallo spazio; verso la fine del Settecento, infatti, tra i nobili e ai politici (cariche che spesso si sovrapponevano essendo tutti i nobili anche politici appartenenti alla Camera dei Lords) divenne di moda ritrovarsi al di fuori dell'ambito parlamentare a discutere, chiacchierare, progettare alleanze e tattiche politiche e così via.
A contribuire fu anche il progressivo mutamento politico e sociale dovuto a tutti i cambiamenti a cui l'Inghilterra e l'Europa andavano incontro, non solo la Rivoluzione Francese, ma anche l'ascesa napoleonica, il progredire dell'industria, le riforme societarie, di diritto, ecc. che crearono la necessità di intese e dibattiti all'interno dello stesso Parlamento, le nuove norme e i provvedimenti da prendere non erano più solo dettati dalla morale come avvenuto fino ad allora, ma si prestavano a molteplici letture e sfaccettature consentendo prese di posizione differenti a seconda della propria estrazione e ideologia, non necessariamente una divergenza netta ricchi-poveri e lords-politici semplici.

Illustrazione del primo Ottocento raffigurante gli interni (precisamente
la Coffee Room) con il personale di servizi che predispone per la cena
La stessa stanza oggi


Questa concentrazione di eventi e necessità di dibattiti che fece sì che i club londinesi, non troppo lontani dall'"ufficio" (il Parlamento), ma allo stesso tempo sistemazioni ben distinte dalle proprie case dove vivevano mogli, madri e sorelle, avessero un grandissimo incremento di popolarità.

Il club offriva un ambiente a misura di uomo e non di personaggio, privacy e confort, ogni ben di Dio disponibile in termini di beveraggi e cibi e la compagnia dei propri pari coi quali ritrovarsi in un ambiente più informale che le aule del Parlamento dove qualsiasi nota era scritta, archiviata e ogni parola presa sul serio.



Fu proprio in questo periodo, tra la fine del Settecento e la prima metà dell'Ottocento, che i club per gentiluomini e i ritrovi fioccarono come nespole e, proprio per quanto detto poc'anzi, tutti questi luoghi avevano una rigida vocazione politica, fosse essa tory o whig, questa era sempre esplicita in modo che non ci si potesse confondere circa il taglio degli argomenti discussi, le opinioni dei presenti e il loro orientamento politico.



Esattamente come il White's, anch'esso di ideologia tradizionalista tory e spostato dalla sua sede originaria, anche il Boodle's seguì questa strada e nel 1782 con una clientela sempre maggiore, variegata ed esigente, il club si trasferisse nella sua attuale localizzazione, al numero 28 di St. James Street. La location era quella di un antico e poi estinto club londinese denominato Savoir Vivre di cui prese il posto.
St. James Street, inoltre, era quasi una meta necessaria per essere un luogo di successo in quanto una delle strade più prestigiose della capitale, affollata e ricca di passeggio, anche se di una certalevatura, insomma un viavai chic e non certo quello dei verdurai.
La Coffee Room, la sala principale del club, le vetrate sono
quelle che si riconoscono passando davanti all'ingresso e
hanno un'ottima vista su St. James Street
Era una strada di un certo calibro e con persone di altrettanto calibro, meta prediletta dagli scapoli nobili che vi si erano acquartierati in massa e che si configurava perfetta per ospitare gentiluomini soli in cerca di una adeguata compagnia idonea per scala sociale.

Il palazzo di St. James Street che il club andò ad occupare e risistemare era stato disegnato nel 1775 da John Crunden e i tenutari del locale apportarono alcune modifiche di carattere architettonico e di risistemazione dei locali affidandosi a John Buonarotti Papworth tra il 1821 e il 1834.

Il nuovo palazzo occupato permise all'organizzazione di istituire nuovi divertimenti e provvedere a nuove necessità e svaghi per la clientela con sale da gioco, del fumo, dei liquori e così via. Le amenità a disposizione dei paganti crebbero in gran numero e grazie alla nuova prestigiosa posizione lo status del club si elebò notevolmente, assurgendo al rango del White's, fino ad allora unico termine di paragone utilizzabile nel giudizio di un ritrovo per gentiluomini.

