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27 maggio 2012
Suspense the innocents: il film
Cari lettori,
come ve la passate? Io sono veramente molto presa dal lavoro in questo periodo, al punto che tra le tante cose che sto sacrificando purtroppo ci sta finendo anche un pezzetto della mia vita e me ne dispiace da morire, infatti sto cercando di recuperare tagliuzzando tempo da altre cose, purtroppo il GsG è uno di queste, sono desolata, ma non ho davvero altre alternative al momento e temo che in futuro sarà anche peggio, infatti sto riflettendo sulla (tremenda) possibilità di chiudere il Georgiana's Garden. Non sono più regolare con gli aggiornamenti né ho tempo per scriverli, a volte sono costretta ad impormeli per forza e questo non mi va perchè un blog dovrebbe essere distensivo, qualcosa di rilassante, un passatempo, perciò ci sto pensando, non sono ancora giunta ad una decisione: staremo a vedere.
4 febbraio 2012
Tre manga tratti da Jane Austen presto in Italia
Che Jane Austen sia un'autrice che da tre secoli a questa parte vende bene, non credo sia una novità, da sempre caratterizzata da un grande successo di pubblico (e solo nell'ultimo secolo anche di critica), Jane Austen è senza ombra di dubbio una delle ispiratrici delle vicende romantiche con plot moderno, i suoi romanzi sono stati letti ininterrottamente da tre secoli e continuano a riscuotere successo e legare a sé fedeli lettori.
Con i mash-up, le orribili rivisitazioni dei classici in salsa pseudo-horror, abbiamo imparato che per quanto mediocre sia la produzione, sfruttare il nome e il successo di un altro autore, nonchè la sua storia, è fonte se non di successo almeno di popolarià e chiacchiere.
Non che sia una novità, il cinema questa cosa l'ha imparata fin dall'inizio della sua storia, quando le pellicole erano in bianco e nero e la recitazione muta dei classici della letteratura dava nuovo sapore a vicende che più trite non si può, alla meglio intervallate da schermate con i dialoghi. La musica, poi, si trovava direttamente in sala insieme agli spettatori.
Non solo il cinema e non solo gli approfittatori conoscono questo metodo: un'altra considerazione portataci qualche post fa (cfr. Anna dai capelli rossi by Yumiko Igarashi) è che il mondo dei manga ha spesso e a volte con successo saccheggiato la letteratura e la narrativa occidentale, specialmente quella dell'Ottocento, un po' copiando e un po' ispirandovisi.
I prodotti di questo filone d'ispirazione europea sono tantissimi e qui ne abbiamo visti pochi, dopotutto il tempo è quello che è e io sono da sola... così non ho mai parlato dei manga ispirati da zia Jane e i suoi romanzi.
Adesso quei manga arriveranno in Italia e credo che sia il caso di menzionarli, giusto perchè i lettori sappiano cosa aspettarsi e perchè gli appassionati di manga o di Jane Austen sappiano che arriveranno certe cose e magari ci riflettano sopra.
È infatti notizia di qualche settimana fa che l'autrice Reiko Mochizuki arriverà nel nostro Paese con due sue opere ispirate dai romanzi di zia Jane in compagnia della sua "collega" Youko Hanabusa, già autrice di Lady!! (qualcuno lo ricorderà dall'infanzia come l'anime Milly un giorno dopo l'altro) che porterà il terzo romanzo ispirato ad Emma.
Il manga di O&P è a mio avviso molto carino e nonostante l'evidente influenza stilistica proveniente dalla miniserie BBC (che evidentemente la Mochizuki ha guardato) e che si nota specialmente nella caratterizzazione estetica di Lizzie e di Darcy, è un prodotto valido e molto gradevole, fresco e leggero come una brezza primaverile.
Ottima la ricostruzione storica dell'abbigliamento, dove devo fare nota di merito ai cache-col di Darcy, belle anche le collanine di Lizzie e le pettinature, a mio avviso molto graziosi anche gli occhi delle ragazze, solari e sorridenti.
Una Jane opportunamente bella, ma sacrificata, fa da contraltare ad una suscettibile Lizzie, Jane a quanto pare non riesce a liberarsi del complesso della comprimaria di cui mi ero già ampiamente lamentata in passato; stando ai prodotti moderni Elizabeth Bennet rimane la protagonista indiscussa di Orgoglio e pregiudizio, sempre per quella questione che un prodotto troppo corale al giorno d'oggi non piace più come invece piaceva ai tempi in cui la Austen lo scrisse...
Le sorelle di Charles Bingley tornano ad essere due (la primogenita Louisa Hurst di solito la si dimentica per strada) e non più solo la spocchiosa Caroline come accaduto nel film del 2006, dove era pronta per un bordello (quello è il suo abito da sera) prima di vestire i panni della fidanzata di Watson, ma come si può volergliene? Caroline Bingley da sola porta più distruzione del tifone Katrina, si riesce a fare a meno della petulante sorella sposata quando Caroline occupa la scena con la sua espressione disgustata.
Suggerisco assolutamente di leggere questo manga alle appassionate di Jane Austen, si tratta di due volumi e quindi di un'opera breve che si può tranquillamente restituire o rivendere se non la si gradisce, ma credo che sia molto bello e una variante inconsueta dell'originale, così come un modo per avvicinarsi con meno pregiudizio al mondo del manga: dopotutto è la stessa Austen che ci insegna che i pregiudizi sono assolutamente dannosi ;)
Oltre ad Orgoglio e Pregiudizio arriverà in Italia anche Ragione e Sentimento, qui si nota che evidentemente la Mochizuki ha un chiodo fisso su come debbano essere i protagonisti maschili (il nostro Edward Ferrars è uguale al Darcy di prima!) e comunque non si tratta di un canone così da buttare, insomma ho visto di peggio...
A mio avviso il manga di Ragione e sentimento è un poco inferiore a Orgoglio e pregiudizio e anche qui sacrificano un po' le coppie, purtroppo non potendo passare in secondo piano una delle due come fatto con O&P qui sia Elinor&Edward e Marianne&ColBrandon risultano tratteggiati superficialmente in quanto a caratteri, anche perchè siamo di fronte ad un volume unico e non più a due come accadeva nell'altro caso. Speriamo bene...
Sostanzialmente con questo manga cambia la trama, ma il tratto resta lo stesso che avevamo visto poc'anzi così come la caratterizzazione estetica e dell'abbigliamento. Da acquistare se avete apprezzato già O&P oppure se siete delle accanitissime fan di questo libro della Austen, come la sottoscritta.
La copertina originae di Ragione e sentimento assomiglia pericolosamente a quella di un Harmony perchè questo manga fu pubblicato originariamente nella collana degli Harmony giapponesi, la stessa che qualche anno fa propose anche Cime tempestose e la versione romanzata della storia di Lady Diana [sì, ne hanno fatto un manga].
Infine un'incursione tra i manga di Youko Hanabusa, che ci proporrà il terzo adattamento: Emma.
Questo manga è veramente recentissimo in quanto trasposto in volumetto solo di recente e sono felice che la Goen abbia scelto di pubblicarlo.
La Hanabusa, autrice di Milly un giorno dopo l'altro è la classica autrice che dal feuilleton di stampo XIX secolo ma creato nel Novecento e la sua opera più famosa ne è la prova. Anche il suo stile richiama chiaramente opere come Candy Candy, il che può essere si aun pregio che un difetto...
In Emma la Hanabusa mantiene il suo bel modo di disegnare e si rifà al modello maschile della Mochizuki, prendendo però a piene mani dal film con protagonista l'allora giovane e bella Gwyneth Paltrow.
Questa Emma a mio avviso sembra un po' una pecora, ma non ho avuto modo di curiosare all'interno del volumetto e quindi a parte la copertina (che potrebbe essere ingannevole) non so bene come catalogare il disegno finchè non lo avrò tra le mani.
Sono estremamente soddisfatta di questa risoluzione della Goen di proporre i manga di Jane Austen e spero che proseguano su questa scia, non penso comprerei mai il Cime tempestose manga perchè odio quel libro [lo so, a volte i gusti sono strani], però un Jane Eyre mi piacerebbe da impazzire!
E voi cosa ne pensate?
Links
Manga-pappa | Goen annuncia i manga di Orgoglio e pregiudizio
Vorrei essere un personaggio austeniano | Emma: un altro manga austeniano
Vorrei essere un personaggio austeniano | Il manga di Emma presto in Italia
Vorrei essere un personaggio austeniano | Se Jane Austen incontra il mondo dei manga...
Jane Austen Forumcommunity | Funbetsu to Takan by Reiko Mochizuki
Jane Austen Forumcommunity | Kouman to Henken by Reiko Mochizuki
Animeclick | Emma di Jane Austen diventa un manga di Youko Hanabusa
Geejay Projectmanga | Manga Orgoglio e Pregiudizio in Italia
Un bacio e a presto
Mauser
Con i mash-up, le orribili rivisitazioni dei classici in salsa pseudo-horror, abbiamo imparato che per quanto mediocre sia la produzione, sfruttare il nome e il successo di un altro autore, nonchè la sua storia, è fonte se non di successo almeno di popolarià e chiacchiere.
Non che sia una novità, il cinema questa cosa l'ha imparata fin dall'inizio della sua storia, quando le pellicole erano in bianco e nero e la recitazione muta dei classici della letteratura dava nuovo sapore a vicende che più trite non si può, alla meglio intervallate da schermate con i dialoghi. La musica, poi, si trovava direttamente in sala insieme agli spettatori.
Non solo il cinema e non solo gli approfittatori conoscono questo metodo: un'altra considerazione portataci qualche post fa (cfr. Anna dai capelli rossi by Yumiko Igarashi) è che il mondo dei manga ha spesso e a volte con successo saccheggiato la letteratura e la narrativa occidentale, specialmente quella dell'Ottocento, un po' copiando e un po' ispirandovisi.
I prodotti di questo filone d'ispirazione europea sono tantissimi e qui ne abbiamo visti pochi, dopotutto il tempo è quello che è e io sono da sola... così non ho mai parlato dei manga ispirati da zia Jane e i suoi romanzi.
Adesso quei manga arriveranno in Italia e credo che sia il caso di menzionarli, giusto perchè i lettori sappiano cosa aspettarsi e perchè gli appassionati di manga o di Jane Austen sappiano che arriveranno certe cose e magari ci riflettano sopra.
È infatti notizia di qualche settimana fa che l'autrice Reiko Mochizuki arriverà nel nostro Paese con due sue opere ispirate dai romanzi di zia Jane in compagnia della sua "collega" Youko Hanabusa, già autrice di Lady!! (qualcuno lo ricorderà dall'infanzia come l'anime Milly un giorno dopo l'altro) che porterà il terzo romanzo ispirato ad Emma.
Il manga di O&P è a mio avviso molto carino e nonostante l'evidente influenza stilistica proveniente dalla miniserie BBC (che evidentemente la Mochizuki ha guardato) e che si nota specialmente nella caratterizzazione estetica di Lizzie e di Darcy, è un prodotto valido e molto gradevole, fresco e leggero come una brezza primaverile.
Ottima la ricostruzione storica dell'abbigliamento, dove devo fare nota di merito ai cache-col di Darcy, belle anche le collanine di Lizzie e le pettinature, a mio avviso molto graziosi anche gli occhi delle ragazze, solari e sorridenti.
Una Jane opportunamente bella, ma sacrificata, fa da contraltare ad una suscettibile Lizzie, Jane a quanto pare non riesce a liberarsi del complesso della comprimaria di cui mi ero già ampiamente lamentata in passato; stando ai prodotti moderni Elizabeth Bennet rimane la protagonista indiscussa di Orgoglio e pregiudizio, sempre per quella questione che un prodotto troppo corale al giorno d'oggi non piace più come invece piaceva ai tempi in cui la Austen lo scrisse...
