18 gennaio 2010

Cosa ne fu dei Vauxhall Gardens?

Sfruttando lo spunto che è nato in una conversazione con una lettrice del blog, mi prodigherò per cercare di spiegare cosa ne è stato fatto dei famosi Giardini di Vauxhall.

Abbiamo parlato dei Vauxhall Pleasure Gardens qualche post addietro, annoverandoli tra i luoghi famosi: eccome se lo erano!
Li conoscevano tutti, dal più nobile dei re al più umile degli accattoni per strada.
Erano una meta obbligata e il sogno di tantissimi, come è dunque possibile che tanta manigificenza, tanto splendore siano completamente spariti nel giro di cinquant'anni e, dopo cento anni, non se ne ritrovi neanche le fondamenta?

Molte sono le ragioni, alcune hanno a che fare con la politica, altre col mondo che gira continuamente: figuriamoci come doveva apparire ai tempi di Giorgio IV con la Rivoluzione Industriale in pieno svolgimento!
Mi piace fare un esempio piuttosto calzante per spiegare questo: la moda.
Ormai se un anno vanno gli stivali da pirata sopra il ginocchio, non è detto che quello dopo gli stivali siano contemplati nel guardaroba di una donna! Insomma, io sto aspettando dagli anni '80 (quando praticamente non ero ancora nata ^_^) che ritornino di moda le gonne colorate stile anni Sessanta, invece nada, troppa scelta tra mini, mini shorts e longuette.
Volete sapere quanto durava una moda nel passato? Di certo più di sei mesi, ma in genere il periodo tra la gestazione e il declino era di tre anni abbondanti, cinque per la scomparsa definitiva... tutta un'altra favola. Ma il mondo girava veloce anche per l'epoca e quello che dieci anni prima era l'ultima moda, ormai era inevitabilmente sorpassato.

Ma cosa c'entra questo col declino di Vauxhall?
Già nel 1850, cioè 9 anni prima della chiusura definitiva del parco, i giardini stavano decadendo, essi infatti erano semplicemente passati di moda.
Nella metà dell'Ottocento era di moda il puritanesimo vittoriano, decisamente troppo severo per permettere divertimenti che andavano contro ogni tipo di morale, ossia il vero scopo per cui esistevano i Giardini: divertirsi.
E naturalmente non bisogna mancare di dire che una bella percentuale di questi divertimenti non erano proprio casti e puri... in effetti prostituzione e ubriachezza erano dietro ogni angolo, ritratto di una Londra che stava stretta nelle regole che le erano state imposte.

Ma se in epoca Georgiana l'eccesso era tollerato, senza neanche far sollevare troppi sopraccigli altezzosi, in era Vittoriana non si poteva dire lo stesso.

Insomma, pur di rifuggire tutta questa libertà che poco si addiceva al tempo, furono messe in atto grandi manovre per cercare di cancellare completamente il ruolo dei giardini e, bisogna ammetterlo, c'era poco da sperare di trasformarli in un paradiso del buon gusto e della moralità =P
I giardini erano certo un buon diversivo per gli innamorati, per coloro che cercavano un po' di intimità (una cosa che nelle case non si trovava di certo), o per quelli che desideravano approfondire la conoscenza di qualcuno, anche a livello semplicemente verbale, ma fuori dal controllo e dalle occhiate ammonitrici delle patronesse, delle madri e delle zie che non perdevano di vista nipotine al debutto e ragazze che cercavano la loro strada nel mondo.
Ma ciò non bastò.
Essi erano semplicemente troppo osè perchè fossero tollerati, troppo fuori dall'ordinario e troppo fuori controllo.
Il TROPPO non doveva esistere ai tempi di Vittoria.

Insomma, passata la metà del secolo, i Vauxhall Gardens erano fuori moda come divertimenti e scenari ricreativi, disdegnati dai bempensanti e dai bigotti, sempre più popolati da gentaglia e sempre meno frequentati dai nobili e dai borghesi.