Agli inizi del XIX secolo il club passò di proprietà e venne acquistato da Mr Gayner, al quale successe poi la sorella che mandò avanti le attività (Penny House non è poi così distante) e ne mantenne la gestione fino al 1896, alla sua morte  i suoi legali decisero di chiudere.
Fortunatamente una colletta tra i facoltosi membri, non certo privi di risorse economiche, permise di mantenere aperta la struttura che da allora fu guidata non più da un proprietario, ma da due comitati, un gestionale e uno amministrativo e si sostiene interamente con le rette dei suoi iscritti.


La cucina e la società
Fu in quel periodo che si configurò una delle cose per cui il club è tanto famoso, cioè la sua cucina e nacque il prototipo di quello che è, ancora oggi, il più conosciuto e invidiato piatto del Boodle's, un succulento dessert chiamato Boodle's Orange Fool originariamente a base di pan di spagna, crema, limoncello (o essenze di limone), frutti di bosco e altro e di cui vi darò la ricetta nel prossimo post.

Altra caratteristica che concerne il campo enogastronomico è il gin servito nel locale, particolarmente apprezzato e menzionato anche da Winston Churchill, storico frequentatore, è così rinomato da avere una propria etichettatura e produzione.

La parte culinaria di questi ritrovi non è assolutamente da sottovalutare in quanto molti di questi fungevano da sedicenti ristoranti per gli appartenenti, gli iscritti avevano infatti la possibilità di cenare a piacimento al club, frequentandolo con una certa regolarità.
Nell'ambito della vita single della Londra settecentesca e poi vittoriana,ciò era importante. I gentiluomini non accasati, infatti, quando non partecipavano a ricevimenti con cena o banchetti cenavano spesso nei club dove il servizio era eccellente ed era compreso nella quota d'iscrizione.
Insomma, un buon modo per non consumare un pasto solitario a casa, lui, il cameriere che serviva a tavola e nessun altro... lì invece si incontravano persone della propria cerchia di conoscenze, si discuteva di molti argomenti dai più frivoli ai più impegnati, compagnia e conversazione è quello che molte persone cercavano fuori casa.
Una delle sale interne

Questa sua caratterizzazione più intratteniva e meno politica fu una caratteristica che il club assunse solo durante l'Ottocento, quando perse la sua aura di ritrovo dei tradizionalisti che più tradizionalisti si muore, insomma quel che si dice biosgna essere più realisti del re.
Parte di ciò avvenne a seguito del trasferimento e delle stanze in più a disposizione, ma forse il trasferimento fu necessario proprio per espandere questa nuova caratteristica... probabilmente entrambi, è nato prima l'uovo o la gallina?

Boodle's finì con l'uniformarsi allo standard di servizi offerti dagli altri locali per gentiluomini della City, introducendo molti più divertimenti in termini di gioco d'azzardo e relax (c'è il bagno turco e una vasca di acqua calda tipo terme romane) e la possibilità di cenare al locale, caratteristica spesso disprezzata dai più tradizionalisti iscritti del XVIII secolo, ma che lo portò alla gloria con la sua cucina.


È probabile che, come per molti club maschili di Londra, anche il Boodle's si occupasse di fornire una vasta gamma di attrazioni ai suoi avventori, comprese ragazze e divertimenti scollacciati, era un'usanza abbastanza diffusa, se ci pensate anche la più logica, anche se sempre passata sotto silenzio per via della moralità di cui i partecipanti si ammantavano.

Nonostante questo mistero che poi così mistero non è, il Boodle's è l'unico club di Londra a non aver mai avuto uno scandalo al suo interno, caratteristica di cui l'organizzazione si fregia ancora con orgoglio sottolinenando la serietà della clientela, la riservatezza del personale e il lavoro ben fatto che si può rintracciare tra le pareti del locale.