Le sorelle di Charles Bingley tornano ad essere due (la primogenita Louisa Hurst di solito la si dimentica per strada) e non più solo la spocchiosa Caroline come accaduto nel film del 2006, dove era pronta per un bordello (quello è il suo abito da sera) prima di vestire i panni della fidanzata di Watson, ma come si può volergliene? Caroline Bingley da sola porta più distruzione del tifone Katrina, si riesce a fare a meno della petulante sorella sposata quando Caroline occupa la scena con la sua espressione disgustata.
Suggerisco assolutamente di leggere questo manga alle appassionate di Jane Austen, si tratta di due volumi e quindi di un'opera breve che si può tranquillamente restituire o rivendere se non la si gradisce, ma credo che sia molto bello e una variante inconsueta dell'originale, così come un modo per avvicinarsi con meno pregiudizio al mondo del manga: dopotutto è la stessa Austen che ci insegna che i pregiudizi sono assolutamente dannosi ;)
Oltre ad Orgoglio e Pregiudizio arriverà in Italia anche Ragione e Sentimento, qui si nota che evidentemente la Mochizuki ha un chiodo fisso su come debbano essere i protagonisti maschili (il nostro Edward Ferrars è uguale al Darcy di prima!) e comunque non si tratta di un canone così da buttare, insomma ho visto di peggio...
A mio avviso il manga di Ragione e sentimento è un poco inferiore a Orgoglio e pregiudizio e anche qui sacrificano un po' le coppie, purtroppo non potendo passare in secondo piano una delle due come fatto con O&P qui sia Elinor&Edward e Marianne&ColBrandon risultano tratteggiati superficialmente in quanto a caratteri, anche perchè siamo di fronte ad un volume unico e non più a due come accadeva nell'altro caso. Speriamo bene...
Sostanzialmente con questo manga cambia la trama, ma il tratto resta lo stesso che avevamo visto poc'anzi così come la caratterizzazione estetica e dell'abbigliamento. Da acquistare se avete apprezzato già O&P oppure se siete delle accanitissime fan di questo libro della Austen, come la sottoscritta.
La copertina originae di Ragione e sentimento assomiglia pericolosamente a quella di un Harmony perchè questo manga fu pubblicato originariamente nella collana degli Harmony giapponesi, la stessa che qualche anno fa propose anche Cime tempestose e la versione romanzata della storia di Lady Diana [sì, ne hanno fatto un manga].
Infine un'incursione tra i manga di Youko Hanabusa, che ci proporrà il terzo adattamento: Emma.
Questo manga è veramente recentissimo in quanto trasposto in volumetto solo di recente e sono felice che la Goen abbia scelto di pubblicarlo.
La Hanabusa, autrice di Milly un giorno dopo l'altro è la classica autrice che dal feuilleton di stampo XIX secolo ma creato nel Novecento e la sua opera più famosa ne è la prova. Anche il suo stile richiama chiaramente opere come Candy Candy, il che può essere si aun pregio che un difetto...
In Emma la Hanabusa mantiene il suo bel modo di disegnare e si rifà al modello maschile della Mochizuki, prendendo però a piene mani dal film con protagonista l'allora giovane e bella Gwyneth Paltrow.
Questa Emma a mio avviso sembra un po' una pecora, ma non ho avuto modo di curiosare all'interno del volumetto e quindi a parte la copertina (che potrebbe essere ingannevole) non so bene come catalogare il disegno finchè non lo avrò tra le mani.Sono estremamente soddisfatta di questa risoluzione della Goen di proporre i manga di Jane Austen e spero che proseguano su questa scia, non penso comprerei mai il Cime tempestose manga perchè odio quel libro [lo so, a volte i gusti sono strani], però un Jane Eyre mi piacerebbe da impazzire!
E voi cosa ne pensate?
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Vorrei essere un personaggio austeniano | Emma: un altro manga austeniano
Vorrei essere un personaggio austeniano | Il manga di Emma presto in Italia
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Un bacio e a presto
Mauser
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16 novembre 2011
Nord&Sud finalmente tra noi
Non volevo dare questa notizia prima d'essere certa a cento per cento, anzi, al mille per mille, di quando e se questo romanzo sarebbe stato pubblicato, ma è così.
Il tanto atteso, bramato, bistrattato Nord&Sud è sbarcato in Italia, dove di Nod e di Sud ne sappiamo qualcosa e ancora combattiamo con una certa fastidiosa forma di razzismo nazionale.
Elizabeth Gaskell, la mia amata Elizabeth è arrivata tra noi con la sua opera forse matura e completa, articolata e costruita. Un lavoro maestoso, appagante per il lettore e un bagno di sentimenti al quale è difficile sottrarsi.
Dopo tanti forse e tanti no l'agenzia letteraria Jo March, evidentemente intraprendente quanto l'eroina da cui prende il nome, ci ha finalmente regalato questo prezioso volume nella nostra lunga.
Grazie.
Sono contenta che sempre maggiori case editrici sconosciute appaiano negli scaffali delle librerie e vengano portate agli onori.
Non posso dire che l'esordio della Baldini Castoldi Dalai, che grazie al Cielo nel corso della sua breve vita ha già abbreviato il tutto in Dalai Editore, sia stato dei più felici, Soulless è, a tutti gli effetti, un caso letterario di indubbio horror grammaticale, ma la Leggereditore, sebbene costola della Fanucci (per altro poco nota se non di recente) si è guadagnata con titoli interessanti ed edizioni economiche il suo posto al sole. Hurra. All'inizio pure lei peccava parecchio di mancanza di editing e rilettura, ma ultimamente sta migliorando a vista d'occhio, in La cacciatrice di anime quasi non si notano gli errori da pochi sono e ancora in Dark forever ha replicato, dimostrando che non si è trattato di una svista, ma di una seria intenzione di redenzione sul piano ortografico. Doppio hurra!
La Jo March nessuno, o comunque pochi, di noi l'aveva sentita nominare prima di N&S, ma se il tam-tam viene da Internet, allora sono felice di sponsorizzarla un po' e ripetere il nome ogni due righe. Non ho idea di quali siano i progetti futuri del gruppo, la presentazione, che ora vi riporto, la trovo promettente al massimo
Indubbiamente vedere N&S tra noi non ha prezzo e per acquistarlo posso usare una Mastercard. CartaSi dovrebbe prendere il caso come emblematico della sua pubblicità.
Oggi, se andrete in libreria, potrete finalmente vedere questo libro di cui vi ho così assiduamentemartellato parlato, non vi dirò di comprarlo, lo stile ottocentesco della Gaskell un po' si nota e non tutti potrebbero apprezzarlo, ma buttateci un'occhiata, questo sì, giusto per vedere se si tratta di amore al primo sguardo, colpo di fulmine libresco.
Io purtroppo devo aspettare ancora qualche giorno prima di passare dalla libreria di fiducia, preferisco attendere l'uscita di altri titoli previsti per la prossima settimana e attenderò anche sapendo che il nuovo Percy Jackson è già sugli scaffali che chiama il mio nome. Sono una persona morigerata, non cederò alla tentazione.
Questo è un post d'informativa, ma vorrei tramite esso celebrare anche la vittoria della cultura sul marketing, sperando che sia l'emblema di una nuova politica a favore dei libri più bistrattati del passato e dimostri come i buoni libri non temano rivali.
Con affetto e un po' di commozione
Mauser
Il tanto atteso, bramato, bistrattato Nord&Sud è sbarcato in Italia, dove di Nod e di Sud ne sappiamo qualcosa e ancora combattiamo con una certa fastidiosa forma di razzismo nazionale.
Elizabeth Gaskell, la mia amata Elizabeth è arrivata tra noi con la sua opera forse matura e completa, articolata e costruita. Un lavoro maestoso, appagante per il lettore e un bagno di sentimenti al quale è difficile sottrarsi.
Dopo tanti forse e tanti no l'agenzia letteraria Jo March, evidentemente intraprendente quanto l'eroina da cui prende il nome, ci ha finalmente regalato questo prezioso volume nella nostra lunga.Grazie.
Sono contenta che sempre maggiori case editrici sconosciute appaiano negli scaffali delle librerie e vengano portate agli onori.
Non posso dire che l'esordio della Baldini Castoldi Dalai, che grazie al Cielo nel corso della sua breve vita ha già abbreviato il tutto in Dalai Editore, sia stato dei più felici, Soulless è, a tutti gli effetti, un caso letterario di indubbio horror grammaticale, ma la Leggereditore, sebbene costola della Fanucci (per altro poco nota se non di recente) si è guadagnata con titoli interessanti ed edizioni economiche il suo posto al sole. Hurra. All'inizio pure lei peccava parecchio di mancanza di editing e rilettura, ma ultimamente sta migliorando a vista d'occhio, in La cacciatrice di anime quasi non si notano gli errori da pochi sono e ancora in Dark forever ha replicato, dimostrando che non si è trattato di una svista, ma di una seria intenzione di redenzione sul piano ortografico. Doppio hurra!
La Jo March nessuno, o comunque pochi, di noi l'aveva sentita nominare prima di N&S, ma se il tam-tam viene da Internet, allora sono felice di sponsorizzarla un po' e ripetere il nome ogni due righe. Non ho idea di quali siano i progetti futuri del gruppo, la presentazione, che ora vi riporto, la trovo promettente al massimo
Non avremmo potuto scegliere, tra eroine ed eroi letterari che ci appassionano, una figura più appropriata per rappresentare la nostra attività. La seconda, la più ribelle, talentuosa e volitiva delle sorelle March è sempre stata il nostro alter ego immaginario, con la sua smodata passione per la lettura e la sua convinta determinazione per affermarsi come scrittrice.In lei ci siamo immedesimate quando, nei primi mesi del 2009, abbiamo dato vita a un duplice sogno chiuso nel cassetto: andare in cerca di narrativa originale, in grado di dare espressione linguistica e poetica alla nostra contemporaneità, e riportare alla luce narrativa lontana, nel tempo o nello spazio, a torto dimenticata o mai tradotta in lingua italiana.Immaginateci, dunque, come novelle Jo, chine sul tavolo della nostra soffitta, a spulciare fogli nuovi e carte ingiallite, all’avvincente e scrupolosa ricerca di quei rari scrittori capaci di smascherare e interpretare aspetti della natura umana, della vita e del mondo sui quali, senza stimolo, non rifletteremmo mai.
Oggi, se andrete in libreria, potrete finalmente vedere questo libro di cui vi ho così assiduamente
Io purtroppo devo aspettare ancora qualche giorno prima di passare dalla libreria di fiducia, preferisco attendere l'uscita di altri titoli previsti per la prossima settimana e attenderò anche sapendo che il nuovo Percy Jackson è già sugli scaffali che chiama il mio nome. Sono una persona morigerata, non cederò alla tentazione.
Questo è un post d'informativa, ma vorrei tramite esso celebrare anche la vittoria della cultura sul marketing, sperando che sia l'emblema di una nuova politica a favore dei libri più bistrattati del passato e dimostri come i buoni libri non temano rivali.
Con affetto e un po' di commozione
Mauser
3 luglio 2011
Ikoku Meiro no Croisée diventa un anime
Andrà in ona in luglio 2011 l'anime tratto dal manga di Ikoku Meiro no Croisée, di cui il Georgiana's Garden si era interessato in precedenza.

Arrivata a Parigi la vita di Yume cambia completamente, si tratta infatti di un'esistenza diversissima da quella a cui era abitata nel suo Paese, le cose in Europa vengono fatte diversamente, le persone si comportano diversamente e perfino il cibo è diverso.