C'erano poi la politica e i soldi.
Dagli anni '30 del XIX si erano succeduti svariati proprietari alla guida del parco, ciascuno con risultati più o meno disastrosi del precedente.
I nuovi arrivati, che avevano acquistato i giardini nel tentativo di sfruttarne la grande popolarità, si rivelarono incapaci di saper soddisfare le esigenze dei frequentatori, con iniziative insufficienti ad attirare gente.
Con gli introiti sempre più bassi, anche il mantenimento delle strutture esistenti divenne impossibile, questo comportò un vero e proprio declino della struttura dal punto di vista urbanistico.

Tutti sanno che un luogo di frequentazione se non sa rinnovarsi coi tempi che passano e non è in grado di essere accogliente e accattivante, difficilmente continuerà ad essere punto di ritrovo.

I proprietari, inoltre, indebitati fino al collo per il mantenimento del parco, avevano rivali politici piuttosto influenti in Parlamento che ostacolavano le loro timide mosse di rimettere in piedi l'attrattiva dei Vauxhall.
Senza contare che il terreno su cui sorgeva l'intera struttura era diventato piuttosto attraente dal punto di vista edilizio agli occhi di architetti e speculatori che stavano vedendo crescere la metropoli inglese a ritmi vertiginosi, continuamente ghiotta di nuovi spazi, tanto che dal borgo originario (la City, per intendersi) era arrivata ad inglobare diversi quantieri e Borough della campagna circostante.

Senza la possibilità di migliorarsi, né di continuare come avevano sempre fatto (le grandiose feste in giardino erano ormai considera IMMORALI per via della promiscuità e, soprattutto, della facilità con cui persone magari nobili o di classi diverse, si potevano appartare lontane da occhi indiscreti, facendo nascere, magari, anche qualche indesiderata nobile gravidanza), era inevitabil la chiusura.

I cancelli dei Vauxhall Gardens si chiusero per l'ultima volta il 25 Giugno 1859.

Da allora cosa è successo?
Come è intuibile, vista la crescita demografica e urbanistica, i Giardini vennere smantellati con grande velocità, lasciando il posto a circa 300 nuove strutture, specialmente abitazioni, palazzi e uffici.


Vauxhall Gardens tra Kennington e Vauxhall
Adesso l'area che fu dei Vauxhall Gardens è suddivisa in due quartieri: Vauxhall e Kennington.
Vauxhall è ormai un quartiere famoso per la sua quandre varietà e le sue caratteristiche cosmopolite (come quasi tutti i quartieri dell'East London), citato anche nei film di James Bond 007 come la sede del quartier generale delle spie a doppio zero dai libri di Fleming.

[A dire la verità non saprei come interpretare uno 007 di turno che passeggia con una biondona Bond Girl per romantici giardini Regency... probabilmente ho difficoltà di immaginazione, ma ormai anche le spie sono così tecnologiche che
A) non capisco una mazza di quello che smanettano con quei congegni elettronici e credetemi, io sono una programmatrice!
B) sono così sofisticati e altezzosi che più in là di un Hilton Hotel non credo ce li vedrei bene... come ha fatto Daniel Craig, novello Bond, ad abbassarsi fino ad una partita a poker in Montenegro? Toh, magari giusto un Sean Connery prima versione 007 poteva ancora starci...
Insomma, il connubio mi risulta quasi impossibilie, ce lo vedete 007 accanto a Beau Brummel? Assurdo!]

Ma non diviaghiamo troppo e torniamo alla geografia londinese: Kennington!
Kennington si dice sia il vero simbolo della Londra moderna, penso che non saprei dirlo con parole migliori di quelle che ho trovato gironzolando sulla rete, ecco quindi come viene descritto:

Kennington è probabilmente il vero simbolo dell'odierna Londra, l'eccellenza della varietà, l'incontro delle culture: britannica, francese, indiana, italiana, ma anche tibetana ed etiope...un mondo di mondi. Ne fa esperienza chi quotidianamente vive il quartiere, chi per consueta convenienza, culturale ed economica, decide di metter su casa a Kennington, nuova leva del cuore londinese, a due passi da tutto, cara ma non troppo.