Ovviamente per tutelare questo tipo di privilegi e questo status esistevano norme rigidissime che regolamentavano l'ingresso al club, il vestiario da tenere (per chi cenava nella sala principale, detta Coffee Room, bisognava indossare necessariamente abiti da sera e accessori adeguati, non erano ammesse eccezioni, ma per un look più informale si poteva cenare nel salottino attiguo) e il comportamento dei suoi membri; si vocifera che, almeno prima dell'avvento dei comitati direttivi, a giudicare questi comportamenti fosse un tribunale interno i cui membri erano ovviamente supersegreti, immaginiamoci qualcosa come nelle scuole degli anime giapponesi, dove esiste un Consiglio Studentesco che si occupa dell'organizzazione e gestione della scuola e delle sue attività, con l'unica differenza che in questi casi i membri non sono affatto segreti.

Il nome
Una dedica al Boodle's che lessi in giro qualche tempo fa recitava: 
Boodle's was founded by a Prime Minister and named after a head waiter
Boodle's fu fondato da un Primo Ministro e nominato secondo il suo maitre

La trovo una cosa estremamente divertente che un locale che si dà tante arie porti, ancora oggi, il nome di un plebeo che fece carriera passando da misero servitore e cameriere a "maestro di casa", cioè colui che mandava avanti la baracca e dirigeva il lavoro.
Un club tra i più tradizionalisti, ancora oggi ad ingresso esclusivamente maschile e di stampo rigidamente conservatore anche nel suo orientamento politico e che porta il nome di un suo dipendente.
Un inno al socialismo, direi...

Il nostro signor Boodle era infatti Edward Boodle, primo e insostituibile factotum del locale, assunto direttamente da Lord Shelburne e considerato un impiegato efficientissimo e instancabile. A lui è dedicato questo prestigioso e raffinatissimo locale.

L'ingresso del club oggi

Elezione e ingresso ufficiale
Il nome del candidato papabile per l'ingresso al club doveva essere sponsorizzato da due già iscritti, esattamente come al White's, ciò non era particolarmente difficile perchè essendo una cerchia elitaria la maggior parte dei candidati e dei presenti erano amici di famiglia, padrini, imparentati e così via. Per i parvenu e i nuovi arricchiti non c'era posto in un ambito tanto rigido e chiuso in sé.

A questo punto veniva disposta un'anfora nella sala principale dove tutti gli altri membri esprimevano la loro opinione sulla candidatura introducendo una palla bianca o nera, il bianco era a favore, il nero contrario. Ciò era coperto dal massimo riserbo e nessuno sapeva come avevano votato gli altri.

A quel punto lo scrutatore, Mr Gayner, procedeva al conteggio, ma se il candidato non aveva prima superato il suo rigido esame, che avveniva di nascosto tramite un buco nel muro dal quale Gayner spiava il comportamento della persona, aveva diritto di veto sulla decisione dei presenti e poteva opporsi all'ammissione.

Membri notabili del club
Non li citerò tutti e, comunque, la lista è disponibile online, ma i più famosi meritano menzione
  • William Cavendish, 5° Duca del Devonshire
    Il marito di quella Georgiana Cavendish così di moda per il film della Knightley...
  • Charles James Fox
    Inspiegabile whig antischiavista, Segretario di stato, sostenitore della causa americana e di quella francese tra le fila nemiche
  • William Wilberforce
    Commerciante e schiavista poi leader dell'abolizionismo. È l'autore delle splendide parole della canzone religiosa Amazing Grace (vi suggerisco di ascoltarla, è stupenda)
  • Arthur Wellesley, 1° Duca di Wellington
    Direi che è abbastanza famoso per la sconfitta di Napoleone a Waterloo da non avere bisogno di altro in aggiunta
  • Beau Brummell
    Che però era iscritto a tutti i club e i divertimenti di qualsivoglia natura della capitale, direi che era la versione maschile e regency di Ran Kotobuki, la gal number onedi Shibuya =]
  • Winston Churchill - membro ad honorem
    Il Primo Ministro inglese che tenne la carica durante la II Guerra Mondiale, ovviamente tory
  • Ian Fleming
    Lo scrittore che diede vita alle gesta della celebre spia James Bond, nome in codice 007 [Adesso vado a rivedermi il primo film]
  • David Niven
    Per gli appassionati del cinema degli anni '40, attore e sceneggiatore divenuto celebre col personaggio di Phantom ne La pantera rosa (parliamo delle prime versioni, non quelle con Steve Martin eh!) e prese parte anche al kolossal L'ammutinamento del Bounty oltre a molti bei film come Cime tempestose, Il prigioniero di Zenda e Assassinio sul Nilo.