Allo stesso modo Claude, il nipote di Oscar, colui che manda avanti la bottega nella prestigiosa Galerie du Roy è intrigato dalla cultura che Yune porta con sè dal Paese del Sol Levante, i suoi colorati kimono, le sue maniere compite ed educate, la sua voglia di lavorare, ma allo stesso tempo la spensieratezza e curiosità dello scroprire cose nuove e nuovi modi di fare.
Da questa splendida, delicatissima storia è stato tratto un delizioso anime, dal tratto simile a quello di Emma, una chicca fresca e istruttiva che ci tengo a sponsorizzare.
Ecco il trailer che spero vi farà innamorare quanto ne. E come per Yune, che oltre alle difficoltà di cultura ha anche quelle della lingua, penso che pure noi che vediamo il piccolo spezzone senza capire molto delle parole riusciremo a coglierne l'essenza senza distinguere i diversi termini...

Mauser

Come ricorderete senza dubbio dal post dedicato, la storia narra il difficile incontro di due culture diametralmente opposte nell'ambientazione da Belle Epoque di fine Ottocento.
La giovane Yune, appartenente ad una famiglia di fedeli servitori, è stata inviata in Europa, in una Parigi da favola, insieme all'antiquario Oscar, capitato in Giappone dopo la recente riapertura dei confini nazionali (dopo la Restaurazione Meiji del 1865) per accaparrarsi pezzi unici e raffinatezze artistiche da rivendere in Europa.Arrivata a Parigi la vita di Yume cambia completamente, si tratta infatti di un'esistenza diversissima da quella a cui era abitata nel suo Paese, le cose in Europa vengono fatte diversamente, le persone si comportano diversamente e perfino il cibo è diverso.
Allo stesso modo Claude, il nipote di Oscar, colui che manda avanti la bottega nella prestigiosa Galerie du Roy è intrigato dalla cultura che Yune porta con sè dal Paese del Sol Levante, i suoi colorati kimono, le sue maniere compite ed educate, la sua voglia di lavorare, ma allo stesso tempo la spensieratezza e curiosità dello scroprire cose nuove e nuovi modi di fare.
Da questa splendida, delicatissima storia è stato tratto un delizioso anime, dal tratto simile a quello di Emma, una chicca fresca e istruttiva che ci tengo a sponsorizzare.
Ecco il trailer che spero vi farà innamorare quanto ne. E come per Yune, che oltre alle difficoltà di cultura ha anche quelle della lingua, penso che pure noi che vediamo il piccolo spezzone senza capire molto delle parole riusciremo a coglierne l'essenza senza distinguere i diversi termini...

Mauser
24 giugno 2011
Emily della Luna Nuova su Italia1
Non so bene se sia il caldo, l'abitudine o la nostalgia, ma d'estate Mediaset ritorna agli albori della sua programmazione.
Nel suo palinsesto pomeridiano dedicato all'età scolare (6-15 anni ca.) in estate ricompaiono sempre i grandi classici e lo sono davvero in tutti i sensi: l'ispirazione dei cartoni è quella dei caposaldi della letteratura e ormai ci sono generazioni che guardavano Lady Oscar oppure Piccole donne che sono adulte e con famiglia.
La mia generazione lo dico senza vergogna, ha avuto la fortuna di vedere la prima messa in onda di Sailor Moon e di Pesca la tua carta, Sakura. Io stessa ero una droagata di cartoni animali e coi tempi che corrono e considerando cosa sono nella vita, non posso dire che mi abbiano fatto male, mi hanno insegnato molto con storie e avventure, c'erano vicende per tutte le età e gli ideali e le morali dei cartoni di noi, generazione anni Novanta erano un po' come le favole del passato.
All'epoca c'era il GameBoat, un programma serale con i personaggi di BimBumBam e trasmettevano molti cartoni belli, il mio problema era che lo trasmettevano all'ora di cena e non avendo in casa la tv in cucina mi perdevo un sacco di episodi. I miei odiavano Sailor Moon per questo, ma mi comprarono comunque la bambolina di Serenity per il compleanno con il suo gigantesco abito di tulle bianco e io la conservo ancora con cura, tanto per dire che non tutti i bambini considerano i loro giocattoli meri pezzi di plastica senza significato.
La cosa buffa, invece, è che da grandicella abbia sviluppato un certo amore per la Lady Nera, la versione adulta di Chibiusa e con delle mise da maliarda che innamorano.
Ma se la nostra combattente che veste alla marinara è ormai un cult per gli otaku, essendo ormai piuttosto datata, cosa si dovrebbe dire di Heidi oppure di Anna dai capelli rossi?
Anche in questo 2011 Mediaset non fa differenza e se sul canale satellitare Hiro propone titoli abbastanza nuovi e interessanti, come Il segreto della sabbia, su cui presto mi piacerebbe scrivere qualcosa, mentre i canali in chiaro rimangono fedeli alla vecchia scuola.
Ecco che appare Emily della Luna Nuova.
Che è una novità a metà, nel senso che è ispirata ad uno dei più classici romanzi della letteratura per ragazzi di lingua anglosassone, ma è una produzione del 2007 e sembra del '90.
Insomma, un interessante mix di passato e presente, mantenendo fede alla dottrina spiegata pocanzi.
Emily della Luna Nuova, per chi ancora non lo conoscesse, è forse il romanzo più maturo di Lucy M. Montgomery, l'autrice di Anna dei verdi abbaini (<- titolo originale forever).
Se in Anna la Montgomery aveva iniziato ad esplorare il mondo attraverso gli occhi innocenti di una fanciulla, senza tuttavia azzardarsi ad andare oltre o ad esprimere giudizi, Emily diventa il suo seguito ideale di filosofia. Qui la Montgomery tira fuori la grinta e con gli occhi sognatori di una bambina senza guide, guarda il mondo ipocrita degli adulti, lo giudica e critica senza ritegno, usando come punto di vista uno non ancora contaminato dall'educazione (Emily è cresciuta molto liberamente) e dal pessimismo.
Personalmente adoro Emily della Luna Nuova più di Anne perchè Emily ed io ci somigliamo più di quanto io abbia in comune con la rossa con le lentiggini e, quindi, leggendolo da ragazzina a mia volta, mi è risultato più semplice immedesimarmi nella sparuta piccola Starr, piuttosto che nell'esuberante Miss Shirley.
Proprio per questo sono estremamente contenta che sulle vicende della Montgomery sia stato fatto un anime nella migliore tradizione dei classici per ragazzi e, cosa altrettanto fondamentale è che abbiano mantenuto la caratterizzazione e il tratto che avevano i cartoni della serie dedicata ai grandi classici: Piccole donne, Pollyanna, Una classe di monelli per Jo, Papà Gambalunga e così via; il mio preferito, anche se non della stessa serie eda Fiocchi di cotone per Jeanie (ascoltate la sigla perchè è favolosa!) e ammetto per un certo periodo di aver ponderato l'idea di chiamate la mia primogenita Jeanie, è una vera fortuna che io non sia madre...
Ecco quindi che Emily presenta trecce e nasino a patatina come le sorelle della Alcott del cartone, ha il classico abito con grembiulone bianco come Amy March e ci sono moltissimi campi fioriti a fare da sfondo alla storia che, come quella di Anne, è ambientata nella bellissima isola di Prince Edward, al largo della costa atlantica canadese.
La Emily del cartone, sebbene abbia l'aria più sbarazzina di quanto fossi abituata con gli altri cartoni, è un'ottima sorella per la Pollyanna in salopette (non precisamente storica ^_^') che tanti di noi rammenteranno dalla loro infanzia. Certo, l'hanno anche dotata di una pettinatura ridicolmente improbabile, ma credo che poi Sailor Moon, Wedding Peach e le Pretty Cure si possa tollerare quasi di tutto. La cosa più fastidiosa è forse quel mdo che hanno di renderla adulta, con ciglia lunghe in maniera eccessiva, una fronte troppo ampia che sembra indossi la parrucca e un'espressione poco infantile.
Ilse sembra un maschio e Teddy una femminuccia: comunque si veda la questione la compensazione di caratteri è ok.
Il padre di Emily invece sembra un eroinomane fatto e finito, altro che Eddie Cullen.
Certo, come Piccole donne e Pollyanna prima, la storia è molto infantilizzata, la maggior parte della vicenda verte su problematiche di comprensione e amicizia tra i quattro ragazzi protagonisti (Emily, Ilse, Teddy e Perry) e gli adulti chiusi nel loro mondo di pregiudizi e muri piuttosto che sui sentimenti di Emily, sulla sua scoperta della poesia, sul suo senso di abbandono, ma credo che possa esserne uscito comunque qualcosa di apprezzabile.
Per chi fosse interessato, il cartone va in onda ogni mattina alle 9.00 su Italia1
Questa è la sigla
Non siamo certo ai livelli delle altre del passato [a dirla tutta fa un bel po' schifo] e temo che a Mediaset abbiano qualche problema di comprensione, visto che non c'entra un piffero con la storia (successo? Ma chi? E tornare a New Moon? Ma se Emily ci va, non ci torna...).
Comunque sia il cartone è potabile se vi piacciono i classici e riuscite a passare oltre questi dettagli. Altrimenti tornate a guardare al passato, consiglio da esperta.
Buona visione

Mauser
Nel suo palinsesto pomeridiano dedicato all'età scolare (6-15 anni ca.) in estate ricompaiono sempre i grandi classici e lo sono davvero in tutti i sensi: l'ispirazione dei cartoni è quella dei caposaldi della letteratura e ormai ci sono generazioni che guardavano Lady Oscar oppure Piccole donne che sono adulte e con famiglia.
| Immagine promozionale del cartone Da sinistra: Teddy, Ilse, Emily e Perry |
| Perry sembra Tom Sawyer |
La cosa buffa, invece, è che da grandicella abbia sviluppato un certo amore per la Lady Nera, la versione adulta di Chibiusa e con delle mise da maliarda che innamorano.
Ma se la nostra combattente che veste alla marinara è ormai un cult per gli otaku, essendo ormai piuttosto datata, cosa si dovrebbe dire di Heidi oppure di Anna dai capelli rossi?
Anche in questo 2011 Mediaset non fa differenza e se sul canale satellitare Hiro propone titoli abbastanza nuovi e interessanti, come Il segreto della sabbia, su cui presto mi piacerebbe scrivere qualcosa, mentre i canali in chiaro rimangono fedeli alla vecchia scuola.
Ecco che appare Emily della Luna Nuova.
| Teddy sembra un deficiente, ma in realtà nel libro è simpatico, non assomiglia allo spasimante malato di Georgie |
Insomma, un interessante mix di passato e presente, mantenendo fede alla dottrina spiegata pocanzi.
Emily della Luna Nuova, per chi ancora non lo conoscesse, è forse il romanzo più maturo di Lucy M. Montgomery, l'autrice di Anna dei verdi abbaini (<- titolo originale forever).
Se in Anna la Montgomery aveva iniziato ad esplorare il mondo attraverso gli occhi innocenti di una fanciulla, senza tuttavia azzardarsi ad andare oltre o ad esprimere giudizi, Emily diventa il suo seguito ideale di filosofia. Qui la Montgomery tira fuori la grinta e con gli occhi sognatori di una bambina senza guide, guarda il mondo ipocrita degli adulti, lo giudica e critica senza ritegno, usando come punto di vista uno non ancora contaminato dall'educazione (Emily è cresciuta molto liberamente) e dal pessimismo.
