29 gennaio 2010

Cavalcare all'amazzone

Tutti senz'altro siamo a conoscenza della grande passione che gli inglesi hanno sempre dimostrato nei confronti di taluni animali, in special modo cani e cavalli sono sempre stati al centro del loro mondo, tanto da renderli spesso obiettivo di burle in cui tali animali contavano per loro più della vita di altri esseri umani.

In special modo i cavalli sono sempre stati animali apprezzati per la loro bellezza, eleganza e forza, anche nei lavori più umili.
In passato essi erano molto più importanti di oggi perchè gli unici mezzi di trasporto prima dell'invenzione della ferrovia, a parte i piedi, erano le carrozze, di cui abbiamo approfonditamente parlato qui e le bestie da soma.

Le persone più povere consideravano il cavallo un animale nobile, utile, costoso ma molto produttivo e lo sfruttavano per trainare carri e diligenze, per arare i campi e girare le macine.
I nobili invece, affascinati dalla maestosità di queste bestie, li allevavano come corridori e li cavalcavano durante battute di caccia e passeggiate, erano lo sfoggio della loro ricchezza e del loro potere.

Che gli uomini andassero a cavallo non è una novità di cui stupirci, storia vecchia di migliaia di anni, che però, in epoche come quelle vittoriana e georgiana, fosse permesso cavalcare anche alle signore era un altro paio di maniche.
Già, infatti l'ammirazione per questo animale rasentava l'adorazione, tanto che anche alle signore era permesso cavalcare ed era considerata una buona dote in una sposa, inoltre era uno sport che, per usare le parole dell'Imperatrice Sofia dal film di Sissi, "aiuta a mantenere il personale", cioè una forma fisica longilinea ed aggraziata.

Certo non crediate che le donne cavalcassero come gli uomini... e c'era una moltitudine di altre cose che non potevano fare, come partecipare a determinate battute di caccia o lanciare la bestia al galoppo.
Ma in special modo il loro modo di montare era significativo, sia per il nome contraddittorio che per la posizione in cui dovevano stare.

Esse infatti cavalcavano all'amazzone.
Il nome può trarre in inganno, visto che le Amazzoni erano una tribù di donne guerriere della Cappadocia (centro Turchia) citate in molti miti greci (ad esempio quello di Ercole), consociute per la loro forza.
Di sicuro le Amazzoni non cavalcavano all'"amazzone", che prevedeva sella e finimenti molto particolari, mentre a quel tempo si cavalcava ancora praticamente senza sella, tutt'al più con una coperta.
Cavalcare all'amazzone è infatti una pratica (rigorosamente femminile) in cui la donna si posiziona su un particolare tipo di sella con le gambe tutte da una parte, un po' come le streghe sulle scope, per intenderci.

Perchè questo? Vi chiederete senz'altro...

Beh, ci sono molte risposte, ma la maggior parte ha a che fare con la mentalità dell'epoca che vedeva un affronto in una donna che cavalcava in arcione, ovvero a gambe divaricate sulla sella.
Noi ci facciamo poco caso, ma evidentemente per l'epoca il riferimento sessuale della cosa era imprescindibile [il che lascia pensare che per avere una fantasia così sviluppata i cari Victorians non battessero chiodo tanto spesso >_>].
Insomma, una donna che cavalcava "da uomo" era uno scandalo per la buona società, era una donna perduta, dissoluta e di facili costumi, poco importava che fosse vergine.
Una che per apprezzare maggiormente il piacere di una cavalcata decide di stare in equilibrio sulla sella senza sembrare un sacco di patate è senz'altro una meretrice pronta ad allargare le gambe al primo che passa. mica una sportiva!
[In effetti la fantasia in passato non mancava, proabilmente per via del fatto che la TV dovevano ancora inventarla].

Vabbè, osservazioni caustiche a parte, era estremamente sconveniente farsi vedere in suddetta posizione in pubblico, quindi le signore che apprezzavano una cavalcata "come si comanda" si limitavano a praticarla in privato, lontane da occhi indiscreti.

Altra motivazione altrettanto freudiana era che cavalcando in arcione si sarebbero automaticamente sollevate gran parte delle gonne, mettendo in mostra caviglie e sottovesti di pizzo, altro riferimento sessuale molto esplicito visto che le caviglie erano considerate una parte intima che solo il marito poteva vedere e la biancheria, vien da sè, non doveva neanche essere pensata dagli altri uomini (d'altro canto, era consuetudine in epoca vittoriana far l'amore con camicie e sottovesti indosso, la nudità era considerata sporca e motivo d'imbarazzo).
Una donna vista in biancheria era una donna compromessa, anche se l'uomo non l'aveva toccata neanche con l'unghia del dito mignolo.
A tal proposito ricordo che nel telefilm della BBC Orgoglio e pregiudizio c'è una scena dove il signor Collins vede sua cugina Lydia in sottoveste, questo avrebbe portato, nell'Ottocento, ad un immediato matrimonio; Collins è nella scena giustamente sconvolto, mentre Lydia, che è sciocca e senza principi, la prende con leggerezza ridendo.