Sitografia e bibliografia
Wikipedia EN | Boodle's
Historical Resources | History of Boodle's
Number One London | Boodle's
Sito Ufficiale Boodle's
Visitlondon | Boodle's
City of London | Boodle's Club

Spero davvero che questa passeggiata nella storia di un altro dei club più famosi e frequentati di Londra sia stato interessante.
Vi auguro una buona serata,
a presto




Mauser

26 marzo 2012

Un blog affidabile al 99%

Cari lettori,
è tempo di primavera ed è tempo di premi.
La scorsa settimana la cara lithtys del blog Beyond the Crimson Walls ha insignito questo picco angolo di blogosfera di un premio.
La cosa mi riempie di ognore, ma anche un po' di vergogna perchè non sono sicura potermi fregiare dell'appellativo affidabile, almeno nella vita virtuale...

Comunque ringrazio davvero di cuore per aver pensato in questi termini al Georgiana's Garden che forse non è campione di tempestività e di continuità, ma che è un piccolo progetto (molto personale) al quale sono estremamente affezionata.
Grazie Lit =)

Un blog 100% affidabile secondo le linee guida del premio dovrebbe avere queste caratteristiche:
  1. Essere aggiornato regolarmente;
    Questa parte non è precisamente quella che porta più prestigio al GsG, l'aggiornamento non è proprio regolare, ma diciamo che provo a fare del mio meglio...
  2. Mostrare la passione autentica del blogger per l'argomento di cui scrive
    Io spero sempre che il mio amore per ciò che scrivo traspaia sia dalle parole che dalle ricerche e, perchè no, anche dalle prese in giro
  3. Favorire la condivisione e la partecipazione attiva dei lettori
    Un tema che mi è molto caro, chiunque voglia contribuire è ben accolto e non ne ho mai fatto mistero fin dall'apertura
  4. Offrire contenuti ed informazioni utili e originali
    Beh, ho aperto questo blog proprio perchè nessuno parlava dell'argomento =)
  5. Non essere infarcito di troppa pubblicità
    Se si escludono i titoli di libri sponsorizzati a fondo post...

Bisogna inoltre occuparsi di
  • spiegare brevemente [quel brevemente mi preoccupa] quando e perché si è aperto il blog;
  • segnalare altri 5 siti/blog che sono meritevoli di menzione e far sapere ai blog/siti che hai scelto che sono stati premiati.

Storia del GsG
È bello avere una scusa per parlarne, la aspettavo da tempo!
Il Georgiana's Garden, secondo i miei annali, nacque nel lontano 2009. Avevo alle spalle una lunga carriera sia come moderatrice di forum (ai miei tempi quella era la vita online e il vecchio Eyes on Anime il regno dove esercitavo i miei poteri) e come scrittrice di fanfiction, dove sopravvivono ancora delle vestigia su EFP e sulla stranissima quanto amata coppia Draco/Hermione. Volevo cimentarmi con qualcosa di nuovo e vedendo che la blogosfera era il Nuovo Mondo, mi ci sono buttata.
A darmi il primo spunto, il desiderio di aprire un luogo dove parlare di un determinato argomento con passione e trasporto, fu il film Julie&Julia dove la protagonista decide di aprire un proprio blog di cucina sfruttando il libro edito da una mirabolande Julia Childe/Meryl Streep. Il blog fa un po' da ancora di salvezza per Julie, che può sfogare la sua frustrazione tra i commenti degli avventori, le pentole della cucina e la sua passione culinaria e in breve diventa un autentico fenomeno.
Anche io, come Julie, cercavo un modo di sfogarmi da una vita un po' frustrante, anche io, come lei, sentivo di avere un sacco di cose da dire, è stata la scelta del soggetto però la meno semplice perchè i miei interessi sono molteplici, ma di breve durata.
Dopo aver pensato ai libri, ed aver accantonato l'idea per l'immane quantità di blog di letture che ho scorto nella rete, molti tra l'altro validissimi, ho optato per la storia. C'era poco contributo da dare per il mondo letterario, ma per quello storico sapevo di poter fare una parte, seppure piccola, ma significativa.

