Ghinee, sterline, scellini, pence... ma voi lo sapete cosa sono?


Quindi, parliamo di queste monete e vediamo di scoprire un po' che cosa erano.

Il metodo più veloce per imparare è leggere Oliver Twist, dove un amico di Oliver si prende la briga di insegnargli il valore del denaro, eppoi di spedirlo a rubarne. Anche la domanda di apertura è tratta da un libro di Dickens ed egli la pone ad uno dei suoi personaggi: di sicuro Paul, il destinatario del quesito, sapeva eccome cosa fossero scellini, ghinee e penny, ma noi esseri umani del terzo millennio forse proprio no.

Nell'Inghilterra dell'Ottocento il denaro era rappresentato da assegni di cambio (antico nome delle banconote) e monete d'oro, d'argento, bronzo e rame.
Il materiale di cui le monete erano fabbricate indicava anche il loro grado di importanza.
La sovrana e mezza sovrana erano fatte d'oro, mentre la corona, la mezza corona, fiorini, scellini, erano fabbricate in argento come le monete da sei penny e da tre penny.
Penny, mezzi penny e centesimi erano invece realizzati in rame fino al 1860, da quando si dispose che fossero fatti di bronzo.
Ecco una lista contenente i valori delle monete e della cartamoneta con i relativi nomi, grazie a questa sarà più facile distinguere e assegnare loro il giusto valore

Scrittura e abbreviazioni
£ = sterlina
s = scellino
d = penny
Esisteva anche un sistema di scrittura molo particolare, per esempio per dire
5 sterline, 10 scellini e 6 penny si scriveva £5.10.6
dove 5 e 6 indicavano rispettivamente le sterline e i penny e potevano anche essere scritti come 5/6.

Questo valeva perché il valore del denaro e la sua produzione era fatta in base alle esigenze, si calcola comunque che il valore della sterlina durante la storia americana abbia oscillato da 20$ a 50$ e anche, in casi rari a 200$.
Guardando quanto valeva il denaro nel passato è importante tenere conto delle percentuali dell'epoca di inflazione e svalutazione naturale (o almeno mi pare di ricordarlo dalle antiche lezioni di diritto delle superiori), più avanti, comunque, parleremo del valore materiale delle monete.
Importanza e valore del materiale

Al giorno d'oggi le monete non sono più fabbricate di materiali preziosi come in passato e di sicuro non mi illudo che sia oro quella patina giallina che sta al centro dei 2€ che ho tra le mani tutti i dì, ma fin quasi alla metà del Novecento sono sopravvissuti esemplari di monete in materiale prezioso, ad esempio, per citare una moneta nostrana, le 100 lire d'argento, che tutti i collezionisti possiedono nei loro raccoglitori.

Il valore della moneta legato al suo materiale è una consuetudine che viene dal passato, da molti millenni prima dell'epoca Vittoriana, dove quello che contava era l'oro della monetina, non il suo nome o il valore nominale.
Le banconote o "promesse di pagamento"
Importata dalla Cina in epoca rinascimentale, era praticamente costituita da "promesse di pagamento", da qui il nome odierno con cui la conosciamo: banconota, ovvero "nota del banco", cioè un foglio emesso dai cassieri della banca contenente una promessa di pagamento.
Una "promessa di pagamento" prevedeva che si poteva scambiare il foglietto cartaceo con tranquillità sapendo che in qualsiasi momento sarebbe stato possibile riscuoterlo in oro in una banca.
A dire la verità il concetto di fondo è valido ancora oggi, solo che non lo sappiamo o ce ne dimentichiamo, ormai avvezzi ad avere tra le dita banconote di ogni sorta. Inoltre è poco usuale trasformare il proprio denaro in oro.

I miei genitori ancora mi raccontano di quando usavano le 1000 lire di carta, una assoluta novità, ed erano dei papiri di quasi mezzo metro, perché 1000 lire erano un capitale; anche in Inghilterra era così, sebbene il denaro cartaceo fluisse con molta facilità, soprattutto nell'entroterra e al Nord, rispetto ad altre parti d'Europa come è il nostro Paese.
La Zecca: la fabbrica dei soldi
Fino al 1815 ogni Banca con una certa
disponibilità finanziaria poteva stampare e coniare denaro di Sua Maestà, a patto che tenesse severissimi registri della fabbricazione e ne inviasse costantemente rapporti al Ministero del Tesoro Britannico e alla Banca d'Inghilterra.

In particolare era particolarmente diffusa la stampa di note di cambio da parte delle banche di provincia con cui molti andavano poi a ritirare oro alla Banca d'Inghilterra.


Non so se questo post vi ha chiarito le idee riguardo la moneta vigente all'epoca, spero che almeno non abbia creato più confusione...
Personalmente ho trovato interessante approfondire questo argomento e mi sono accorta di come sembrasse cara la vita all'epoca e di come la disparità tra ricchi e poveri dovesse apparire evidentissima.
Spero che anche a voi sia interessato il post, noi ci salutiamo, a presto e buona serata,
Baci!
Nessun commento:
Posta un commento