Personalmente adoro Emily della Luna Nuova più di Anne perchè Emily ed io ci somigliamo più di quanto io abbia in comune con la rossa con le lentiggini e, quindi, leggendolo da ragazzina a mia volta, mi è risultato più semplice immedesimarmi nella sparuta piccola Starr, piuttosto che nell'esuberante Miss Shirley.
| Da sinistra: Perry, Ilse, Emily e Teddy |
| Emily con la parrucca |
La Emily del cartone, sebbene abbia l'aria più sbarazzina di quanto fossi abituata con gli altri cartoni, è un'ottima sorella per la Pollyanna in salopette (non precisamente storica ^_^') che tanti di noi rammenteranno dalla loro infanzia. Certo, l'hanno anche dotata di una pettinatura ridicolmente improbabile, ma credo che poi Sailor Moon, Wedding Peach e le Pretty Cure si possa tollerare quasi di tutto. La cosa più fastidiosa è forse quel mdo che hanno di renderla adulta, con ciglia lunghe in maniera eccessiva, una fronte troppo ampia che sembra indossi la parrucca e un'espressione poco infantile.
Ilse sembra un maschio e Teddy una femminuccia: comunque si veda la questione la compensazione di caratteri è ok.
Il padre di Emily invece sembra un eroinomane fatto e finito, altro che Eddie Cullen.
Certo, come Piccole donne e Pollyanna prima, la storia è molto infantilizzata, la maggior parte della vicenda verte su problematiche di comprensione e amicizia tra i quattro ragazzi protagonisti (Emily, Ilse, Teddy e Perry) e gli adulti chiusi nel loro mondo di pregiudizi e muri piuttosto che sui sentimenti di Emily, sulla sua scoperta della poesia, sul suo senso di abbandono, ma credo che possa esserne uscito comunque qualcosa di apprezzabile.
Per chi fosse interessato, il cartone va in onda ogni mattina alle 9.00 su Italia1
Questa è la sigla
Non siamo certo ai livelli delle altre del passato [a dirla tutta fa un bel po' schifo] e temo che a Mediaset abbiano qualche problema di comprensione, visto che non c'entra un piffero con la storia (successo? Ma chi? E tornare a New Moon? Ma se Emily ci va, non ci torna...).
Comunque sia il cartone è potabile se vi piacciono i classici e riuscite a passare oltre questi dettagli. Altrimenti tornate a guardare al passato, consiglio da esperta.
Buona visione

Mauser
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| Un paesaggio della serie assomiglia a quelli di Hello Sandybell |
29 marzo 2011
Jane Eyre in Beijing
Già che siamo in tema di Jane Eyre, visto che di recente abbiamo parlato dell'adattamento di Fukunaga in uscita nelle sale da metà marzo, ho deciso di continuiare a sfruttare la nostra Jane e di proporvi, questa volta, un adattamento certamente insolito, ma non per questo scadente.
La nostra istitutrice della brughiera, infatti, nel 2009 ha lasciato le nebbiose lande inglesi e si è trasferita momentaneamente a Beijing per un adattamento teatrale messo in scena al Beijing's National Center for the Performing Arts, d'ora in avanti NCPA.
Nota: per i pochi che dopo le Olimpiadi del 2008 ancora lo ignorassero, Beijing è la capitale della Repubblica Socialista Cinese, città a noi nota anche con il nome occidentalizzato di Pechino.
Per accompagnare adeguatamente il clima del post e la suggestiva ambientazione, ho preparato una playlist di musica cinese, di cui un brano tradizionale e due C-pop provenienti entrambi dalle Olimpiadi che dovrebbe essere in esecuzione in questo momento.
Scheda tecnica
Siete sorpresi di ritrovare l'amata maestrina così distante dalle mura centenarie di casa Rochester? Io personalmente sono rimasta un tantino sconcertata, non tanto per Jane, che è un'opera internazione e conosciuta in ogni angolo del globo, ma soprattutto perchè il teatro orientale vanta splendide rappresentazioni, storie e drammoni al cui confronto i film wuxiapian (La tigre e il dragone, La foresta dei pugnali volanti, La città proibita, I tre regni, Hero) sono favolette da raccontare ai monelli.
Sia in Cina che in Giappone, infatti, la tradizione teatrale, oltre ad essere molto diversificata per genere e per ruolo, era un tassello fondamentale dell'esistenza degli esseri umani che si ponevano come obiettivo di assistere ad almeno una rappresentazione ufficiale e importante nella vita.
Il teatro è preso molto seriamente in Oriente, ancora oggi è così a differenza di quanto accaduto da noi, dove ormai chi va a teatro viene automaticamente classificato nella categoria dei matusalemme, in barba al fatto che può andare a vedere un'opera, un balletto, una rappresentazione di prosa, un concerto musicale, una rassegna poetica, musical e quant'altro.
Se il teato Kabuki e il teatro No giapponese sono comunque rinomati in tutto il mondo, anche l'Opera di Pechino vanta una tradizione invidiabilissima, molto antica e molto conosciuta, per questo sono rimasta tanto stupita che la Cina così conservatrice in materia teatrale, fedele alle storie della tradizione taoista e confuciana, si sia aperta ad una rappresentazione tanto occidentale quanto può esserlo Jane Eyre.
È anche da dire che, a dispetto della sua totale caratterizzazione occidentale, Jane è molto conosciuta in Cina, dove la sua interpretazione del 1970 con George Scott e Susannah York è osannata come un autentico capolavoro della storia del cinema.
Insomma, si può dire che, anche nell'anticonformismo, i produttori del NCPA abbiano comunque voluto puntare su qualcosa di sicuro e non buttarsi proprio allo sbaraglio con un'opera di quelle contemporanee che poi non apprezza nessuno.
Jane Eyre risulta comunque il primo tentativo nel teatro cinese NCPA di un adattamento letterario tipicamente occidentale.
Un traguardo invidiabile per la nostra maestrina che per approdare al NCPA di strada ne ha fatta tanta, ma è ammirevole constatare quanto i produttori non abbiano minimamente variato la vicenda per adattarla alle proprie preferenze stilistiche o scenografiche dal gusto molto orientale, gli unici cambiamenti in tal senso sono stati per la teatralità dell'opera, che doveva essere resa idonea per una sua trasposizione sul palco, enfatizzando quindi la minimale gestualità dei personaggi, Jane e Rochester infatti, per stessa caratteristica stessa della cultura anglosassone sono abbastanza trattenuti nelle loro manifestazioni di affetto e ancora di più vista l'epoca in cui romanzo e autrice anno vissuto; ma questo processo di teatralizzazione della sceneggiatura è un passo imprescindibile della trasposizione di un romanzo, specialmente di uno un po' datato, in un'opera per il palcoscenico: questo passaggio una volta era fatto anche per il cinema, ma con lo
scadere sempre più profondo delle capacità recitative degli attori contemporanei rispetto ai loro predecessori, si è andato perduto ormai da più di un ventennio, con Liz Taylor è morta anche l'ultima grande diva, chi ci rimane ormai?
Critica, affluenza e commenti
Tre quotidiani tra i più importanti della capitale cinese hanno recensito la messa in scena del Jane Eyre di Beijing, in paticolare il Beijing Daily Messenger, il The Beijing News e SINA.com, un sito di critica.
Tutti e tre si sono espressi in termini entusiastici e lo spettacolo ha riscosso moltissimo successo anche nel pubblico con più di 10.000 visitatori allo spettacolo, registrando il tutto esaurito per le 10 serate in programma nel giugno 2009 ed è stato addirittura replicato per una seconda stagione teatrale l'anno successivo e, non ci è dato sapere, forse lo sarà per una terza nel presente 2011.
Una caratteristica importante è che nessun cliente del teatro ha richiesto il rimborso del biglietto una volta terminato lo spettacolo, è un fatto importante in quanto nessuno si è pubblicamente risentito né del soggetto scelto né della recitazione, giudicando quindi lo spettacolo più che passabile.
Se la trasposizione teatrale, è stato detto, rende perfettamente sentimenti e stati d'animo, un po', ne è sacrificata la scenografia.
Quasi tutti gli sceneggiati televisivi e i film riguardanti Jane Eyre, infatti, hanno sempre puntato moltissimo sulla fotografia e l'ambientazione e sul suggestivo scenario naturale che la brughiera inglese offre. A teatro è un po' difficile ricreare la brughiera o una casa semi abbandonata come poteva essere Thornfield Hall all'arrivo dell'istitutrice, è stato quindi deciso dalla produzione un allestimento minimale con pochi colori e sui toni del grigi, del marrone e del nero per rappresentare la cupezza dell'ambientazione, senza cercare di emulare la grandezza della natura che invece aveva fatto grandi i lungometraggi del passato.
Ottima invece è la ricostruzione dell'abbigliamento, che denota un grande lavoro e un impegno fuori dal comune dei costumisti teatrali, che evidentemente hanno studiato bene le informazioni in loro possesso, evitando grossolani errori di stile come è accaduto in altre trasposizioni storiche, ad esempio Orgoglio e Pregiudizio 2006 che ha avuto dei picchi di caduta non indifferenti in certi punti.
Non solo accurata, ma delicatamente decadente è stata la scelta di fondo della realizzazione dei vestiti, che non denotano ricchezza e opulenza come difficilmente Jane avrebbe potuto permettersi, ma la miserevole povertà di una ragazzina cresciuta in orfanotrofio e di professione misera istitutrice in una sperduta casa nella brughiera dimenticata. Insomma, costumi che siano anche uno specchio dell'anima dei protagonisti e non una mera esaltazione di bravura.
Attori e attrici
Sebbene lo scetticismo fosse inizialmente alto per la capacità di attori provenienti principalmente dalla televisione, alla fine ciascuno ha recitato splendidamente la propria parte e le polemiche che aveano accompagnato la realizzazione e in particolare la scelta dell'attrice Chen Shu per il ruolo di Jane sono state accantonate in favore dell'ammirazione suscitata dalla suddetta attrice nel difficile ruolo che l'ha fatta salire al livello di grandi star internazionali cinesi come Gong Li, già protagonista di Lanterne rosse e La città proibita e personaggio importante nel film Memorie di una geisha.
Ma Chen Shu, molti hanno dimenticato, esordì sul pascoscenico 12 anni fa proprio nello spettacolo di un'altra governante a noi molto nota, Maria von Trapp nel famosissimo Tutti insieme appassionatamente dove interpretava la figlia maggiore.
Chen Shu, come molte adolescenti sue compatriote, ha studiato Jane Eyre durante le scuole medie [in Italia ce lo sognamo di studiare Jane alle medie...] e dice di essersi immedesimata molissimo nel modo di Jane di conservare silenziosamente il proprio dolore e le proprie sofferenze, ma allo stesso tempo ammette di essere rimasta affascinata dalla forza interiore di questa donna che ha saputo ribellarsi alle convenzioni e avere il coraggio di lasciare un uomo ricco e potente che era già sposato. Jane, che non accetta di essere la ruota di scorta di nessuno, ha quindi proclamato la sua volontà in maniera chiara e decisa, ha dimostrato di sapersi mantenere e vivere la sua vita e di bramare i sentimenti più che i soldi.
Se su Chen Shu si erano avuti dei dubbi, non altrettanto è accaduto per l'attore maschile, Wang Luoyong che aveva già recitato spesso a teatro e in particolare nei musical di Broadway, diventando uno degli attori preferiti per la messa in scena dello spettacolo Miss Saigon, rivisitazione in chiave musical della famosa opera pucciniana Madama Butterfly.
Insieme questi due attori sono riusciti a ricostruire una delle coppie più conosciute, amate e tormentate dell'intera letteratura, riportando i dubbi e le difficoltà che hanno accompagnato la loro esistenza, separati e insieme, fino all'amaro lieto fine che conclude la vicenda.
In particolare i duetti sono stati molto toccanti e spontanei, scrivono i quotidiani e confermano gli spettatori, e nelle scene singole entrambi hanno saputo replicare lo struggimento che invade i cuori di Jane e del suo amato Rochester.
Ci tenevo a riportare la notizia del lungo viaggio di Jane dall'Inghilterra vittoriana alla Cina socialista moderna, per tratteggiare la vita che spero sia ancora lunga e famosa di quest'opera che tutte noi amiamo, chi più chi meno.
