31 dicembre 2009

Ricette per i saponi di una volta

Continuando sulla scia dei post della pulizia (ormai vi avrò tormentato a sufficienza, credo), ecco qui l'ultimo contenente tre ricettine per la preparazione del sapone casalingo e alcuni trucchi per lavare gli indumenti neri o colorati.

Sapone dei poveri

Il sapone si faceva con gli avanzi della macellazione del maiale, comprese le ossa, sciolte in acqua bollente e soda caustica

Ingredienti:

  • 2,5 kg di cotenna e ossa di suino,
  • 9 litri di acqua,
  • 500 gr. di soda caustica

Preparazione:
diluire la soda nell'acqua fino a scioglierla completamente (se solida o in polvere), oppure amalgamarla con cura (se liquida), dopodichè aggiungere le parti del maiale mescolando non frequentemente ma con costanza,
Portare a ebollizione e lasciarla cuocere a fuoco non troppo vivo per circa 3 ore continuando a rimestare a intervalli.

Dopodichè lasciar raffreddare il tutto e tagliare il sapone così ottenuto in pani.

Poichè l'odore di questo sapone non è propriamente come quello moderno, si consiglia, dopo aver fatto sciogliere le ossa e la cotenna, di aggiungere aromi naturali: particolarmente indicati quelli mediterranei come rosmarino e alloro, ma anche la lavanda funziona bene.



Liscivia: cenere come detersivo

Quello della lisciva era un tempo un vero e proprio rito, che coinvolgeva tutte le donne della famiglia e che agli occhi dei bambini assumeva caratteri magici ed affascinanti. Dall'unione di acqua e cenere nasceva un'alchimia nascosta che miracolosamente faceva diventare bianca, morbida e profumata la biancheria ed il bucato. Naturalmente ogni regione, ogni paese, ogni casa aveva il suo metodo per lavare i panni, ma il procedimento era a grandi linee abbastanza simile da Nord a Sud.



Ingredienti:

  • Cenere e acqua in un rapporto di 1:5, ovvero 1 bicchiere di cenere e 5 di acqua.

Preparazione:

Setacciare la cenere.
Disporla in una grossa pentola (espressamente destinata a questo uso), rispettando il giusto rapporto cenere/acqua ed aggiungervi l'acqua.

Portare ad ebollizione, a fuoco lento, mescolando di frequente all'inizio e di tanto in tanto quando la cottura si è stabilizzata.

Far bollire circa 2 ore. E' consigliabile, verso fine cottura, assaggiare giusto una goccia del composto da posare sulla lingua per valutarne la potenza: se ha bollito sufficientemente pizzicherà appena.
Non eccedere nella bollitura, in quanto la lisciva ottenuta diventerebbe troppo forte ed aggressiva per la pelle e per l'ambiente.

A cottura ultimata, lasciare raffreddare e decantare.

Preparare un recipiente e qualche straccio di cotone pulito che non scolorisca.
Tendere sul recipiente lo straccio e fissarlo nella posizione con una corsa, uno spago, una fettuccia o un elastico.
Versare il contenuto della pentola sullo straccio nel recipiente, con l'accortezza di non agitare il liquido, cercando cioè di mantenere separata la parte solida da quella liquida. Se necessario ripetere questa operazione per ottenere una lisciva (ovvero la parte liquida) più filtrata e quindi più limpida.

Versare la lisciva in un flacone di plastica.
La lisciva è pronta! e si conserverà anche per anni...


Cosa si ottiene dal procedimento:

  • Una parte liquida, la lisciva propriamente detta,d a usarsi per tutti le pulizie (piatti, biancheria, pavimenti, ecc.), dicono sia ottima anche in lavatrice al posto del detersivo.
    La liscivia pura è utilizzabile per pulire più a fondo, mentre diluita per le pulizie leggere, come lavare i piatti.
  • Una pasta cremosa, che possiede un certo potere detergente e che può essere usata per lavare i piatti poichè non sporca come la cenere in polvere, lasciando che la parte pura sia adoperata per smacchiature più impegnative.

Sapone by Wikipedia

Ingredienti:

  • 10g di olio di oliva
  • 5g di idrossido di sodio
  • 40 ml di soluzione acqua/alcool al 50% (20ml di acqua e 20 di alcool)
  • 150ml di acqua e cloruro di sodio

Preparazione:

Si scalda il tutto per circa 45 minuti agitando continuamente. A parte si prepara un'altra soluzione acqua-alcol da aggiungere di volta in volta.
Dopo un po' si aggiunge il tutto ad una soluzione di 150 ml di acqua e cloruro di sodio fredda. Questa serve ad innalzare la forza ionica e a favorire la precipitazione del sapone.
Si filtra il precipitato e lo si asciuga in stufa.
Questo è il metodo per una completa saponificazione dell'olio (sia esso derivante dalle olive o da altra fonte animale e/o vegetale)

Gl ingredienti principali del sapone sono olio di oliva di seconda o terza spremitura (le cosiddette "sanse") e glicerina.

Al posto dell'idrossido di sodio per la saponificazione si usa talvolta la lisciva; la glicerina è un componente naturale che si forma per saponificazione dei trigliceridi degli oli vegetali o dei grassi animali.


Il fiele di bue

Per lavare gli indumenti neri si usava il fiele di bue diluito in acqua tiepida.

Siccome lasciava spesso un odore sgradevole, si preparava un infuso di foglie d’edera così il nero riprendeva anche la sua lucentezza.