A dire il vero, I Gardens stavano più Kennington che Vauxhall: come mai, allora, essi appartengono più a Kennington che al quartiere che porta il loro nome?
La motivazione è tutta storica.
Sia l'area che comprendeva i giardini che quella dell'odierno quartiere appartenevano alle proprietà di campagna (meglio definirla stately house, cioè "appena fuori città", infatti quando la proprietà venne costituita, tra Cinquecento e Seicento, l'area era fuori da Londra, ma non abbastanza distante da essere definita una proprietà di campagna) della famiglia di Falkes de Breauté (anche conosciuto come Falkes de Brent, 1224), gentiluomo inglese dall cui traslitterazione del nome deriva, molto probabilmente, anche la parola "Vauxhall" (Faulke's Hall -> Foxhall -> Vauxhall per sostituzione della V con una F, per renderlo meno campagnolo).
Famiglia nobile e ricca, quella de Brent possedeva tutta la zona circostante, l'appellativo Vauxhall fu quindi dato a tutta l'area e solo successivamente, a casua della grande popolarità dei Giardini, il nome divenne indicativo solo del parco e non dell'intero distretto, ma ricordiamo che il vero nome dei Gardens era quello di New Springs Gardens.
Ecco quindi spiegati i misteri del perchè i Giardini non fossero esattamente nel quartiere col loro nome: il quartiere non prese il nome DAI Vauxhall Gardens, bensì il contrario!

Per chi non fosse pratico di Londra, posso fornire una mappa costruita per le ambientazioni dei libri di Dickens: a quel tempo i giardini se non avevano già chiuso erano in fase calante, ma è ben evidenziato dove è situata la loro locazione e come mai fossero considerati fuori città.


La locazione dei giardini è I6 (mi sembra di giocare a battaglia navale... >_>).
Poichè ho dovuto ridurre la risoluzione dell'immagine per farla stare nella pagina, vi consiglio di ingrandirla cliccandoci sopra o aprendola direttamente in una nuova scheda per visualizzare meglio i dettagli.
Tranquilli, non c'è da memorizzare tutto, riproporrò spesso questa cartina perchè la trovo molto istruttiva anche per altri argomenti ^_^


Cosa ne è rimasto?
Ben poco a dire il vero.
Quasi tutte le parti dei giardini sono state smantellate e dove una volta sorgeva la Fontana del Nettuno, centro del viale principale, vi è stata costruita St Peter's Church, in Kennington Lane, la main street di Kennington; la statua che torreggiava sulla fontana (ispirata alla Trinità dei Monti) è stata trasportata al Victoria and Albert Museum di Londra, che contiene uno dei più grandi centri di informazione sull'epoca Vittoriana.


L'area comunque è stata parzialmente recuperata durante il ridimensionamento edilizio della capitale.
Alcuni edifici sono stati abbattuti e un piccolo parco è stato ricostruito dove una volta sorgevano i Vauxhall Gardens, poca cosa rispetto alla grandiosità e alla magnificenza dell'originale, ma un piccolo tentativo di recuperare, come possibile, quanto è andato perduto.

Ecco qui il link di un viaggiatore che ha visitato di vari parchi di Londra (Hyde Park, Kensington Garden e, anche, Vauxhall Park) e ne ha fatto una brevissima descrizione nel suo diario di viaggio online:
Vauxhall Park, Londra



Bene, spero di aver tolto ogni curiosità sull'argomento.

Baci a tutti



Mauser

3 commenti:

  1. Grazie per il tuo post molto approfondito. Sei stata davvero gentile ed esauriente.
    Prescindendo dalle mode, è comunque molto triste pensare che un simile luogo sia stato quasi completamente cancellato da strade ed edifici. Resta però la leggenda del luogo :-)

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  2. Purtroppo è vero... a me dispiace molto che siano andati perduti anche perchè dovevano essere una vera meraviglia, altrimenti non sarebbero stati così famosi e frequentati, specialmente nel passato...

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  3. Ho da poco scoperto questo blog e lo sto leggendo a ritroso: bellissimo! Sono una accanita fan della letteratura inglese del periodo di cui parli e ho trovato qui moltissimi interessanti spunti...che dire, grazie!

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