Il GsG si può dire sia stato un blog "di riepilogo" perchè mi ha permesso di sfruttare le mie precedenti esperienze nella rete.
Con l'inglese appreso dalle scans dei manga ho potuto cimentarmi in molti siti e documenti sull'epoca storica che approfondisco, l'html così sudato nelle impaginazioni forum è tornato utile nella formattazione e veste grafica di questo blog, inoltre ho massicciamente fatto uso di esponenti della biblioteca civica, con cui ho avuto tristissime esperienze, ai molti romanzi storici che, a modo loro, mi hanno insegnato qualcosa sulle epoche di cui parlano.

Il mio desiderio era proprio riunire il tutto e farne una grande vetrina su un epoca affascinante quanto oscura.
A modo suo il GsG è cambiato e cresciuto, la frequenza degli aggiornamenti non è più quella di un tempo, complice un lavoro pressante e stancante, ma cerco sempre di mantenere un buono standard di approfondimento, sebbene rileggendo mi accorga spesso che a volte il periodare e la grammatica potrebbero essere migliorati da una revisione con un po' di calma.

5 blog e siti meritevoli
  • Angenia creations
    Bellissimo blog sulle creazioni handmade di Angenia che trovo deliziose
  • The Goulash Train
    Preparandomi psicologicamente a quella che vorrebbe essere la meta della mia prossima vacanza: l'Europa dell'Est, spulcio con interesse questo meraviglioso blog alla scoperta di territori e luoghi della zona balcanica
  • Pretty Little Houses
    Irrecuperabile mania per l'arredamento, dallo shabby chic al più colorful e stravagante
  • Shoeplay
    Irrecuperabile passione per le scarpe
  • A feminine, modest fashion blog
    Un blog inusuale, ma carinissimo, di moda, abbigliamento e decorazione dai toni pastello e molto delicati senza diventare improponibile

bene, credo che per ora sia tutto e per una volta ho messo blog nuovissimi di zecca, per dare anche a loro un briciolo di risalto, nella speranza ovviamente di non aver offeso nessuno =), un bacio e a presto




Mauser

19 marzo 2012

L'evoluzione dei "costumi" propriamente detti

Ovvero: come si andava alla spiaggiatra il XVIII e il XX secolo


Si appropinqua l'estate.
Queste le parole cariche di cinismo che una mia amica mi ha rivolto la scorsa settimana.
Nel suo vocabolario ciò ha un solo sinonimo: dimagrire.
Buttare giù la pancetta dell'inverno opportunamente coperta da maglioni e collant contenitive, fare un bell'abbonamento di tre mesi in palestra e andare a sudare sui tapis roulant, sgranchirsi la schiena alle lezioni di pilates, rassodare glutei e addominali con infiniti crunch e privarsi di qualunque cibo non appartenga agli ultimi due gruppi alimentari.
Nel mio vocabolario invece quest'affermazione è sinonimo di: "addio serate con le amiche". Le poche volte che sarò in città mi toccherà salutare mestamente le uscite pizza&cinema (perché la pizza è off limits), i filmacci romantici sul divano con nutella o gelato in grembo (la nutella è il male) e sbocconcellare i biscotti col tè della domenica pomeriggio (avete presente il numero di calorie contenute in una singola ostia?! Beh, io no).
Per una che tocca il suolo della sua città una volta alla settimana sono privazioni di notevole portata e il problema delle mie amiche, tra universitarie e stanziali, non mi tocca perché non avrei né il tempo né lo spirito per iscrivermi in palestra. E comunque da adulta ho un rapporto decisamente migliore con me stessa e tutto il surplus.

Donne di metà Settecento abbigliate per
una passeggiata sulla spiaggia
(non si nota la differenza, potrebbero
trovarsi a Piccadilly)

Ogni tanto mi dico che era meglio quando gli esseri umani andavano al mare vestiti, almeno non si preoccupavano della ciccia di troppo.
Poi però, ricordando il quanto andavano vestiti, cambio sempre idea.