A mio avvio Jane Eyre rappresenta appieno quel clima di cambiamento che fu l'epoca vittoriana con le sue contraddizioni, con il suo filo che la lega al passato, ma allo stesso tempo con il bisogno di crescita e conoscenza che la spinse inesorabilmente verso un futuro di cui noi siamo parte.
Non solo, ma volevo un attimo confrontare anche la recente opera cinematografica con una un po' meno conosciuta, ma che non ha certo nulla da invidiarle. Se il film di Fukunaga, a giudicare dai trailer che ho visto, punta molto su suspence e fotografia ad effetto, la versione cinese si concentra invece su sentimenti e recitazione, caratteristiche che nel cinema e nel teatro cinese non sono ancora scomparse del tutto come accaduto invece in Occidente.
Io penso che questa Jane Eyre in Beijing non abbia niente di meno delle sue consorelle europee e mi auguro che presto il dvd con le riprese dello spettacolo venga commercializzato anche su Amazon.come, dove sono sintonizzata da un po' alla sua ricerca, specialmente per via delle entusiastiche recensione che i frigidi quotidiani ne hanno fatto.
Spero che l'approfondimento sia stato interessante,
Baci a tutti!

Mauser
Nota: per i pochi che dopo le Olimpiadi del 2008 ancora lo ignorassero, Beijing è la capitale della Repubblica Socialista Cinese, città a noi nota anche con il nome occidentalizzato di Pechino.
Per accompagnare adeguatamente il clima del post e la suggestiva ambientazione, ho preparato una playlist di musica cinese, di cui un brano tradizionale e due C-pop provenienti entrambi dalle Olimpiadi che dovrebbe essere in esecuzione in questo momento.
Scheda tecnica
Produzione: National Centre for the Performing Arts, Pechino
Direttore: Wang Xiaoying
Sceneggiatore: Yu Rongjun
Attori principali:
Direttore: Wang Xiaoying
Sceneggiatore: Yu Rongjun
Attori principali:
- Jane Eyre: Chen Shu
- Mr Rochester: Wang Luoyong
Siete sorpresi di ritrovare l'amata maestrina così distante dalle mura centenarie di casa Rochester? Io personalmente sono rimasta un tantino sconcertata, non tanto per Jane, che è un'opera internazione e conosciuta in ogni angolo del globo, ma soprattutto perchè il teatro orientale vanta splendide rappresentazioni, storie e drammoni al cui confronto i film wuxiapian (La tigre e il dragone, La foresta dei pugnali volanti, La città proibita, I tre regni, Hero) sono favolette da raccontare ai monelli.
Il teatro è preso molto seriamente in Oriente, ancora oggi è così a differenza di quanto accaduto da noi, dove ormai chi va a teatro viene automaticamente classificato nella categoria dei matusalemme, in barba al fatto che può andare a vedere un'opera, un balletto, una rappresentazione di prosa, un concerto musicale, una rassegna poetica, musical e quant'altro.
Se il teato Kabuki e il teatro No giapponese sono comunque rinomati in tutto il mondo, anche l'Opera di Pechino vanta una tradizione invidiabilissima, molto antica e molto conosciuta, per questo sono rimasta tanto stupita che la Cina così conservatrice in materia teatrale, fedele alle storie della tradizione taoista e confuciana, si sia aperta ad una rappresentazione tanto occidentale quanto può esserlo Jane Eyre.
È anche da dire che, a dispetto della sua totale caratterizzazione occidentale, Jane è molto conosciuta in Cina, dove la sua interpretazione del 1970 con George Scott e Susannah York è osannata come un autentico capolavoro della storia del cinema.
Insomma, si può dire che, anche nell'anticonformismo, i produttori del NCPA abbiano comunque voluto puntare su qualcosa di sicuro e non buttarsi proprio allo sbaraglio con un'opera di quelle contemporanee che poi non apprezza nessuno.
Jane Eyre risulta comunque il primo tentativo nel teatro cinese NCPA di un adattamento letterario tipicamente occidentale.
Un traguardo invidiabile per la nostra maestrina che per approdare al NCPA di strada ne ha fatta tanta, ma è ammirevole constatare quanto i produttori non abbiano minimamente variato la vicenda per adattarla alle proprie preferenze stilistiche o scenografiche dal gusto molto orientale, gli unici cambiamenti in tal senso sono stati per la teatralità dell'opera, che doveva essere resa idonea per una sua trasposizione sul palco, enfatizzando quindi la minimale gestualità dei personaggi, Jane e Rochester infatti, per stessa caratteristica stessa della cultura anglosassone sono abbastanza trattenuti nelle loro manifestazioni di affetto e ancora di più vista l'epoca in cui romanzo e autrice anno vissuto; ma questo processo di teatralizzazione della sceneggiatura è un passo imprescindibile della trasposizione di un romanzo, specialmente di uno un po' datato, in un'opera per il palcoscenico: questo passaggio una volta era fatto anche per il cinema, ma con lo
Critica, affluenza e commenti
Tre quotidiani tra i più importanti della capitale cinese hanno recensito la messa in scena del Jane Eyre di Beijing, in paticolare il Beijing Daily Messenger, il The Beijing News e SINA.com, un sito di critica.
Tutti e tre si sono espressi in termini entusiastici e lo spettacolo ha riscosso moltissimo successo anche nel pubblico con più di 10.000 visitatori allo spettacolo, registrando il tutto esaurito per le 10 serate in programma nel giugno 2009 ed è stato addirittura replicato per una seconda stagione teatrale l'anno successivo e, non ci è dato sapere, forse lo sarà per una terza nel presente 2011.
Una caratteristica importante è che nessun cliente del teatro ha richiesto il rimborso del biglietto una volta terminato lo spettacolo, è un fatto importante in quanto nessuno si è pubblicamente risentito né del soggetto scelto né della recitazione, giudicando quindi lo spettacolo più che passabile.
Se la trasposizione teatrale, è stato detto, rende perfettamente sentimenti e stati d'animo, un po', ne è sacrificata la scenografia.
Quasi tutti gli sceneggiati televisivi e i film riguardanti Jane Eyre, infatti, hanno sempre puntato moltissimo sulla fotografia e l'ambientazione e sul suggestivo scenario naturale che la brughiera inglese offre. A teatro è un po' difficile ricreare la brughiera o una casa semi abbandonata come poteva essere Thornfield Hall all'arrivo dell'istitutrice, è stato quindi deciso dalla produzione un allestimento minimale con pochi colori e sui toni del grigi, del marrone e del nero per rappresentare la cupezza dell'ambientazione, senza cercare di emulare la grandezza della natura che invece aveva fatto grandi i lungometraggi del passato.
Non solo accurata, ma delicatamente decadente è stata la scelta di fondo della realizzazione dei vestiti, che non denotano ricchezza e opulenza come difficilmente Jane avrebbe potuto permettersi, ma la miserevole povertà di una ragazzina cresciuta in orfanotrofio e di professione misera istitutrice in una sperduta casa nella brughiera dimenticata. Insomma, costumi che siano anche uno specchio dell'anima dei protagonisti e non una mera esaltazione di bravura.
Attori e attrici
Sebbene lo scetticismo fosse inizialmente alto per la capacità di attori provenienti principalmente dalla televisione, alla fine ciascuno ha recitato splendidamente la propria parte e le polemiche che aveano accompagnato la realizzazione e in particolare la scelta dell'attrice Chen Shu per il ruolo di Jane sono state accantonate in favore dell'ammirazione suscitata dalla suddetta attrice nel difficile ruolo che l'ha fatta salire al livello di grandi star internazionali cinesi come Gong Li, già protagonista di Lanterne rosse e La città proibita e personaggio importante nel film Memorie di una geisha.
Ma Chen Shu, molti hanno dimenticato, esordì sul pascoscenico 12 anni fa proprio nello spettacolo di un'altra governante a noi molto nota, Maria von Trapp nel famosissimo Tutti insieme appassionatamente dove interpretava la figlia maggiore.
Chen Shu, come molte adolescenti sue compatriote, ha studiato Jane Eyre durante le scuole medie [in Italia ce lo sognamo di studiare Jane alle medie...] e dice di essersi immedesimata molissimo nel modo di Jane di conservare silenziosamente il proprio dolore e le proprie sofferenze, ma allo stesso tempo ammette di essere rimasta affascinata dalla forza interiore di questa donna che ha saputo ribellarsi alle convenzioni e avere il coraggio di lasciare un uomo ricco e potente che era già sposato. Jane, che non accetta di essere la ruota di scorta di nessuno, ha quindi proclamato la sua volontà in maniera chiara e decisa, ha dimostrato di sapersi mantenere e vivere la sua vita e di bramare i sentimenti più che i soldi.Se su Chen Shu si erano avuti dei dubbi, non altrettanto è accaduto per l'attore maschile, Wang Luoyong che aveva già recitato spesso a teatro e in particolare nei musical di Broadway, diventando uno degli attori preferiti per la messa in scena dello spettacolo Miss Saigon, rivisitazione in chiave musical della famosa opera pucciniana Madama Butterfly.
Insieme questi due attori sono riusciti a ricostruire una delle coppie più conosciute, amate e tormentate dell'intera letteratura, riportando i dubbi e le difficoltà che hanno accompagnato la loro esistenza, separati e insieme, fino all'amaro lieto fine che conclude la vicenda.
In particolare i duetti sono stati molto toccanti e spontanei, scrivono i quotidiani e confermano gli spettatori, e nelle scene singole entrambi hanno saputo replicare lo struggimento che invade i cuori di Jane e del suo amato Rochester.
A mio avvio Jane Eyre rappresenta appieno quel clima di cambiamento che fu l'epoca vittoriana con le sue contraddizioni, con il suo filo che la lega al passato, ma allo stesso tempo con il bisogno di crescita e conoscenza che la spinse inesorabilmente verso un futuro di cui noi siamo parte.
Non solo, ma volevo un attimo confrontare anche la recente opera cinematografica con una un po' meno conosciuta, ma che non ha certo nulla da invidiarle. Se il film di Fukunaga, a giudicare dai trailer che ho visto, punta molto su suspence e fotografia ad effetto, la versione cinese si concentra invece su sentimenti e recitazione, caratteristiche che nel cinema e nel teatro cinese non sono ancora scomparse del tutto come accaduto invece in Occidente.
Io penso che questa Jane Eyre in Beijing non abbia niente di meno delle sue consorelle europee e mi auguro che presto il dvd con le riprese dello spettacolo venga commercializzato anche su Amazon.come, dove sono sintonizzata da un po' alla sua ricerca, specialmente per via delle entusiastiche recensione che i frigidi quotidiani ne hanno fatto.
Spero che l'approfondimento sia stato interessante,
Baci a tutti!

Mauser
3 marzo 2011
Jane Eyre 2011: il trailer
Per tutte le informazioni sul film vi rimando al post scritto diverso tempo fa quando era trapelata la notizia che fosse in lavorazione l'ennesimo adattamento filmico del tormentato amore tra la brava istitutrice seviziata Jane e il tormentato Mr Rochester
Jane Eyre al cinema (di nuovo)
Già dal preview piuttosto inquietante si capisce che o Cary Fukunaga è stato contagiato dalla mania dell'horror portata a Hollywood da Tim Burton, accentuatissima nel precedente Alice in Wonderland e in fase di lavorazione nel nuovo Cappuccetto Rosso Sangue, oppure mi sono sfuggiti alcuni elementi chiave della vicenda che potrebbe benissimo fare da sfondo a Jane Slayre, piuttosto che all'originale bronteniano.
Ma questo già si sapeva ed era stato chiarito fin dai primi comunicati stampa, comunicati che io ho fatto finta di non sentire nella speranza (vana) di trovarmi di fronte ad una produzione pregevole.