12 commenti:

  1. Che bello !!! Anche a me piacciono molto "le cose di una volta",sopratutto se cosi' naturali !!! ;) Mi chiedevo sarebbe possibile usare la lisciva al posto della soda caustica per fare il sapone ???

    RispondiElimina
  2. Chiedo questo poichè non ho ancora avuto il coraggio di usare la soda caustica per fare il sapone :)) Poi volevo anche sapere la lisciva si puo' ottenere solo dalla cenere del legno bruciato o anche dalla carta ??

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Amedeo, come ho scritto sopra esistono ricette solo a base di liscivia.
      Per quanto riguarda l'origine, la cenere di carta non è altrettanto efficace e decisamente più inquinante, io ti suggerisco quella di legno, se non vuoi prepararla tu puoi chiedere alle cooperative agricole della tua zona, a volte la vendono o te la preparano.

      Elimina
  3. Grazie mille !!! Non vedo l'ora di provare il sapone con la lisciva,dove trovo le ricette ? :)

    RispondiElimina
  4. Ho visto ma è con la soda caustica,come lo sostituisco con la cenere ? :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho letto anche che hai scritto che è corrosivo per la pelle,ma come la soda caustica ?Invece penso che non ci sia nessun problema a respirarne i vapori se addirittura se ne puo' assaggiare un goccio :) e ovviamente non c'e' nemmeno bisogno degli occhiali protettivi al contrario della soda giusto ?

      Elimina
    2. La seconda ricetta è senza la soda, si mescolano solo acqua e cenere nelle percentuali indicate.
      Ovviamente non occorrono occhiali, sennò in passato come avrebbero fatto?
      In compenso è consigliabile usare guanti, la soluzione è molto agra e tende ad eliminare tutto il grasso protettivo che gli esseri umani hanno sule mani e sulla punta delle dita, come se fossero tremendamente screpolate d'inverno, perciò è meglio preservare la propria pelle. Le lavandaie, infatti erano famose nei secoli antichi per avere mani callose e rovinate addirittura più dei contadini in quanto le soluzioni per lavare e tingere erano micidiali

      Elimina
  5. Ho capito forse intendi la stessa ricetta per la lisciva ma a quella per ottenere un sapone solido poi si aggiunge grasso e volendo aromi giusto ?Mi puoi indicare le giuste proporzioni ?Comunque non vedo l'ora di farlo :),ma allora non avevano guanti protettivi ?E tutte le soluzioni con cui si rovinavano cosi' la pelle erano a base di cenere ?Comunque li usero' di sicuro i guanti anche perchè ho la pelle della mani molto delicata che d'inverno mi si screpola facilmente se non addirittura mi si creano tagletti...bastano quelli comuni in lattice vero ?

    RispondiElimina
  6. Sì, anche se la liscivia era usato più come sapone solido o comunque denso, non in saponetta, per il quale invece si adoperava l'altra ricetta. La liscivia non è indicata per l'igiene personale, mentre lo è per sgrassare le stoviglie sporche e smacchiare la biancheria da casa, è infatti uno sgrassatore fine a se stesso e molto agro.
    I guanti direi che sono d'obbligo, una volta la pelle di chi lavorava era molto più ruvida e temprata, un po' non se ne accorgevano e un po' erano abituati a prodotti molto aggressivi e ad una certa rozzezza. Noi persone moderne siamo più "delicate" e se tu hai problemi con l'arsura direi che i guanti sono d'obbligo, magari quelli di gomma da cucina sono meglio di quelli in lattice perchè più spessi.

    RispondiElimina
  7. In rete ho trovato diverse ricette per fare il sapone con la lisciva,ci provero' se non verrà bene lo faro' con la soda caustica,sperando mi venga il coraggio :)),anche se so che con le dovute precauzioni non dovrebbero esserci rischi,guanti,occhialini,e mascherina per la bocca.Magari lo faro' sopra un tavolino che ho sul balcone,cosi' i fumi andranno via più facilmente.

    Comunque ho letto che nella zona di Savona,usavano le piante marine per ricavarne il potasso sodico :).
    Mi sono un po informato sulla storia del sapone.Se ho ben capito i marsiglesi hanno imparato a fare il sapone dai liguri e soprattutto dai savonesi.E il nome Savona sembra derivi da sapone ma è una leggenda...Ma esiste un sapone tecnicamente definito "sapone di savona" ?Cercando in rete ho trovato solo un sito di un frantoio ligure (Magnone) che lo vende e gli ingredienti sono a base di olio e mandorle.
    Vari altri ne parlano ma non dicono di una specifica "ricetta",più che altro parlano della storia del sapone di savona.Oppure un altro Cibe Laboratori sul sito lo chiama sapone di SavonA-Marsiglia ma poi nel catologo c'e' solo scritto Marsiglia.Tu sai qualcosa in più ?


    RispondiElimina
  8. Non capisco tutta questa paura della soda caustica. In commercio ci sono sostanze ben peggiori che pure usiamo spesso. La soda caustica scompare durante la reazione con i grassi; quindi il prodotto che ne risulta NON è a base di soda caustica. Semplicemente è servita per portare a termine una reazione chimica. Se pensate che beviamo la candeggina tutti i giorni, quando usiamo l'acqua del rubinetto...

    RispondiElimina



Hai qualche idea?
Vorresti approfondire un argomento particolare?
Ci sono curiosità di cui vorresti scrivessimo?

Manda una mail a
georgianagarden@gmail.com