Trovate difficile confrontarvi con questi concetti di puritanesimo? Io sì eppure l'etichetta di "puritana" me la sono sentita appioppare ben più di una volta!
In effetti la società moderna, con le sue pance scoperte, i derriere completamente esposti, le mutandine e perizomi a vista e le sue ragazze che parlano peggio degli scaricatori del porto non aiuta a farci comprendere la modestia dell'epoca, certo sbagliata, ma figlia di una cultura differente.
Probabilmente è a causa del proibizionismo del nostro passato che siamo arrivati a talune regole forse troppo liberali, ma questa è la mera opinione di una che ha frequentato la scuola con delle ragazze che sembravano uscite dal Postribolo di Zia Poppea.
Decisamente non so quale sia la strada migliore tra le due, come si dice, il giusto sta nella moderazione.

Ma torniamo a noi. C'è ancora un motivo per cui le donne cavalcavano all'amazzone, ovvero per comodità.
Certo si era in bilico più che cavalcando in arcione, ma se con le crinoline, gli ornamenti e le scarpette di allora sembrava difficoltoso salire in carrozza, figuriamoci cosa doveva essere montare! E cavalcare!

Bene, abbiamo elencato le motivazioni principali, adesso vediamo l'origine di tutto questo: ricordate il concetto vittoriano di donna=pallida=svenevole=debole eccetera eccetera?
Bene, è innegabile che per cavalcare occorra un minimo di polso per tenere l'animale sotto controllo, ecco, questa è la caratteristicha che le donne del tempo non dovevano avere, carattere.
Quindi, per ovviare alla cosa, le ragazze venivano messe sulla groppa direttamente piazzate con le gambe di lato e accompagnate, ovvero guidate per le redini, lungo il percorso.
Ma questo tipo di sudditanza continua stava stretta addirittura alle donne di allora che piano piano riuscirono a conquistarsi la loro piccola fetta di indipendenza nella cavalcata, dopotutto non erano un semplice sacco di mele sulla groppa di un animale da soma! Senza contare che, in mancanza di un po' di appiglio, incidenti di sorta erano molto frequenti.

La sella per la monta all'amazzone
Non era una sella come quelle da uomini, essa infatti aveva una seduta più piatta e più ampia, in modo che la signora potesse accomodarsi con tutti i paramenti della sua tenuta da amazzone (la semplicità era una virtù che, dopo l'epoca della Reggenza, si perse per strada).

A differenza della sella tradizionale, inoltre, essa era, per così dire, storta da una parte, nello specifico sulla sinistra.
Infatti la sella da amazzone in inglese viene chiamata sidesaddle cioè, appunto, sella laterale.
Il pomo della sella, caratterizzato dalla classica forma a coda di rondine, era piazzato leggermente spostato a sinistra, in questo modo, sedendosi, la signora aveva la piegatura della gamba destra esattamente in concomitanza con esso, fungendo un po' da appiglio per rimanere in equilibrio.

La gamba sinistra, invece, passa sul fianco del cavallo, morbidamente, come nella cavalcata in arcione. Con la gamba sinistra si impartivano all'animale i comandi "di tacco" o "di sperone" ovvero determinate indicazioni ottenute premendo con le ginocchia sul costato dell'animale, magari per spronarlo al trotto o a prendere velocità.
A differenza di quel che si crede, il costume dell'epoca non prevedeva che cavalieri e amazzoni (cioè coloro che cavalcavano) indossassero speroni sulle calzature: questo avrebbe rischiato di ferire l'animale in maniera pericolosa, generando azioni a catena di panico nella bestia e, successivamente, nel fantino.
Gli inglesi, inoltre, amavano molto le loro bestie, selezionate con cura grazie a incroci di generazioni di purosangue e difficilmente avrebbero permesso di rovinare una delle loro creature.


Pericoli

Come è facile intuire, montare all'amazzone risulta più difficile perchè il baricentro è spostato su un lato, il che rischia di sbilanciare l'amazzone da un lato o dall'altro.
Nello specifico, se essa cadesse di schiena le sue gambe rimarrebbero impigliate nella sella laterale, provocando, fratture a parte, anche un disorientamento della bestia che la disarcionerebbe.

Se invece lo sbilanciamento avviene in avanti (svenimento, cedimento delle cinghie) la donna cadrebbe rovinosamente in avanti, rischiando fratture di vario genere, traumi, ma, soprattutto, di finire sotto gli zoccoli della propria cavalcatura.



Pratica
A differenza di quel che si può credere, le donne che cavalcavano all'amazzone erano la maggioranza (una percentuale superiore a 90) e questa pratica era diffusa sia nella borghesia che nell'aristocrazia e perfino nel West!

Non mi credete? Date un'occhiata alla foto di lato: l'amazzone che salta l'ostacolo vale dieci dei cowboy che la guardano! Tanto per dire le donnine...