Non sono certa di andarlo a vedere, benchè sia una patita della nostra istitutrice nella brughiera, gli ultimi adattamenti mi avevano abbastanza soddisfatti (quello di Zeffirelli era un capolavoro) e anche lo sceneggiato BBC era apprezzabile; inolre non nutro mola affinità con l'horror, le storie del terrore ecc, per il semplice fatto che mi terrorizzano genuinamente.
Quel che è certo è che all'autore piace vincere facile puntando su un personaggio, quello della protagonista Mia Wasikowska, già avvezza al genere horror soft iniziato da Tim Burton ed, evidentemente, non ancora esaurito, inoltre le sue fattezze un po' sciupate, il suo modo di apparire bruttina e gli occhi grandi (facili da trasformare in spiritati o terrorizzati) sono perfetti per un personaggio inquieto.
Quindi il mio giudizio è: vedremo.
E il mio attual pensiero: sentivamo davvero la necessità di un'altra Jane Eyre? Non sarebbe stato meglio tirare fuori dal cassetto Wilkie Collins e fare un film su una delle sue storie?
Ai posteri l'ardua sentenza.

Mauser
20 novembre 2010
Downton Abbey: recensione
La totalità dei miei amici sta subendo mobbing universitario con compitini assortiti e sono immobili come sassi sopra tomi di dimensioni paurose ripetendo all'infinito una litania di formule algebriche, princìpi fisici e dimostrazioni matematiche. Essendo io una delle poche che non frequenta l'università nella mia cerchia di conoscenze, ho abbandonato la strada della socialità tipica del fine settimana: pizza, cinema e chiacchiere.
Due dei miei colleghi mi hanno informata di aver trovato particolarmente stimolante una bella biciclettata sotto la pioggia, su per delle salite paurose. Non essendo io una sportiva incallita e prediligendo decisamente il nuoto (sono un vero pesce), ho approfittato di questa congiuntura astrale di impegni altrui e tempo libero mio per dedicarmi a quelle passioni socialmente poco attive, come la lettura e la visione dei period dramas.
Visti i suggerimenti ricevuti, la mia curiosità in materia e il fatto che fosse l'unico titolo attualmente fansubbato disponibile sul mercato dei period dramas, mi sono dedicata alle prime quattro puntate di Downton Abbey.
Di questa serie, produzione PBS, avevamo già parlato in precedenza nel post dedicato (vedi Downton Abbey), si tratta di un piccolo excursus in un'epoca storica che solitamente non approfondisco perchè tarda rispetto a quelle dove mi sono dedicata: l'epoca Edoardiana.
La storia prende il via nella maestosa dimora di Downton Abbey, dove si svolgono le vicende della famiglia Grantham (upstairs, cioè dei piani alti) e della loro servitù (downstairs, cioè dei piani bassi).
Dopo questi quattro episodi di cui ho letteralmente fatto indigestione, gustati in un insolto quanto apprezzabile mix in lingua originale con sottotitoli, posso raccontarvi un po' meglio la trama della serie.
Personaggi
La vicenda ruota tutta intorno alla maestrosa dimora di Downton Abbey, dove abita la famiglia protagonista, i Grantham e la sua servitù.
La famiglia è composta da Lord Grantham, uomo di mezza età appartenente alla gentry, Lord Grantham pacato e composto, legato alle tradizioni, ma non contrario al cambiamento qualora ve ne fosse la necessità e sempre pacifico tra i suoi testardi e un po' litigiosi parenti.
Lord Grantham ha sposato Cora, principalmente per il denaro che portava in dote e che, con il matrimonio, è stato unito alla proprietà per costruire l'eredità del prossimo Lord. Lord e Lady Grantham sono stati innamorati e sono tutt'ora felici della loro vita, nonostante le premesse della loro unione (sposarsi per denaro non fa la felicità) non fossero delle migliori.
Tre sono le figlie dei padroni di Downton Abbey e, purtroppo, nessun maschio che possa ereditare il titolo di Lord Grantham e con quello la tenuta, denaro, casa e titolo sono infatti il pacchetto all inclusive.
La figlia maggiore, Mary, è una ragazza decisa, ma disinteressata, molto cocciuta e abbastanza incerta su cosa fare del proprio futuro, sebbene più rigida su cosa NON voglia diventare. Presa dal desiderio di conoscenza e indipendenza, decide di concedersi alle avances di Lord Pamuk, un mezzosangue che risulta molto persuasivo, purtroppo anche non sufficientemente resistente da non schiattare per infarto nel suo letto.
Infine c'è la terzogenita, Sybill, graziosa e intraprendente, Sybill ha molti sogni e progetti, conditi con il classico idealismo e la sconsideratezza giovanile, vorrebbe diventare una suffragetta e supporta la sua cameriera perchè accetti un posto da segretaria, diventando indipendente e
lasciando l'impiego presso di loro: con sconcerto di parenti e genitori, si fa confezionare un vestito a pantaloni da odalisca. Le piace dare scandalo e stupire con le sue idee innovative ed è assolutamente contraria al matrimonio per interesse e senza amore, disprezzando le unioni imposte a Mary e sviluppando sempre più un attaccamento sospetto per l'autista di famiglia.
Infine c'è la dowager Grantham (col volto di Maggie Smith), cioè la vedova del precedente Lord Grantham, madre dell'attuale proprietario della casa, è una donna già anziana, ma tremendamente dispotica e invadente che abita poco distante in un piccolo cottage e non perde occasione per ficcanasare nelle vicende di famiglia e dire, piuttosto che imporre, il suo modo di fare. È sicuramente il personaggio più energico dopo i borghesissimi Crawley. Apertamente in contrasto con Cora, che considera un'arrampicatrice, troverà con la moglie del figlio un'insospettabile intesa quando si tratterà di favorire la figlia Mary a discapito del lontano cugino Matthew nell'eredità.
Ai piani bassi la situazione non è meno affollata.
Mr Carson, il maggiordomo, è l'uomo di fiducia di Lord Grantham e gli è incondizionatamente fedele, sebbene non sempre approvi le sue decisioni un po' troppo anticonformiste rispetto agli standard della famiglia. Nonostante la sua rigidità morale ha trascorsi non proprio onorevoli per un cameriere di fiducia.
Troviamo Anna, la capocameriera che si occupa anche delle ragazze, donna sveglia e pratica e dalle mani veloci a riodinare e sistemare quanto fuori posto e anche capace di tenere la bocca chiusa se c'è da fare delle malignità su qualcuno (benchè presente, non rivelerà a nessuno della fugace relazione di Mary e Lord Pamuk).
Poi c'è O'Brien, la cameriera personale di Lady Grantham, a dispetto del suo look da signorina Rottenmeier, O'Brien è sgraziata e maleducata e ribatte su qualsiasi cosa dica la padrona, che infatti trova la cameriera particolarmente maleducata e indisponente. Il sentimento è assolutamente reciproco e O'Brien non perde occasione per sminuire la signora, ricordando le sue origini non nobili e sostenendo che non sia affatto una lady solo perchè si interessa anche dei problemi dei suoi dipendenti piuttosto che disinteressarsene apertamente.
Thomas e William sono i due valletti di casa che si occupano anche degli ospiti, il primo bruno e aitante, è il favorito nel cuore della giovane Daisy, la sguattera di cucina appena giunta a servizio, ancora adolescente e spensierata che pensa sempre a divertirsi e a quanto siano belli i ragazzi, peccato che Thomas sia anche omosessuale (una cosa estremamente scandalosa per il tempo) e intrattenga una brevissima ma intensa relazione con il Duca, potenziale pretendente di Mary prima dell'arrivo dei Crawley (vedi qui); William invece è biondo e pallido e nutre un profondo ma incompreso sentimento nei confronti della giovane cameriera, che lo considera solo un amico e William ne soffre molto, anche per la mancanza di coraggio che gli impedisce di confessarsi alla ragazza temendo un rifiuto.
Mentre Thomas non perde occasione di flirtare con la ragazza, comportandosi però in maniera abbastanza superficiale e poco interessanto ai suoi sentimenti, apprezzando solo la parte fisica, William ha intenzioni decisamente più onorevoli.
Trama
A Downton Abbey è una giornata come le altre quando, seguendo la solita routine mattutina, arriva a sorpresa anche una notizia terribile e sconvolgente: il Titanic è affondato.
Purtroppo, oltre alla tragedia generale, un telegramma informa i Grantham che sul piroscafo erano presenti anche il cugino di Lord Grantham e suo figlio Patrick, erede del nobile in assenza di figli maschi, che avrebbe dovuto sposare la maggiore delle figlie: Mary e diventare erede accettato.
Mentre la famiglia è sconvolta, Mary sembra l'unica non troppo colpita dalla notizia, così come poco intristita dal lutto, ella infatti non amava Patrick e benchè ritenga a sua volta poco gentile il suo comportamento, non riesce a dispiacersi più di tanto per la perdita.
La morte di Patrick, però, riapre l'annosa questione dell'eredità, che per volere del vecchio Lord sarebbe passata in toto all'erede: casa, titolo e denaro, compreso quello della sostanziosa dote di Cora, principale motivo per cui Lord Grantham l'aveva sposata.
Poichè Mary è donna e non può ereditare il titolo, la famiglia si mette in moto, sia per cercare il nuovo erede sia per cautelare la ragazza, sperando di riuscire a salvare la dote della Lady per la figlia [le altre chissene frega].
Indagini scoprono che erede di tutto sarà Matthew Crawley, avvocato di periferia e figlio di un medico, un tipico borghese poco adattabile e legato alle tradizioni campagnole, celibe e residente in un piccolo villaggio insieme alla madre, ex infermiera militare.
Matthew e la signora Crawley vengono invitati a Downton per cominciare ad ambientarsi e a prendere confidenza con quella che diventerà la loro vita, l'erede fa la conoscenza di Mary, con la quale molto probabilmente, dovrà sposarsi, non trovandola però di suo gusto, la madre invece entra subito in conflitto di personalità con la dowager Grantham (Maggie Smith), con cui si beccherà in continuazione per ogni dettaglio, in particolare per l'influenza sul conciclio cittadino di cui l'anziana Lady è sempre stata la matriarca indiscussa, mentre la signora Crawley vorrebbe portare innovazione e scoperte scientifiche/tecnologiche.
Non solo, la precedente esperienza medica di Mrs Crawley la rende prima insopportabile e poi molto ammirata agli occhi del locale medico di paese, che vede inizialmente nella donna una ficcanaso insopportabile, riabilitandola successivamente ad un salvataggio in extremis di un poveraccio che per lui era destinato a morte certa.
Mary, poco incline ad accettare l'unione con Matthew, cede fin troppo facilmente alle avances del giovane ospite mezzosangue di casa, Lord Pamuk, lì come ospite del padre per partecipare ad una battuta di caccia [caccia a cosa?] perdendo la sua preziosa virtù, Lord Pamuk, però, muore improvvisamente di attacco cardiaco durante il rapporto e terrorizzate, madre, figlia e Anna al seguto, sono costrette a spostarlo con fatica nuovamente in camera sua, dove verrà rinvenuto la mattina seguente, non senza qualche pettegolezzo di O'Brein, la cameriera personale della signora e grande ficcanaso.
Edith, intanto, affascinata dai modi gentili e spicci di Matthew, inizia ad innamorarsi di lui e si propone per varie gite e passeggiate durante le quali si rafforzano i suoi sentimenti, Matthew però comincia a rivalutare sempre di più la cugina Mary, testarda e cocciuta, ma comunque donna intelligente e indipendente, provocando sofferenza alla sorella.
Infine c'è la minore Sybill, anticonformista per natura, Sybill vorrebbe supportare il movimento delle suffragette ed ìncita la cameriera che la assiste a non abbandonare il corso di dattilografia per corrispondenza che sta seguendo, così come a presentarsi ad un colloquio e a non demordere quando questo viene cancellato improvvisamente. Sybill e il giovane autista dei Grantham cominciano a nutrire un affetto reciproco rivelato da sguardi e occhiate fugaci, relazione però ostacolata dalla grandissima differenza di classe.