Quando si dice che l'eccesso è sempre un male...
Durante il Settecento, secolo dei Lumi, della frivolezza, del rococò, andare a nuotare alla spiaggia era considerato primitivo, l'usanza era lasciata i popolani che si spogliavano e usavano quell'immensa distesa d'acqua come una specie di vasca da bagno gratuita. I ricchi non amavano particolarmente l'aria salmastra che rovinava il trucco delle donne (vi rimando al video contenuto in questo post), il vento quasi sempre sferzante disfaceva le elaborate e impomatate parrucche e il sole della canicola rovinava la pelle e l'effetto del cerone. La spiaggia era piuttosto snobbata.

Verso fine secolo le cose cominciarono a cambiare, cominciò a diventare abituale una passeggiata presso la spiaggia e un soggiorno nelle località marinare, specialmente per rinvigorire la salute che non traeva certo giovamento dai piatti eccessivamente proteici della tavola dell'epoca, dalla vita condotta quasi sempre al chiuso, dallo scarso movimento fisico e dall'aria poco salubre delle città. Proprio per gli stessi motivi anche le vacanze in località termali o nelle zone del Mediterraneo erano estremamente quotati.
Le località marine erano considerate dei grandi sanatori, insomma.

Gli uomini iniziarono ad "andare al bagno" in questo periodo, cioè andare alla spiaggia per nuotare, erano abbigliati con dei costumi interi piuttosto larghi e ingombranti che ricordavano le tutine da neonato integrali e comprendevano anche elementi impensabili come giacche o cappelli; per le donne servirà almeno un secolo prima di ottenere lo stesso diritto. Sebbene le passeggiate fossero loro concesse era bene che queste non si esponessero troppo a lungo ai raggi del sole che, secondo l'idea del tempo, erano portatori di malattie della pelle (in parte vero, ma decisamente eccessivo) e secchezza, inoltre il canone estetico prevedeva un incarnato diafano e quasi trasparente e, di conseguenza, l'abbronzatura non era mai una virtù, neanche se la donzella abitava i soleggiati paesi delle colonie del centr'America ancora sotto la protezione della corona britannica, anche se in quei casi, a causa della vita che si conduceva, era tollerato avere un colorito più salutare e meno malaticcio.

Le donne passeggiavano quindi sulla riva e alle volte cavalcavano, ma sempre munite di parasole o cappellino, naturalmente vestite, per prevenire l'abbronzatura. Essendo così candide di carnagione era facile che queste signore e signorine si bruciassero, per questo all'epoca esistevano molti rimedi contro le insolazioni, uno dei quali abbiamo già incontrato in un precedente post.
Probabilmente in futuro parlerò dei particolari cappellini che le signore usavano per ripararsi e che erano costituiti da lembi laterali particolarmente ampi che avvolgessero l'intero viso; la forma differiva in parte dalle sagome più cittadine e piumate che solitamente conosciamo grazie alle illustrazioni.

Nel primo Ottocento, ancora in epoca regency, abbiamo l'avvento delle prime frequentatrici della spiaggia.
Ovviamente erano ancora vestite fino a morire di caldo, ma era comunque un notevole passo avanti nel concetto di "possibilità e libertà" e le basi erano state gettate, bisognava solo raffinare il tutto.
L'abbigliamento da spiaggia era, se vogliamo, anche più stratificato di quello da giorno perché spesso prevedeva al di sotto della gonna un paio di brache lunghe e larghe (alla moda turca) e una cuffia.
1810
Pronta per la
notte...
Ecco come La belle assemblee fashions descrive la moda marinara (che non aveva niente a che spartire con colletti alla Sailor Moon, pantaloni al ginocchio, fazzoletti blu e cappelli piatti).
A gown of white French cambric, or pale pink muslin, with long sleeves, and antique cuffs of thin white muslin worn over trowsers of white French cambric, which are trimmed the same as the bottom of the dress. A figured short scarf of pale buff, with deep pale-green border, and rich silk tassels; with gloves of pale buff kid; and sandals of pale yellow, or white Morocco, complete this truly simple but becoming dress.