Come accennato, la donne che cavalcavano all'amazzone, se avevano pratica alle spalle potevano raggiungere lo stesso livello degli uomini (e a volte fargli anche un baffo =P), esse erano veloci ed ottime saltatrici.
Nelle competizioni moderne ci sono ancora poche, ma valide atlete che gareggiano nel dressage o nel salto ad ostacoli montando all'amazzone come si usava una volta. Tutto è regolare e regolamentato a dovere.



Vi cito un brano tratto dal libro Un'estate da ricordare di Mary Balogh, dove, nello specifico, una delle donne che popolano questa avventura parla alla protagonista della sua passione per la cavalcata in arcione, un po' con l'intento di sconvolgerla e un po' perchè si lascia trasportare dalla cosa. Inutile dire che la nostra puritana protagonista era abbastanza pietrificata. Nello specifico si fa anche riferimento al fatto che alle donne fossero per lo più precluse le battute di caccia grossa

«Andate a cavallo, Miss Edgeworth?» le cheise di sorpresa Lady Freyia nel mezzo di una discussione sui vantaggi di passare a Londra almeno una parte dell'anno.
«Naturalmente» rispose Lauren.
«Partecipate alla caccia alla volpe?»
«No, non l'ho mai fatto.»
«Ma vi considerate una cavallerizza esperta?»
«Dipende da uello che intendete per esperta. Certo so...»
«Attraversate mai la campagna al galoppo?» chiese Lady Freyia. «Saltate le siepi invece di passare dal cancello? Rischiate l'osso del collo per il puro piacere di sentire fra le cosce l'animale?»
Mary Balogh, Un'estate da ricordare, Mondadori


Se siete preoccupati per Lauren, sappiate che se la cava egregiamente in questa situazione spinosa, Lady Freyia nel libro è famosa per non avere peli sulla lingua e non per cattiveria, è semplicemente la sua natura. D'altro canto l'educazione delle ragazze vittoriane riusciva a trarle d'impaccio anche da situazioni tanto imbarazzanti, se utilizzata con cervello.


Ed ecco qualche interessante video su come si cavalca all'amazzone.
Il primo è quasi una prova di dressage in salsa ottocentesca con tanto di costume, vengono inquadrati parecchi dettagli interessanti:



Questa invece è la competizione britannica denominata Ride2TheSide, internazionale e famosissima, ecco un video con delle immagini della gara e tanta ironia ^_^




E concludiamo con le proposte di lettura, come nei programmi di Superquark; tutti i libri che cito, purtroppo, sono solo in lingua inglese, ma sono di facile reperibilità online, io in particolare mi rifaccio quasi sempre ad Amazon che mi offre molti spunti al riguardo
Bene, per questo post ci lasciamo qui, ma scordatevi che molli l'argomento perchè c'è ancora molto da dire al riguardo!
A presto!
Bacioni



Mauser





PS: infine vi lascio la più spettacolare delle immagini che ho trovato durante le mie ricerche sulla cavalcata all'amazzone: santo Cielo, non avevo mai visto niente di simile! Altro che Lady Oscar!

6 commenti:

  1. Credimi, queste tue "lezioni" sono la cosa più interessante che ho scoperto questo mese dopo il forum steampunk. XD

    Senti...Per caso hai già parlato dei modi di dire e le espressioni da bon ton del periodo? Sto chiedendo un po' in giro, ma non trovo nulla. :(

    Ah! sì, lo hai fatto! Ommamma, me lo spulcerò per bene! Sei una manna dal cielo! ^^

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  2. era estremamente sconveniente farsi vedere in suddetta posizione in pubblico, quindi le signore che apprezzavano una cavalcata "come si comanda" si limitavano a praticarla in privato, lontane da occhi indiscreti.

    Ah, ma quindi c'erano donne che cavalcavano in maniera tradizionale! Me l'ero sempre chiesto!

    Riguardo alla posizione all'amazzone ricordo il film "Elizabeth The Golden Age", in cui la regina si fa certe cavalcate! Mi lasciò proprio basita!

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  3. E' nata nel 2011 A.I.M.A., la prima ASSOCIAZIONE ITALIA DI MONTA ALL'AMAZZONE in Italia nata per far riscoprire e diffondere l'equitazione in sella d'amazzone nel nostro paese.
    web: www.amazzoni-italiane.it
    facebook: AIMA Amazzoni d'Italia
    mail: amazzoni.aima@libero.it

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  4. Il 26 Agosto 2011 è nata A.I.M.A.
    la prima ASSOCIAZIONE ITALIANA di MONTA all'AMAZZONE presente in Italia nata per far riscoprire e diffondere l'equitazione in sella d'amazzone nel nostro paese.
    web: www.amazzoni-italiane.it
    facebook: AIMA Amazzoni d'Italia
    mail: amazzoni.aima@libero.it

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  5. Potresti dirmi se all'epoca esistevano scuole di equitazioni per donne? Te ne sarei gratissimo!!

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  6. ...è per un racconto che sto scrivendo...

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