Infine, nella prima puntata arriva a Downton Mr Bates, un nuovo cameriere personale per Lord Grantham con cui era stato compagno d'armi e che il lord ha fatto appositamente venire, questi si rivela però claudicante e nonostante la misericordia del signore, ciò crea scompiglio tra la servitù che lo ritiene poco adatto, sostenendo che il padrone abbia fatto un aperto favoritismo nei suoi confronti, visto che non potrà aiutare con le portate in tavola (introducendo addirittura una cameriera in sala da pranzo!) così come altri pesi e dovrà spostarsi sempre con l'ausilio di un bastone [alla faccia delle moderne norme di integrazione che prevedono portatori di handicap ogni tot dipendenti delle società].
Seguendo il parere di Carson il maggiordomo e per quietare gli animi caldi della servitù, lord Grantham allontanerà Beates, ma pentendosi di questa sua mancanza di polso, tornerà sui suoi passi, richiamando il cameriere e sostenendo di non voler più parlare della questione. Beates verrà reintegrato al 100% nel personale. Egli tuttavia si sente terribilmente privilegiato, così tenta di curare da solo la sua ferita di guerra, cosa che tuttavia gli provoca terribili sofferenze, di cui infine si libererà grazie all'intervento di Mrs Hughes, la governante che si accorge prima di altri di questi dettagli (cito Gosford Park: «La governante è la serva perfetta»).
Nonostante questa sua la sua iniziale emarginazione, Bates si rivelerà un ottimo acquisto per le downstairs, è infatti un uomo capace di comprendere i problemi altrui e di fornire compassione e supporto, con lui si confideranno Mrs Hughes, Carson (che ha trascorsi da comico di cabaret), lo stesso Lord Grantham, William e la cameriera che segue di nascosto un corso per corrispondenza di stenografia e segretaria.
Vedremo quali altre perle di saggezza popolare elargirà dalla 5a puntata in poi.
Note a margine, opinioni e cattiverie gratuite
Una cattiveria gratuita va sicuramente a Mary, Mary mi sta veramente antipatica, ma la capisco, il che mi porta a pensare di essere antipatica e indecisa come lei riguardo la mia vita.
Tuttavia... questa considerazione non posso proprio trattenerla: se una che vive in epoca Edoardiana decide di buttare alle ortiche il suo futuro perdendo la tanto sospirata verginità, che almeno lo faccia con un uomo passabile!
Spiacente, ma Lord Pamuk per me ha l'espressività di una rapa...
Passando oltre...
La prima cosa che mi ha colpita è stata durante i titoli di testa del primo episodio: direi che è ottimo che una serie colpisca già prima di cominciare... comunque, sarcasmo pesante a parte, la cosa che mi è colpita è stato il nome di Julian Fellowes tra i registi e produttori della serie. Benchè avessi preso coscienza della cosa già nella scheda tecnica, la sua presenza dietro la macchina da presa è evidente, poteva essere solo lui, la mano di Fellowes è lampante già dalle prime scene e l'ambientazione curata delle case di campagna inglesi che avevamo già trovato in Gosford Park è ritrovata anche in questa miniserie ambientata un ventennio prima.
Stessa cura per i particolari, per la vita dei domestici, per le consuetudini di queste dimore fuori città, la stessa passione per la gentry inglese e per le sue consolidate tradizioni, ma anche per gli inevitabili mutamenti a cui andava incontro.
Sembra di vedere una serie su Gosford Park, senza omicidio; ed avendo apprezzato il film, non posso dire che ciò mi dispiaccia particolarmente, anzi!
Molto interessante è la ricostruzione della vita quotidiana, non è facile ricavare informazioni al riguardo, lo dico dalla mia piccola posizione di ricercatrice che svolgo per questo blog: la vita quotidiana cade sempre nel dimenticatoio, specialmente se come protagonisti si hanno stallieri e valletti piuttosto che lord a cinque stelle.
La cura che è stata messa in ciò è degna di plauso e contribuise ad infarcire l'intera narrazione di piccoli, succulenti dettagli che la rendono ancora più quotidiana, abituando lo spettatore alla routine domestica come se ci abitasse davvero. Sono i particolari che fanno di una vicenda la sua fortuna oppure la sua disgrazia, in una storia in cui ci si immedesima facilmente, l'autore è sapiente utilizzatore dei particolari quotidiani che insaporiranno il tutto con piccoli tocchi, macchie di interesse che faranno apparire il contorno assolutamente normale. Come qui.
In una narrazione filmica, il regista è sicuramente favorito rispetto ad un romanziere: mentre il secondo rischia di finire sul noioso andante illustrando aspetti di vita a cui non tutti potrebbero essere interessati con paginate di descrizioni al limite del libro mastro, un regista avrà più mezzi, ma soprattutto intermezzi, dove piazzare con garbo questi dettagli con brevi accenni e scenette non del tutto slegate alla vicenda, così l'abitudine tutta domestica (e la sua spiegazione) di "stirare" i giornali portati dal ragazzo delle consegne per fissare l'inchiostro ancora fresco di stampa, insegna allo spettatore che ciò era fatto perchè le mani dei signori non si macchiassero, senza che ciò sconvolga chi sta visionando la sequenza o lo ammazzi di inedia implorando pietà sulla poltrona del soggiorno come se guardasse uno di quei vecchi film francesi in bianco e nero dove metà del tempo è passato a fissare occhi sgranati ed espressioni alienate
Oltre al telefilm, quindi ad un puzzle di vicende personali assortite, il prodotto di Fellowes è anche un buon approfondimento dell'epoca di ambientazione, un documentario a metà tra Superquark ed Elisa di Rivombrosa.
Sfruttando l'espediente del nuovo arrivato, se ne approfittano per spiegare anche allo spettatore come è l'andamento di una casa, perchè ci siano determinati comportamenti o che conseguenze questi hanno sulla vita, sia domestica che sociale in genere.
Analogamente, alcune vicende che ci vengono narrate a volo d'uccello, come quella del Titanic, introducono non solo riflessioni e problematiche portate avanti dai protagonisti davanti ad uno specchio o confidenze tra sorelle, ma anche conseguenze più tangibili nella routine quotidiana: se il Titanic fu una digrazia, lo fu anche nel piccolo per questa famiglia che si vede strappare all'improvviso l'erede designato, mettendo in moto un domino senza fine che porterà nuovi caratteri all'interno della sontuosa dimora che dà il titolo all produzione, così come un vortice di nuove relazioni.

Le convenzioni sociali, regole per antonomasia della vita nel passato, ci vengono sapientemente ricordate, per chi ne fosse digiuno, tramite i suggerimenti della dowager Grantham, una Maggie Smith col contegno di una regina [ma io sono imparziale al 100% perchè adoro Maggie Smith], oppure negli acidi commenti di O'Brien, l'acida cameriera della signora.
Analogamente ci vengono presentati l'insofferenza di una ragazza a ciò, il suo desiderio di evasione e le terribili conseguenze che certi atti per noi normalissimi, come l'uscire con uomini, avevano sulla reputazione e sulla propria esistenza.
Si parla di femminismo e suffragette, si parla di indipendenza e di lavoro femminile fuori dal servizio come cameriera, ad esempio come segretaria, però ci sono al loro fianco figure storicamente intramontabili, valletti e giardinieri, l'autista convertito alle macchine piuttosto che alle carrozze, ma che reintroduce il problema dell'amore interclasse.
Insomma, avrete capito che in questo telefilm, al momento a quota 4 puntate (di 7), ci sono tutti gli ingredienti per renderlo un ottimo prodotto, per di più interessante e che tiene incollati allo schermo fino alla fine, non solo per la storia, ma anche grazie alle inquadrature e alla splendida fotografia.
Aspetto con ansia il prossimo fansub in modo da potermelo gustare, attendo di conoscere come procederà e si concluderà il tutto, felice di sapere che le catastrofiche previsioni PBS sono state smentite da uno share di 11.6 milioni di spettatori, innalzando Downton Abbey ad evento filmico del 2010, contro tutte le aspettative (loro) e secondo i sogni dei visitatori (noi!).
Il mio consiglio è assolutamente di vedere quest'opera, se siete appassionati di period dramas, di indipendenza e di conquiste sociali, se vi piacciono lecameriere in bianco-nero o la vecchia nobilà che fatica ad integrarsi con gli ideali borghesi moderni (per l'epoca).
Senza contare l'insuperabile Maggie Smith che, come già in Gosford Park, dà vita ad un personaggio nobile e viziato e assolutamente insopportabile, una vecchietta invadente e ficcanaso conscia della sua posizione, non certo Miss Marple, matrona dispotica e arroccata nei suoi arcaici princìpi. Insomma, l'ennesima espressione della grandezza di questa attrice che, forniti come siamo di fansub, ci viene anche proprosta nella sua versione a voce autentica.
L'ennesima buona cosa è che, vista la mancanza di doppiaggio italiano, possiamo farci l'orecchio al perfetto inglese dei telefilm, che di sicuro non parlano cockney.
Se vi interessasse, io ho trovato affascinanti i seguenti link:
Qui il promo ufficiale della serie, con la bellissima colonna sonora Every Breath you take di Scala e Kolacny Brothers
Guardatelo e fidatevi.
Tanto è gratis ^___^

Mauser
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| Mary Grantham in tenuta da equitazione |
Visti i suggerimenti ricevuti, la mia curiosità in materia e il fatto che fosse l'unico titolo attualmente fansubbato disponibile sul mercato dei period dramas, mi sono dedicata alle prime quattro puntate di Downton Abbey.
Di questa serie, produzione PBS, avevamo già parlato in precedenza nel post dedicato (vedi Downton Abbey), si tratta di un piccolo excursus in un'epoca storica che solitamente non approfondisco perchè tarda rispetto a quelle dove mi sono dedicata: l'epoca Edoardiana.
La storia prende il via nella maestosa dimora di Downton Abbey, dove si svolgono le vicende della famiglia Grantham (upstairs, cioè dei piani alti) e della loro servitù (downstairs, cioè dei piani bassi).
Dopo questi quattro episodi di cui ho letteralmente fatto indigestione, gustati in un insolto quanto apprezzabile mix in lingua originale con sottotitoli, posso raccontarvi un po' meglio la trama della serie.
Personaggi
La vicenda ruota tutta intorno alla maestrosa dimora di Downton Abbey, dove abita la famiglia protagonista, i Grantham e la sua servitù.
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| I personaggi di Downton Abbey |
Lord Grantham ha sposato Cora, principalmente per il denaro che portava in dote e che, con il matrimonio, è stato unito alla proprietà per costruire l'eredità del prossimo Lord. Lord e Lady Grantham sono stati innamorati e sono tutt'ora felici della loro vita, nonostante le premesse della loro unione (sposarsi per denaro non fa la felicità) non fossero delle migliori.
Tre sono le figlie dei padroni di Downton Abbey e, purtroppo, nessun maschio che possa ereditare il titolo di Lord Grantham e con quello la tenuta, denaro, casa e titolo sono infatti il pacchetto all inclusive.
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| Mary Grantham |
La secondogenita, Edith, è una ragazza romantica e un po' civetta, purtroppo la meno graziosa delle tre sorelle Grantham, cosa della quale paga le conseguenze invidiando spesso la sorella maggiore; desiderosa più che mai di riuscire a sposarsi, per lei il CHI sarebbe molto importante purchè piacente e benestante. Manifesta inizialmente un apprezzamento per il cugino Matthew Crawley, destinato però a Mary.