Un abito di bianca batista francese o mussolina rosa con maniche lunghe e decorazioni arricciate in mussolina bianca sulle maniche e sopra i pantaloni in batista francese bianca, rifiniti come la parte superiore del vestito.
Una sottile sciarpa rifinita ai bordi di verde chiaro e arricchita con seta; guanti chiari di pelle giovane e sandali giallo chiaro o "bianco marocchino" completano questo semplice abito.


A fianco trovate anche una rappresentazione dell'abito in questione che, a mio parere, ricorda più un pigiama che un vestito da giorno, ma che ci permette una prima, grandissima conquista: i pantaloni femminili.
A differenza di quel che si crede i pantaloni entrarono nel guardaroba delle signore con gli abiti da bagno, non con quelli da equitazione, e a lungo rimarranno l'unico impiego di questo indumento nell'ambito muliebre.

1858
Ideale per una notata in libertà
L'evoluzione dell'abito da spiaggia, andò di pari passo con quella della moda quotidiana, si potrebbe dire che l'idea di fondo di questi vestiti da bagno rimase la medesima: un surrogato dell'abito da passeggio, in pratica fu variata la forma estetica, ma con tutti gli strati che si contavano difficilmente si potrebbe parlare di veri costumi... gli inglesi che sono pignoli, infatti, si riferiscono a questi vestiti come bathing suit, cioè completi da bagno che indica chiaramente che non si trattava di straccetti microscopici di stoffa come i nostri...

In epoca vittoriana si riconosce esattamente come la foggia del vestito fosse allineata con quella della moda, ma l'idea di fondo dell'abito da spiaggia non era cambiata da quando Napoleone scorrazzava per l'Europa. Le signore avevano una lunga palandrana che arrivava fino ai fianchi e l'unica differenza dagli abiti londinesi era che sotto si scorgevano dei larghi pantaloni "alla turca" stretti alla caviglia piuttosto che le crinoline rigide. Il tutto era fabbricato di flanella, il che, capirete, non era il massimo per comodità e freschezza e, inoltre, quando si bagnava si trasformava in un peso morto di una certa portata aggravato dal sempre presente corsetto che comprimeva il petto e smorzava il respiro: risultato?
Gli incidenti in acqua erano frequentissimi anche a riva.

Ma come sappiamo l'Ottocento fu secolo di cambiamenti, il ritmo della vita, con il progredire dell'industria, aumentò rapidamente e così anche le mode cominciarono ad avvicendarsi con sempre maggiore frequenza. Analogamente la progressiva emancipazione, la riduzione di stoffe e vestiti anche nelle donne e il distacco dai valori tipici di femminilità fino ad allora accettati comportarono un rapido mutamento degli abiti da vere e proprie armature da palombaro a qualcosa di più umano.
1860 circa
Le armature da palombaro
Gara della più veloce...

Intorno agli anni 70-80 dell'Ottocento era diventata usanza comune per i ricchi frequentare il mare e le spiagge dove gli stabilimenti balneari erano attrezzatissimi per fornire ai loro ospiti ogni genere di comfort, come le cosiddette macchine da bagno o bathing machines, delle cabine come quelle che noi conosciamo dalle nostre gite al mare munite però di ruote da carro e trainate in acqua da cavalli. Era infatti considerato sconveniente che le persone si bagnassero tutte insieme o ci fosse una certa promiscuità, quindi questa invenzione garantiva la possibilità di un solitario e riservato bagno. Le macchine sopra citate consentivano ai bagnanti un vero e proprio "tuffo" e una nuotata un po' più distante dalla riva.
È anche da ricordare che, per quanto popolari, le spiagge dell'epoca non avevano nulla a che spartire con le nostre assolatissime e affollatissime, dove lo spazio vitale è di circa mezzo metro per mezzo e si deve stare accucciati in un autentico carnaio.