Infine c'è la terzogenita, Sybill, graziosa e intraprendente, Sybill ha molti sogni e progetti, conditi con il classico idealismo e la sconsideratezza giovanile, vorrebbe diventare una suffragetta e supporta la sua cameriera perchè accetti un posto da segretaria, diventando indipendente e
lasciando l'impiego presso di loro: con sconcerto di parenti e genitori, si fa confezionare un vestito a pantaloni da odalisca. Le piace dare scandalo e stupire con le sue idee innovative ed è assolutamente contraria al matrimonio per interesse e senza amore, disprezzando le unioni imposte a Mary e sviluppando sempre più un attaccamento sospetto per l'autista di famiglia.Infine c'è la dowager Grantham (col volto di Maggie Smith), cioè la vedova del precedente Lord Grantham, madre dell'attuale proprietario della casa, è una donna già anziana, ma tremendamente dispotica e invadente che abita poco distante in un piccolo cottage e non perde occasione per ficcanasare nelle vicende di famiglia e dire, piuttosto che imporre, il suo modo di fare. È sicuramente il personaggio più energico dopo i borghesissimi Crawley. Apertamente in contrasto con Cora, che considera un'arrampicatrice, troverà con la moglie del figlio un'insospettabile intesa quando si tratterà di favorire la figlia Mary a discapito del lontano cugino Matthew nell'eredità.
Ai piani bassi la situazione non è meno affollata.
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| Lady Cora Grantham |
Troviamo Anna, la capocameriera che si occupa anche delle ragazze, donna sveglia e pratica e dalle mani veloci a riodinare e sistemare quanto fuori posto e anche capace di tenere la bocca chiusa se c'è da fare delle malignità su qualcuno (benchè presente, non rivelerà a nessuno della fugace relazione di Mary e Lord Pamuk).
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| William |
Thomas e William sono i due valletti di casa che si occupano anche degli ospiti, il primo bruno e aitante, è il favorito nel cuore della giovane Daisy, la sguattera di cucina appena giunta a servizio, ancora adolescente e spensierata che pensa sempre a divertirsi e a quanto siano belli i ragazzi, peccato che Thomas sia anche omosessuale (una cosa estremamente scandalosa per il tempo) e intrattenga una brevissima ma intensa relazione con il Duca, potenziale pretendente di Mary prima dell'arrivo dei Crawley (vedi qui); William invece è biondo e pallido e nutre un profondo ma incompreso sentimento nei confronti della giovane cameriera, che lo considera solo un amico e William ne soffre molto, anche per la mancanza di coraggio che gli impedisce di confessarsi alla ragazza temendo un rifiuto.
Mentre Thomas non perde occasione di flirtare con la ragazza, comportandosi però in maniera abbastanza superficiale e poco interessanto ai suoi sentimenti, apprezzando solo la parte fisica, William ha intenzioni decisamente più onorevoli.
Trama
A Downton Abbey è una giornata come le altre quando, seguendo la solita routine mattutina, arriva a sorpresa anche una notizia terribile e sconvolgente: il Titanic è affondato.
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| Carson apprende della tragedia del Titanic |
Mentre la famiglia è sconvolta, Mary sembra l'unica non troppo colpita dalla notizia, così come poco intristita dal lutto, ella infatti non amava Patrick e benchè ritenga a sua volta poco gentile il suo comportamento, non riesce a dispiacersi più di tanto per la perdita.
La morte di Patrick, però, riapre l'annosa questione dell'eredità, che per volere del vecchio Lord sarebbe passata in toto all'erede: casa, titolo e denaro, compreso quello della sostanziosa dote di Cora, principale motivo per cui Lord Grantham l'aveva sposata.
Poichè Mary è donna e non può ereditare il titolo, la famiglia si mette in moto, sia per cercare il nuovo erede sia per cautelare la ragazza, sperando di riuscire a salvare la dote della Lady per la figlia [le altre chissene frega].
Indagini scoprono che erede di tutto sarà Matthew Crawley, avvocato di periferia e figlio di un medico, un tipico borghese poco adattabile e legato alle tradizioni campagnole, celibe e residente in un piccolo villaggio insieme alla madre, ex infermiera militare.
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| Mary Grantham in abito da lutto |
Non solo, la precedente esperienza medica di Mrs Crawley la rende prima insopportabile e poi molto ammirata agli occhi del locale medico di paese, che vede inizialmente nella donna una ficcanaso insopportabile, riabilitandola successivamente ad un salvataggio in extremis di un poveraccio che per lui era destinato a morte certa.
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| Sybill Grantham in abito da lutto |
Edith, intanto, affascinata dai modi gentili e spicci di Matthew, inizia ad innamorarsi di lui e si propone per varie gite e passeggiate durante le quali si rafforzano i suoi sentimenti, Matthew però comincia a rivalutare sempre di più la cugina Mary, testarda e cocciuta, ma comunque donna intelligente e indipendente, provocando sofferenza alla sorella.
Infine c'è la minore Sybill, anticonformista per natura, Sybill vorrebbe supportare il movimento delle suffragette ed ìncita la cameriera che la assiste a non abbandonare il corso di dattilografia per corrispondenza che sta seguendo, così come a presentarsi ad un colloquio e a non demordere quando questo viene cancellato improvvisamente. Sybill e il giovane autista dei Grantham cominciano a nutrire un affetto reciproco rivelato da sguardi e occhiate fugaci, relazione però ostacolata dalla grandissima differenza di classe.
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| Lord Grantham |
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| Lady Grantham |
Nonostante questa sua la sua iniziale emarginazione, Bates si rivelerà un ottimo acquisto per le downstairs, è infatti un uomo capace di comprendere i problemi altrui e di fornire compassione e supporto, con lui si confideranno Mrs Hughes, Carson (che ha trascorsi da comico di cabaret), lo stesso Lord Grantham, William e la cameriera che segue di nascosto un corso per corrispondenza di stenografia e segretaria.
Vedremo quali altre perle di saggezza popolare elargirà dalla 5a puntata in poi.
Note a margine, opinioni e cattiverie gratuite
| Lord Pamuk |
Tuttavia... questa considerazione non posso proprio trattenerla: se una che vive in epoca Edoardiana decide di buttare alle ortiche il suo futuro perdendo la tanto sospirata verginità, che almeno lo faccia con un uomo passabile!
Spiacente, ma Lord Pamuk per me ha l'espressività di una rapa...
Passando oltre...
La prima cosa che mi ha colpita è stata durante i titoli di testa del primo episodio: direi che è ottimo che una serie colpisca già prima di cominciare... comunque, sarcasmo pesante a parte, la cosa che mi è colpita è stato il nome di Julian Fellowes tra i registi e produttori della serie. Benchè avessi preso coscienza della cosa già nella scheda tecnica, la sua presenza dietro la macchina da presa è evidente, poteva essere solo lui, la mano di Fellowes è lampante già dalle prime scene e l'ambientazione curata delle case di campagna inglesi che avevamo già trovato in Gosford Park è ritrovata anche in questa miniserie ambientata un ventennio prima.
Stessa cura per i particolari, per la vita dei domestici, per le consuetudini di queste dimore fuori città, la stessa passione per la gentry inglese e per le sue consolidate tradizioni, ma anche per gli inevitabili mutamenti a cui andava incontro.Sembra di vedere una serie su Gosford Park, senza omicidio; ed avendo apprezzato il film, non posso dire che ciò mi dispiaccia particolarmente, anzi!
Molto interessante è la ricostruzione della vita quotidiana, non è facile ricavare informazioni al riguardo, lo dico dalla mia piccola posizione di ricercatrice che svolgo per questo blog: la vita quotidiana cade sempre nel dimenticatoio, specialmente se come protagonisti si hanno stallieri e valletti piuttosto che lord a cinque stelle.
La cura che è stata messa in ciò è degna di plauso e contribuise ad infarcire l'intera narrazione di piccoli, succulenti dettagli che la rendono ancora più quotidiana, abituando lo spettatore alla routine domestica come se ci abitasse davvero. Sono i particolari che fanno di una vicenda la sua fortuna oppure la sua disgrazia, in una storia in cui ci si immedesima facilmente, l'autore è sapiente utilizzatore dei particolari quotidiani che insaporiranno il tutto con piccoli tocchi, macchie di interesse che faranno apparire il contorno assolutamente normale. Come qui.
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| Violet, dowager Gantham |
Oltre al telefilm, quindi ad un puzzle di vicende personali assortite, il prodotto di Fellowes è anche un buon approfondimento dell'epoca di ambientazione, un documentario a metà tra Superquark ed Elisa di Rivombrosa.
Sfruttando l'espediente del nuovo arrivato, se ne approfittano per spiegare anche allo spettatore come è l'andamento di una casa, perchè ci siano determinati comportamenti o che conseguenze questi hanno sulla vita, sia domestica che sociale in genere.
Analogamente, alcune vicende che ci vengono narrate a volo d'uccello, come quella del Titanic, introducono non solo riflessioni e problematiche portate avanti dai protagonisti davanti ad uno specchio o confidenze tra sorelle, ma anche conseguenze più tangibili nella routine quotidiana: se il Titanic fu una digrazia, lo fu anche nel piccolo per questa famiglia che si vede strappare all'improvviso l'erede designato, mettendo in moto un domino senza fine che porterà nuovi caratteri all'interno della sontuosa dimora che dà il titolo all produzione, così come un vortice di nuove relazioni.

Le convenzioni sociali, regole per antonomasia della vita nel passato, ci vengono sapientemente ricordate, per chi ne fosse digiuno, tramite i suggerimenti della dowager Grantham, una Maggie Smith col contegno di una regina [ma io sono imparziale al 100% perchè adoro Maggie Smith], oppure negli acidi commenti di O'Brien, l'acida cameriera della signora.
Analogamente ci vengono presentati l'insofferenza di una ragazza a ciò, il suo desiderio di evasione e le terribili conseguenze che certi atti per noi normalissimi, come l'uscire con uomini, avevano sulla reputazione e sulla propria esistenza.
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| Branson l'autista |
Insomma, avrete capito che in questo telefilm, al momento a quota 4 puntate (di 7), ci sono tutti gli ingredienti per renderlo un ottimo prodotto, per di più interessante e che tiene incollati allo schermo fino alla fine, non solo per la storia, ma anche grazie alle inquadrature e alla splendida fotografia.
Aspetto con ansia il prossimo fansub in modo da potermelo gustare, attendo di conoscere come procederà e si concluderà il tutto, felice di sapere che le catastrofiche previsioni PBS sono state smentite da uno share di 11.6 milioni di spettatori, innalzando Downton Abbey ad evento filmico del 2010, contro tutte le aspettative (loro) e secondo i sogni dei visitatori (noi!).
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| Anna la capocameriera |
Senza contare l'insuperabile Maggie Smith che, come già in Gosford Park, dà vita ad un personaggio nobile e viziato e assolutamente insopportabile, una vecchietta invadente e ficcanaso conscia della sua posizione, non certo Miss Marple, matrona dispotica e arroccata nei suoi arcaici princìpi. Insomma, l'ennesima espressione della grandezza di questa attrice che, forniti come siamo di fansub, ci viene anche proprosta nella sua versione a voce autentica.
L'ennesima buona cosa è che, vista la mancanza di doppiaggio italiano, possiamo farci l'orecchio al perfetto inglese dei telefilm, che di sicuro non parlano cockney.
Se vi interessasse, io ho trovato affascinanti i seguenti link:
The Fashions of Downton Abbey
Enchanted Serenity of Period Dramas - Downton Abbey
The arts desk - Downton Abbey, the finale
Enchanted Serenity of Period Dramas - Downton Abbey
The arts desk - Downton Abbey, the finale
Qui il promo ufficiale della serie, con la bellissima colonna sonora Every Breath you take di Scala e Kolacny Brothers
Guardatelo e fidatevi.
Tanto è gratis ^___^

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