1876
Il cambiamento è notevole ¬_¬
Anche la moda pretese la propria quota in questo delirio di popolarità.
Le lunghe giacche e palandrane che coprivano le camiciole di metà secolo si ridussero ad un unico top a mezze maniche, abbottonato sul davanti e lungo fino alle anche la cui parte inferiore formava una specie di gonnellino corto e vaporoso sopra un paio di calzoni al ginocchio. Tutto rigorosamente blu o nero [OMG!]
Completavano il tutto calze scure e coprenti e speciali calzature chiuse, ma legate alla caviglia come i sandali alla schiava.

Niente shorts, vero, niente canottiere e niente petto scoperto, ma rispetto a vent'anni prima era una rivoluzione! Immaginate le facce scandalizzate delle signore con bambini che vedevano queste disinibite ragazze così svestite!
Per loro erano svestite, noi non ci sogneremmo mai di andare così coperti d'estate...  ma era un po' come certe mamme che si sistemano ben alla larga da quelle donne che al mare girano in topless, col perizoma o con bikini eccessivamente striminziti, forse un giorno sarà normale, forse anche io diventerò così... 

Da allora in poi fu una vera e propria riduzione progressiva della stoffa.
Nel 1900 si andava al mare con un vestito lungo fino al ginocchio, collant e apposite calzature. Le maniche a sbuffo e le gonne non erano il massimo per nuotare, ma alle ragazze era consentito esclusivamente bagnarsi nella risacca e rotolarsi nel bagnasciuga, ovviamente si mantenne l'usanza delle bathing machines, presenti in gran quantità e disponibili anche per le persone della borghesia.

1906
Trasgressione made in Calzedonia
Nel 1910 la rivoluzione era quasi completa, il gonnellino era stato completamente abbandonato (sopravviveva un piccolo sbuffo intorno ai fianchi) e ne rimanevano solo i pantaloni al ginocchio; le mezze maniche erano diventate spalline e finalmente si poteva riconoscere una sagoma che vagamente ricorda il costume intero moderno.

Nel 1915, a ritmi sempre più vertiginosi ci si riduce ancora, l'input più grande lo dà senz'altro il nuoto agonistico dove uomini e donne cominciano ad avere lo stesso tipo di indumento, che non era poi così diverso da quello di oggi: il tessuto divenne più attillato per favorire la velocità, i colori più chiari e si accennano le prime fantasie (a righe).
Sebbene popolare tra gli atleti, bisognerà attendere altri cinque anni perché quello diventi la forma base del costume, le gambe sono ancora lunghe fino a metà dell'anca, ma la scollatura diventa sempre più profonda e a metà degli anni venti anche la parte bassa del costume si restringe fino ad assumere le dimensioni delle odierne coulotte.

Saranno gli americani durante la II Guerra Mondiale ad inaugurare l'epoca del due pezzi, imponendo dal governo alle donne degli States di risparmiare sulle stoffe e loro toglieranno e toglieranno accorciando le gonne sopra il ginocchio e tagliando la parte centrale del, finalmente, costume, ma sempre mantenendo coperto il simbolo del peccato: l'ombelico.

1906
Qualcuno ha detto picnic?
Per tutto ciò che viene dopo vi rimando ad un ottimo servizio che vidi qualche mese fa su Rai5 e che trattava appunto della nascita del due pezzi, il programma contenitore si chiamava Love/Lust e l'argomento era trattato in maniera estremamente interessante ed accurata; se non rammento male fece un altro interessante reportage sui tacchi alti che, come sapete, sono una delle mie molte passioni.



Link utili e sitografia:
Victoriana | Fashionable Bathing Suits
Rai5 | Love/Lust
Fashion Era | Swimwear
Berkeley University of California | History of women's swimwear
Capitola Museum | By the sea


Sarah Kennedy, The Swimsuit 
Daniel Delis Hill, History of Men's Underwear and Swimwear

Richard Martin, Splash! A History of Swimwear
Patrik Alac, The Bikini: A Cultural History
Mary L. Martin, Tina Skinner, Naughty Victorians & Edwardians: Early Images of Bathing Beauties




...e come dice la protovalchiria Nix: "Heels tall... bikini small" giusto per riunire un po' gli argomenti.
Un bacio a tutti





Mauser


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